Renzi: quel gran oratore del nulla, che passa per “intellettuale”

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

Faccio una premessa: mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse chi sono quelli che vengono definiti intellettuali, ossia se sono quelli che nella vita hanno realizzato qualche cosa o quelli che hanno, lungamente, solo parlato e basta. Si ascoltano sempre più spesso discorsi di persone (intellettuali ) che sull’argomento di cui trattano non sanno nulla o quasi. Ormai avere una preparazione di base non è più indispensabile, basta evidenziare , e far intendere, che  “si è addentro nell’argomento”.

Onde essere in grado di parlare questi personaggi, hanno inventato una tecnica che è via via progredita nel tempo. Ecco gli elementi cardine.

1- Dare sempre estrema importanza all’argomento ripetendo, spesso, che è vitale per la nazione, anche se è di una banalità impressionante . L’argomento prevalente, molto di moda è quello relativo all’ambiente sul quale tutti dissertano, ma del quale nessuno in pratica si interessa se non per speculare nella maniera più ignobile. In seconda istanza va di moda scandalizzarsi sulle feste di qualcuno o sulle tette, perché non richiede impegno mentale e perché si può agevolmente, cambiare opinione morale senza che nessuno se ne scandalizzi.

2- Citare slogan meglio se già ripetuti da altri. Tipico lo slogan “chi non paga le tasse è un ladro”. Il che è giusto perché se non si pagassero le tasse come farebbero i politici senza la biada da rubare? Il furto è prerogativa di loro esclusiva. Il secondo slogan, di pluridecennale memoria è  “non fare il qualunquista “ , sempre usato quando qualcuno critica chi è al potere e il criticato, colpito nel segno, non sa cosa rispondere.

3- Citare frasi o parole di personaggi noti, che appena, appena possano essere accostati all’argomento in discussione. Ormai il compagno (fratello in Cristo, ma non in torta, come diceva mia nonna)  Renzi (pieno di soldi sennò come potrebbe fare le prediche) ha lanciato la parola  “rottamare”. Ora, sulla sua scia rottamano tutti ignorando che, molto probabilmente la miglior merce da rottamare sarebbe proprio la categoria dei rottamatori.

4- Riportare frasi, possibilmente in inglese, anche se c’è il perfetto corrispondente in lingua italiana: governance, spending revue, business, ecc. Perché mai parlare in italiano con il rischio di essere (da altri intellettuali) accomunati agli imbecilli e, soprattutto, che la gente non riesca a distinguerli.

5- Farsi fare (da qualcuno ) uno slogan da lanciare come nuovo. “Fare sistema “ è lo slogan tipico, anche se non significa assolutamente nulla. Sembra che sia stato coniato da un certo Luchino il quale, “facendo sistema “  non ha certo brillato per risultati meravigliosi.

6- Allungare il più possibile il discorso , dopo aver detto all’inizio “sarò breve”. Questo anche nella speranza che allungando il discorso oltre misura gli ascoltatori si addormentino e, quindi, l’oratore possa sparare cavolate ancora più eclatanti, senza che nessuno se ne accorga.

7- Cercar di lasciare nell’ascoltatore una sensazione di questo tipo: “Ma che cosa avrà mai voluto dire…”. Se nella maggioranza degli ascoltatori viene richiamato questo pensiero, l’obbiettivo è raggiunto, si passa certamente per un intellettuale organico (in tutto il pieno significato della parola organico).

Modernissimo utilizzatore di queste regole è proprio Matteo Renzi. Mettetevi in disparte, dimenticate le vostre preferenze politiche e fate mente locale su quello che dice. Vi accorgerete che la vostra conclusione sarà quella di essere stati avvolti in un nugolo di parole senza senso, ma con il preciso obbiettivo di “farvi su”. In conclusione: vuole certa gente, smettere di parlare? Cominci a fare, poco, ma a fare , sempre che ne abbia la possibilità e, soprattutto, la capacità dimostrata in altre fasi della sua vita.

