LO STATO E’ MORTO, L’ULTIMO BALUARDO SONO SOLO I COMUNI

di FABRIZIO DAL COL


Presidente Napolitano, Presidente Monti, membri del Parlamento, se veramente amate il vostro paese abbiate il coraggio delle vostre azioni e assumetevi, prima che sia troppo tardi, le responsabilità politiche che i cittadini attraverso il loro voto vi hanno sovranamente affidato, ascoltate le voci che arrivano dal territorio, rompete le catene delle clientele, del voto di scambio, della corruzione, delle ruberie che avete consentito per troppi anni contro le volontà di chi vi ha eletti, dichiarate illegittima e non più sovrana la vostra presenza alla guida dello Stato e, al fine di procedere speditamente alla costituzione di un governo provvisorio e di una nuova assemblea costituente territoriale aperta alla società civile, lasciate che gli unici strumenti democratici rimasti, quali sono oggi i Comuni, possano far sì che le ultime speranze di un futuro migliore possano tramutarsi in qualche realtà.

La deriva economica italiana alla quale avete largamente contribuito in passato, e verso la quale si continua a procedere a tappe spedite ancora oggi, non potrà che portarci verso lidi che potrebbero avere ben poco di democratico, con ciò innescando inevitabili conseguenze che possono tradursi solo in tensioni sociali non più controllabili e probabilmente cruente. Se non sarete in grado di affrontare questa realtà, i gridi di disperazione che solo voi oggi vi ostinate a non voler sentire, diverranno dilaganti e portatori di fenomeni imprevedibili, col risultato che avrete da una parte reso evidente al mondo intero le vostre totali inaffidabilità, spregiudicatezza e malafede, e dall’altra costretto le generazioni future a pagarne le conseguenze.

Se agli appelli che giungono ogni giorno dalla società civile, volti a ridisegnare e ricostruire una democrazia ormai fortemente compromessa, deciderete invece di rispondere proseguendo nella direzione fin qui assunta, ovvero in quella direzione dove una qualsiasi democrazia degna di questo nome non esiterebbe a condannarvi, i Comuni italiani, oggi vero e unico baluardo rimasto a difendere la sovranità popolare, eserciteranno il diritto di autodeterminazione delle loro comunità, e così facendo cancelleranno definitivamente anche l’intera architettura dello stato centrale unitario.

Nonostante la maggioranza dei Cittadini si sia da tempo resa consapevole del vostro tradimento, e nonostante dimostri quotidianamente l’insofferenza e la mancata fiducia verso le istituzioni dello stato, c’è chi invece nel parlamento preferisce la resistenza e il mantenimento dello status quo. La capacità di sopportazione degli italiani è ormai sfociato in angoscia e voi,  invece di dimostrare con esempi concreti di voler procedere in direzioni capaci di realizzare le speranze dei cittadini, continuate a macinare provvedimenti che nulla hanno a che vedere con gli interessi degli italiani.

Il capo dello stato Giorgio Napolitano è ormai dedito ad invocare quotidianamente l’unità del paese, e proprio in queste ore persino il premier Monti ha voluto lanciare il medesimo appello: sarà il caso, ma questi appaiono segni tangibili di una incapacità ormai divenuta manifesta e della volontà di tenere a tutti costi tenere unito il paese Italia, segni che a parer mio non hanno solo la finalità di voler dimostrare ai mercati finanziari una intransigenza rigorista in salsa europeista, ma soprattutto nascondono il timore di una spaccatura dell’unità italiana, rendendo palese a tutti che lo Stato non c’è già più. E’ un accanimento continuo ed esasperante quello di invocare l’unità del paese che, invece di sortire l’effetto di ricompattare gli italiani in quella che dovrebbe essere la ricercata unità, altro non fa che esacerbare gli animi dei Cittadini e sortire l’effetto contrario.

