Lombardi sudditi nell’intimo? I numeri della rapina dicono di sì

di GIANLUCA MARCHI

I miei corregionali lombardi sono un po’ lenti. E stranamente adusi a essere sudditi, a non rivoltare il tavolo nonostante tutti i dati dicano che sono la popolazione peggio trattata di questo insopportabile Paese. Non è che gli amici veneti siano considerati molto meglio dallo Stato centralista, ma loro almeno ogni tanto si incendiano e adesso hanno innescato il meccanismo del referendum sulla loro indipendenza che rischia di essere una bella mina piazzata alla base dei pilastri sgangherati che ancora reggono l’Italia.

E allora per cercare di scaldare un po’ di più i lombardi dormienti – che cominciassero a firmare a sostegno di CoLoR44 per avviare anche qui il processo referendario – mettiamo in riga alcuni dati che dovrebbero farli saltare sulla sedia.

Detto che siamo in una situazione economica drammatica, dove ogni giorno chiudono i battenti decine di imprese lombarde, cominciamo col dire qualcosa sulla spesa pubblica regionalizzata, cioè quanto lo Stato spende per i servizi pubblici in ciascuna regione italica. E lo facciamo ricorrendo a elaborazioni della Ragioneria di Stato, quindi si tratta di dati che non possono essere accusati di venire truccati. Tenendo conto che solo una quota della spesa pubblica è “regionalizzabile”, cioè attribuibile ai territori secondo i calcoli dello stesso Ministero dell’Economia (la parte maggiore resta in un calderone romanizzato), sapete qual è la Regione dove, al netto degli interessi sul debito pubblico, si spende di meno per ogni cittadino? Ovviamente la Lombardia dove, dati dle 2011, la spesa pubblica procapite è stata di 2700 euro. Poi, risalendo la classifica dal basso, abbiamo il Veneto (2995), l’Emilia Romagna (3045), il Piemonte (3231), le Marche (3360), la Toscana (3442), l’Umbria (3562), la Puglia (3822). Per tutte queste regioni la spesa pubblica procapite è sotto la media nazionale, che è di 3.838 euro. Dalla Campania (4072) si risale via via fino alla Valle d’Aosta (11392). La regione non a statuto speciale dove la spesa pubblica procapite è più alta è il Lazio dove si arriva a 5191 euro: vale a dire lo Stato spende per ogni cittadino laziale quasi il doppio di quel che caccia in servizi per ogni lombardo. Se questa è giustizia!?

Fosse che i lombardi pagassero poche tasse, si meriterebbero un tale trattamente dallo Stato patrigno e matrigno. Ma notoriamente non è così. Il “residuo fiscale” della Lombardia, vale a dire la differenza fra le tasse versate a Roma dai lombardi e e i servizi pubblici che ne ricevono in cambio, è risultato attivo nel 2012 per la bellezza di 56,490 miliardi di euro, vale a dire che in media ogni lombardo ha regalato allo stato 5.788 euro per il semplice fatto di far parte dell’Italia. Un ideale equilibrio perfetto, ancorché teorico, vorrebbe che lo Stato spendesse in servizi pubblici circa 8500 euro l’anno per ogni lombardo, e non i miseri 2700 che abbiamo visto.

E allora i soldi che i lombardi mandano versa la capitale e che non tornano più in dietro dove finiscono? Potete immaginare che i rivoli di dispersione siano millanta, ma facciamo un calcolo da salumieri. Abbiamo detto che nel 2012 la Lombardia ha avuto un “residuo fiscale” attivo per 56,490 miliardi di euro (soldi andati e non più tornati). Ebbene, sapete qual è stato invece il “residuo fiscale” di tutto il Mezzogiorno sempre per il 2012? Pari a 63,2 miliardi di euro, ma in negativo! Ciò significa che, rispetto alle tasse pagate dai cittadini del Sud, lo Stato ha speso nella stessa area una cifra aggiuntiva di 63,2 miliardi. Chi ha coperto il buco fra soldi incassati e soldi spesi dallo Stato nel Mezzogiorno? Per l’89% il buco è stato coperto con le tasse dei lombardi.

Devono proprio essere dei masochisti i miei concittadini oppure degli incredibili altruisti. Pensare che i bavaresi sono in subbuglio per 3 miliardi all’anno di troppo che ritengono di pagare per Berlino e che i Catalani stanno andando verso il referendum per l’indipendenza in quanto sono stufi di concedere 8 miliardi di euro l’anno a Madrid senza ritorno.

Domanda: ma i lombardi sono sudditi nell’intimo? I numeri della rapina che consentono ai propri danni sembrano dire di sì. Ma… ci può essere sempre un ma.

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17 Comments

  1. Giacomo Consalez says:

    molti africani sono più indipendentisti dei lombardi

  2. Silvia says:

    Gianluca, se voi Lombardi siete dei masochisti, noi del FVG siamo nel guano più completo anche se non è colpa nostra, perchè tra Tondo e la Serracchiani alle regionali non so cosa fosse peggio. Da noi non ha vinto la seconda ma l’astensionismo. Tondo è meglio che se ne torni a gestire la sua locanda e spero che qualche carnico, se lo vede, gli dia uno bello sputo in faccia, perchè è questo che si merita. Abbiamo avuto e abbiamo una classe politica che..lasciamo perdere, va. Comunque mai perdere la speranza (anche se c’è un detto che “chi vive sperando, muore ecc. ecc.)
    Comunque non abbatterti, davvero, ci può essere sempre UN MA come dici tu, in fondo niente dura in eterno (anche Andreotti se ne è andato, lo avresti mai pensato? io cominciavo a dubitarlo, sinceramente). Potrebbe essere che la gente sia smarrita, confusa, che voglia davvero un rinnovamento ma che ha PAURA e che mascheri questo sentimento attraverso il cinismo e la diffidenza. Forse ci vorrà un pò di tempo, forse no perchè reagisca (forse anche meno di quello che pensiamo:)

  3. Maurizio says:

    Marchi; spiace dirlo ma è una battaglia persa. Siamo destinati all’estinzione per stupidità. Quindi ce lo meritiamo ampiamente.

