Lo squadrismo democratico: le squadre dei fischiatori. Prima Piazza Duomo gennaio 2012, ora con Bossi al Congresso 2017

bossi-lega-ladrona-01di CESARE CANTU’ –  A dire, il vero, noi in piazza Duomo c’eravamo nel bel mezzo della contesa Bossi-Maroni, quando nel gennaio 2012 ci fu il cambio forzato della guardia Reguzzoni-Dozzo alla presidenza del gruppo alla Camera. Reguzzoni non andava bene (la Lega era al data al 12% anche senza la Le Pen)), si diceva, perché troppo berlusconiano. In piazza il coro era più o meno…. Reguzzoni fuori dai coxxxoni. L’altro giorno, a Parma, al congresso, Bossi è stato fischiato, ammutolito. Il fuori dai coixxxni era sottinteso. Se il fondatore si togliesse di torno, ma proprio fisicamente del tutto, insomma, magari morisse, finalmente la Lega nazionale tirerebbe un respiro di sollievo. Ma perché vogliono Bossi morto? Lo sopportano, lo isolano nel terzo piano di via Bellerio, come dentro ad un sarcofago obbligato dalla contingenza di esistere ancora.

Poi però lo lodano come padre fondatore. Il mondo è cambiato, lo ha detto anche Ilvo Diamanti su Repubblica, in una disamina tecnica del quadro politico. La chiusa della sua inchiesta dice però tutto: la Lega di Salvini, nazionale, rischia di diventare, come ciò che rincorre, un partito simile al mondo che vuole rappresentare: incolore.

Come le squadre dei fischiatori. Utili ad ogni cambio di bandiera.

 

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