Blitz lavoro nero: Lodi come Prato, con 180mila euro della Regione

di DEMETRIO RELALODI

Prato insegna. Il meccanismo oliato del lavoro nero, delle frodi contributive, del cottimo con l’occhiolino anche di alcune rappresentanze sindacali, fa breccia nella piatta pianura. Il blitz della Guardia di Finanza apre uno spaccato lombardo che ha il lodigiano come terra in cui imboscare il lavoro nero.

Ecco qua la notizia. Oltre 1.000 dipendenti, precisamente 1.108, costretti a prendere straordinari in nero “da anomale cooperative operanti all’interno di un polo logistico” e “circa 4.500.000 euro sfuggiti ai contributi previdenziali, totale delle somme pagate tra il 2010 e il 2013. Questo è’ quanto ha scoperto la Guardia di finanza di Lodi, che ha denunciato i responsabili “per documenti fiscali falsi e per truffa aggravata, collegata anche ad una indebita cassa integrazione”. È stato anche scoperto che una delle cooperative aveva chiesto e ottenuto l’accesso a un finanziamento per circa 180.000 euro della Regione Lombardia “per un progetto a beneficio dei dipendenti, senza pero’ averne i requisiti”. 

In particolare, nei documenti falsi emerge che le cooperative emettevano a favore dei propri dipendenti buste paga riportanti trasferte in realta’ mai eseguite dal lavoratore che, pero’, percepiva sotto questa voce i compensi per lo straordinario effettuato, non assoggettato a tassazione e, dunque, ai contributi previdenziali e assistenziali. La scoperta del pagamento in nero degli straordinari -spiegano gli uomini della Finanza- ha permesso di accertare che alcuni sindacalisti erano compartecipi al sistema. 

 

 

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