Lo Stato si regge su due grandi truffe: il denaro e la legge

di GIOVANNI BIRINDELLI

Alla base dello Stato moderno (o totalitario) stanno due frodi: quella della legge e quella del denaro. Il potere politico ha infatti sostituito la legge e il denaro con cose a cui dà lo stesso nome, rispettivamente, ma che non hanno niente a che vedere con essi. Grazie a queste due frodi è stato possibile spianare la strada al totalitarismo “vecchio” (nazismo, fascismo, comunismo) e a quello “nuovo” (la cosiddetta “socialdemocrazia” contemporanea); è stato possibile distruggere l’economia di mercato e creare il declino economico di lungo periodo. Il tutto a beneficio di chi detiene il potere politico (la cosiddetta “Casta”) e, nel breve periodo, di alcuni di coloro che da questa si sono fatti comprare (con i soldi espropriati ad altri) per ottenere determinati privilegi.

Se, a causa della loro enormità (oltre che della mancanza di strumenti), sono pochi coloro che riescono a vedere queste due frodi, sono ancora di meno coloro che riescono a vedere la relazione causale esistente fra di esse.

Non deve sorprendere che l’oggetto di queste due frodi siano stati la legge e il denaro. Essi infatti hanno una caratteristica comune che li rende insopportabili per il potere politico: come tutte le istituzioni sociali che non sono il risultato del disegno razionale dell’uomo, la legge e il denaro sono entrambi il risultato di un processo spontaneo e disperso di selezione culturale di usi e convenzioni di successo. In altri termini, la legge e il denaro sono due ordini spontanei e quindi vincoli: cose che il potere politico non può cambiare a proprio piacimento dall’oggi al domani.

La legge che vieta il furto, per esempio, è il risultato di un processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni che inizia con l’osservazione che la convenzione di distinguere ciò che è di Tizio da ciò che è di Caio riduceva la conflittualità all’interno della società, la quale quindi, introducendo questa convenzione, prosperava e diventava più forte rispetto ad altre che non la introducevano. Questo processo “finisce” con la lenta e graduale trasformazione di questa convenzione (inizialmente introdotta per motivi di interesse) in principio morale, e quindi generale e astratto (che, in quanto tale, deve essere rispettato di per sé, indipendentemente da questioni di interesse): questo principio è la legge.

Ciò che rende la legge un vincolo, anche e soprattutto per il potere politico, è proprio il modo in cui essa è nata: il fatto cioè che non sia stata decisa, che sia indipendente dalla volontà di chiunque, anche e soprattutto dell’autorità. Non è difficile quindi capire le ragioni per cui il potere politico sia stato ansioso di liberarsi della legge. Per poter “stampare” tutte le “leggi” che voleva, il potere politico ha sostituito la legge (il principio generale e astratto, il limite al potere) col suo inverso (il provvedimento particolare, lo strumento di potere). Naturalmente, nel fare questo il potere politico ha dato a quest’ultimo lo stesso nome (“legge”) così che le persone, credendo di rispettare la legge, seguissero come pecore i suoi comandi (il totalitarismo si regge sulle persone perbene).

Una volta sostituita la legge col suo inverso, il potere politico è diventato illimitato e non ha avuto più nessun ostacolo a distruggere e dissanguare le persone e l’economia per il proprio interesse particolare e/o per un arbitrariamente definito “interesse del paese” (Mario Monti, almeno in questo, gliene va dato atto, eccelle).

Anche il denaro è il risultato di un processo di selezione culturale di usi e convenzioni di successo. Nell’economia di baratto, per avere tot mele Tizio doveva dare in cambio a Caio, che aveva mele da vendere, tot uova. Il processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni che porta al denaro inizia con l’osservazione che, all’epoca, esisteva una merce (per esempio il bestiame) che non solo Tizio e Caio ma che tutti o quasi tutti volevano (nelle parole di Menger e di Mises, rispettivamente, la merce “più esitabile” o “più commerciabile”); e che, se utilizzava questa merce al posto delle uova delle sue galline, per Tizio era molto più facile entrare in possesso di tot mele (in quanto non doveva necessariamente trovare ogni volta la persona che in quel momento voleva tot uova). Questo processo finisce quando la merce più commerciabile è generalmente riconosciuta e utilizzata e corrisponde alle esigenze di una determinata epoca. Nella nostra epoca, la merce che avrebbe le caratteristiche della merce più commerciabile, cioè la capacità di essere denaro (se il suo uso come mezzo di scambio non fosse vietato dall’autorità), è probabilmente l’oro.

