PDL: “LA LOMBARDIA VA SALVAGUARDATA, BASTA TAGLI”

di FABRIZIO GARAVAGLIA*

Diciamo basta, la Regione e i cittadini lombardi non possono essere ulteriormente soggiogati e messi in ginocchio, ne va della tenuta democratica e sociale del Nord e di tutto il Paese”, così un gruppo di parlamentari del PDL eletti in Lombardia che, davanti alla possibilità di ulteriori tagli degli investimenti, in particolare su trasporti e sanità, intendono far sentire la propria voce a tutela del buongoverno lombardo.

Gli onorevoli Francesco Colucci, Maurizio Bernardo, Mariella Bocciardo, Luigi Casero, Elena Centemero, Massimo Corsaro, Riccardo De Corato, Renato Farina, Paola Frassineti, Maurizio Lupi, Antonio Palmieri e Raffaello Vignali in una nota congiunta, rilevano che “Risanare i conti pubblici è necessario, ma non a discapito degli investimenti e perpetuando, al contrario, scelte di sperpero e inefficienza. Regione Lombardia non ha mai avuto richiami o provvedimenti sulla gestione del bilancio e delle risorse, adeguando il proprio strumento di programmazione alle recenti disposizioni governative sulla omogeneità dei bilanci. E’ opportuno ricordare che proprio qualche settimana addietro la Corte dei Conti ha promosso a pieni voti il bilancio della Regione Lombardia e i conti della sanità lombarda”.

E’ un grave errore politico e di buona amministrazione – prosegue la nota –mettere sullo stesso piano la Lombardia con altre regioni che virtuose nella spesa non lo sono di certo. E’ inaccettabile che a Regione Lombardia si sia tagliato il 90% dei trasferimenti per il trasporto pubblico su ferro, ulteriori 140 milioni di euro sul fondo sanitario regionale e, nello stesso momento, ad alcune regioni si riconoscano ulteriori finanziamenti per far fronte a voragini di bilancio e di cattiva amministrazione”.

Con questi tagli sui trasferimenti statali significa mettere a rischio l’erogazione dei servizi primari e trasferiti per competenza alle regioni: trasporto e sanità. Significa non garantire più il trasporto a milioni di pendolari (o comunque obbligare la Lombardia a richiedere ulteriori sacrifici ai propri cittadini) o, nel comparto sanitario, dover far pagare ai cittadini le prestazioni erogate. Tutto ciò non è più accettabile – affermano con forza i parlamentari –ed è foriero di un doppio errore: da un lato penalizzando i cittadini lombardi sulla qualità e l’efficienza dei servizi, dall’altro recando un danno all’economia complessiva del Paese. Infatti, fermare la Lombardia significa affossare qualsiasi proposito di rilancio e ripresa dell’economia italiana. Oltre che avvalorare un messaggio negativo e di profonda ingiustizia nei confronti delle popolazioni del Nord Italia che molto hanno dato e continuano a dare alla ricchezza del Paese”.

Chiediamo quindi – conclude la nota dei parlamentari lombardi –un deciso ripensamento da parte del Governo, l’abbandono della politica dei tagli lineari per passare, con autorevolezza, a una politica di merito e di valutazione della virtuosità dei bilanci e della spesa delle regioni. Il nostro impegno nelle Aule parlamentari sarà proprio all’insegna di questo proposito: abbandono dei tagli lineari, guardare agli investimenti e favorire chi amministra in modo efficiente e trasparente. Sostenere la ripresa economica partendo proprio dalle regioni maggiormente virtuose e in grado, come la Lombardia, di far ripartire il ‘Sistema Paese’”.

* Addetto stampa – Assessore regionale Alessandro Colucci

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One Comment

  1. Io credo che dovremmo assecondare l’indole dei tassassini che vogliono continuare a spremere sbeggeggiandoli gli “asini lombardi”: chissà mai che prima o poi si sveglino a furia di prendere badilate sui denti mentre coi loro soldi da Roma ripianano le voragini siciliane….

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