Lo Stato fa quadrato: basta favorire l’evasione e indebolire Equitalia

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it  di Enrico Marro

Presidente, il premier Mario Monti ha detto che contro l’evasione siamo in «uno stato di guerra». Condivide?
«È una partita difficile da giocare, che richiede una strategia chiara di contrasto e la ferma determinazione di attuarla. Ma non si tratta solo di reprimere, bisogna indurre e consolidare comportamenti di massa strutturalmente corretti», risponde il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino.
Chi evade spesso dice che lo fa per sopravvivere. Chi ha la ritenuta alla fonte non accetta queste giustificazioni. La questione fiscale divide il Paese.
«Ci sono anche attività economiche marginali che riescono a sopravvivere solo restando sprofondate nel sommerso, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma per lo più si tratta, appunto, di attività marginali e, magari, in non pochi casi, anche criminali. In realtà, chi evade lo fa perché ritiene di aver così trovato il modo di vivere meglio di chi è tanto ingenuo da onorare la sua obbligazione di contribuente. Salvo, naturalmente, beneficiare anche dei servizi e delle prestazioni dello Stato sociale finanziati da chi non evade. I cittadini onesti devono imparare a non stare più al gioco di chiunque pensi di poter fare il furbo, sia che si tratti del negoziante che del medico, dell’avvocato o dell’idraulico. Nella consapevolezza che favorire l’evasione significa pagare due volte il fornitore: per il bene o il servizio ottenuto, ma anche per le prestazioni sociali gratuitamente assicurategli. Con l’aggravante del danno che ne deriva in termini di maggior pressione fiscale legale e di effetto di squilibrio dei conti pubblici».

Ci vuole anche un cambiamento culturale. Non chiamiamo più gli evasori «furbi», dice Monti. Secondo lei sta cambiando l’atteggiamento dei cittadini verso l’evasione?
«Sì. E anch’io avverto una crescente insofferenza nei confronti dei cosiddetti furbi, molti dei quali sembrano incalliti e comunque del tutto indifferenti rispetto ai problemi in cui il Paese si dibatte. Il positivo mutamento di clima è sicuramente il risultato anche del modo deciso e coerente con cui questo Governo sta contrastando l’evasione».

Oggi lo Stato dispone di tutti gli strumenti necessari a stanare gli evasori?
«La Corte apprezza la reintroduzione dell’obbligo di allegare alla dichiarazione Iva gli elenchi clienti e fornitori la cui sospensione aveva privato gli uffici finanziari di uno strumento potentissimo di controllo incrociato delle contabilità delle imprese. Ma va valorizzata anche e soprattutto la predisposizione di misure e di azioni idonee a favorire il consolidamento di comportamenti di massa più corretti. Non è immaginabile, né auspicabile, che i frutti del contrasto all’evasione possano essere esclusivamente e permanentemente legati a una crescente attività di repressione, inevitabilmente non sempre scevra anche da qualche ricaduta di connotazione vessatoria».

Nonostante i grandi sforzi fatti in questi anni, si recuperano circa 10-12 miliardi di euro l’anno a fronte di un’evasione stimata in almeno 10 volte tanto. Perché?
«La cifra del recupero di 10-12 miliardi si riferisce anche ad importi che sarebbe improprio attribuire integralmente ai risultati della lotta all’evasione in senso stretto. Sono ricompresi, ad esempio, tutti gli importi legati alla pura e semplice correzione degli errori che tutti possiamo commettere nel compilare la dichiarazione dei redditi. Ciò che andrebbe, in realtà, misurato è, come dicevo prima, piuttosto l’effetto che si ottiene in termini di accresciuta e permanente adesione spontanea, quella che in inglese viene definita come tax compliance . È da tempo che la Corte dei conti insiste perché l’Amministrazione finanziaria si attrezzi con i meccanismi e le metodologie utili per effettuare queste valutazioni. È tutta l’attività dell’Amministrazione finanziaria che deve essere impostata e gestita con l’obiettivo di massimizzare l’adesione spontanea: con la repressione, ma anche con la persuasione, con l’assistenza, il supporto, nonché (perché no?) con l’incentivazione premiale dei comportamenti adesivi».

Si punta molto sulla collaborazione dei Comuni per stanare gli evasori. È la strada giusta?
«Non c’è dubbio che i Comuni potrebbero fare molto per contribuire ad una maggiore adesione spontanea. Ma questo risultato non ci sarà se, anche involontariamente, si indebolisce l’efficacia dell’attività di riscossione. Indebolire il ruolo di Equitalia a favore di una miriade di improvvisate società locali di riscossione sarebbe un errore gravissimo che mi auguro non sia commesso».

