Lo avevamo scritto un anno fa. “La legge di (in)stabilità per i lavoratori. Spariti gli incentivi ad assumere”. Infatti crollano i contratti fissi

di MAFALDA SASSOLUNGOmafalda – Addio possibilità di contratti a tempo indeterminato. Addio all’apprendistato. Se la Legge di Stabilità 2015 cuore del Jobs Act) sarà approvata così com’è stata scritta, chi sperava negli incentivi per poter rientrare nel mondo del lavoro in modo stabile, dovrà scordarselo, perché Renzi con questo documento è riuscito a cancellare anche quel poco di buono che già c’era: gli incentivi – appunto – per le assunzioni illimitate e l’apprendistato, distruggendo così il sogno di programmare un futuro, sia per i giovani senza lavoro che per i padri e madri di famiglia che un posto di lavoro l’hanno perso. Insomma, un inno al precariato generale. La Legge di Stabilità 2015, infatti, abroga gli attuali incentivi alle imprese sui contratti agli apprendisti e disoccupati di lunga durata. Si tratta di diverse formule oggi in vigore che consentono alle aziende di procedere con assunzioni agevolate a tempo indeterminato, lavoratori disoccupati da oltre 24 mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di CIGS, apprendisti da.

In pratica, in relazione al contratto a tempo indeterminato la Legge di Stabilità introduce da una parte nuove agevolazioni, con uno sgravio triennale per quelli stipulati nel 2015, ma dall’altra prevede la rimodulazione degli sgravi contributivi attuali. L’articolo 1 comma 4 del disegno di legge delega sul Jobs Act affida infatti al Governo anche la razionalizzazione degli incentivi alle assunzioni esistenti.
Legge di (In)stabilità per i disoccupati – L’articolo 12, comma 1 della Legge di Stabilità 2015 prevede uno sgravio triennale (36 mesi) dei contributi per i datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo e del lavoro domestico, relativamente alle sole assunzioni effettuate nel 2015 e a beneficio di soggetti che risultino inoccupati a tempo indeterminato presso qualsiasi altro datore di lavoro. E siccome le assunzioni dovranno avvenire esclusivamente con contratto a tempo indeterminato, in automatico vengono esclusi gli incentivi per i contratti di apprendistato. Non solo: gli sgravi riguardano esclusivamente i contributi previdenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail. Di più: il limite annuo per i nuovi incentivi è fissato a 8.060 euro – almeno l’ultima bozza del Ddl – e l’incentivo potrà essere fruito una sola volta per ciascun lavoratore: se un soggetto è già stato assunto con lo sgravio, nel caso in cui un datore di lavoro lo voglia riassumere non potrà usufruire dell’agevolazione neanche nel caso in cui il lavoratore sia stato licenziato per non aver superato il periodo di prova. Infine, lo sgravio contributivo non è cumulabile con altre agevolazioni, esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.
Colpo di spugna sul poco di buono che c’era – E’ la Legge 407/90 a finire sotto la scure dei commi 2 e 3 dell’articolo 12 della Legge di Stabilità 2015: saranno infatti cancellati oltre 20 anni di sgravi per le assunzioni di disoccupati di lunga durata e quelli per la stabilizzazione degli apprendisti. La legge prevede benefici contributivi per le assunzioni di disoccupati da almeno due anni, benefici che vengono cancellati dal 2015, con il conseguente addio all’agevolazione che prevede uno sconto per i datori di lavoro pari al 50% (il 100% per le imprese operanti in aree svantaggiate) dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi Inail per un periodo di 3 anni. O meglio all’apparenza sembra che non cambi nulla, (sgravi contributivi per tre anni), ma cambiano le modalità di rientro dei lavoratori: in pratica ci sarà un ricambio di prestatori d’opera, ma non un aumento del numero di assunzioni. Processo simile per gli incentivi, previdenziali e di assistenza sociale, previsti per la stabilizzazione degli apprendisti (167/11), che dal 2015 saranno abrogati.

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