L’inventario di quel che c’è nel mondo autonomista-indipendentista

di GILBERTO ONETO

C’è grande agitazione nel mondo autonomista-indipendentista. Le discussioni e le liti raggiungono toni esagitati e troppo spesso sono costruite su fantasie, supposizioni ed emotività esasperate.

Serve perciò fare il punto, definire lo “stato dell’arte”, disegnare la mappa dell’esistente: l’inizio dell’anno è proprio il momento più opportuno per fare una sorta di inventario di quello che davvero c’è in magazzino prima di avventurarsi oltre.

Vediamo molto rapidamente che fieno c’è nella cascina del mondo autonomista-indipendentista: i partiti, le associazioni culturali, i mezzi di informazione, il mercato.

I partiti e le organizzazioni politiche. C’è innanzitutto  la Lega che viaggia oggi fra il 2 e il 4%, che ha ancora una struttura capillare e molti militanti (che si stanno però disaggregando); la discrepanza fra i vertici e la base è abnorme: fra i militanti e i simpatizzanti ci sono anche incapaci che usano la testa solo per tenere separate le orecchie ma fra la dirigenza la proporzione è ribaltata ed è difficile non incontrare cadregari, opportunisti e ignoranti della più bell’acqua, il risultato di decenni di selezione del personale bossiana basata sui requisiti del leccaculismo e dell’incompetenza. Nonostante i cambi di autista, la Lega sembra ingessata, non riesce a reagire agli attacchi esterni e alle magagne interne, non riesce a trasmettere idee e sembra destinata a una lunga agonia.

Ci sono decine di altri partitini e movimenti tutti occupati a scindersi, a litigare e a imitare la Lega nel peggio; anche gli obiettivi territoriali tendono a disgregarsi in appeal e in dimensione: la sola  virtuosa eccezione era rappresentata dall’Unione Padana prima che si facesse prendere dalla frenesia del cambio di nome e del restringimento degli orizzonti geografici.

Poi ci sono i partiti storici, appena migliori. Di ottima salute godono gli indipendentisti sudtirolesi e in forte crescita è il movimento a Trieste. Altrove vivacchiano: occitani, valdostani, trentini e sloveni tirano a campare avvelenati dalle loro frequentazioni italiane.

I collegamenti fra questi soggetti non esistono;  tutti hanno l’aria incattivita, non si fidano gli uni degli altri e sono spesso più impegnati a far guerra fra di loro che non agli italiani. Rispetto alla vecchia gestione bossiana autoritaria e sgangherata ma unitaria, il panorama partitico è oggi sconfortante.

Le associazioni culturali vanno appena meglio nonostante abbiano tutte subito i contraccolpi negativi del calo di qualità della politica. I prodotti sono in generale buoni e tengono mobilitato un numero considerevole di teste pensanti e di persone normali. Anche qui però si paga un prezzo pesante al settorialismo ideologico e geografico. Se almeno l’associazionismo più vitale riuscisse a trovare forme di reale coordinamento si potrebbero riprendere i grandi spazi disponibili e anche supplire alle colpevoli carenze della politica partitante.

Nel mondo della comunicazione la situazione è davvero desolante ma, paradossalmente, più vitale che in altri settori. I mezzi leghisti sono dei costosi e inutili cadaveri che camminano con la sola parziale eccezione di Radio Padania che mantiene un discreto ascolto e che riesce a conservare qualche giornalista e conduttore di qualità però sommerso da un mare di banalità, stronzate, ufo, attentati alla sintassi  e violenze all’intelligenza.

In giro, in varie redazioni, ci sono moltissimi autonomisti e indipendentisti, in larga parte ex leghisti, che potrebbero  fare un lavoro più efficace se fossero motivati e in qualche modo coordinati.

C’è soprattutto il nostro quotidiano che, in un mare di rovine, è un piccolo-grande capolavoro che potrebbe davvero diventare qualcosa di più importante se tutti i soggetti fino a qui citati volessero assumere posizioni collaborative, e – almeno a livello di comunicazione – trovare forme di civile convivenza e dibattito.

Il solo elemento davvero positivo su cui si può contare è però  il possibile mercato, l’immensa prateria di scontenti, delusi, arrabbiati, scoglionati e tartassati che non partecipa più, che si astiene alle elezioni, che vota per stanca abitudine o che cerca scorciatoie in sigle ribelliste senza contenuti.

La Padania è in condizioni disastrate; la sua economia è a rotoli, le sue prospettive grigie, è massacrata di imposte, schiacciata dalla burocrazia, dalla malavitosità e dal cattivo governo italiani; il tessuto sociale delle sue comunità si sta sfilacciando, la sua cultura si indebolisce, il senso di appartenenza si assopisce; è invasa da foresti sgomitanti e prepotenti che fra mezzo secolo saranno maggioranza. La gente è frastornata o distratta da cento sciocchezze,  dalla televisione spazzatura al calcio. Paradossalmente proprio tutte queste magagne e il loro continuo acuirsi  creano enormi possibilità di “mercato” per progetti davvero indipendentisti e per attori sinceri, preparati e onesti.

Il Paese si può salvare solo con una cura da cavallo: indipendenza dall’Italia, radicale pulizia da ogni clandestinità e criminalità, riduzione delle pubbliche competenze al minimo indispensabile, una robusta costruzione federalista, revisione di tutti i rapporti politici ed economici con l’esterno, rilancio deciso di ogni libertà di impresa.

Per farlo serve però una forte iniziativa che raccolga il consenso della maggioranza dei padani, rinfocoli le loro speranze e persegua il progetto senza compromessi né debolezze.

Quello che è stato sommariamente tracciato è l’inventario delle forze su cui può oggi contare un movimento del genere.

Ci sono un’idea e la tela:  servono un disegno preciso, i colori e artisti capaci. Noi, su questo quotidiano, la nostra parte la stiamo facendo.


Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

94 Comments

  1. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Una ipotesi, oggi come oggi, sarebbe costruire un Coordinamento Generale delle forze Indipendentiste e Autonomiste Italiche in campo, promuovendo la fattibilità di una grande UNIONE tesa ad un solo obiettivo: individuare quei Popoli (accertati dalla Storia, Lingua e Tradizioni), disponibili per la formazione di una Confederazione italica (ovviamente ogni Popolo, in questo caso, sarebbe Libero & Sovrano). Questo per riformare integralmente e radicalmente l’assetto statuale italiota da tipo centralista ad un sistema confederale (ognuno governa a casa propria) dove pochissime competenze verrebbero cedute al governo federale, quali ad esempio: moneta, difesa, grandi infrastrutture, ricerca.

  2. Lux says:

    Sig. Oneto.
    Nei quaderni padani da lei curati, ho letto a riguarado di Miglio e il suo pensiero ( e anche l’intervista di Massimo Cacciari ! ).
    Ebbene ( ok .. e’ solo il mio punto di vista) .. Miglio diceva
    : “voglio smontare l’italia per rimontarla in un altro modo”.

    Non diceva voglio smontare l’italia per far si che il nord se ne vada e gli altri chissenefrega ( secessionismo ).

    D’ altro canto Cacciari diceva di Miglio ” .. Non era secessionista ma voleva la possibilita’ di farlo. ”
    Ovvero era Liberalista.

