Lombardia: Albertini: sì alla macroregione, no al referendum sull’euro

di GIORGIO CALABRESI

Si’ alla creazione di una macroregione del Nord ma no al referendum lanciato dalla Lega Nord sull’Europa e l’euro. Sono questi due dei ”obiettivi irrinunciabili” contenuti del programma di ‘Movimento Lombardia Civica”, la lista civica che sostiene la candidatura di Gabriele Albertini alle prossime elezioni regionali lombarde. L’ex sindaco di Milano sembra aprire al Carroccio quando inserisce in cima alla scaletta delle priorita’ del suo programma ”l’approvazione da parte del Consiglio Regionale Lombardo, entro il secondo mese dal suo insediamento, di una proposta di legge per la creazione di una macroregione del Nord dotata di ampia autonomia”. Albertini pone pero’ tra gli altri punti irrinunciabili ”l’abbandono da parte della Lega Nord della proposta di legge popolare per la promozione
di un referendum popolare sull’Europa e sull’Euro da abbinare alle prossime elezioni politiche”. Per l’ex sindaco di Milano, infatti, ”l’adozione di una moneta nazionale e’ lo strumento piu’ inefficace per affrontare la crisi fiscale degli Stati e la crisi economica” ed ”e’ inoltre in profondo contrasto con l’euroregione che proponiamo al primo dei nostri punti irrinunciabili”.

Albertini insiste parecchio anche sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, altro punto di possibile tensione con il Carroccio: ”Secondo il piu’ recente studio sulle partecipate dai Comuni si desume che quando una societa’ e’ partecipata anche da soci privati e’ piu’ efficiente. E poiche’ la Lombardia e’ il territorio con la maggiore presenza di societa’ partecipate dai Comuni (923 societa’), e’ dalla Lombardia che deve partire l’apertura alla concorrenza e al mercato di questo importante comparto economico”.

Albertini e la Lega Nord sono su sponde opposte anche per quanto riguarda le province. L’ex sindaco di Milano auspica infatti ”la definitiva approvazione da parte delle Camere entro il 20 dicembre del decreto legge sul riordino delle province” perche’ la prospettiva e’ quella ”della soppressione dell’ente amministrativo”.

Ieri, intanto, i vertici regionali del Pdl hanno incontrato proprio Albertini, secondo incontro dopo quello con Matteo Salvini della Lega Nord, per tentare di risolvere il nodo delle regionali in Lombardia, con il centrodestra diviso tra le candidature dell’ex sindaco di Milano e di Roberto Maroni. “Non si e’ parlato dell’ipotesi di primarie di coalizione, abbiamo solo ribadito ad Albertini che per noi il rapporto con la Lega e’ essenziale”, ha commentato il coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani. Certo, il Pdl: ma esiste ancora questo partito e, se sì, cosa mai sarà dopo che Berlusconi rifarà Forza Italia?

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7 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    non credo che l’allega arriverà al 20% in Lombardia.
    il 12% è molto più ragionevole.

  2. ingenuo39 says:

    Domanda? Quanti voti prenderà la lega in Lombardia? Facciamo il 20%, e con questo 20% che cosa sarà in gradi di fare? Per forza deve fare delle alleanze o coalizioni per poter fare qualcosa, ma non tutto quello che dice. Se come dice la lega ” noi andiamo da soli e non ci alleeremo con nessuno” che cosa conta di fare con una decina di consiglieri regionali?

  3. fantastichini says:

    Allora: nei prossimi giorni verrà annunciato il sostegno di Tremonti a Maroni e contemporaneamente anche di Berlusconi. Stop. Corsa Albertini finita. IUl Celeste chiude. Saluti. Ennio

  4. Jesse James says:

    albertini si ritiri, tanto non può assolutamente vincere. Eviterebbe una uscita di scena umiliante.

  5. Albertini è un centralista nell’anima basta ricordare i suoi interventi pubblici passati contro la Lega.
    Ora cerca alleati che durino fino alle elezioni per poi fare come il suo predecessore Formigoni che non a caso ritiene invotabile la Lega da parte dei suoi elettori.
    Queste persone hanno DUE FACCE diffidate di loro.

    • giovane padano says:

      Bè certo mica tutti possono essere secessionisti veri come l’ex ministro della pulizia itagliona. O forse i militonti maroniti credono davvero che si sia infiltrato nei gangli delle forze dell’ordine tricolorute per fare meglio la secessione? Fuori reguzzone e marone dal movimento!

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