Si potranno pagare meno tasse quando si sarà tagliata la spesa, dice il governo. La spending review la convince?
«Per risultare efficace, la spending review deve essere analitica ed approfondita e deve valorizzare gli sforzi in precedenza compiuti. E deve legarsi a obiettivi di riorganizzazione anche profonda degli apparati pubblici, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Verificando sistematicamente, senza preclusioni pregiudiziali, l’effettiva utilità della stessa attività amministrativa svolta. Le cosiddette resistenze burocratiche sono spesso solo il riflesso dello scarso grado di approfondimento dell’utilità e della fattibilità degli interventi ipotizzati».

La Corte dei conti dovrebbe aiutarci a combattere gli sprechi. I primi che vengono in mente sono quelli connessi alla politica. Secondo la relazione Amato potrebbe essere la Corte a esaminare e convalidare i bilanci dei partiti. È d’accordo?
«Certamente sì. La nostra Costituzione assegna alla Corte il compito di partecipare, nei casi e nelle forme stabilite dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Se pertanto è prevista una contribuzione in via diretta o indiretta ai partiti, il controllo sulla loro gestione finanziaria, più correttamente, dovrebbe essere affidato alla Corte dei conti».

E contro la corruzione cosa fa la Corte? Vale 60 miliardi di euro l’anno avete denunciato, ma nel 2011 sono state inflitte condanne solo per 75 milioni di euro. Perché?
«La cifra totale, frutto di elaborazioni fondate su fonti interne e internazionali, è da intendersi come un dato meramente indicativo. Di certo vi è la grande distanza tra gli importi delle condanne inflitte dalla Corte e la totalità del danno che la corruzione infligge al Paese. Le ragioni di questo divario sono molteplici. Una soluzione a tale situazione sarebbe quella di affiancare all’attività giurisdizionale, come mezzo per combattere la corruzione, una più ampia ed incisiva attività di controllo, sia preventivo che successivo, che avrebbe il pregio di unire a una maggior ampiezza di intervento anche una più rilevante efficacia interdittiva ovvero correttiva delle situazioni di mala gestio in atto, così da colpire non solo corruzione bensì la ben più ampia massa dei comportamenti caratterizzati da inefficienza gestionale».

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9 Comments

  1. luigi bandiera says:

    CAPITRIBU’ e STREGONI da sempre sono mutuati tra loro.

    Un di’ paciola uno e un di’ paciola l’altro…

    Sempre per mantenersi il loro bel posto al sole a spese degli altri.

    Se la corte dei conti SAPESSE FARE I CONTI, almeno non paciolerebbe.

    Ma da bravi intellighentis si inventono disk stracolmi di gran belle parole… che nel complesso del disck non sono altro che tanta aria fritta..!

    Io ho sempre pagato al millesimo… COSTRETTO a pagare al millesimo… e mi devo sorbire sempre sti kax di disk e da quelli che hanno tanta monotonia perche’ il loro e’ un posto fisso…
    Ogni anno sono li’ a perseguitarci con i loro super paciolamenti.

    Anche questi gran cortigiani fan parte dei soliti noti strapagati, a vita.

    La corte di re Luigi XVI costava molto meno della corte talibana e fecero la rivoluzione…

    Qua per farla cosa mai ci vorra’..??

    Un referendum..?? Una riforma..??
    Un po’ di solidarita’..?

    KE KAX SERVE MO PER MANDARE A CASA CERTI PERSONAGGI..?

    BASTA ITALIA..!!!

    ITALIAaaa… BASTAaaaa…!!!!!!!

    PREGHIAMO

  2. oppio 49 says:

    gianpaolino, mavaffanculo te e lo statoemmerda che rappresenti. dal cognome di sicuro arrivi da una zona dove la mafia o la camorra, oltre all’evasione endemica da paese da quarto mondo, la fanno da padrone e tu, che chissà cosa prendi di stipendio ti permetti di dire “Ci sono anche attività economiche marginali che riescono a sopravvivere solo restando sprofondate nel sommerso, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma per lo più si tratta, appunto, di attività marginali e, magari, in non pochi casi, anche criminali.” ma li leggi ida ti ISTAT, lo sai che percentuale di evasione esiste il tutto il sudde? brutto pirla lo sai cosa vale l’attività della criminalità organizzata? 1500 miliardi, e si tratta di attività marginali? io mi auguro che prima o poi qualcuno ricominci a sparare (e non cazzate) sulla nobile categoria di fancazzisti di cui è composta la magistratura.. sarebbe doveroso

  3. Bon Bon says:

    Sì sì… belle parole.

