Lo Svimez: il Sud cresce. Poi aggiusta il tiro: tra 10 anni.

nord_sudIl 2016 è stato positivo per il Sud, “il cui Pil è cresciuto dell’1%, più che nel Centro-Nord, dove è stato pari a +0,8%” ma quest’anno il Pil “dovrebbe aumentare dell’1,1% al Sud e dell’1,4 % nel Centro-Nord”, facendo quindi tornare indietro il Mezzogiorno rispetto alle altre zone d’Italia. Lo afferma Svimez nelle anticipazioni del rapporto 2017 prevedendo poi per il 2018 “un aumento del prodotto dello 0,9% nel Mezzogiorno e dell’1,2% al Centro Nord”.

Se il Mezzogiorno proseguirà con gli attuali ritmi di crescita, “recupererà i livelli pre crisi nel 2028, 10 anni dopo il Centro-Nord”, dice ancora lo Svimez, aggiungendo che si configurerebbe così un ventennio di “crescita zero”, che farebbe seguito “alla stagnazione dei primi anni duemila, con conseguenze nefaste sul piano economico, sociale e demografico”.

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Vedo che si sono mossi i sindacati per curare l’interesse degli INVASORI.
    Ma degli italiani si sono mai preoccupati, veramente..?

    Vedete un po’ i fatti recenti: via l’art.18 ma prima via la SCALA MOBILE.

    BEI STI SINDACATI DEL KAX. Che triplice ne’..? O trimurti..? O Sono veramente i TRE MOSCHETTIERI DEL RE..? Non certo dei BASSI..!

    Pensate che io ne ho fatto uno per fare l’oppositore a loro ma ero spinto in avanti dai lavoratori. Non era una mia scelta tanto che ci ho sempre e solo rimesso e in venale e in altro compresa la salute in certi casi.

    Loro hanno, vero o falso, delle pensioni ottime o no..?
    Facevano parte degli amiconi..?

    Vale sempre che la legge si applica sempre contro il nemico e mai contro l’amico.
    Quindi..?

    Dai fatti li riconoscerete… non servono discorsi lunghissimi.

    Ci mostrano numeri ed altro per farci dormire ulteriormente.
    Guai ascoltare il capotribu’ e o lo stregone di turno, loro devono far stare tranquilli i cittadini e in massa se possibile.
    Pero’ sara’ dura perche’ sono tantissimi anni che ci lavorano e nei fianchi e nella testa.

    Proviamo ad alzarla sta testa… perche’ non deve essere di kax… (Scusatemi per l’esempio duro).
    At salüt

  2. Gianluca P. says:

    «Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro Pil ha superato 800 miliardi di dollari l’anno, ma quel PIL – se giudichiamo gli USA in base ad esso – comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini.Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l’intelligenza del nostro dibattere.

    Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani».

    R. KENNEDY.

    • Gianluca P. says:

      Un piccolo spunto estivo sul significato preciso da dare a certi indicatori. Cosa ci dicono davvero e come vengono usati dai controllori?

      • Gianluca P. says:

        “È tutto un grande addio, vedrai che Gondrand passerà, te lo dico io, e porterà via tutto quanto, e poi più niente resterà del nostro mondo zazzarazzzazza”. (Cit.)

    • Stefania says:

      Strepitosa citazione. E’ così. L’economia non è tutto, il liberalismo non libera né eleva l’uomo. Senza anima è lo Stato e senza anima sono coloro che parlano di numeri e cifre per scardinare il centralismo. Aridi e calcolatori come il sistema. Non credo affatto che anche il liberismo liberi la meritocrazia. Non esiste meritocrazia nel cuore dell’imprenditoria del Nord. Esiste il senso del guadagno e del profitto e del cinismo della politica. Mi si contraddica. Sono pronta a replicare.

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