Lombardia: 60% micro-aziende a rischio senza cassa integrazione

di REDAZIONE

“Per la Cassa integrazione in deroga i fondi non basteranno. E l’accordo firmato in Regione e’ decisamente al ribasso e introduce nuovi paletti. Il rischio e’ che oltre la meta’ delle aziende micro, piccole e medie che hanno richiesto e richiederanno la cig in deroga nel 2013 non potranno ottenerla”. A lanciare l’allarme e’ l’Unione Artigiani di Monza e Brianza secondo cui, “dopo gli ultimi stanziamenti del Governo la Lombardia ha a disposizione 223 milioni di euro, quando a giugno la richiesta ha gia’ sfondato il tetto dei 280 milioni. E mancano ancora 6 mesi, difficili, per arrivare alla fine dell’anno”.

“Questo significa – sostengono ancora dall’Unione Artigiani – che il 60% delle oltre 30 mila aziende lombarde che quest’anno potrebbero trovarsi davanti in difficolta’ (in 5 mesi sono state 13 mila quelle che hanno chiesto di poter ricorrere alla Cigd) avranno davanti un bivio: provare a reperire risorse in altra maniera o licenziare. Senza contare che almeno 10 mila non potranno neanche far domanda, per la restrizione dei requisiti: sono tagliate fuori tutte quelle che l’hanno gia’ richiesta da aprile 2011 a giugno 2013 per quattro volte. Tremila i posti di lavoro a serio rischio nella sola provincia di Monza e Brianza”. “Le nostre aziende sono gia’ in difficolta’ e questa ulteriore restrizione potrebbe rivelarsi fatale e dare un colpo mortale all’artigianato” spiega il presidente dell’Unione artigiani di Monza e Brianza, Walter Mariani. “E’ chiaro che non arriveranno piu’ soldi, ma va fatto il massimo per trovare altre strade per rimpinguare il fondo destinato per questi ammortizzatori sociali. Nella nostra provincia sono a rischio migliaia di posti di lavoro e con essi la vita quotidiana di altrettante famiglie”.

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8 Comments

  1. Albert Nextein says:

    I soldi se li vadano a prendere da soli a roma.
    Sotto le sedi di partiti e sindacati.
    Nei palazzi del potere.
    Sotto bankitalia.
    Presso confindustria.
    Da inps, ed inail.
    Regioni, provincie, comuni.
    A casa dei politici.

    Senza lasciapassare o passi di sorta.
    Solo con randelli, spranghe, mazze, bastoni.

  2. Massimo says:

    Voglio fare riflettere soltanto un attimo i Lombardi (soprattutto quelli filo itaglioti). Il fatto che a fronte di una rapina fiscale di 60 miliardi all’anno,perpetrata dallo stato ai nostri danni, non si riescano a reperire da esso cifre che a differenza di quelle che paghiamo (ci vengono sottratte) sono IRRISORIE dimostra davvero l’eccezionale gravità della situazione. Certamente poi si trovano benissimo denari per finanziare i numerosissimi forestali italici,spalatori di neve di palermo ad agosto e fondi strutturali per alcune zone depresse della penisola (soldi che sappiam bene come e da hi vengono usati). Facendo parte dell’itaglia è impossibile tutelare il nostro mercato del lavoro, il nostro diritto al lavoro, il nostro comparto economico ed il nostro comparto finanziario. Tanto per restare in tema di distruzione del lavoro in Lombardia: Goodbye Indesit: http://www.danielemartinelli.it/2010/07/02/lombardia-licenziamenti-alla-indesit/. Lombardi difendiamoci! è nostro diritto usare le nostre finanze, le nostre risorse per sostenere la nostra economia, non facciamoci trascinare nel baratro dalle fallimentari politiche itagliane! LOMBARDIA NAZIONE LIBERA SUBITO! Beh se non vi ho convinto ancora, consolatevi col fatto che l’itaglia è arrivata terza in una inutile competizione e probabilmente salirà di qualche punto nel ranking uefa…..ecco ora ora potete aprire il Tavernello 😀

  3. Giacomo Consalez says:

    E quell’altro pirla che vuole trattenere il 75%. Ma di cosa? dei morti d’inedia?

    Pajass!!

  4. Giacomo Consalez says:

    Servizievoli fino alla mortificazione. L’italia che non trova 280 milioni per la cassa interazione da dare alle aziende lombarde è la stessa italia che anche nel 2012 ha prelevato alla Lombardia 60 MILIARDI DI EURO di avanzo primario. Avanzo primario? Concetto troppo evoluto per il lombardo medio che festeggia le parate di buffon contro l’Uruguay.

  5. pippogigi says:

    Che dire? nel mondo dell’incontrario, detto anche italia, i soldi per la cassa integrazione per le aziende che lavorano e producono e sono in crisi per colpa dello Stato non si trovano mai, quelli per i 20.000 forestali della Calabria o i 18.000 dipendenti della Regione Sicilia (chissà se lavorano e producono anch’essi…) invece si trovano sempre. I risultati li abbiamo davanti agli occhi tutti quanti.

  6. Unione Cisalpina says:

    … avranno davanti un bivio: provare a reperire risorse in altra maniera o licenziare. …

    ekko una battaglia vera ke la lekka nodde non fa … infatti, dovrebbe intervenire invitando le imprese allo sciopero fiskale konkordato…
    ovvero versare, nel mese, e x tutti i mesi a venire, alle skadenze in vigore, solo il 10% di ciaskuna tassa imposta
    kontinuando, in kompenso, a pagare il salario pieno alle maestranze, aumentando produzione ed esportazione in virtù del “minor esborso tangentizio” versato al rapinatore statale italiko romanocentriko …

    le stesse korporazioni aziendali dovrebberero essere strumento di koordinamento in kuesta vitale intrapresa … ma, kome la lekka nodde, latitano… sono delinkuenti fugguitivi… laatitanti ! 😀

    • Unione Cisalpina says:

      le aziende fanno i “Sostituti d’Imposta” x konto del mafioso stato tangentista
      xkè non fare anke il “sostituto di Responsabilità” ke lo stesso impositore romano non ottempera !?

      pagate voi gli stipendi agli operai ke dovete mettere in ” Kassa di Prelicenziamento” a kagiòn dell’esosità del pizzo ke roma vi estorce a mano armata (prefetti, magggistrati, GdF, Garabbbineri, etc.), ingiunzioni, diffide e minacce di Vita o di Morte vostra e drelle vostre aziende benemerite … kuelle sì, veramente !

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