    Allora facciamo così. Appena vedo un cambiamento sostanziale, di persone, metodi e gestione, nel SERVIZIO PUBBLICO che costoro DEVONO rendere al cittadino, io mi impegno a ricominciare a pagare le tasse. Ok ?

    Fino ad allora non toglierò un solo euro alla mia famiglia, da destinare alle case dell’On.(?) Scajola o alle puttane dell’On.(?) Cosimo Mele… La mia vita è una sola e MERITA, sta-merita, di essere vissuta degnamente. Quindi a costo di resistere in eterno, da me non avranno un soldo, come accade da 15 anni a questa parte, da quando cioè HO CAPITO a chi regalavo i miei sacrifici.

    Nel frattempo andate tutti affanculo, compresi quelli che pagano tutto, silenziosi e genuflessi per non perdere quei beni materiali che PENSANO e CREDONO essere indispensabili per il raggiungimento della felicità. Basterebbe che la gente, troppo PAVIDA, continuasse a dichiarare tutto MA, non pagasse nulla. In due mesi, non di più, questi avrebbero le pezze al culo. Maledetti saprofiti.

    Capito giampaolino ? Fosse per me ti saresti già dovuto cercare un lavoro vero e retribuito da tanto tempo… sei fortunato a poter vivere di chiacchere sterili. Ma comincia a chiederti fino a quando…

  4. gigi ragagnin says:

    anche se raccogliessero tutta l’evasione, la butterebbero nel pozzo senza fondo dell’itagliaseddesta. il contribuente non pagherebbe un euro di meno …
    questi sono farabutti che mentono per la gola.

  5. paolo says:

    La partita si gioca fra la squadra dei Cittadini sovrani, responsabili e consapevoli e la la BANDA Bassotti dei prostituti ai partiti di regime che si incarna nello “stato”, strumento di dominio , di monopolio e di vessazione di pochi su molti. Sarebbe facilissimo eliminare l’evasione fiscale: basterebbe attuare l’art. 53 della Costituzione che recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Sicome la capacità contributiva è determinata dalla differenza fra le entrate e le uscite, basterbbe poter scaricare TUTTO, TUTTI dalla dichiarazione dei redditi. Questo, fra l’altro, eliminerebbe anche gran parte del lavoro nero. Ma i partiti non voglio. Quancuno si è mai chiesto il perché? Troppa fatica pensare?

  6. lucafly says:

    Da wikipedia….Sposato con due figli, Laureato in Giurisprudenza; Prima Pretore poi Giudice presso il Tribunale di Paola (CS).

    Entra a far parte della Corte dei conti nel 1968 come Magistrato, divenuto presidente di sezione della Corte dei conti nel 1999 è stato presidente della Sezione Giurisdizionale della Puglia e della Sezione Giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti.

    Dal 2007 al 2010 ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture( era componente di tale organismo dal 2004).

    Ha ricoperto varie volte l’incarico di capo di gabinetto e capo dell’ufficio legislativo di alcuni Ministeri (Ministero della attività produttive,Ministero dei Lavori Pubblici,Ministero del Commercio con l’Estero).

    Nel giugno del 2010 è stato nominato dal Consiglio dei Ministri presidente della Corte dei conti della Repubblica italiana[1].

    Che dire….GRANDE PARASSITA

  7. Domenico says:

    Non c’è niente di peggio dei servi ottusi del potere. Con questa gentaglia non arriveremo mai da nessuna parte. Sono palle al piede di nessuna utilità. Sono da eliminare quanto prima insieme ai politicanti da strapazzo loro compagni di merende

  8. Fabrizio Dalla Villa says:

    la repressione, ci insegna la storia, non ha mai portato buoni frutti. L’intervistato sostiene che si debbano incentivare comportamenti positivi, senza tuttavia, indicare nel concreto. A me pare, che, gira e rigira, si punti sempre sul senso di colpa dei contribuenti, anziché spingerli ad un comportamento positivo, l’unico modo per arrivare al quale, è dare ad ogni contribuente la possibilità di detrarre dal proprio reddito almeno il 20, 25% delle spese sostenute e documentate. Non vedo altre soluzioni e mi spiace che si continui a chiacchierare a vanvera!

  9. lory says:

    quando questi politicanti e burocrati da strapazzo finiranno di succhiarci il sangue ? farabutti !

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