L’obiezione di coscienza. Dallo Stato

TERROREGIACOBINOdi MARIO DI MAIO – In questi giorni si è riparlato di obiezione di coscienza per le dichiarazioni del papa e di Salvini e anche per la faccenda Antinori e il trapasso di Pannella. Era ora, perché questo diritto in Europa è sempre più osteggiato, e non è un mistero per nessuno che chi lo esercita è spesso soggetto a vessazioni che possono arrivare all’allontanamento dalle strutture sanitarie dove opera. Ciò è dovuto al progressivo inserimento nelle legislazioni di diversi Paesi di ogni sorta di manipolazione sessuale in nome dei soliti “diritti umani “. E le statistiche dicono che a motivo dell’obiezione di coscienza in Italia “si fanno pochi aborti”. A questo proposito tra gli “addetti ai lavori ” dell’U.E. si parla di possibili provvedimenti contro il nostro Paese. Occorre quindi agire urgentemente in via preventiva a Bruxelles e mobilitare il maggior numero di parlamentari di ogni colore. Perché serve una risoluzione che chiarisca e disciplini una volta per tutte gli interventi delle istituzioni e della corte di giustizia europea che modificano d’imperio le normative degli Stati membri ,specialmente se di rilevanza costituzionale. Ricordiamoci che a suo tempo per far passare l’aborto si è dovuto definirlo “interruzione di gravidanza “.

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