“Lo Stato è (il) più grande dei ladri”

di MATTEO CORSINI

“Chi ruba va fermato, ma non si fermano le opere. Non è accettabile che ci sia chi oggi in una logica disfattista dica ‘fermiamo Expo’. Di fronte al malaffare non si fermano i lavori pubblici. Lo Stato è più grande e forte dei ladri”.

Così ha detto il presidente del Consiglio, a Milano per “mettere la faccia”, come ama ripetere assomigliando sempre più a un disco rotto, sul casino dell’Expo. Quelle di Renzi sono frasi di circostanza che ognuno dei suoi predecessori avrebbe pronunciato, per cui non c’è tanto da commentare. Personalmente resto convinto che invece di pensare a nuove leggi e inasprimenti delle pene, con tanto di nomine di magistrati che si occupino specificamente di determinate faccende, sarebbe ora di capire che la corruzione regna sovrana laddove maggiore è la presenza di appalti pubblici e ci sono montagne di denaro dei cosiddetti contribuenti che un numero sempre più consistente di burocrati e politici a vario livello deve gestire.

Ben vengano, ovviamente, le persone oneste, ma non è sperando nella assoluta onestà degli individui o nella venuta degli angeli vendicatori a giustiziare i colpevoli che si riduce la corruzione, bensì riducendo le occasioni di corruzione. Cosa che in Italia nessuno ha ancora pensato di fare. Ciò detto, e senza dilungarmi oltre, ascoltando e leggendo le parole di Renzi non ho potuto fare a meno di notare l’assenza di un articolo determinativo che, a mio parere, darebbe il senso corretto all’ultima frase: “Lo Stato è IL più grande e forte dei ladri”.

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Purtroppo l’ho scritta e la ripeto:

    noi ci procuriamo allarmi per fermare i ladri piccoli, ma contro lo stato talibano in particolare non funziona ed e’ quello piu’ potente e furbo. Lui, il furbetto, adopera le leggi per fregarti. A volte ti frega tutto..!

    WSM
    PSM

  2. Ric says:

    Capita spesso ad un popolo rincitrullito ed insicuro troppo occupato a sniffare morbositá altrui , ancorato , destra e sinistra , a sniffare i peti peccaminosi di abitudini e vizi che loro non fanno ma vorrebbero tanto fare ; capita spesso ai garantitoni bacia bastone ai poteri del nulla fare e del tanto distruggere che proprio i loro figlioli che giammai l’umiliazione di pulire il culetto ai vecchietti perchè quello è occupazione della negretta di turno , loro adorano la prospettiva di Prodi , delle filosofie progressiste incaponite sulle battaglie del dolce far niente , intorno al sesso degli angeli, delle dignitá intrinseche dei de celebrati, dei lombrichi californiani , delle disubbidienze dei maleducati etc. Capita quindi che le mafie da locali si internazionalizzano e arrivano a Milano , che i laureti trovino riscontro in Australia ma non a fare i Galileo, i Leonardo , gli Archimede o i Marconi, come coloro che millantano italianitá , ma appunto per quello che sono e o rappresentano cioè ottimi pizzaioli . Però in patria i loro imperfetti genitori contenti perchè la maggistrattura fa i processi …..indovinate a chi ?

  3. katerina says:

    Ma come fa’un comunista che odia il capitale ed il capitalismo ad organizzare un’economia disastrata come la nostra?Al massimo diventa un misero Robin Hood.Il bastardo che ha la partita iva si sta’ arricchendo con i soldi della comunita’e quindi e’ giusto e etico punirlo.L’impresa non e’una ricchezza,e’ piuttosto un nemico da abbattere.Odio ed invidia sociale per continuare a governare un paese allo sbando.Ho letto che la Volkswagen dopo aver acquisito la Ducati,si e’vista rifiutare il piano di rilancio dell’azienda: sindacati nettamente contrari ai turni di lavoro.

    • Dan says:

      Beh che problema c’è. Prende il marchio, va fuori dall’italia e manda una lettera ai dipendenti ducati: se vi trasferite all’estero, stipendio più alto per i prossimi 3 anni e mutuo agevolato a tasso fisso per comprare casa.

      Quando poi da noi tornano le moto ducati invece di made in italy ci troveremo scritto made in germany by italian people.

  4. Dan says:

    Un presidente del consiglio onesto e responsabile invece di perdere tempo con uscite tranquillamente interpretabili come “il boss è sempre più forte del picciotto” proverebbe ad intavolare una discussione sul perchè qui in italia si deve finire a corrompere qualcuno ogni volta che si vuole lavorare e creare lavoro.
    Storico è ancora il caso di quell’azienda che dopo dieci anni di burocrazia nostrana non è riuscita a sistemare un capannone qui da noi mentre negli usa le sono bastati dieci mesi dalla prima visita esplorativa per tirarlo su fin dalle fondamenta.
    Per quale ragione un imprenditore deve darsi la pena di investire soldi qui in italia ? Per vederli vampirizzati da un’infinità di carte bollate, verifiche, controverifiche, controlli, tasse e molto altro ? Questo imprenditore, se aprisse in italia, non ci arriverebbe neppure a confrontarsi col mercato perchè nel frattempo, a forza di camminare sulle uova della nostra burocrazia, è certo finirebbe per combinare qualche frittata, non importa quante precauzioni ha preso fino a quel momento.
    Alla fine in italia non ci viene neppure, va da un’altra parte, ma se proprio s’intestardisce allora per forza di cose deve cominciare a stringere rapporti con la politica, con i gruppi d’ affari e con la mafia elargendo e frusciando mazzette a tutto andare almeno fino a quando non si presenta un omino in divisa (a sto punto non si sa se per amore di giustizia o per gelosia di non essere stato invitato al party) e lo fa passare per lo stronzo di turno.

    Dicevo, un presidente del consiglio onesto e responsabile spingerebbe per riconoscere la causa alla base capace di portare alla corruzione e quindi s’impegnerebbe per risolverla snellendo la burocrazia, ma il pittibimbo è lì solo per fare le sceneggiate

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