LO TSUNAMI CHE RISCHIA DI FAR ESPLODERE LA LEGA

di GIANMARCO LUCCHI

La Lega Nord sembra investita da un tsunami. Cerca di serrare le fila per dare un’immagine di unità, ma l’esplosione del caso Boni rischia di far deflagrare un movimento dove le divisioni e gli scontri interni sono sempre più profondi.  Le rivelazioni sulle presunte tangenti intascate dal vicepresidente della Regione Lombardia per il partito moltiplicano le voci di dissidi interni nel Carroccio. E a poco serve l’ordine imposto dall’alto con un sms ai parlamentari «di non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda». E neanche le parole affidate a facebook da Roberto Maroni («Boni non si tocca, la Lega non si tocca») smorzano le polemiche. Così, mentre Umberto Bossi nella storica sede di via Bellerio incontra proprio Boni per un faccia a faccia, maroniani e bossiani si scambiano accuse pesantissime. Da una parte c’è chi dice che i cerchisti sembrano più contenti che dispiaciuti e allora preferisce ricordare la questione dei fondi investiti in Tanzania dal tesoriere Francesco Belsito come l’inizio della frana. Dall’altra si sottolinea come Boni abbia esibito più volte il suo distintivo di barbaro sognante e perciò sia un maroniano, e adesso sorride sotto i baffi per quanto sta accadendo. È abbastanza per fissare una riunione straordinaria dei big del partito a Milano nel tentativo di trovare la quadra e bloccare la deriva.

La situazione è molto delicata. Lo testimonia la decisione di Maroni di annullare il tour in programma in Friuli. L’unica certezza è che le difficoltà invece di ricompattare il partito, come solitamente avviene in questi momenti, stanno acuendo le distanze tra le fazioni. Un tentativo di serrare le file lo ha fatto ieri il capogruppo alla Camera, Gianpaolo Dozzo, non «sorpreso che i magistrati abbiano un occhio di riguardo nei nostri confronti». La strategia è quella di unire le parti contro un nemico comune: la magistratura. Ma l’operazione non è riuscita. Ci prova anche La Padania che mette in prima pagina un articolo su una presunta «Casa fantasma di Monti in Svizzera»: il quotidiano leghista «si interroga sui frequenti soggiorni a Silvaplana del Premier» e sottolinea che «non risulterebbero dichiarazioni di Monti per proprietà in Svizzera». Il quotidiano di via Bellerio chiede perciò chiarimenti al Professore. L’impressione è che si voglia distogliere l’attenzione dal caso Boni. Anche se i militanti, dal canto loro, nel dibattito sui siti leghisti sembrano già aver assolto il politico lombardo. Di diverso avviso il Pd che parla di «deriva della Lega», invocando «il serratissimo vaglio della magistratura». Il Pdl invece tende la mano all’ex alleato: «Indipendentemente dai dissensi che ovviamente permangono esprimiamo la nostra solidarietà alla Lega Nord per l’attacco frontale del quale è oggi fatta oggetto», spiega il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Più severo il governatore lombardo Roberto Formigoni convinto che Boni «chiarirà in termini molto precisi la sua estraneità oppure farà passi conseguenti».

 

 

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5 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    La Lega è finita. Troppi anni di collusione con Nanobunga.
    Anche se Boni dovesse risultare estraneo ai fatti contestati, rimane l’eredità politica di tante parole, pochi fatti e tanto sostegno al mafioso di Arcore.

    Peccato che questo fallimento leghista tiri acqua al mulino delle forze politiche e dei poteri forti di Roma e dell’ItaGlia, che ora gettano fango sull’indipendentismo lombardo, veneto, friulano ecc.

    Infatti è questo il loro vero nemico da abbattere, non un partito politico allo sbando come la Lega Nord.

  2. fabio says:

    Semplice regolamento di conti tra ex bande al potere

  3. agostini detto buzì says:

    ma quale frana la politica è un sistema per attaccare la diligenza che trasporta i nostri sogni le nostre vite…sono tutti delinquenti dal 1 all’ultimo incluso chi li difende…è ora che vinciamo la nostra vigliaccheria, e facciamo gesti storici mitici dobbiamo essere kamikaze per salvare la patria farci splodere dentro i comuni le provincie facciamolo prima che ci succhiano anche il sangue dei nostri figli e noi guardiamo, non siamo tutti schiettino io moriro da martire ma voglio trasportarne tanti all’inferno con me..amen

  4. Roberto Lamagni says:

    sui siti della sega nord compreso radio padania “libera” cancellano ogni commento di condanna.. così sembra che siano tutti d’accordo.. un giochetto stalinista che non servirà a fermare la frana che si sta staccando e che li travolgerà questi venduti..
    maroni poi con la sua dichiarazione si è dimostrato tutto meno che un barbaro sognante.. a me sembra un politico romano a tutti gli effetti..

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