Come la legge, e per le stesse ragioni, anche il denaro è un vincolo: l’oro, per esempio, non può essere stampato a piacimento. Estrarlo costa e comunque, tranne che in casi straordinari, la sua quantità non varia molto velocemente e comunque non arbitrariamente. Quindi dove il mezzo di scambio è solamente il denaro, per esempio l’oro (o, il che è lo stesso, banconote a cui corrisponde una quantità fissa di oro e che, presentandole in banca, possono essere convertite in oro in ogni momento senza rischi di non trovare immediatamente una quantità di oro corrispondente), il potere politico è limitato: se vuole finanziare una guerra, per esempio, oppure i giornali, le infrastrutture, il cinema, la ricerca, le mostre, i concerti, le olimpiadi, oppure gli stipendi e i vitalizi dei parlamentari o le centinaia di milioni di euro l’anno per il Quirinale, eccetera… se vuole finanziare tutto questo e altro, dicevo, e, poniamo, gli è impossibile alzare ulteriormente le tasse e il debito pubblico (per esempio perché è al limite in entrambi i casi – ogni riferimento alla situazione italiana è puramente intenzionale), non può farlo.

Non sono difficili da capire, quindi, le ragioni per cui lo Stato, in Europa guarda caso in corrispondenza dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, sia stato ansioso di liberarsi del denaro, cioè di abbandonare la parità aurea: come nel caso della legge, ciò gli consentiva di stampare quante banconote voleva e quindi di aumentare ulteriormente, mediante l’inflazione, le tasse sui cittadini senza che loro se ne accorgessero. Come dice Gary North in Cosa è il Denaro, se non si fossero liberati del denaro, gli Stati europei non avrebbero potuto finanziare la Prima Guerra Mondiale e quindi questa non ci sarebbe stata (né la Seconda): “per finanziare le guerre i governi avevano necessità di inflazionare la massa monetaria. Lo standard aureo glielo impediva, così i politici e i banchieri centrali lo impedirono per decreto”.

L’effetto economicamente distruttivo dell’abbandono del denaro, tuttavia (cioè della sua sostituzione con un pezzo di carta e oggi nemmeno con questo, visto il divieto dell’uso del contante per consentire l’ulteriore espansione dello Stato totalitario), va ben oltre l’inflazione: esso consiste anche e soprattutto in una distorsione della struttura produttiva (misdirection of production), cioè dell’allocazione del capitale. Stampando moneta, il potere politico (o per esso il suo agente: le banche centrali cosiddette “indipendenti”, cioè nominate dal potere politico e titolari, grazie a questo, di un monopolio legale), ha prodotto informazioni sbagliate, in particolare sul tasso d’interesse (ogni volta che un prezzo -in questo caso il prezzo del capitale finanziario- viene fissato arbitrariamente, cioè fuori dal libero mercato, si producono informazioni sbagliate e si mette in moto un processo di distruzione economica). Sulla base di queste informazioni sbagliate sono stati fatti investimenti sbagliati. La recessione è il modo in cui l’organismo dell’economia di mercato cerca di ripulire sé stesso da questi investimenti sbagliati. Tuttavia, se la stampa di denaro (ma più in generale l’interventismo economico da parte dello Stato) e quindi la produzione di informazioni sbagliate non smettono di essere possibili, il ciclo economico e quindi il declino non si fermeranno (con buona pace di coloro che vorrebbero “fermare il declino” senza aggredire le frodi che lo hanno prodotto). Come sinteticamente riassume Friedrich von Hayek in Monetary Theory and the Trade Cycle, “[cambiamenti nella quantità di moneta – per esempio la stampa di moneta legale da parte delle banche centrali oppure un’espansione del credito che, grazie al meccanismo della riserva frazionaria, non richiede un aumento del tasso d’interesse] fanno sì che un determinato prezzo (il tasso di interesse) devii dalla posizione di equilibrio, e … deviazioni di questo tiponecessariamente producono tali cambiamenti nella posizione relativa dei vari settori produttivi che dopo è inevitabile il precipizio verso la crisi”.