    Ora.. io non capisco il movimento indipendentista.
    E’ secessionista o federalista ?.
    Federalista NON e’ secessionista.
    Il federalismo e’ un mezzo ( quindi non e’ ne di dx ne di sx ) per stare , per tenere assieme diverse culture.
    Un mezzo diverso da quello attuale.

    Secondo me il background culturale di fondo che dovrebbe aggregare i partitini che diceva nell’ articolo, e’ il federalismo di Miglio !!

    La mia domanda e’ :
    C’e’ oggi un partito federalista alla Miglio ?
    no ? Createlo !

    Secondo me nella gente c’e’ la percezione che indipendentismo sia secessionismo. Invece Federalismo e’ sinonimo di stare insieme ma in modo diverso nel rispetto delle diversita’.
    La maggior parte della gente imho non vuole secedere ma vuole una italia diversa, che dia maggior autonomia , ma non totalmente autonomia ( magari ricreando in piccolo un altro stato centralista ) .

    Ecco perche’ trovo senza senso il concetto di ” rompiamo il muro italico e poi ognuno per la sua strada “.

    In questo modo imho non otterrete mai nulla. troppo frazionati e litigiosi . E roma gongola !! dividi et impera !
    lombardi contro veneti .. veneti contro lombardi.
    Come il nord contro il sud.
    Non e’ lo stesso sentimento ?
    E’ il federalismo che tiene assieme lombardi e veneti.
    E’ il federalismo che tiene assieme il nord e il sud.

    Italia dei popoli come europa dei popoli assieme in modo
    federale o confederale.

    Caspita come manca Miglio !!! e manca l’azione culturale basata sulle sue teorie !
    Un partito-scopo che riprenda le sue teorie .
    La gente non vede un progetto serio.
    E il bello e’ che sarebbe li a portata di mano.

    Ma le associazioni attorno a miglio o al federalismo non scendono in politica per essere votati.
    Pensate anche che il MFE ” movimento federalista europeo” e’ un movimento ma non si presenta ad elezioni.

    • Michele De Vecchi says:

      Secondo me non hai capito bene il concetto di quello che tu chiami movimento indipendentista:

      “Secondo me nella gente c’e’ la percezione che indipendentismo sia secessionismo. Invece Federalismo e’ sinonimo di stare insieme ma in modo diverso nel rispetto delle diversita’.
      La maggior parte della gente imho non vuole secedere ma vuole una italia diversa, che dia maggior autonomia , ma non totalmente autonomia ( magari ricreando in piccolo un altro stato centralista ) .”

      Gli indipendentisti vogliono proprio quello che tu non credi; altrimenti non sarebbero indipendentisti.

      Con un unica differenza da quanto tu non credi: non vogliono ricreare in piccolo un altro stato centralista; per lo meno, non lo vuole plebiscito 2013, che pone la domanda “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”

      Qui non si sta parlando di autonomia o secessione, ma proprio di indipendenza, che tu lo creda oppure no; anzi ti dirò di più: si sta parlando di indipendenza per poi poter parlare di vero federalismo “in piccolo” una volta ottenuta la prima.

  3. Riccardo Pozzi says:

    Oggi come 800 anni fa, il nostro male è la divisione.
    Tutto il resto è letteratura, di diversa qualità certo, ma sempre letteratura. Mi viene un po’ da piangere.

    • giggetto says:

      Finchè c’è la Lega nessuna possibilità di sbocco politico per l’autonomismo è possibile, questo ormai lo sanno anche i cani. I bellerians sanno che questo è l’ultimo giro ma sperano di arrivare al 4 e campare di rendita ancora per un po’. Bisogna impedirlo a tutti i costi, pena perdere altri anni. Basta che ogni indipendentista convinca una persona che si sa voler votare Lega a non farlo e il gioco è fatto. Se si fosse fatta la stessa cosa con l’elezione di Maroni avremmo guadagnato degli anni.

  4. LUIGI says:

    Commento 3:
    Scusatemi, ma l’argomento trattato da Gilberto Oneto è importante, almeno per me che nell’ambiente ci “bazzico” da 38 anni.
    Lascio perdere la mia presentazione, ed entro a “bomba” sull’argomento.
    BISOGNA RIPARTIRE DAI FATTI STORICI (O TRATTATI INTERNAZIONALI) POST NAPOLEONE.
    1840 è la data spartiacque xchè lo potete verificare da Voi (o chiedete agli esperti di Storia).
    Quindi legalmente(x i Trattati Internazionali) l’italia non esiste; è illegale, illegittima, immorale, e di quest’ultimo aggettivo , credo siate concordi.
    Quindi, l’unica via rimasta oramai, è quella definita WAYFORFREEDOM con VAGO VIA (quest’ultini sono acronomi che stanno per: Venetian Anagrafic General Original e Venetkens Indipendet Australian) secondo le norme e procedure ONU ed UNESCO. Tutto il resto è inutile. PS: il rifiuto di pagare le tasse è sempre possibile, ma poi bisogna giustificare e spiegare le motivazioni, anche in italia esiste l’INTERPELLO. Usatelo !!!!!

  5. giancarlo pagliarini says:

    Tra le tante cose giuste, c’è questa, giustissima al mille per mille: “C’è soprattutto il nostro quotidiano che, in un mare di rovine, è un piccolo-grande capolavoro”. Bravi davvero!

  6. Sandi Stark says:

    Se si smettesse di parlare di Padania o di pretendere di estenderla fino all’Isonzo, sarebbe più facile giungere ad una federazione indipendentista.

    Se gli “indipendentisti venet”i non rivendicassero territori lombardi, trentini, friulani, del Litorale, croati, serbi e montenegrini, sarebbe ancora più facile. Se certi indipendendisti friulani non rivendicassero territori goriziani, veneti, sloveni e carinziani, sarebbe più semplice ancora.

    Gli unici che non rivendicano territori di terzi mi sembrano i lombardi ed i sardi; anche certi “Napolitani” rivendicano la Sicilia che si ribellò contro di loro svariate volte nella storia.

    E questa è una parte del ragionamento, io sono stanco di trovare i miei territori nelle cartine geografiche della “Padania”, della “Nuova Serenissima” o del “Gran Friuli”.

    Questo che ho descritto non è “Indipendentismo” ma nazionalismo imperialista ed è logico perchè la cultura di base è sempre quella italiana ed il frutto non cade distante dall’albero. Pertanto si sente molto parlare di “nazionalismo linguistico”, di “confini storici di antiche dominazioni” e mai di tutela delle minoranze, multilinguismo, multiculturalismo e convivenza. Scusate, ma queste sono piccole nuove piccole Italie in pectore che potrebbero essere ancora più terribili della madre, molti pensano di aver già dato.

    La seconda parte del ragionamento è che essendo gli indipendentisti del nord quasi tutti ex elettori della Lega, buona parte di loro sono di estrema destra, xenofobi e populisti, immaginate l’appeal che un tanto produce sulla parte moderata, di sinistra e/o libertaria della popolazione.

    Inoltre non c’è solo l’Indipendentismo, esiste anche il secessionismo puro e semplice come quello della Klotz che dice “indipendenza o ritorno all’Austria, lo deciderà il popolo”. Pertanto è forse più facile che una eventuale unione delle forze non avvenga in nome dell’Indipendentismo, ma della “liberazione dall’Italia”.