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14 Comments

  1. alberto says:

    vola basso ,che quando cadi ti fai meno male.

  2. PSA 1,9 says:

    Renzi è in grado di strappare consensi ai tradizionali elettori di Centrodestra !

    Nel Centrodestra nessuno è in grado di conservare i suffragi precedenti, altro che ottenerne nuovi !

    La democrazia è l’impero dei numeri, quelli che escono dalle urne, non quelli inventati nei gazebo !

  3. Mauro Cella says:

    C’è una cosa che non mi convince in questa faccenda di Renzi.
    Non è il solo sindaco che puoi dirsi messaggero del verbo del “buon governo”.
    Le sue idee non sono assolutamente rivoluzionarie.
    Sembra più occupato a bisticciare coi vari D’Alema e Bersani che ad esporre le idee di sopra.

    In sintesi un politico non particolarmente diverso da tanti altri. Di sicuro il rinnovamento non passa da lui, che fa di tutto per dipingersi come moderato che più moderato di così non si può e, ne sono certo, non lascerà di certo il segno con innovazioni epocali.

    Eppure è ovunque. Cosa che non si può dire dei rappresentanti del M5S.
    Se davvero è solo una questione di “nuovo che avanza” perché i Grillini sono costantemente ostracizzati dai grandi mezzi di comunicazione mentre non passa giorno che Renzi non sia al centro dei riflettori mediatici?

    In passato un lettore aveva commentato che dietro a Renzi “fiutava” le solite manovre di sagrestia per vendere la vecchia minestra con un nuovo nome. Vedendo l’attenzione che viene rivolta al Sindaco di Firenze, attenzione che viene invece completamente negata al M5S, inizia a venirmi il dubbio che non avesse tutti i torti.

    Sottolineo ancora una volta che non condivido buona parte del M5S, come non condivido la quasi totalità di quello PD “versione Renzi”, ma se si tratta semplicemente di presentare al pubblico il “nuovo che avanza” in politica perché l’attenzione è tutta da una parte? Non sarà che si sta cercando di “costruire” il sostituto di Mario Monti da presentare alle prossime elezioni, già pronto ad entrare in azione?
    Perché la grande differenza tra Renzi ed il M5S è presto detta: come tutto il PD, Renzi è devotissimo alla UE. Il M5S è invece ferocemente (e non a torto) antieuropeista.
    Con Renzi si avrebbe un Mario Monti arrivato al potere tramite le urne anziché le congiure di palazzo, nominalmente espressione della volontà popolare e pronto ad eseguire ogni ordine che arrivi dall’alto. Il piano perfetto.

  4. Sandro says:

    Matteo Renzi, a parte gelosie ed invidie in parte condivisibili, è un grande, questa è la verità. Ed almeno lui è laureato con pieni voti, parla perfettamente inglese, e sa trattare con tutti, da Tony Blair al panettiere di sotto.

    • Veritas says:

      Sandro, non basta: è anche figlio di un politico e e “mastica” politica sin dall’infanzia. Anche giovane, ha fatto già alcune esperienze che servono a maturare.
      Io non stravedo per lui perchè puo’ sembrare una persona eccezionale a tanta gente, mentre di persone come lui, a Firenze, ne trovi parecchie,
      Comunque proprio perchè è giovane, per quanto mi riguarda, spero che porti una ventata di cambiamento nel suo vecchio partito

    • albertino says:

      certo gelosie condivisibili per la grandezze delle sue doti naturali…dicono che sia pari a n’cavallo in quello!

  5. luigi bandiera says:

    Gli intellettuali dovrebbero essere quelli che possiedono l’intelletto e sono capaci di ragionare sui vari o piu’ temi.
    Li chiamerei anche intellighenti.

    Ma per non smentirmi dato che dissi che l’intellighenzia e’ malata, posso confermare che questi intellettuali sono dei veri bicchieri mezzi vuoti. Dei pulpitanti tout court a pro bromurazione della gente.
    Quindi seminatori ma di aria fritta e a piene mani.