Quindi sia la “legge” fiat che il “denaro” fiat servono allo Stato per “governare l’economia”, cioè per distruggerla. Ora, tutti quei (pochi, purtroppo) economisti che oggi si riconoscono nella Scuola Austriaca conoscono molto bene gli effetti economici distruttivi della contraffazione del denaro e, più in generale, dell’interventismo economico da parte dello Stato. Ma non tutti tengono nella dovuta considerazione il fatto che la contraffazione del denaro, e più in generale l’interventismo economico, sono resi possibili dalla contraffazione della legge e che quindi, se si vuole impedire la prima contraffazione occorre anche, necessariamente, impedire la seconda.

Come dice Bruno Leoni in La libertà e la legge, “Anche quegli economisti che hanno difeso nel modo più brillante il libero mercato dall’interferenza delle autorità hanno, di solito, tralasciato la considerazione parallela che nessun libero mercato è veramente compatibile con un processo di legislazione centralizzato da parte delle autorità”. Facendo riferimento alla stampa di moneta legale, Gary North giustamente sostiene che “[P]oiché gli Stati sono essi stessi dei contraffattori, non vogliono nella maniera più assoluta che qualcuno invada il loro campo d’azione. Le leggi odierne contro la contraffazione sono semplicemente il risultato di una particolare forma di guerra fra bande criminali”. Ma se oggi la contraffazione (così come la violazione dell’uguaglianza davanti alla legge -vedi progressività fiscale-, il furto e qualunque altra violazione della legge intesa come principio) può essere resa legale in alcuni casi particolari decisi dall’autorità, ciò è dovuto solo e soltanto al fatto che oggi per legge si intende non il limite al potere arbitrario (il principio generale e astratto che esiste indipendentemente dal volere e dalle decisioni dell’autorità) ma lo strumento di potere arbitrario (il provvedimento particolare deciso dall’autorità). In altre parole, se oggi la contraffazione (per esempio) è permessa in alcuni casi particolari (guarda caso allo Stato che detiene il monopolio della violenza), ciò è dovuto in ultima istanza al fatto che il potere politico (quello di approvare provvedimenti particolari) non è separato da quello legislativo (quello di scoprire, custodire e difendere principi generali e astratti che valgono per tutti, Stato incluso, sempre, senza eccezioni, allo stesso modo).

Per sconfiggere lo Stato totalitario e produttore di miseria, cioè lo Stato moderno e la cosiddetta “socialdemocrazia”, occorre agire contemporaneamente su più fronti, non solo su quello economico. Le politiche keynesiane (ma anche quelle monetariste) non vanno combattute solo sul piano economico: ciò che le rende possibili è un’idea astratta di legge che chi le difende non è in grado di difendere. Ci vuole un approccio integrato.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

12 Comments

  1. luigi bandiera says:

    A proposito di legge: avete presente la scritta MOLTO IPOCRITA de LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI..??

    Ebbene, sfido i piu’ alti intellighenti a smentirmi su quello che sto per dire da IGNORANTE e ANALFABETA quale io sono. Ovviamente non me ne vanto, per le mie lacune, ma nemmeno mi sento Calimero, forse per questo non arrivo piu’ a fine mese..??
    Ne dubito…

    Sentite un po’.

    Secondo voi siamo davvero tutti UGUALI come la legge vuole trattarci..?? (Furbizia comunista e illuminata).

    NO..! Enne O..!