    C’è anche una quarta questione; non esistono programmi, non esistono “amministrazioni ombra”, non esistono piani dettagliati di Indipendenza, nessuno ha studiato a fondo le ipotesi amminsitrative e nessuno vuole passare per una fase “autonomista” che almeno potrebbe preparare i territori all’autogestione.

    Quale Provincia sa amministrare la Sanità pubblica, l’Istruzione, i lavori pubblici, l’edilizia popolare e l’assistenza sociale? Solo Trento e Bolzano, le altre Province stanno per essere abolite e che non se ne pari su queste pagine o che addirittura si approvi, mi sembra incredibile.

    La quinta questione è la penetrazione fascista (ad esempio in certi movimenti veneti dove si scatena l’odio etnico contro gli slavi) e di probabili confidenti nella costellazione indipendentista, con movimenti che sembrano creati apposta per dividersi e litigare, con la massima prospettiva di presentarsi alle elezioni amministrative per scalare il potere italiano onde raggiungere le comode poltrone del potere e tenere buone le teste calde come ha fatto la Lega per almeno gli ultimi 13 anni, a favore del Governo italiano.

    Il prodotto attuale non è credibile, per questo trova scarso mercato. Peccato; non c’à mai stato un momento storico favorevole come questo, con la “concorrenza” che non fa altro che sputtanarsi da sola rovinando la vita a tutti, compresi gli anelli bassi dei “Governativi” ossia coloro che sbarcano il lunario grazie allo Stato italiano. Anch’essi iniziano ad essere scaricati dal Carrozzone eppure non si riesce a recuperarli all’Indipendentismo.

    Forse il prodotto non è ancora vendibile, l’impressione che l’Indipendenza sia solo demagogia alla leghista, è molto forte.

    • Michele De Vecchi says:

      Ho smesso di leggere questo commento quando non sono più riuscito a contare sulle dita delle mani i luoghi comuni che venivano affermati come verità …….

    • Sandi, concordo dalla prima all’ultima parola, l’Indipendenza vera nasce dall’individuo, chi mi propone copie di italia migliori solo perché governate da veneti o lombardi mi fa ridere amaramente.
      Basta repliche della Lega centralista e statalista.

    • Lux says:

      Sono Italiano . no ! sono settentrionale ( indipendenza ) .. no.. sono lombardo ( indipendenza ) .. no . sono varesotto ( indipendenza ) no.. sono bustocco ( indipendenza ) ..
      No.. sono di beata Giuliana ( indipendenza ).

      Finche’ il movimento Indipendentista sara’ cosi’ , non si riuscira’ in nulla imho. troppa litigiosità.
      La soluzione ( mah.. ) imho non e’ l’indipendentismo ma
      il FEDERALISMO !

      Il federalismo non e’ di dx ne di sx. poiche’ e’ una struttura.
      In quanto tale aggregherebbe molta gente di dx e sx moderati e non .. SE fosse un progetto serio e strutturato.

      Il federalismo di Miglio.

      C’e’ un partito tale ?

  7. ugo says:

    conosco da troppi anni Gilberto ,poche volte non mi sono trovato d’ accordo con lui. Quando scrive così io lo capisco e condivido il suo pensiero.TORNO solo a dire che non capisco certi commenti,avanti di questo passo non ne caviamo niente.

    • Giuseppe d'Aritmaticea says:

      Concordo. Certi commenti sono fatti solo per dividere o per negare stoltamente la realtà’. Si direbbe che si abbia piacere a martellarsi reciprocamente i coglioni…

  8. Luke says:

    Sottoscrivo Pippogigi al 100%
    Uniti nella lotta, poi si vedrà, ognun deciderà con chi stare.
    Concordo anche con Bianchessi, tutti gli Stati sono artificiali. Da ciò ne deriva che non è obbligatorio essere un Popolo per fare uno Stato. Basta che una comunità lo voglia.
    Infine, a Marco: dovere di sudditanza??? Che roba è??
    Last but not least: ci lamemtiamo della litigiosità degli indipendentisti… e ad ogni post su qs giornale ci accapigliamo come draghi!! Bello spettacolo…

  9. lagodiseo says:

    Chissà perchè carabinieri, guardia di finanza, autonomi a casa vostra non sono mai venuti, io ricordo invece spedizioni punitive in via Bellerio con tanto di manganellate, devastazioni di sedi con tanto di ariete ….forse perchè non date fastidio a nessuno? o è la ricompensa per la lotta senza quartiere che fate alla Lega?

    • Noi abbiamo all’attivo diverse perquisizioni con sequestri vari senza nemmeno uno straccio di processo… veda lei chi da fastidio… ah in meno di 5 anni, il sottoscritto è stato prelevato da casa senza mandato dopo 3 mesi dall’iscrizione…

  10. gio di prato says:

    in tanto al sud piangono e mangiano a man bassa e molti del sud ” milioni ” urlano dovete pagare.

  11. Albert Nextein says:

    Non penso che gli indipendentisti siano gelosi l’uno dell’altro.
    Non penso che i trentini vogliano tenersi il tirolo, o che i veneti si vogliano prendere parte del Friuli.
    Io non penso proprio che esistano diatribe territoriali del genere.

    Ritengo che su una cosa tutti gli indipendentisti siano d’accordo.
    La demolizione dell’italia attuale, ed eventualmente anche dell’unione europea così com’è attualmente congegnata.
    Dopo la demolizione la creazione di unità territoriali diverse, indipendenti e confederate.

    Se sono unanimi su questa prospettiva , allora hanno una ed una sola possibilità operativa.
    Una rivolta fiscale coordinata ed incisiva.
    Non penso proprio che vogliano passare alle armi.
    E sono certo che le protesta formali, come petizioni, discorsi, manifestazioni, anche i referenda , non servono ad un tubo.

    Gli indipendentisti possono solo affamare la bestia, e poi dopo averla messa a terra, smembrarla.

  12. My2Cent says:

    Non ho la fortuna di conoscere la produzione, certamente enciclopedica, dell’illustrissimo Prof Paolo Luca Bernardini.

    È, ahimè, una delle innumerevoli lacune che affliggono la mia raffazzonata imitazione di cultura.
    (non potrei nemmeno promettere di porvi rimedio, dato che tante giornate devo dedicarle alle pratiche quotidiane destinate a collegare il pasto principale con quello della sera. Il tempo che resta se ne va per gli adempimenti fiscali, il sonno -quando viene- e l’igiene personale, ancorchè scarsa come la cultura).

    Però ho letto un po’ di quel che scrive Oneto quà e là e, pur non condividendone del tutto contenuti e suggerimenti, mi pare abbastanza sensato (forse un poco illuso) nei suoi ragionamenti, almeno a gente ignorantotta come me.
    Ma proprio per questa diffusa ignoranza ci servono intellettuali che guidino ed illuminino il pensiero annebbiato di tanti “padani”, da qualsiasi LONGITUDINE provengano.
    Non ci servono spocchiosi baroni che pontificano dai loro pulpiti e, certamente, il Prof Paolo Luca Bernardini non è uno di questi. Qui, però, ci ha fatto proprio quella figura.

    Veda lui se vuole continuare ad apparire così, sapendo che in questa società apparire = essere.

    Distinti saluti.