  4. mv1297 says:

    non posso far nomi, ma ho lavorato per una azienda lombarda, e credo che uno dei motivi per cui ero stato mandato via non era per il lavoro ma perché quando parlavo di indipendenza dl Veneto, mi chiamavano extremista. Perso il posto di lavoro. Scoprendo che erano un nido di fascisti italioti di Brescia.
    Non me ne vogliano quelli di Brescia, ma era impossibile trattenersi e dire quello che ho esperimentato.

    • Adriano Giuliano says:

      Evidentemente quei fascisti di Brescia avevano realmente poco cervello per non avere ancora capito che i partiti politici italiani altro non son che delle associazioni a delinquere, altrimenti la penisola non sarebbe messa così male economicamente.
      L’ideale politico al di sopra della realtà.
      La stupidità umana non ha eguali; neanche gli animali spinti dall’istinto sono così stupidi!

    • so che non ti consolerà, ma all’ultimo colloquio col presidente di una azienda bresciana, pura formalità prima dell’assunzione, entrai nel suo ufficio corredato di bandierone italiano, grande, proprio grande, e la mia onestà gli fece notare che allora ero consigliere provinciale della Lega Lombarda.
      Come finì? Più sentiti…

      correva l’anno 1993…

  5. marco preioni says:

    Effettivamente i lombardi sono sempre stati sudditi di dominii stranieri: spagnoli, austriaci, piemontesi.
    Politicamente però si sono riscattati grazie a Berlusconi che è lombardo 100% e che negli ultimi 20 anni ha guidato il Paese in alternanza con Prodi (che comunque è un padano) e con Monti che è varesotto. Il governo Letta è sostenuto dal Cavaliere brianzolo.
    Se poi i lombardi hanno attratto nel loro territorio capitali mafiosi e impresari edili ‘ndranghetari, la colpa non è di Roma ma di chi (abitanti e pubblici amministratori) ha voluto “sviluppo” del “territorio” e modelli di vita “Milano da bere”. La quantità di denaro “lombardo” drenato dalla criminalità che controlla edilizia criminale, prostituzione, droga, gioco d’ azzardo, usura, false fatturazioni e contrabbando è pari al 47% dell’ ammontare delle imposte dirette pagate all’ erario.
    Inutili i paragoni con la Baviera: i lombardi sono sempre stati germanofili ma antitedeschi, tanto nell’ ottocento quanto nel novecento, perchè sono insofferenti alla disciplina ed all’ ordine che caratterizzano i popoli germanici. Anche i lombardi del Ticino sono stati messi a bagliaggio dai tedeschi della Svizzera interna perchè ritenuti inaffidabili in quanto di carattere italico.
    Quanto alla popolazione attuale della Lombardia, il 15% è di origine straniera, il 35% suditalica, il 10% proviene da altre regioni della Padania. Solo il 40% della popolazione è quindi lombarda da almeno due generazioni e comunque ha scarsa considerazione per la propria origine e cultura. (dati forniti dai professori Pautasso, Brambilla e Lo Turco).
    Cordiali saluti. Marco Preioni

    • Claudio Franco says:

      Brutto a dirsi e a sentirselo dire. Un appunto però: al di là di nozioni etniche e storiche, il problema della schiavitù fiscale lo subiamo tutti, bianchi e neri, lombardi di 1ma e 17esima generazione. Basta unirsi su questo tema o unire almeno una minoranza coesa e una soluzione la si può trovare, senza continuare a traccheggiare, vivacchiare o delinquere…

    • Luca L'Insubre says:

      Bene, vorrà dire che, convinti il 40% lombardo ed il 10% di altre regioni padane, bisognerà trovarne uno suditalico che voti a favore. Uno solo 🙂

  6. Albert Nextein says:

    Lavorare meno.
    Vivere e pensare di più.

  7. Unione Cisalpina says:

    non ti askoltano, Marchi ! … konfindustria, associazioni, klero, amministratori komunali, prov. e regionali (i leghisti, li vedi, rakkontano barzellette), intellettuali, giornali (proprietà, redazioni e giornalisti), società sportive, di beneficenza, di volontariato etc. … tutti zitti … non si skompomgono… kem merda !

  8. Alberto Lusiani says:

    Ottimo articolo, per renderlo ancora piu’ comprensibile in termini quantitativi i miliardi di euro citati per bavaresi e catalano potrebbero essere convertiti in termini pro-capite, queste sono le cifre che ognuno puo’ confrontare con i propri salari e le tasse pagate.

  9. Vittorio S. says:

    Purtroppo è così… un po’ sudditi nell’animo i lombardi sembrano proprio esserlo. A meno che si metta in moto un processo di autocoscienza e spirito ribelle capace di far presto moltiplicare le adesioni al sito http://www.color44.org.

    Vedremo.

    • Adriano Giuliano says:

      La Lombardia purtroppo è troppo colonizzata dagli africani di afritalia. Basta vedere l’origine di Pisapia ed i componenti del consiglio regionale; vi è poco di lombardo in quelle persone.

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