    Siamo e per davvero uno diverso dall’altro: e per etnia; e per cittadinanza; e per luogo di nascita; e per ragione sopciale; e per KASTA; e ecc. ecc. ecc..

    Quindi..??

    Gia’ nel fare le leggi si innescano le INGIUSTIZIE..!!

    INFATTI, LE SI FANNO -UGUALI PER TUTTI-.

    MA NON E’ VERO..!

    PER CUI: INGIUSTIZIA A IOSA INTELLIGHENTEMENTE o IGNORANTEMENTE e la colpa diventa MASSIMA se chi le sforna e’ molto istruito..!

    Quindi..?

    A parte le grandissime colpe vere e da condannare, NON SI DEVE CHIAMARE MINISTERO DELLA GIUSTIZIA IL MINISTERO DELL’INGIUSTIZIA.

    Ah, gia’: siamo nell’altro mondo, appunto, quello della farsa intellettuale..! Tutto all’italiana, sottocultura che genera mali in continuazione..!

    E siccome questi ultimi vanno a governare e sono CHOOSY verso gli analfabeti, cioe’ quelli che li sostengono, che li SUPPORTANO, che li MANTENGONO, non ci verranno mica a raccontare che se siamo MALTRATTATI E PAGATI POCO; messi alla fame o quasi L’E’ TUTTA COLPA NOSTRA..!?

    Sapete, e’ un vizio di tendenza o di moda al dì d’oggi: dare le colpe agli ALTRI..!

    Sarebbe lunghino il disk… ma penso basti e ne avanzi per far capire, per chi vuol capire, in che STATO e anche status SIAMO OGGI a partire pero’ dall’unita’ -una e indivisibile-, certamente nella mafiosita’.

    Lo capisce anche un sasso della Piave che c’era un bel culo e camicia… (tema di questi giuorni).

    Pero’ io non viddi, non sentii e non parlaii….

    Bacio le mani a tutti…

    Ah, l’homo, mai stato sapiens e mai stato compagno o uguale, uno dall’altro, ci vorrebbe fare TUTTI KOMPAGNI..!
    BEH, PARTENDO DALLE LEGGI..!

    MEDITIAMO e impariamo a leggere i fatti, non per avere ragione, MA PER NON SOCCOMBERE..!!

    E, COSI’ SIA…

  2. Gino says:

    @luigi bandiera, apprezzo il tuo impegno nel cercare di esporre la tua opinione, ma se scrivessi come mangi, i tuoi commenti sarebbero comprensibili al 200% in più delle persone che leggono questo blog. Non è una critica , ma un consiglio, in quanto intravedo degli spunti interessanti in quello che scrivi. Ma pur impegnandomi, riesco ad afferrare poca roba. Se così non fosse anche per altri lettori, chiedo perdono per il mio basso livello di comprendonio!

    • luigi bandiera says:

      Gino, te ga raxon…

      go sempre dito mi che go da sgrafar come che a magno.

      Ma da foresto che son par i talibani me sforso de far finta de saver el talian pa comunicar co ori.

      Gino, no sta preocuparte… mi so lexar, manco a sgrafar… nol xe mai sta’ el me mestier di far el scriba. A voria vedar mi un prof de talian a vernixarse a so machina…

      Cusi’ xe par mi co tento de far el talian nea sgrafada.

      Porta pasiensa…

      Pero’ so na roba che a go inparada co me son meso a lexar i fati: chi sgrafa deta ea regoea… mai chi lexe.

      Cusi’, tanto pa dir no..?

      At salüt

  3. Tere says:

    Ma come si fà a fare commenti che sono più lunghi dello stesso articolo !!

    • luigi bandiera says:

      Tere,
      dai mo, l’articolo e’ abbastanza lungo e so che non sara’ letto in toto da nessuno.

      E ti parla uno che spesso va a ruota libera… perche’ mi scappa e avendo la diarrea… sai no… stai lì fin che non ti passa.

      Ma e’ kolpa dell’ita una e indivisibile. Forse anche dai komunisti.