  13. Luigi says:

    Commento 2:
    va ben scherzare e fare battute, ma l’argomento e’ serio.
    Noi Veneti (scusate se mi allargo con il pronome NOI), prima ci dobbiamo unire tra noi e poi chiarito le nostre beghe personali, mettere sul tavolo il PIANO OPERTIVO e quindi rattifficare democraticamente una strategia, (la tattica la lasciamo ad un pool di “portavoce” che vedremmo di scegliere (personalita’, cultura, esperienza, affidabilita’, onesta’ potrebbero essere dei valori di giudizio asdieme ad altri).. Quindi con sollerzia e pragmatismo tipicamente Veneto concrettizare l’azione (con popolazione ben informata) per poi proppore la strategia agli altri popoli fratelli sotto il giogo della Bestia Ocvupante.
    Come proposta puo’ essere recepita???.

  14. som mb says:

    Udite, udite: Salvini lancia il Jobs Act belleriano.
    Che ne sanno lui e i suoi compari della parola lavoro?
    Come una vergine che si mettesse a tenere un corso di kamasutra.

  15. pippogigi says:

    In molte culture sono presenti aneddoti, storie sul fatto che uniti si vince e divisi si perde.
    Abbiamo di fronte un avversario discendente di colori che usavano il “divide et impera”, popolazioni corrotte in cambio di favori, vantaggi ed usate contro i loro fratelli.
    Non commettiamo questo errore. La Padania di adesso assomiglia alla Germania preunitaria, La Prussia, la Baviera, la Sassonia, più altri Stati, tutti con una storia antica e gloriosa.
    Esiste il Veneto, ma la Liguria con l’antica Repubblica di Genova è forse da meno? L’occidente della Padania (Piemonte e Valle d’Aosta) sogna il ritorno ai fasti del Ducato di Savoia e si ritiene diverso dagli altri.
    Prima l’indipendenza, tutti uniti, poi si discute chi vuole stare dentro al nuovo Stato e chi fuori.
    Già abbiamo la Lega che rema contro, ruba voti alla causa indipendentista e poi va a braccetto con le forze d’occupazione, non creiamo altre divisioni che ci indebolirebbero soltanto.
    Guardate io ho il terrore che al romacentrismo si sostituisca un milanocentrismo, conosco diversi milanesi e so come ragionano, ma tutto è meglio all’italia. Per lo meno potremo parlare le nostre lingue, non un invenzione artificiale parlata da nessuno (tipo l’esperanto) ricavata dal dialetto fiorentino quale è l’italiano.

  16. Vercingetorix says:

    Gli unici gazebi che si vedono in giro, a Varese, a Como, a Milano e nel resto della Lombardia sono del M5S. Qualcuno del PD e di SEL. Zero della Lega. Paradossalmente ha ormai una struttura più ramificata persino Forza Italia della Lega in stadio terminale.

    In alcune regioni è letteralmente scomparsa e vi conserva a malapena una sede nazionale di rappresentanza. Questi sono FATTI verificabilissimi. Peccato che la stampa italiota filosalviniana per questioni di solidarietà corporativa non abbia il coraggio di mettere a nudo lo sfacelo cronico di quello che era il più organizzato movimento politico di questo malaugurato paese.

    • arcadico says:

      Confermo la tua analisi!

      A Bergamo il 21 dicembre hanno rinunciato al posizionamento di un gazebo in pieno centro.

      Misteriosi i motivi (si fà per dire) alla base della rinuncia!!

      A Lecco altri mangiapane territoriali hanno invece devastato il devastabile già da anni convinti che i voti di Lega + Pdl fossero introiettati in aeternum.

      Non paghi si sono permessi pure il lusso (sulla convinzione errata che non servisse più) di decimare la base a forza di tessere non date, declassamenti, allontanamenti più o meno volontari, epurazioni, stomachevolezze varie, etc., etc., e ora che servirebbe come l’oro (evito di usare il termine diamante per i noti motivi di cronaca recente) la base è evaporata!!!

      Mò li voglio vedere alle incombenti … amministrative!!

      Per la cronaca già ampiamente prevista la perdita delle ultime amministrazioni importanti rimaste (leggi Merate\Oggiono).

      Qualche carrierista stà ancora sperando (isolatamente) nel salto al livello politico romano per il proprio personale salvataggio con l’unico inconveniente della rottura delle uova nel paniere causata dai noti fatti mediatico giudiziari nazionali!!!

  17. Luigi says:

    Bello sto’ articolo, ed anche i vari commenti.
    Pero’ manca l’analisi , approfondita , sul Veneto.
    Territorio che presenta attività molto vivace, ma anche incocludente.
    Esiste pero’ una proposta valida, secondo il mio modo di vedere : basterebbe un po’ di umilta’ e voglia di capire, e questo giornale potrebbe funzionare da “booster” , alla concreta soluzione che si scoprirebbe semplice, democratica, pacifica ed attuabile in breve tempo.
    Lo si vuole veramente scoprire, o lasciamo che tutto si deteriori ancora di più ???.

  18. ALTEREGO says:

    Ha ragione Oneto, se c’e’ qualcosa da evitare è la frammentazione esasperata, in pochi post qualcuno ha voluto puntualizzare spaccando in quattro il capello, senza proposta costruttiva, complimenti prof. Bernardini, gran bel lavoro!
    Ma mi chiedo, la lega è corrotta e decotta, lo stato italiano se possibile ancora peggio, ma come è possibile che da una situazione tanto favorevole non si riesca a far nascere un movimento in grado di difendere gli interessi delle nostre genti Padano-Alpine.
    In tanti parlano ma una spiegazione a questo ancora non è emersa.

    • Vercingetorix says:

      Con questa scusa di “evitare di litigare fra di noi per non fare il gioco di roma” i belleriani hanno ingessato ogni dibattito e ogni iniziativa che avrebbe potuto portare negli anni alla nascita di nuovi soggetti indipendentisti, magari piccoli e di diversissime tendenze ideologiche, che però nel loro piccolo avrebbero fatto molto, moltissimo per la causa secessionista.

      Quando anni fa sentivo alcuni dire che per rilanciare l’indipendentismo bisognava prima far fuori la Lega mi arrabbiavo: ora capisco come avessero perfettamente ragione. Quei padanisti che si ostinano a dire “meglio votare Lega che niente” fanno il gioco di roma, anche se involontariamente.

      • ALTEREGO says:

        Dobbiamo guardare all’oggi, e oggi la lega è alle comiche finali, con un Salvini che le recita molto bene.
        Che si debba ripartire è non necessario, INDISPENSABILE, che non si debba litigare altrettanto.
        Il nostro nemico si chiama REPUBBLICA ITALIANA partiamo da questo scrolliamoci di dosso il marcio di 20 anni di lega, e ripartiamo con un movimento confederale, che ricostruisca il disegno di nuove unità territoriali confederate.
        Sembra uno slogan vecchio, ma è sempre validissimo
        COLPIRE UNITI, poi ognuno per la sua strada.

  19. MIGOTTO SANDRO says:

    Ho gia’ scritto in questo Giornale molti mesi fa un articolo che denunciava lo stato dell’arte dell’indipendentismo. Bene che sia arrivato anche Lei oggi alle medesime conclusioni.
    Nulla ho da eccepire sull’analisi di cosa serve per salvare quel poco oramai che c’e’ da salvare, ovvero la piena e completa indipendenza.
    Non concordo sul metodo, visto che Lei di fatto parla senza scriverla di una vera e propria rivoluzione; l’unico metodo non e’ pacifico né tantomeno legale…..
    Spero che quale vile e ipocrita Professore non invochi la censura per questa mia….