    E’ vero, basta ascoltarli attentamente per circa 15 minuti e non di piu’ che ci si rende conto del vuoto che ci ritroviamo. Che ci propinano.

    Purtroppo lo ho trovato, il vuoto, anche in certe scritture.
    Beh, se sono vuoti a ciakoe (parole) lo saranno anche nello scrivere.
    Ed e’ per questo VUOTO che definisco malata l’intellighenzia.
    Se ne salvano pochi davvero di intellettuali col loro verbo PIENO. Col loro verbo pronto a fecondare.

    Facendo una metafora direi che questi teorici sono sterili, poco virili insomma.
    Appunto, per usare la metafora essi sono la teoria che e’ il maschio, ma non fecondano nessuna femmina che e’ la pratica, perche’ sono STERILI per tutti gli appunto..! I loro semi non portano a nulla..!
    Basta pensare ai loro slogan (frecce) che vanno poi all’avversario.
    Giocano a fare i Robin Hood..?
    Pare di si e in tutti i sensi. (Daniele non c’entra).
    Tutto questo chiamiamolo andazzo poi dimostra che l’italia si e’ sviluppata male e probabilmente per via di come l’e’ stata fatta, cioe’: male.

    Dobbiamo immaginarci immersi dalla KACKA..!

    SAEUDIs

  6. eugenio ceroni says:

    Per Renzi, Salvini e tanti altri troppo noti, per la loro scarsa vivacità intellettuale,(Veltroni ne è il capostipite) sarebbe bene che dopo un loro intervento oratorio qualcuno del pubblico chiedesse loro:Vorrei sapere che cosa hai detto.E subito questi eroi delle parole vuote di significato probabilmente se ne andrebbero con la coda fra le gambe.
    N.B.La coda appartiene ad esseri viventi con quoziente di intelligenza ben superiore ai ciarlatani suddetti ed ai loro sodali

  7. berticelli armando says:

    guardate bene, è genticamente molto simile a Salvini, chi si somiglia si piglia!!!!!! ecco perchè piace tanto ai leghisti foffoni

  8. ingenuo39 says:

    Di questi argomenti, bisognerebbe fare dei Volantini da distribuire agli ascoltatori di programmi politici nei vari comizi dei nostri oratori, di qualsiasi orientamento politico, in modo di prevenirli quando cercano di prenderci per i fondelli, poi non è che non ci riescano ma almeno creargli un po’ di difficoltà

  9. Vittore Vantini says:

    Un’analisi spietata e intelligente dei Renzi (sono tutti gli odierni politici), vuoti parolai, che insistono con gli specchietti per le allodole (purtroppo gli italioti, ignorantissimi in politica, salvo i taleban ideologicii) ingollano tutto.
    Vorrei dare una definizione di che cos’è un intellettuale: una persona che sa di cosa sta parlando, che conosce la vera realtà delle cose, onesto e dotato di grande buonsenso.

  10. conte marco says:

    Ma se Tosi e Salvini imnpazziscono per lui? Se hanno affermnato che gli piacrebbe trattare con lui? Ma che state a dire? Se lo hanno fatto intervistare dal programma leghista di Rai Parlamento come fosse un leader quando presentò quella schifezza del suo libro e fecero pure la figuraccia che gli dissero ”lei non ci rivelerà il titolo” e lui due ore dopo lo disse a un’altra testata??? ma che dite cari i miei leghisti tontoloni?

  11. lory says:

    lo vedrei molto bene come venditore di pentole a domicilio.

  12. Dan says:

    Renzi ricorda quella caricatura di matematico che viene presentata sempre ad Affari Tuoi ed infatti entrambi si trovano immersi in due rispettivi ambienti dove anche un pirla può sembrare un genio.
    Un aspetto curato, due frasi studiate a tavolino, qualche movimento ed ecco creato l’intellettuale.

    Del resto al popolino piace farsi prendere per il culo

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