Lombardia a Statuto speciale. 30 milioni per consultare un sogno

di BENEDETTA BAIOCCHIcartina lombardia

Mai dire mai e comunque se mai si inizia…. C’è tuttavia da dire che, per quanto lodevole, l’iniziativa per avviare l’iter (e già scrivere “iniziativa per avviare l’iter” è di per sè ridondante e burocraticamente polveroso…) del referendum consultivo (e già dire consultivo….!!) per trasformare la Lombardia in Regione a statuto speciale è un’impresa titanica.

Il referendum è consultivo. E se si vuole procedere per cambiare il destino della Lombardia, davanti tecnicamente ad un parere della popolazione, occorrerà avere in Parlamento una maggioranza potente e qualificata. Di più: qual è quello Stato che rinuncia ad un terzo del Pil nazionale?

Lo sanno tutti, e già per questo la spesa di 30 milioni di euro per la consultazione è stata pesantemente criticata dal Pd e dalle altre opposizioni. Basti pensare che per il referendum catalano, era stata prevista una spesa di gran lunga inferiore. Chissà…

In ogni caso, inizia oggi in commissione Affari istituzionali del Consiglio lombardo, l’iter. Il referendum, proposto dalla Lega Nord, per potersi tenere dovrà essere approvato dal Consiglio regionale e, in ogni caso, avrà solo valore consultivo. Per rendere a tutti gli effetti la Lombardia una Regione a Statuto Speciale, infatti, servira’ poi una modifica costituzionale fatta dal Parlamento.

Leggiamo che dice la cronaca politica. Il capogruppo del Carroccio al Consiglio regionale, Massimiliano Romeo, ha sottolineato: “Chiederemo innanzitutto che venga costituito un apposito gruppo di lavoro, che possa valutare meglio e in maniera approfondita la intero percorso”. Il capogruppo ha detto di voler “arrivare alla formulazione di un quesito che sia inattaccabile sotto il profilo costituzionale”. Inoltre sarebbe importante pervenire “a una notevole riduzione dei costi previsti per la consultazione popolare”, per la quale la Regione ha stanziato 30 milioni di euro. Insomma “l’intenzione è quella di fare in modo che i lombardi possano esprimersi sulla questione nel 2015; per far questo occorre che il provvedimento venga approvato dal Consiglio regionale entro il 28 febbraio”.

Auguri….

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2 Comments

  1. emma says:

    “Non siamo insensibili al grido di dolore che da ogni parte d’Italia si leva verso di noi!” , così nel 1859 Vittorio Emanule II, dando il via non alla “liberazione d’Italia ma alla “conquista “, all’asservimento ai Savoia e non solo, cancellando il diritto dei popoli all’autodeterminazione, quella stessa che ha ripreso vigore da nord a sud, stimolando fenomeni come mafia, brigantaggio, ‘ndrangheta.

  2. Venetkens says:

    è impossibile, Lombardia e Veneto sono i derubati per definizione di questo sistema. sono il plancton che alimenta la catena alimentare di ruberie e corruzione fino ad Agrigento. e la mafia siciliana è troppo potente, anche soltanto immaginarla a stato speciale è ridicolo.

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