  20. Gino pro Heimat says:

    Scozia, Catalogna, Tirolo, Bretagna, Fiandre, sono tutti nomi di terre storiche d’Europa, che nonostante la loro forte identità si trovano ingabbiate in contesti estranei.
    Per riuscire nell’impresa titanica di imporre nella coscienza della nostra gente la novità Padania ci sarebbe voluto un partito dalle grandi capacità, e non la Lega Nord che invece il termine Padania lo ha fatto diventare ridicolo.

    • Per me il termine PADANIA è sempre stato ridicolo, l’Indipendenza non ha bisogno di identità cultural-sociali, infatti io l’intendo come indipendenza dal gregge, dalla massa omogenea, deve nascere in ciascuno di noi come moto spontaneo di libertà dalle costrizioni di poteri lontani e non controllabili siano essi regionali, statali o europei o l’ONU, la massima espressione dello statalismo OPPRIMENTE.

  21. Unione Cisalpina says:

    beh approfondisci i punti ke GLM aveva elenkato alkuni giorni fa … tutti veri …

    poi xò leggiamo “Salvini: liste anche al Sud per la nostra battaglia “No Euro”…”

    ed il kommento di Vercingetorix
    14 Gennaio 2014 at 7:24 am #
    Legaioli di tutto il mondo: unitevi!

    http://www.youtube.com/watch?v=8iNVaIbXacM

    mi kiedo:”xkè kontinuare a blandire la lekka nodde konsocia di Forza Italia e Fratelli d’Italia kon kùi si allea, solidarizza e manifesta !? …”

    La Lega è stata ed è un raggiro (kuando non tradimento … + raggiro, penso…) all’autonomismo ed indipendenza padana … kuesto si deve denunciare x ogni dove senza esitazioni di sorta….

    • ma che dice? per davvero la Lecca nodde è consocia di Fratelli d’italia? Non posso crederci…

      [url=http://postimg.org/image/mqj6785y9/][img]http://s24.postimg.org/mqj6785y9/ROLFI_BECCALOSSI.jpg[/img][/url]

      • Unione Cisalpina says:

        e kome no ! … se kosì non fosse, cerkerebbe mai voti nel merdione italiano !? …

        … Lega, Fratelli d’Italia e Forza Nuova … a kui và aggiunta Forza Italia x kompletare il kuadro … 🙂 e poi, l’ultima la puoi vedere e sentire kuà

        http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/01/11/kyenge-a-brescia-tensione-ai-presidi-di-lega-fratelli-ditalia-e-forza-nuova/260632/

        certamente è sakrosanta la lotta all’immigrazione selvaggia voluta e gestita da roma x i suoi fini d’egmonioa e lukro … io sono invece x una immigrazione responsabile, kontrollata e solidale kon regole certe ed universali ke, sikuramente, non parte da basi etno_razziste nè razziali_fasciste … e non voglio ke la mia battaglia abbia nulla a ke fare kon le posizioni di kostoro, borghezi e seguaci inklusi…

        la lekka nodde è un grande imbroglio figlia di suoi padri rikonosciuti ed oramai oltremodo palesati “ladri lestamano e ciarlatani” … 🙂

  22. Toscano Redini says:

    Però L’Indipendenza può fare molto nel designare la priorità assoluta, comune a tutti (anche agli “italiani”, in prospettiva): la balcanizzazione dell’Italia.
    Eppure li abbiamo qui accanto, i frammenti della imposta e artificiosa Jugoslavia; informarsi per credere, dalla Slovenia al Montenegro è tutto un miglioramento…
    Ho seguìto per qualche anno la Slovenia confrontando i suoi numeri con quelli della Toscana: non solo ci ha raggiunto nel giro di pochi anni, ma ci ha addirittura sorpassato e, continuando così, presto la perderemo di vista.
    Il campanilista è colui che vuol fare del proprio Comune il miglior Comune del mondo; se tutti fan come lui, avremo il miglior mondo possibile. E’ vero per Lombardi, Veneti e Piemontesi, Toscani, Süd-Tirolesi ed Emiliani… per tutti!

    • Marco (*) says:

      E’ totalmente sbagliato assimilare l’indipendenza delle repubbliche che componevano la Jugoslavia, con un’ipotetica indipendenza delle regioni italiane. Le 6 repubbliche della ex Jugoslavia, innanzitutto, erano già degli stati, solo che avevano volontariamente ceduto quote della loro sovranità ad un’entità comune alle stesse, la Repubblica Federativa di Jugoslavia, ed era previsto, fra l’altro, che ciascuna delle 6 repubbliche potesse in qualsiasi momento uscire da questa federazione, solo che ai serbi questo non andava bene ed allora ci sono stati gli scontri armati. L’Italia, viceversa, non è un’unione federativa di più repubbliche, ma uno stato unitario, che ha inglobato per annessione più territori, ed ha deciso, ad un certo punto, di darsi un assetto puramente regionale. Le singole regioni non dispongono della rappresentanza internazionale dei popoli, nemmeno quelle con autonomie particolari.

      • Toscano Redini says:

        I problemi del mondo non possono essere risolti dai cinici e dagli scettici, i cui orizzonti sono chiusi dalle ovvie realtà. Noi abbiamo bisogno di uomini e di donne che sognino di cose apparentemente irrealizzabili e si chiedano, perché no?”
        ……………………….
        L’uomo ragionevole adegua sé stesso al mondo; l’uomo irragionevole persiste invece nel tentare di adeguare il mondo a sé stesso: di conseguenza, tutto il progresso dipende dall’uomo irragionevole.
        George Bernard Shaw

    • Attenzione, in Slovenia ci sono stato, e non è tutto rose e fiori, controlli quanti sloveni passano il confine tutti i giorni per lavorare a Trieste.

      Indipendenza ed autodeterminazione non sono garanzie di lavoro e prosperità per tutti, ma sono invece garanzia di LIBERTÀ per tutti e libertà di scelta del preferito assetto sociale.

  23. Grazie a Oneto. Mi trovo in pieno accordo con il commento di Paolo Bernardini.

    Una goccia nell’oceano, ma forse degna di essere citata: la convergenza e stretta cooperazione esistente tra Pro Lombardia Indipendenza e Unione Padana Alpina. Queste due (certamente piccole) organizzazioni hanno già organizzato diverse iniziative congiunte sul territorio, e sono in grado di coprire i territori di MI, MB, LC, BG e BS, con buoni contatti anche in provincia di Pavia. Credo che per quanto i numeri siano ancora esigui, questa sia la strada da percorrere: il dialogo e, quando possibile, la convergenza.

    Al link qui sotto trovate la visione per una Lombardia indipendente condivisa da Pro Lombardia Indipendenza e Unione Padana Alpina.
    http://www.prolombardia.eu/ca/appunti-per-una-lombardia-indipendente-e-federale/

    Entrambi i movimenti hanno anche una pagina Facebook.

    Lombardia indipendente.