Se la politica messa in atto da questo governo e da questo parlamento è, come sembra, riconducibile prioritariamente alla nascita e costituzione di una Europa politica verso la quale gli italiani per aderirvi hanno da un lato subito l’onta del pagamento di una tassa e dall’altro non hanno neppure avuto la possibilità di esprimere democraticamente le loro volontà, allora non solo avete sbagliato tutto, ma avrete altresì riconfermato il tradimento. Nonostante l’unificazione dell’Italia sia stata imposta contro la volontà popolare attraverso i plebisciti, gli inganni e con una infinità di caduti che, ignari pensavano di combattere per la libertà, quando invece andavano a morire per l’unificazione spacciata per libertà, la guerra del 1945 per una stessa analogia dei fatti è riuscita a riproporre gli stessi inganni, e ha lasciato sul campo di battaglia migliaia di militari Italiani che Italiani non sapevano di esserlo ma che davanti alla verità, non avrebbero forse mai combattuto in quel conflitto, tanto meno, avrebbero deciso di finire ammazzati per difendere una Patria inventata e una falsa unità.

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25 Comments

  1. Albert1 says:

    Roma non esiste! Non si contratta col nulla!

  2. Ultimi Veri Venexiani says:

    E’ dal Comune che si deve partire per qualsiasi azione politica a favore di un qualsiasi progetto per l’Indipendenza. L’aggregazione di più comuni attraverso “patti federali”, può determinare in prospettiva, la nascita di quelle maxi-regioni (secondo Storia, Lingua, Cultura, Tradizioni) in grado di scardinare l’attuale SISTEMA italiano partitocratico corrotto e del malaffare romano-centrico.

  3. Dan says:

    Quelli amano solo quel paese che sono le loro tasche: tutto il resto è funzionale al loro esclusivo benessere.
    Basta chiedere, si agisce e si rimuovono.
    Si cominci con non riconoscergli più alcun diritto, si tolgano le bandiere dell’italia e dell’europa da tutti i municipi del nord. Se all’ingresso del paese/della città ci sono quei cartelli cretini con scritto “comune d’europa”, lo si sostituisca con un bel “comune liberato dall’italia e dall’europa”.
    Essere indipendenti significa agire e comportarsi come tali, nei fatti e non solo nelle parole

    • FL says:

      Approvato!

    • CARLO BUTTI says:

      Non so se sia più cretino il cartello”comune d’europa” o il cartello”regio insubrica”. Il primo per lo meno è scritto in italiano, il secondo in una lingua che si vorrebbe latina, ed è soltanto maccheronica. Fosse almeno scritto in celtico, ma celtico corretto, però! Scherzi a parte, io penso che dovremmo cominciare a liberarci da certe infatuazioni romantiche. Anche l’idea che il comune, tornando ai fasti d’un tardo Medioevo glorioso ma sepolto nel passato, possa essere la cellula di una palingenesi politica mi sembra un capitolo dello stesso libro dei sogni. I politici che reggono i comuni sono in simbiosi con quelli di Roma, escono dalla stessa covata e anche quando vengono da formazioni sedicenti secessioniste indipendentiste federaliste finiscono come la Lega a satollarsi alla greppia di Roma

  4. Entità sempre vigile says:

    Ma chi scrive queste notizie e questi commenti ha una minima cognizione delle st…… che semina al vento? credo proprio di no… ahhahahha povere creature

    • Fabrizio says:

      Ce le spieghi Lei….

    • Cara Entità, capisco il suo cinismo, però la faccio riflettere che la Lega Lombarda in seguito Lega Nord aveva al tempo, circa il 1989, un esiguo numero di persone che ci credeva diciamo non più di 10-12 nelle grandi città del nord.
      Ci hanno creduto e sono andati al governo dell’italia.
      Cosa abbiano ottenuto lo sappiamo tutti, ma ora, forti di 25 anni di esperienza di trattative fallimentari con lo stato italiano, Noi ci crediamo più di prima e siamo prontissimi per nuove battaglie.
      Via da Roma
      Brescia Patria

    • floriano says:

      L’ENTITA’ NON VIGILE

      ECCO LA RISPOSTA DI UN CLASSICO UOMO ITALICUS SENZA PALLE E FOTTUTO PERENNE!!!!!

