Non disperdiamo le forze, all’indipendenza non servono le divisioni

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIcatalogna_no_indipendenza
Quando si è disgraziatamente verificata la scissione tra Miglio Verde e Lindipendenza sono stato prontamente interpellato dal primo per garantirsi la mia collaborazione.
Ho accettato senza per questo emettere un giudizio sulla testata, cui ho aderito, né sull’altra in quanto, tra l’altro, non ho documenti tali da permettermi un giudizio.
Recentemente sono stato contattato dalla Direzione de L’indipendenza Nuova dalla quale mi è pervenuta la richiesta di collaborazione.
Questa seconda accettazione ha sì un grande significato politico, significato dato da me vecchissimo leghista e, credo, con tutte le carte in regola.
Il significato è palese: sono un Padano inguaribile indipendentista con il cuore che sanguina tutte le volte che vedo indipendentisti (spero sinceri) litigare tra di loro.
Sono disposto sempre a “dare una mano “ a tutti in memoria della vecchia Lega nella quale ci sentivamo tutti fratelli.
Rivolgo quindi un invito: indipendentisti unitevi in una battaglia comune dimenticando lievi o anche forti rancori.
La Padania libera lo esige !

 

 

 

 

LA GRANDE ABILITA’DEI CAPORIONI

La Lega old fashion era saldamente radicata nei cuori e nei voti dei cittadini padani.
L’accurata scelta dei responsabili locali, parlamentari in testa , ha portato dei frutti bellissimi e abbondanti.
Successivamente errate scelte di persone e di politica hanno capovolto la situazione.
Prendiamo come esempio la Valle Camonica, anche se riteniamo che i risultati si ripetano in tutte le altre valli alpine.
Parlamentari e responsabili locali , infatti, hanno trafficato per anni sino a raggiungere un meraviglioso obbiettivo : l’alta Valle è stata consegnata , legata mani e piedi al PD.
Al punto tale che , quando si è fatto un referendum per l’unione di due Comuni, soltanto i vecchi ex leghisti si sono battuti, ed hanno vinto, contro la fusione fortemente voluta per precisi scopi politici dai piddisti, appoggiati surrettiziamente dai leghisti 2.0.
Quando si è trattato, poco dopo, di eleggere il nuovo sindaco di Ponte di Legno i fortissimi della Lega 2.0 sono riusciti ad infilare nell’opposizione un tizio (spacciato per leghista) che ( e lo si sapeva, pur escludendo ogni malignità da parte nostra) non poteva che condividere le proposte di quello che è stato vincitore, ossia un PD mascherato da lista civica.
Talmente ben mascherato che ad ogni piè sospinto non solo appoggiano, ma dichiarano apertamente e ufficialmente il loro pensiero renziano .
Chi ha mai più visto il successo degli incontri pubblici leghisti, salvo quello, ormai sparuto, di Ferragosto abbondantemente messo in sottotono da una serie di raduni PD accuratamente e insistentemente registrati e trasmessi nelle due TV di valle ?
Il risultato la Lega 2.0 se lo è ritrovato, caldo, caldo , alle elezioni provinciali .
Soltanto due sono i rappresentanti nel Consiglio provinciale di Brescia, mentre nella Comunità Montana, nel BIM e altrove il PD regna sovrano.
E giù a spartirsi le cadreghe.
Pensiamo ( e non proprio infondatamente) che ci sia addirittura un accordo : a me il Senato, a te la Camera!
Ed ora parliamo di “far proseliti”. Credete che i leghisti 2.0 si diano da fare ? Neanche per sogno !
Hanno adottato il principio : io non ti cerco, è molto meglio che tu venga da me così potrò dirti in ogni occasione , en cas de maheur : “ma a te chi ti ha cercato ?”.
Arma formidabile che scarica da ogni responsabilità.
Le azioni.
Quali azioni fa le Lega 2.0 (più vicina allo zero che al due) per controbattere gli avversari ?
Nessuna !
Di scandali e di sprechi di denaro pubblico ce ne sono stati a bizzeffe . Piccola immagine del resto d’Italia. Ma nessuno ha mai detto o dice beh !.
Una qualche vocina di opposizione si sente ma è solo quella di qualche kamikaze politico (non leghista) incapace di stare zitto davanti alle porcherie.
Se poi il kamikaze è di fresca uscita , mai dire che ha ragione , anche se la ragione ce l’ha al difuori di ogni dubbio.
E gli ospedali?
Ai tempi della Lega d’oro sono state fatte ( e vinte) battaglie contro la chiusura dell’ospedale di Edolo.
Ora potrebbero chiudere non solo gli ospedali, ma anche i “Pronto soccorso” e ci sarebbe un silenzio assordante.
Il rappresentante in Regione del PD è messo in un angolo perfino dal suo stesso partito per manifesta “inferiorità operativa “, in sede regionale, ma in silenzio opera ancora per continuare gli intrallazzi locali!
E ancora . Il PD in Valle si da da fare in maniera tecnicamente errata per “manifesta inferiorità operativa”
Col silenzio assenso della Lega 2.0 che sta forse pensando solo alla luna.
O sogna solo campi sconfinati di “neve” su cui sciare.

gian luigi lombardi-cerri

 

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4 Comments

  1. gl lombardi-cerri says:

    Caro Giancarlo,
    il buon Dio mi ha concesso ( e lo ringrazio ) di tenere solo la testa di un tempo. Il resto non mi permette neanche di arrivare a Milano.

  2. giancarlo pagliarini says:

    Ueila, ciao Gianluigi.
    Bello quel “non disperdiamo le forze”
    Purtroppo invece si litiga e basta. Dappertutto, anche in Veneto, dove invece ce la potremmo fare.
    Il 9 N ce la fai a venire a Barcellona? Questa battaglia della Catalogna è davvero cruciale per il futuro delle nostre idee.
    Ciao

  3. pippogigi says:

    Ho seguito anche io con fastidio la divisione della testata. Seguo molto di più il Miglioverde e posso anche darne spiegazione: questa testata ha come sottotitolo “quotidiano on line del Lombardo Veneto” e gli altri? Sono affari loro, come ogni tanto dice qualcuno in queste pagine.
    Sono Piemontese e ho letto allibito insulti ai piemontesi da parte di lombardi, veneti che dicono “noi andiamo avanti da soli peggio per gli altri”.
    I romani dicevano “divide et impera” Veneti e Cenomani combattevano contro Insubri e Boi. Come è andate a finire? I romani hanno vinto. Divisi non si arriva da nessuna parte, uniti si vince, ecco perché sento tanto odore di “tradimento” (come quello che ha fatto la Lega ai danni dei padani) da parte di chi vuole dividere gli indipendentisti.

    • Stefania says:

      I piemontesi, i liguri, i triestini, i sudtirolesi e tutti coloro che vogliono leggere il nostro giornale non hanno i suoi problemi. Non si sentono esclusi. Il riferimento è ad un’area che socialmente e culturalmente è piuttosto omogenea e guarda all’Europa con un idem sentire storicamente forte e consolidato. Questo è il senso. Poi ciascuno con la propria sensibilità contribuisce ad attaccare il nemico comune che è il neocentralismo. Con tutte le sue derivazioni anche nordiche, purtroppo.

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