Lo Stato-Piovra: sulle imprese aumento medio dell’Imu del 154%

di GIORGIO CALABRESE

L’economia italiana va che è un piacere (sic), le tasse sugli utili di impresa superano ormai il 70%, le aziende chiudono a ritmo di una al minuto, ma evidentemente lo Stato-Piovra o Stato-Ladro non ne ha mai abbastanza, così con l’Imu ha inferto un’altra bella stangata alle attività produttive. Tra i tartassati dell’Imu le imprese sono infatti quelle che hanno subito un aumento medio fino al 154% rispetto a quanto pagavano di Ici. Dopo la presentazione dei dati del Mef relativi al gettito complessivo pagato dagli italiani con l’Imu, la Cgia di Mestre fornisce cosi’ gli importi medi dei versamenti effettuati dalle varie categorie economiche e dalle famiglie italiane nel 2012. Gli albergatori hanno versato 11.429 euro; la grande distribuzione 7.325 euro, il settore industriale 5.786 euro, il piccolo imprenditore 3.352 euro, il libero professionista 1.835 euro, il commerciante 894 euro, l’artigiano 700 euro, la famiglia per seconda casa 663 euro, la famiglia per prima casa (+ pertinenza) 330 euro. “A seguito di tali risultanze -commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre- emerge chiaramente come la stangata dell’Imu abbia colpito soprattutto le categorie economiche. Nel corso dell’attuale campagna elettorale la proposta di una eventuale riduzione-abolizione dell’Imu sulla prima casa e’ stata avanzata da molte parti politiche. In linea generale si tratta di una proposta condivisibile; tuttavia, appare doveroso segnalare il rischio di nuovi rincari dell’Imu sulle attivita’ produttive”. “Infatti, dato che il gettito della prima casa finisce interamente nelle casse dei Comuni, c’e’ la possibilita’ che, a fronte di questo mancato gettito, molti Sindaci -continua Bortolussi- si rifacciano aumentando le aliquote sui capannoni. Uno scenario che dobbiamo assolutamente scongiurare visto che, rispetto a quando si pagava l’Ici, le imprese hanno subito con l’Imu un aggravio medio fino al 154%”.

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7 Comments

  1. francesco birba says:

    Lo Stato è un’associazione di criminali, ladri e assassini che tutti credono benefattori dell’umanità.

  2. Carlo De Paoli says:

    Sembra che la strategia di Monti & compagni sia quella di portare al fallimento ogni azienda produttiva, meglio se titolare di Know-how.
    I suoi amici sono già pronti, con il portafogli in mano, per comperar a due quel che vale cento.
    Non si tratta di semplici accordi con la “malavita internazionale”, (leggi banche), ma del tentativo di trasferir di mano grossi “pezzi” di industria per favorire l’installazione di imprenditori “foresti” a scapito di quelli locali.
    Le nuove aziende gestite da stranieri, infatti, non “soffrono” della persecuzione di Equitalia, al contrario dei nostri produttori.
    Deve essere, quello che si chiama: stimolo alle nuove realtà economiche; peccato che i nostri giovani non possano godere del medesimo incentivo.
    I nostri giovani se si azzardano a “tirar su” una saracinesca o a intraprendere una qualche attività, subito vengono visitati da vigili, pompieri, ufficio d’igiene e sono multe e tasse fin da subito.
    Un genocidio, anche economico, programmato.

  3. Dan says:

    Finchè la gente è disposta ad abbassare la testa ed a pagare, sti ladri fanno bene a rubare.
    Ricordo che in Irlanda hanno provato a fare pagare 100 euro ad abitazione di tassa e che metà Paese (lì con la P maiuscola) ha detto no, s’è rifiutato, obbligando lo stato a darsi una calmata.

  4. carlo says:

    SE CONTINUIAMO A PAGARE SAREMO COSTRETTI A CHIUDERE SENZA UNA LIRA………INVECE NON PAGHIAMO PIU NULLA E QUANDO CI VENGONO A FARE CHIUDERE QUANTO MENO ABBIAMO QUALCHE SOLDO IN TASCA…CHIARO!!!

  5. carlo says:

    NON BISOGNA PIU PAGARE NULLA !!!!!!!!!!!!!!!

  6. Roberto Porcù says:

    Le tasse servono per il mantenimento di privilegi e prebende agli amici di merenda.
    Che sia a politici, burocrati, manager pubblici, banchieri, sindacalisti … poco importa, sicuramente non piccoli imprenditori che costoro hanno il grande difetto di non accettare imbrigliamenti e non essere così controllabili dai padroni di turno del vapore.
    Nel paese di Pulcinella si paga molto cara l’aspirazione alla Libertà, solo aspirazione, che poi averla è tutt’altra cosa.

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