Il voto del 4 marzo consacra chi spara sul Nord e lo cancella. Come l’eroe Bava Beccaris un secolo fa

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di STEFANIA PIAZZO  – Don Davide Albertario disse: “Il popolo vi ha chiesto pane e voi avete risposto piombo”.  Forse i moti del 1898 andrebbero studiati più a fondo alla luce dei forconi del 2013.  E alla luce di chi vorrebbe fare la rivoluzione ma stando dalla parte dei prefetti…
La risposta della politica alle richieste di giustizia sociale suona né più e né meno come le cariche di Bava Beccaris ai poveracci che erano andati dai cappuccini di viale Monforte a Milano a mangiare un piatto di minestra. Spararono chiodi, spararono alle finestre avendo l’ordine di non lasciare indietro nessuno. Spararono. Oggi Bava Beccaris spara con le tasse, spara licenziando, spara aprendo le porte agli immigrati clandestini, Bava Beccaris oggi spara con il fiscal compact, spara con l’euro, con gli esodati e le pensioni finite, spara sull’identità. Fu un uomo che massacrò un popolo innocente insorto per la libertà. Lo Stato oggi toglie la minestra ai poveracci con i suoi ministeri: dalle Finanze al Viminale… Uno Stato di polizia. Sgombera, non risolve i problemi. Tiranneggia e drena tasse al Nord.
E cosa accade? Così come la questione settentrionale è appannata e considerata arnese del passato, tanto da trasformare tutti in nazionalisti e centralisti della prima ora nel voto del 4 marzo, altrettanto  non è incredibile che al Nord vi siano ancora delle vie dedicate al massacratore del 1898. Un eroe decorato per quel crimine contro l’umanità persino con la medaglia d’oro al valor militare. Mai un ripensamento dello Stato.
Le cronache narrano che vi furono solo due caduti tra le fila dell’esercito che sparò sui milanesi. Un soldato si “suicidò” sparandosi addosso… Un altro, invece, fu fucilato perché si rifiutò di sparare. Di lui le cronache sembrano non dire altro. Non il suo nome, non la sua identità. Bava Beccaris morì nel suo letto, con le sue medaglie regalate dall’Italia, dallo stato di polizia; il soldato che si rifiutò di partecipare alla strage, il vero eroe, invece è un milite ignoto, un signor nessuno, l’eroe dimenticato del 1898.
A Bava Beccaris, quindi, lo sterminatore, delle vie a lui dedicate. Come se fosse normale trovare in Austria delle vie dedicate ad Adolf Hitler. Al soldato partigiano una pedata sul sedere e via andare.  Oggi lo “sterminio” ha i contorni degli imprenditori suicidi, della disoccupazione e dello stato di crisi generato dal sistema finanziario, delle borse, dei mercati, da Bruxelles. Bava Beccaris ogni anno si prende le sue medaglia al valore, ha il fisco dalla sua parte, ha politici che usano come specchietti per le allodole le “canzoni” rivoluzionarie per la libertà di alcuni popoli… E via andare. Nord consenziente.
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4 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Nessuno ricorda il nome di chi si è appeso ad una corda perchè lo stato non pagava e contemporaneamente pretendeva le imposte. Persone miti e laboriose schiacciate come cimici, dimenticate dai nostri ashtag e dai nostri nuovi leader.
    Brave persone cancellate per sempre.
    Non ci ribelliamo a questo perchè siamo di fatto correi.

  2. caterina says:

    la retorica infinita dell’Italia unita ha distrutto tutto: storia e coscienze… e oggi ci troviamo punto e accapo…
    la storia non è maestra di vita se non la si conosce! per questo siamo arrivati alla situazione attuale… siamo al “si salvi chi può”… come?
    andandosene all’estero come un tempo, i giovani per questo fuggono!…sparandosi un colpo se non ce la fai più a furia di tasse a tirare avanti la tua azienda, responsabile fino in fondo nei confronti di chi ha lavorato con te… tirando avanti con rassegnazione con la sua pensione sempre più inadeguata rispetto a bollette che crescono e necessità di cura che aumentano…
    a fronte delle scandalose cifre di chi per una poltrona politica o posizione privilegiata in banche o aziende di stato gode di prebende ingiuste e strabilianti per quanto sono esagerate…
    Bava Beccaris è l’attualità che si è reincarnata a Roma a danno di tutti…nella Repubblica fondata sul lavoro… da ridere!… degli altri! sempre che ce l’abbiano ancora…

  3. giancarlo says:

    Verrà il giorno, ci siamo vicini, in cui la storia d’italia sarà scritta sui libri di testo in maniera veritiera e completa riportando i nomi dei veri eroi, dei veri martiri e delle vere menzogne sino ad oggi raccontate come delle belle storie di cui andare fieri. ( al contrario dovremmo vergognarsene)
    Se avremo un governo che prima o poi sancirà l’autonomia del Veneto, anche sulla materia istruzione, mi farò carico di ogni azione possibile affinché nelle scuole del Veneto i nostri giovani possano studiare un libro di storia apposito sulla storia millenaria dello stato Veneto della Serenissima e di tutto ciò che potrà riguardare il nostro passato, il nostro presente e le prospettive del nostro futuro.
    Solo conoscendo chi sono, da dove vengono e quali avi abbiamo avuto apportatori di cultura, bellezza e libertà i nostri giovani potranno affrontare il futuro che li aspetta con molta più convinzione e consapevolezza avendo con sé un bagaglio culturale importante che gli è stato rubato e negato dall’italia.
    Se ciò non accadrà ancora, l’indipendenza rimarrà l’unica via da perseguire e da conquistare in nome anche di Veneti e non che sono morti inutilmente visto che l’italia è rimasta solo sulla carta e non nei cuori.
    Cuori che sono rimasti Veneti e che lo rimarranno sino alla fine della propria vita.
    Ci hanno tolto tutto, ci hanno denigrato, ci hanno preso in giro, ci hanno spogliato dei nostri averi e dei nostri figli per mandarli alla guerra più e più volte ma non potranno mai toglierci la nostra anima ed il nostro pensiero e la volontà di autodeterminarci e riappropriarci della nostra storia e della nostra cultura solo momentaneamente sottrattaci con l’inganno e la truffa, anche questi requisiti fondanti l’italia.
    Siamo consapevoli che all’epoca molti agognavano la libertà e l’italia sembrava essere la soluzione. Rispetto queste persone per ovvi motivi, ma con il senno di poi dobbiamo ammetterlo è stata tutta una rincorsa verso il disastro che ci aspetta se non mettiamo mano a tane cose tra cui anche quella di raccontarci la verità e non più menzogne o favole inventate.
    WSM

  4. RENZO says:

    Niente di nuovo sotto il sole
    WSM

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