      Va ben, sicuramente ho detto delle stronx per cui chiedo scusa..!

  4. luigi bandiera says:

    Le istituzioni MAI STATE SOVRANE MA SOLO RAPINATRICI, RAPINANO O RUBANO..!!

    GRAZIE AI LEGISLATORI ELETTI DAI MONE..!!!

    A LORO RAPPRESENTANZA… QUINDI I OTANTI SONO DEI RAPINATORI DI SE STESSI..??

    TONTOLO, DAI, DAME NA MAN…

  5. firmato winston diaz says:

    Non l’ho letto nemmeno fino in fondo, questi articoli veramente lasciano il tempo che trovano.

    Come si fa a scrivere:

    “Quindi dove il mezzo di scambio è solamente il denaro, per esempio l’oro (o, il che è lo stesso, banconote a cui corrisponde una quantità fissa di oro e che, presentandole in banca, possono essere convertite in oro in ogni momento senza rischi di non trovare immediatamente una quantità di oro corrispondente), il potere politico è limitato”.

    senza almeno sospettare che nel caso sopra descritto ci sono forti probabilita’ che il potere politico ce l’abbia tutto colui che detiene tutto l’oro.
    E che ci sono altrettante forti possibilita’ che l’oro, proprio perche’ esistente in quantita’ limitata, tenda ad ammassarsi in poche mani.
    Mi chiedo se chi scrive questi articoli ha il tesoretto in oro seppellito in giardino, e fa di tutto perche’ diventi oggetto di bolla speculativa per arricchirsene. Tranquilli, prima o poi avremo anche la bolla dell’oro, e chi adesso sta agendo per fomentarla, magari diventera’ ricco, ma sara’ odiato peggio degli altri speculatori (e’ gia’ successo…).
    Del resto, cosa succeda con una valuta molto stabile presente in quantita’ quasi fissa quindi di comportamento simile all’oro in un’area socioeconomica ad alta differenziazione interna (differenziazione che a un libertario dovrebbe far piacere), lo stiamo sperimentando con la migliore approssimazione possibile con l’euro, il sostituto del marco tedesco: i forti vedono i loro forzieri scoppiare, i deboli soccombono nella miseria e nella vessazione poliziesca mandata dai forti, dopo avergli imposto tassi da strozzinaggio, per spogliarli di quel po’ che gli resta.

    Preferite che il potere politico, quando ha bisogno di soldi, li stampi, o ve li venga a requisire con la forza bruta? Chi si illudeva (me compreso) che l’euro avrebbe costretto i politici italiani a non dilapidare i soldi pubblici e’ servito: i politici italiani hanno continuato a dilapidarli, i politici europei continueranno a dilapidarli, solo che invece di dar mano alle rotative di stampa ve li verranno a requisire con la forza.

    Sta gia’ succedendo da un pezzo.

    Alla fine dovendo scegliere fra una politica di spesa keynesiana con moneta fiat, e una politica di spesa keynesiana con moneta in quantita’ fissa, meglio la prima. Poiche’ la politica di spesa keynesiana e’ impossibile da eliminare finche’ esistera’ un potere politico con monopolio della forza, lasciamo almeno a tale potere la facolta’ di svalutare la moneta piuttosto che dovergli invece suggerire di rapinare la nostra.

    Non e’ una provocazione, sono uno di voi, un libertario, e proprio per questo credo che di oro (o euro) finiremo per forgiare le sbarre della peggiore delle prigioni.

    Perche’ credete che la attuale politica dei banchieri al governo sia la piu’ feroce dal punto di vista del prelievo fiscale? Perche’ il loro interesse e’ nel rivalutare le loro riserve di moneta. Se fosse oro sarebbero molto piu’ spietati. Come possiate credere che l’oro invece lo controllereste voi davvero mi sfugge.

    • Mauro Gargaglione says:

      Il suo ragionamento, caro Winston Diaz, mi pare assai ingenuo.