    • Caro Giacomo,
      pienamente d’accordo sui vostri obiettivi, meno sul modo per raggiungerli.
      Ad esempio Brescia Patria non ambisce nè vuole poltrone gestite dallo Stato Italiano, è il motivo per cui non si presenta ad elezioni italiane.
      Noi crediamo nella proposizione di un movimento unitario che non accetti NESSUN compromesso con l’italia, per i compromessi la Lega è stata ed è maestra ed ad essa lasciamo volentieri questo triste primato.

      • Ma Federico: due punti:

        1) né ProLomb né Unione Padana Alpina hanno o avranno MAI nulla a che spartire con roma e le sue scagnelle

        2) né ProLomb né Unione Padana Alpina, vogliono avere nulla a che fare con la lega, che consideriamo soltanto uno scalcagnato partito nazionalista di estrema destra, e costola del nazionalismo italiano, dunque l’opposto dello scritto che vai appena visto.

        Parliamo quando vuoi.

  24. som mb says:

    Gilberto la Lega non ha più una struttura capillare da molti anni. Negli ultimi 2 si è compiuto un vero e proprio stillicidio fra sezioni chiuse, accorpate e decine di migliaia di militanti che hanno deciso di non rinnovare. La mitica Lega territoriale è morta e sepolta e l’incapacità di organizzare una qualsivoglia manifestazione di piazza, a cominciare da Pontida e Venezia, ne è la prova lampante. Per non parlare del semideserto congresso di Torino con i teloni messi a coprire gli ampi posti vuoti. Anche il mondo delle associazioni culturali è in fase di esaurimento, anche perchè alcune di queste si sono troppo compromesse con Bellerio o addirittura erano parte integrante del sistema maronita. E’ tutto da rifare, prima lo si accetta meglio è. E per farlo bisogna togliere di mezzo la carcassa del partitino belleriano. Prima lo si fa prima si può ripartire. Il resto sono solo buoni auspici che fanno il gioco dei belleriani.

  25. Gino says:

    Quello che manca è un partito serio di raccolta degli italiani dell’Alta Italia.

  26. el noddego says:

    Non è certo compito de “l’Indipendenza” quello di tentare di riunire sotto un unico tetto coloro che per tendenza possono rivestire un ruolo di leader in un movimento in via di formazione. Tuttavia non è sfuggito ai più che tra coloro che collaborano col giornale ci sono personalità che riescono a separare il grano dalla crusca e a dare utili indicazioni. Il leader potenziale può essere individuato: è un personaggio sicuro di sè, che opera per obiettivi, sa scegliere i collaboratori utili alla causa e non a sè, è rotto a molte esperienze e sa quindi trattare anche col nemico più infido. Non sfigura in un salotto, è un nordico fino nel midollo, conosce almeno l’inglese per facilitare il colloquio internazionale.

    • Hadouken! says:

      Ancora alla ricerca di generali, più che di un esercito? Solita solfa…

    • xyzxyz44 says:

      Sulla prima parte, quella ‘carismatico’ , che scalda le folle e tiene a bada i ‘nemici’ non saprei, ma x la seconda parte del profilo da lei tracciato – quello più intellettuale – ci vedrei molto bene in quei panni , il professore Luigi Marco Bassani .

      Saluti

  27. Diego Tagliabue says:

    Caro Oneto,

    nel caso che non Le fosse ancora chiaro, la prima indipendenza è quella dall’itaGlianità, cioè da quella mentalità truffaldina e parassitaria dei PIGS, ben nota in tutta Europa.

    La Lega si è venduta da tempo a Berlusconi, referente di cosa nostra a Milano. Ora fa una campagna fascistoide con la Le Pen contro un nemico di cartone.

    Non mi dica, per favore, che i problemi di Fallitaglia siano arrivati solo nel 2002. Questo Paese ha scavato la propria fossa con le proprie mani.

    E dove è rimasta la Lega, che (s)parlava di “Mitteleuropa”? Caratteristiche essenziali dei Paesi mitteleuropei sono proprio la disciplina finanziaria e un federalismo vero, basato sulla responsabilità e non sulla possibilità di creare ancora più strutture clientelari e sprechi.

    Oggi la Lega fa una battaglia contro i modelli, che invece dovrebbe seguire.

    Discorso analgo vale, naturalmente, anche per partiti/movimenti indipendentisti: indipendentisti da cosa, se continuano a ragionare in modo squisitamente itaGliano?

    A parte la SF di Eva Klotz e Sven Knoll trovo – tra gli italianofoni – solo due movimenti seri: TLT e Pro Lombardia Indipendenza.

    Il resto è un miscuglio più o meno oscuro, in cui sono ancora troppo presenti i fascistelli di zona.

    • Caro Diego, concordo in toto con le sue critiche, ma affiancare Pro Lombradia Indipendenza, con tutto il rispetto che si merita, ai movimenti di Eva Klotz, Sven Knoll e TLT, ce ne passa, anche solo per il seguito che sono capaci di muovere nelle piazze.

  28. P.L. Bernardini says:

    Ma per Paese intende la Lombardia? Abbia una buona volta il coraggio di parlare di Veneto, Lombardia, Sardegna, Sicilia indipendenti! Abbiamo visto ha che cosa ha portato l’invenzione della Padania, suvvia. Cordialmente, Plb

    • Michele De Vecchi says:

      Bravo professore, io avrei semplicemente scritto che la “Padania” non esiste, ma con le sue parole si capisce meglio il concetto.

      Fra l’altro, siamo al “ie tutti mone tranne noialtri”; come i bambini dell’asilo.

    • Oneto says:

      Ringrazio il professor Bernardini per avere fornito una straordinaria dimostrazione dello stato poltiglioso in cui si trova l’indipendentismo: di tutto quello che è stato elencato nell’articolo, è riuscito a tirar fuori il pelo su cui imbastire una acida polemichetta micronazionalista, oltre a tutto “per conto terzi”.
      Complimenti.
      PS. Giusto per la cronaca: l’invenzione della Padania aveva portato quattro milioni e passa di voti. Il vivisezionismo micropatriottico non arriva a un ventesimo di quel risultato. La Lega ha buttato via tutto, questi non hanno niente da buttare.

      • P.L. Bernardini says:

        Per conto di chi, del presidente del Kazakhstan? Questo linguaggio con me non attecchisce, e’ quello vecchio dello skifo italo-padano. Lei parla come quei vecchi baroni universitari che cercano qualcuno “dietro a”, come i politici italiani, la dietrologia, le cosche, ecc.

        Rispetto a Lei, credo di essere ampiamente avanti. E parlo sempre per me stesso, mi creda, da 50 anni circa. La liberta’ di parola, od ogni altra liberta’, non me la deve dare nessuno. Quel che mi interessa, lo prendo da solo. Quale micropatriottismo? Lo sa quanti abitanti ha la Danimarca, Hong-Kong, Dubai, il Qatar? La Lombardia dal mio punto di vista e’ perfino TROPPO grande. Il Veneto va gia’ bene? Di quale micropatrie parla? La Serenissima era una micropatria?
        Bisogna studiare! Diceva Gramsci. Non ho mai fatto niente per conto terzi, cominci a studiare il mio curriculum e quel che ho scritto prima di parlare. Ha materiale di studio abbondante per diversi anni.
        Poca
        Plb

        Davvero.

        • Infatti l’articolo di Oneto mi ha lasciato un po’ perplesso.
          Poi la risposta piccata a Bernardini ancora di più.
          Dove si vuole andare a parare?

