Lombardia, bonus bebè, casa e ticket: Maroni concede il reddito di autonomia agli stranieri

lombardia maronidi BENEDETTA BAIOCCHI – Ma non aveva detto il 75% delle tasse ai lombardi? Beh, si può anche cambiare idea. Fatto sta che la Regione Lombardia ha appena varato il reddito di autonomia, un “materasso” di welfare in cinque puntate, per chi ha bisogno di aiuto ovvero disoccupati, anziani, famiglie con redditi bassi, disabili… E…. stranieri residenti. Che rientrano per tipologia di reddito e di capacità di avere figli tra i primi della classe in questa graduatoria degli aiuti. Anche a loro andranno gli sconti sui ticket, i bonus bebè per il secondo figlio, un contributo per l’affitto…. Insomma, apriti cielo. La Lega è in rivolta.

Vediamo allora i dettagli.

E’  previsto un assegno di autonomia dal primo dicembre per anziani e disabili non autosufficienti e a rischio di esclusione sociale di famiglie con reddito Isee fino a 10 mila euro: la Regione darà la stima di dare a mille famiglie un voucher di 400 euro al mese per 12 mesi.

Un contributo economico di 300 euro al mese, per massimo 6 mesi, sarà dato a circa 5 mila persone per il reinserimento lavorativo se disoccupate da oltre 36 mesi e in difficoltà economiche.

La Lombardia sperimenterà poi un bonus bebè di 800 euro una tantum per i secondi nati e di mille euro dal terzo figlio, il reddito Isee di riferimento per usufruirne è fino a 30 mila euro.

Un bonus affitti rappresenterà invece un contributo economico una tantum di 800 euro a quelle famiglie (la stima è di 6 mila all’anno) in condizione di fragilità socio-economica e residenti nei 155 comuni lombardi ad elevata tensione abitativa.

Nel pacchetto di misure per il reddito di autonomia infine rientra l’abolizione del superticket ambulatoriale per le famiglie con reddito imponibile fino a 18 mila euro. Maroni ha spiegato di voler testare questa serie di misure, che saranno al vaglio di un comitato di monitoraggio, ma ha detto di aspettarsi di poter ampliare le misure contro la povertà e l’esclusione sociale se nella legge di stabilità del 2016 il governo concederà più risorse alla Lombardia.

Per la maggior parte delle misure stabilite dalla Giunta Maroni – bonus bebè, bonus affitti e assegni di autonomia per anziani disabili – vale il requisito della residenza minima in Lombardia da 5 anni. Un limite che non vale per l’abbattimento del superticket sanitario perché, è stato spiegato, le risorse derivano dal Servizio sanitario nazionale e dalle sue regole. E non vale per l’assegno di reinserimento lavorativo, poiché in questo caso le risorse arrivano dal fondo sociale europeo.

Sulle regole in generale del reddito di autonomia è comunque in corso anche un lavoro in Consiglio regionale, dove un tavolo con tutte le forze di maggioranza e opposizione sta studiando la possibilità di stendere un progetto di legge condiviso.

Più nel dettaglio, dal 15 ottobre le famiglie  sotto i 18mila euro non pagheranno più il super ticket su visite ed esami. L’esenzione sarà richiesta tramite autocertificazione.

Ma in seguito con il quoziente familiare, l’importo del ticket varietà a seconda del numero di componenti del nucleo familiare: lo sconto sarà maggiore tanto più saranno i figli a carico.

Il bonus bebè. La seconda misura è il bonus bebè: anche in questo caso, si facilitano le famiglie con più bambini a carico. Il bonus sarà infatti erogato a quelle mamme che hanno un reddito Isee fino a 30mila euro. L’assegno, che sarà dato ai nuovi nati a partire dall’8 ottobre, sarà un contributo ‘una tantum’ di 800 euro per il secondo figlio, e di mille euro per il terzo. Altro contributo ‘una tantum’ sarà quello per pagare l’affitto: anche in questo caso si tratta di un assegno di 800 euro per chi ha un reddito Isee tra 7mila e 9mila euro e vive in uno dei 155 comuni della regione a alta tensione abitativa. Partirà dal 1° di novembre, come spiega bene la pagina milanese di Repubblica.

Ma ecco il pomo della discordia.

Residenza in Lombardia da 5 anni, per tutte le misure, tranne quella sui ticket. Nessuna restrizione, invece, sul fronte della cittadinanza: potranno quindi accedervi sia cittadini italiani sia stranieri.

La Lega chiede però di alzare da 5 a 10 anni gli anni di residenza in Lombardia e la cittadinanza italiana come requisiti obbligatori, in modo da escludere dagli aiuti gli immigrati.

 

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