      Un potere politico formalmente democratico e keynesiano quale quello in cui viviamo, ruba il denaro in modo assai più furbo e intelligente di quanto non avrebbe potuto fare un nobile medievale che doveva ‘fisicamente’ strappare l’oro dalle mani dei suoi sudditi.

      L’oro, poi, si poteva agevolmente nascondere, il denaro moderno a corso forzoso è assolutamente inutile da imboscare. Ne posso rubare quanto ne voglio e senza versare una goccia di sangue, basta stamparlo a norma di legge.

      Ma l’aspetto più notevole della destrezza nel derubare i cittadini, come fanno gli stati che le sembrano il meno peggio, è appunto questa, far sì che i cittadini non lo capiscano e continuino a pensare che questo sistema sia il meno peggio.

      Lei, senza volerla minimamente offendere, ne è la dimostrazione vivente.

      • firmato winston diaz says:

        OK, speriamo in un radioso futuro in cui quando ci arrivera’ il gabelliere armato dello stato a reclamare i suoi euro d’oro IN QUANTO non li puo’ stampare, glieli negheremo in quanto li avremo ben seppelliti da qualche parte in gardino.
        Gli diremo, se li vuoi, scava e trovateli, prenditelo tu il corrispettivo dell’IMU se sei capace.
        Il sol dell’avvenire, non c’e’ che dire.
        Molto realistico peraltro.
        Ragazzi, se questo e’ il futuro in cui sperate ….

  6. luigi bandiera says:

    E non solo…

    Vive anche e grazie ai COLLABORATORI tririnkoglioniti… hai tricollaborazionisti..!

    Io ho conosciuto prof e presidi di scuole talibane che erano molto impegnati a far i secessionisti. A fare i leghisti.. forse.

    UNA CONTRADDIZIONE VERA ed INTELLETTUALE..!!
    Il massimo del Tradimento..!!!!!!!!!!!

    Vedete, i proff devono fare gli italiani.
    I leghisti sono contro il fare gli italiani.

    Uno meno uno = a ZERO. O mi sbaglio..??

    Ma sono i piu’ agitati che agitati kosi’ non si puo’.

    O sono IPOCRITI o OPPORTUNISTI..?

    Sai, se va che la PadaNIA ARRIVA IO MI PRENDO UN BEL POSTO AL SOLE E SENZA mai RISCHIARE DAVVERO mi siedo sul trono. Eh, CHE KAX..!!

    ONESTA’, COERENZA… e altre menate sono davvero sparite..??

    SALAM

  7. luigi bandiera says:

    Lo stato, l’istituzione che tanto piace ai KOMUNISTI, ruba usando le leggi. Le fa ad statum e non ad personam…

    Ma sicome lo stato e’ in mano ai KOMUNISTI diventa legge ad personam.

    Gli intellighenti non se ne accorgono o hanno paura a dirlo e cosi’ ALLA VIA KOSI’..!!

    IL POPOLO E’ SUDDITO DELLE ISTITUZIONI=KOMUNISTI..!

    Volete qualke diapositiva..??

    Eppure su RPL parlano di tutto tranne di come DEMOLIRE LO STIVALON o la KALZA DELLA BEFFFFFANA tririnkoglionita..!!
    Per poi RIFARLA COME me pora nonna, SANTA DONNA. CHE FACEVA il disfare QUANDO SBAGLIAVA A FARE IL KALZINO ke assomigliava allo stivalon di merd trikoglion..!!

    LEGGETE BENE LA METAFORA e poi, fermi..!

    Capìta sta kax di metaFORA VI VERREBBE D’ISTINTO DI PRENDERE IL MA… CHE KAX DIKO, LA bomba tomika..!!

    Non serve…

    Gli eventi prossimi saranno BOMBE TOMIKE e anche KOMIKE..!!

    IO penso di armarmi perche’ non sono piu’ sicuro in kaxa.

    Obama, pensate che me lo vieti..??

    SALAM

  8. Dan says:

    Lo stato si regge su due truffe e tanti coglioni che gli consentono di perpetuarle

Leave a Comment