        • Oneto says:

          Bravo professore.
          Con la sua risposta ha messo in riga i poveretti come me. Ha dimenticato solo di scrivere il fatidico “lei non sa chi sono io!” Ma, se questa è la sua capacità di confronto, meglio non saperlo…
          Giacché l’ha detto Gramsci, mi metterò a studiare…
          PS2 Il “per conto terzi” voleva essere un ironico riferimento a un ligure che fa il venetista ma forse era troppo ardito, oppure ho inavvertitamente pestato altro.
          Chiedo umilmente perdono per l’atto sacrilego.

          • P.L. Bernardini says:

            Legga per intanto “Veneto e’ chi il Veneto fa” (opera che dice tutto di Luca Schenato), cosa che si applica in tutto i posti civili del mondo (“cazaco e’ chi il Kazakhstan fa”), infatti qui ci sono moltissimi emigrati che contribuiscono a creare il nuovo paese. Per cui io non agisco per conto di liguri o di nessuno. Niente di strano a pensare che un ligure che vive in Veneto voglia contribuire all’indipendenza del medesimo.

            La vera liberta’ e’ quella della mente. Finche’ non ci si libera da schemi mentali obsoleti, non si raggiungera’ mai nessuna indipendenza, nemmanco quella della Padania.Lo Sforza e’ stato a lungo a servizio della Serenissima. Il mondo e’ globale. Oltre a essere rotondo.

            Se poi questo giornale lascia spazio all’esercizio sterile delle “rose che non colsi” (a cosa ha portato la Lega, la Padania, etc., a yacht e SUV per il figlio del capo, detto senza invidia o rancore, almeno un ragazzo sano si e’ divertito) mi par giusto, ma i veri progetti concreti sono quelli legati al Tirolo, a Trieste, al Veneto ovviamente, e anche alla Lombardia con Color44. Lei ha sottoscritto la petizione di Color?

            . Ma poi per carita’ e’ bello gingillarsi con la Padania, almeno si coltivano utopie irrealizzabili, un po’ come io da libertario continuo a pensare ad un mondo senza stati, e vedo come un male necessario la creazione per intanto di piccoli Stati.

            Ma se poi vi baloccate con qualche vecchio malato che urla al mondo di avercelo duro, e va beh, ma allora non e’ meglio godersi il calcio, in cui si vedono almeno atleti, o la tv dove ci sono belle ragazze nude? Voglio dire, come intrattenimento il mondo offre molto altro.Il cinema ad esempio, qui gira un film “Io Frankenstein” che non vedo l’ora di vedere.

            Saluti dalla steppa, and keep cool.

            • Gianfrancesco says:

              bello anche baloccarsi con Color 44… con i professori universitari a capo che non combinano nulla…

              e poi professore se proprio vuole dare lezioni a tutti almeno si informi, la storia dello yacht era tutta una bufala, neppure questo sa? e si che Gramsci diceva di studiare…

        • Mi ricordo mutande verdi.. says:

          Bernardini alt! Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Si ma quanti siete? UN FIORINO!
          Fatti pure la Repubblica del tuo salotto se ne hai voglia ma pulisciti la bocca quando parli di padanismo.
          Studia, studia, come diceva quel comunista-stalinista di Gramsci: iscriviti a un corso per ricamo mutande.

      • Lucky says:

        Dear Oneto, concordo pienamente

      • Vercingetorix says:

        Caro Gilberto, lascia perdere. L’importante è non dimenticarsi mai che i veri assassini dell’indipendentismo padano sono stati i maroniti, da Cota a Tosi passando per Salvini.

        Bossi cianciava, certo, ma almeno cianciava di Padania libera, di lingua padana, di Padania colonizzata. I maroniti invece sono stati a un passo dal cambiare il nome del partitello in “Prima il Nord” e per quasi 2 anni hanno BANDITO il nome Padania dalla vita politica di ciò che rimaneva del movimento, arrivando a PROIBIRE l’esposizione del sole delle alpi ai gazebi (vero Gordo?) in favore dello straccio bianco con la scritta “Prima il Nord”, per l’appunto.

    • erik says:

      Per fortuna c’è lei professore, che ricorda con parole sacrosante a questi nostalgici leghisti la realtà.
      Sig. Oneto venga in veneto a constatare di persona cosa ne pensano i Veneti della padania, ne rimarrà deluso.

      • Mi ricordo mutande verdi.. says:

        Il Veneto è un’invenzione italiota, un Veronese ha mille cose in comune in più con un bresciano che con un trevigiano. Uno di Rovigo e uno di Belluno nemmeno si capiscono.

        • Paolo says:

          non dire fesserie…Verona è da sempre nell’area linguistico-culturale veneta, ergo è veneto, o venetia, che dir si voglia

        • luigi bandiera says:

          x mi ricodo…

          E perche’ no non chiamarli VENETI SERENISSIMI..??

          La SERENISSIMA AVEVA O NO DEI CONFINI ed era anche piuttosto vecchia..??

          Ecco, tutti quelli che risiedono lì dentro e ne sono i discendenti non sono veneti d’italia ma veneti serenissimi annessi con l’imbroglio all’italia appunto patria di imbroglioni..!!

          Puo’ andare cosiì o dico sciocco..? (dalla battuta del: dico bene o dico sciocco).

          Una cosa l’e’ certissima: la CONFUSIONE E’ LA REGINA D’ITAGLIA.
          ALLELUIA.

          continua

    • Gianfrancesco says:

      ecco uno dei tanti che va a cercare la Padania sull’atlante de agostini e siccome non la trova dice che non esiste… è una logica che non fa una grinza.

      però trova le strampalate regioni ideate da Roma e quelle gli vanno bene… per forza sono sull’atlante.

      • luigi bandiera says:

        GF,
        l’è molto meglio l’analfabetismo che la sottokultura.

        Le mie ignoranti massime ogni tanto si inseriscono nel puzzle.

        Ma quanti garibaldini ancora lì come i giapponesini nelle isole dopo anni di fine guerra.

        continua

      • luca l'insubre says:

        Erroraccio: sul mio Atlante DeAgostini delle scuole medie, vi era proprio la carta fisica “Padania”. Perciò, guardare meglio, che la si trova anche lì.

    • Marco (*) says:

      Anche la Lombardia, il Veneto, la Sicilia, ecc. sono invenzioni dello stato italiano. Sono solo enti amministrativi creati da quest’ultimo, privi di personalità giuridica internazionale e privi, di conseguenza, della rappresentanza internazionale dei popoli che vi risiedono. Fra l’altro in alcune regioni, come ad esempio la Lombardia, si è in presenza di eterogeneità di popoli.

      • Giorgio Bianchessi says:

        La Lombardia, e non mi riferisco necessariamente ai confini dell’attuale regione italiana, esisteva da prima che si inventasse in maniera truffaldina )in Lombardia il plebiscito operaltro non è mai stato fatto benché previsto da trattato internazionale) lo stato Italiano. Basta leggersi vecchie carte geografiche, specie quelle non italiane. Per 160 anni la Lombardia è stata parte integrante dell’impero d’Austria, prima in maniera diretta e successicvamente compresa nel Regno Lombardo Veneto, stato legittimo e riconosciuto, che batteva moneta propria e aveva anche un esercito proprio. Molti miei concittadini sono morti eroicamente per difenderlo, in Ungheria e nello stesso Lombardo Veneto, guadagnandosi medaglie e onorificenze. Per fortuna ci sono ancora le tombe a ricordare che la storia la si può cambiare inventandola, ma le bugie hanno sempre le gambe corte. In Lombardia c’è la stessa eterogeneità di popoli che c’è in moltissimi altri Stati europei (penso alla Slovacchia per esempio) e questo non ha impedito loro di diventare indipendenti. L’eterogenità in Lombardia è sicuramente più ecidente a Milano e il suo hinterland, per il resto tradizioni e culture, garantisco, sopravvivono più che bene.

