La grande abilità dei Caporioni camuni

temu pontedi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

La Lega old fashion era saldamente radicata nei cuori e nei voti dei cittadini padani. L’accurata scelta dei responsabili locali, parlamentari in testa, ha portato dei frutti bellissimi e abbondanti. Successivamente errate scelte di persone e di politica hanno capovolto la situazione.

Prendiamo come esempio la Valle Camonica, anche se riteniamo che i risultati si ripetano in tutte le altre valli alpine.
Parlamentari e responsabili locali, infatti, hanno trafficato per anni sino a raggiungere un meraviglioso obbiettivo: l’alta Valle è stata consegnata, legata mani e piedi al PD.
Al punto tale che, quando si è fatto un referendum per l’unione di due Comuni, soltanto i vecchi ex leghisti si sono battuti, ed hanno vinto, contro la fusione fortemente voluta per precisi scopi politici dai piddisti, appoggiati surrettiziamente dai leghisti 2.0.
Quando si è trattato, poco dopo, di eleggere il nuovo sindaco di Ponte di Legno i fortissimi della Lega 2.0 sono riusciti ad infilare nell’opposizione un tizio (spacciato per leghista) che (e lo si sapeva, pur escludendo ogni malignità da parte nostra) non poteva che condividere le proposte di quello che è stato vincitore, ossia un PD mascherato da lista civica.
Talmente ben mascherato che ad ogni piè sospinto non solo appoggiano, ma dichiarano apertamente e ufficialmente il loro pensiero renziano.
Chi ha mai più visto il successo degli incontri pubblici leghisti, salvo quello, ormai sparuto, di Ferragosto abbondantemente messo in sottotono da una serie di raduni PD accuratamente e insistentemente registrati e trasmessi nelle due TV di valle?
Il risultato la Lega 2.0 se lo è ritrovato, caldo, caldo, alle elezioni provinciali .
Soltanto due sono i rappresentanti nel Consiglio provinciale di Brescia, mentre nella Comunità Montana, nel BIM e altrove il PD regna sovrano.
E giù a spartirsi le cadreghe.
Pensiamo (e non proprio infondatamente) che ci sia addirittura un accordo: a me il Senato, a te la Camera!
Ed ora parliamo di “far proseliti”. Credete che i leghisti 2.0 si diano da fare? Neanche per sogno!
Hanno adottato il principio: io non ti cerco, è molto meglio che tu venga da me così potrò dirti in ogni occasione, en cas de maheur : “ma a te chi ti ha cercato ?”.
Arma formidabile che scarica da ogni responsabilità.
Le azioni.
Quali azioni fa le Lega 2.0 (più vicina allo zero che al due) per controbattere gli avversari ?
Nessuna!
Di scandali e di sprechi di denaro pubblico ce ne sono stati a bizzeffe. Piccola immagine del resto d’Italia. Ma nessuno ha mai detto o dice beh!
Una qualche vocina di opposizione si sente ma è solo quella di qualche kamikaze politico (non leghista) incapace di stare zitto davanti alle porcherie.
Se poi il kamikaze è di fresca uscita, mai dire che ha ragione, anche se la ragione ce l’ha al di fuori di ogni dubbio.
E gli ospedali?
Ai tempi della Lega d’oro sono state fatte (e vinte) battaglie contro la chiusura dell’ospedale di Edolo.
Ora potrebbero chiudere non solo gli ospedali, ma anche i “Pronto soccorso” e ci sarebbe un silenzio assordante.
Il rappresentante in Regione del PD è messo in un angolo perfino dal suo stesso partito per manifesta “inferiorità operativa “, in sede regionale, ma in silenzio opera ancora per continuare gli intrallazzi locali!
E ancora. Il PD in Valle si dà da fare in maniera tecnicamente errata per “manifesta inferiorità operativa”
col silenzio assenso della Lega 2.0 che sta forse pensando solo alla luna.
O sogna solo campi sconfinati di “neve” su cui sciare.

 

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2 Comments

  1. Giancarlo says:

    Sarebbe “en cas de malheur”, ovvero “nel caso qualcosa vada storto”, anche se non si capisce proprio l’uso del francese in questo contesto. L’esempio dei piccoli ospedali citato da Lombardi Cerri è calzantissimo per distinguere i movimenti autonomisti veri e seri dall’eterna commedia dell’arte italiota, in cui la Lega Merd, Grillo e quasi tutti danno il meglio si sè. Tante sparate, tanti bum, bum, bum, tante cialtronate, tanta demagogia e il risultato finale è lo zero assoluto. Per dire, in Sudtirolo attualmente la questione dei piccoli ospedali, in genere da chiudere, sta suscitando nell’opinione pubblica un dibattito appassionato, a cui danno contributi tutte le parti, destra secessionista tedesca, indipendentisti liberal, difensori dello status quo (tipo la Svp) e (poco) i partiti “italiani”. Depurato dalle posizioni, appunto, di parte, il dibattito mette in rilievo l’interesse profondo che tutti hanno a mantenere il welfare sanitario nei territori di montagna, con le loro specificità, contro ogni pretesa centralista di livellare tutto in nome della spending review. E come tutte le cose serie, il dibattito è acceso ma sempre contenuto nei toni, civile negli argomenti e basato sul pragmatismo, non sull’ideologia, a parte alcune frange estreme. Segno che per loro non si tratta di fare bum, bum, bum sui Celto-germani o contro i terroni, ma di salvaguardare il servizio reso dai piccoli ospedali e l’autonomia gestionale nonché finanziaria della provincia. Cedendo qualcosa in cambio, come sempre in politica, e arrivando a un compromesso.

  2. Orini Giancarlo says:

    Condivido l’ analisi fatta da Gianluigi Lombardi Cerri, d’ altra parte come ex Leghista, prima tessera da Amis del 5 maggio 1987 e ultima tessera 1996 non posso non essere d’accordo. Nel 1984 con altri sei consiglieri provinciali e comunali fondammo Lombardia Nazione con l’ intenzione di consolidare l’ idea autonomista “sostenuta” dalla lega che da Lombarda era diventata Nord, abbiamo fatto alcuni errori, il più grave è stato di rimanere in silenzio di fronte a certe scelte della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Perché siamo rimasti in silenzio ? :per non danneggiare il Movimento, scelta fatta in buona fede, ma a distanza di tanti anni, il nostro silenzio si è dimostrato un vero danno, purtroppo. C’è qualcuno che mi traduce “en cas de maheur”.

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