  5. Entità sempre vigile says:

    I sindaci? i cittadini? voi contro l’invisibile che vi potrebbe demolire in qualsiasi modo? voi contro una creatura che neanche conoscete, dalle proporzioni che la vostra carente immaginazione non potrebbe neanche minimamente immagginare.. Ma cosa state dicendo? parlate di vento e tempesta ma avete solo un ventaglio contro una turbina che vi potrebbe risucchiare in qualsiasi istante. I comuni sono puntini non inventatevi false speranze o falsi miti privi di alcun potere finanziario e/o mediatico di solo folklore cittadino circoscritto alla periferia di ogni paesino…

    • Fabrizio says:

      Superficiale e immaginifico. Mi pare di aver già sentito nelle piazze questa retorica quaunquista e poco costruttiva, i leghisti sicuramente sono in grado di risponderle.

  6. Antonino Trunfio says:

    legga cosa proclama nella sua seduta comunale inagurale il deficiente di Cernusco, che ovviamente come tutti, conta di interpretare la maggioranza e tutti i cittadini di Cernusco sul Naviglio, a parte me.
    Vada sul blog di tale Comincini, lo scemo di questo villaggio, insomma.

    • Fabrizio says:

      leggerò sono curioso. Preciso che ciò che ho scritto non intendeva essere un appello, bensì l’ultimo avvertimento allo Stato sordo.

      • Antonino Trunfio says:

        egregio Fabrizio, faccia pubblicare se può la lettera aperta, dal titolo “promemoria di un libertario a un sindaco appena eletto”, su questo sito. L’hanno già fatto i siti di ML e RC che lei di sicuro visita e frequesta, come faccio io.
        La lettera è indirizzata al sindaco di cernusco, ma potrebbe valere per chiunque amministri dal brennero a lampedusa, una qualunque città
        cordiali saluti

        • Fabrizio says:

          Credo che la redazione di questo straordinario giornale sia, come hanno sempre dimostrato, molto attenta. Di certo leggono ciò che si scrive qui, deduco per cui che abbiano già letto anche questo commento.

  7. Johann Gossner says:

    Siamo alla vigilia della grande truffa che questa classe dirigente perpetrerà prima di scomparire definitivamente: il blocco dei conti correnti e tassa patrimoniale su di essi.

  8. Antonino Trunfio says:

    Egregio Dal Col, pur condividendo la passione delle sue parole e la profonda umanità che da esse traspare, realisticamente le dico che c’è un tempo per ogni cosa, come recita un libro dell’Antico Testamento. E il tempo degli appelli è terminato. Lei si appella fuori tempo massimo a coloro che di questa situazione hanno beneficiato e continuano a beneficiare. Al precipitarsi degli eventi, dal colle al parlamento i piani di fuga all’estero sono pronti da un pezzo. Sono consapevoli che in caso diverso, li aspetta la corte marziale per l’unica condanna possibile, quella che si commina in tempi di guerra, come quelli che viviamo, ai traditori e disertori : la fucilazione immediata. L’alternativa alla corte marziale saranno un piazzale Loreto per ogni città. C’è sempre una piazza e un lampione che aspettano i tiranni di ogni epoca. Anche stavolta sarà cosi, si fidi.

    • Fabrizio says:

      La ringrazio molto di questo suo commento puntuale sperando che, prima che accada ciò che Lei prevede, i legali rappresentanti delle comunità che sono i Sindaci con il supporto dei loro cittadini, mettano in atto ciò che sanno di poter fare e non lascino nelle mani dell stato, le uniche speranze democratiche di cui solo loro ognuno con la propria comunità potrà esercitare.

      Fabrizio
      .

      • Antonino Trunfio says:

        egregio Dal Col, chi sono i sindaci ? persone a noi vicine, certo. Almeno nelle piccole città e paesi d’Italia.
        Ma i sindaci sono meccanismi dell’apparato impermeabile e immutabile creato dalle leggi e dalla costituzione repubblicana, che come la Torah per il popolo ebreo è parola di Dio, anche se l’hanno scritto un manipolo di furbacchioni usciti dalla guerra e ormai per nostra fortuna tutti all’inferno. Legga la lettera aperta che ho scritto al sindaco di Cernusco sul Naviglio, appena rieletto e postata su Rischio Calcolato, Movimento Libertario e altri blog che l’hanno ripresa.

        • Fabrizio says:

          Non intendo muovere appunti al suo commento di per se già più che esaustivo. Sono convinto che il sindaco davanti ad atti deliberativi di iniziativa popolare, faticheranno non poco a disattendere e a non approvare le volontà dei suoi cittadini.

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