        • Marco (*) says:

          Ecco, appunto, l’Austria creò artificiosamente il Regno Lombardo-Veneto e lo chiamò così, anche per cancellare le identità storiche dei popoli che vi risiedevano, così da evitare rivolte che portassero a rivendicazioni di indipendenza dalla corona austriaca. La Slovacchia ha una popolazione eterogenea? Ci sono certamente immigrati da altri paesi europei, e qualche minoranza autoctona, ma certamente gli slovacchi sono un popolo pienamente identificabile con il loro stato. La Lombardia è semplicemente una regione che dal punto di vista storico comprende insubri, veneti e mantovani, è un po’ diversa la cosa.

          • Giorgio Bianchessi says:

            Tutti gli stati sono una creazione “artificiosa” e l’italia (è in buona compagnia) ne è un fulgido esempio. Non esistono trattati che stabiliscono secondo rigorose norme scientifiche se gli abitanti di una certa landa abbiano diritto o meno rispetto agli altri a crearsi uno stato, realtà squisitamente umana e soggetta a mutamenti, come la storia dimostra ampiamente. Se è un problema “cacofonico” allora giro la questione: insubri, veneti o mantovani hanno tutto il diritto di decidere se essere sudditi o meno dello stato italiano, il problema non è se sono e meno italiani. Punto e basta. Quanto al popolo lombardo, consiglio una lettura di carlo cattaneo.

            • Marco (*) says:

              Eh no, se sono italiani, la questione dell’autodeterminazione diventa impraticabile, in quanto se, appunto, si considerano italiani a tutti gli effetti, essi sono già parte d’Italia, e quindi che autodeterminazione sarebbe? Se invece, per storia, lingua, tradizioni, ecc., possiamo identificare un popolo ,ad esempio, come veneto, e quindi distinto dal popolo italiano, allora sì sorge spontaneo considerarne l’esistenza e quindi la facoltà di esercitare i diritti riconosciuti ai popoli, purchè ve ne siano concretamente le condizioni nello stato in cui si trova. Quanto al concetto che insubri, veneti e mantovani abbiano il diritto di decidere se essere sudditi o meno dell’Italia, le ricordo che in contrappeso al diritto di autodeterminazione dei popoli, vi è il dovere di sudditanza degli stessi, riconosciuto anch’esso a livello internazionale.

              • Giorgio Bianchessi says:

                Anche andare sulla Luna sembrava impraticabile… io sono ottimista ^__^

              • caterina says:

                ma come ti viene in mente “il dovere di sudditanza”… non ti rendi conto di quello che dici? è come dire che l’uomo nasce schiavo, il che come sai, è una castroneria, perchè gli uomini nascono liberi e lo rimangono anche se messi in prigione, cioè momentaneamente privati della libertà…pensa a Gandi e a Mandela..
                Tutti quelli che la pensano come te magari cantano come beoti schiavi di Roma, e lasciamoli fare perchè non sanno quel che dicono e cosa ne farà lo stato di loro… non sanno quel che dicono sennò si vergognerebbero…

          • Sandi Stark says:

            Non le spari troppo grosse, il campione mondiale di “cancellazione delle identità storiche dei popoli” è l’Italia. L’Austria era un Impero multinazionale, non se lo dimentichi mai. Gli unici popolani dell’epoca che sapevano leggere e scrivere l’italiano erano i lombardi e la Lombardia sostenne per decenni le classifiche di alfabetismo italiano dopo l’annessione, nonostante l’Italia avesse chiuso molte scuole. La fioritura culturale milanese avvenne tra il 1700 e la metà del 1800 grazie al buongoverno lombardo i quali funzionari esecutivi non erano austriaci come Le hanno raccontato ma facevano parte delle eminenti famiglie lombarde, buona parte delle quali emigrò in Austria per non cadere sotto il giogo italiano.

            Inoltre l’Austria non creò il Lombardo Veneto, fu opera del Congresso di Vienna con le potenze vincitrici GB, Russia, Prussia ed Austria, alle quali si aggiunsero rappresentanze francesi, spagnole, portoghesi e svedesi. Per le questioni che riguardavano il mondo germanico furono ammessi i Regni di Hannover, Baviera, e Württemberg, per le questioni della penisola a sud della Svizzera, furono invitati il Regno delle Due Sicilie, lo Stato Pontificio ed anche il pestifero regno di Sardegna.

            Avrebbe preferito che il Veneto restasse coi francesi che distrussero ed offesero tutti i segni identitari della Serenissima o con l’Austria che riconsegnò i cavalli di San Marco?

            Avrebbe preferito che il veneto fosse ceduto allo Stato Pontificio o al Regno di Sardegna?

            Avrebbe preferito l’Indipendenza nel 1815? Questo era impossibile a quei tempi per vari motivi, avrebbe dovuto aspettare una cinquantina d’anni perchè Francia Germania ed Austria discutessero di un tanto, ma come saprà andò diversamente.

            • Marco (*) says:

              Allora, il regno lombardo veneto fu creato con il congresso di Vienna, e quindi con la partecipazione delle principali potenze europee, ma l’idea di crearlo e chiamarlo in questo modo fu un’iniziativa austriaca. Ovviamente, potendo scegliere, i veneti avrebbero preferito la Serenissima.

      • Giorgio Bianchessi says:

        Ricordo inoltre che la lingua lombarda, con tutte le sue varianti, è ufficialmente riconosciuta come tale (seppure non goda di buona salute) dall’Unesco (http://www.unesco.org/culture/languages-atlas/index.php). Se esiste una lingua lombarda, è esistito ed esiste qualcuno che la parla. Io mi vanto di appartenere a questa categoria.

    • Unione Cisalpina says:

      konkordo… tranne ke x Sicilia e Sardegna indipendenti … già lo sono di fatto … kon tanti diritti senza kompiere doveri …

      kon i vantaggi ekonomici e rendita parassitaria ke ricevono dall’italia unita, altro ke indipendenza xseguono kuelli lì… tutte balle !

      se la volessero veramente, kuale altra mammella potrebbero mai ciucciare a sbafo !? …

      roma kapitale e kuesto regime e stato, x loro, è vitale al fine di vivere d’un reddito proprio e kosì kongenito, frutto d’imbrogli, minacce, malavita, violenza, arroganza e rikatti…

    • Vercingetorix says:

      Il venetismo antipadano è da sempre un grimaldello usato da roma per dividere i padani. Lo sanno anche i bambini. Quindi chi fa il venetista antipadano o ci è o ci fa o ha qualche interesse a seminare zizzania.

      • Michele De Vecchi says:

        Oppure semplicemente sente che non ha niente a che fare con le altre popolazioni della regione italica settentrionale

        • erik says:

          esatto, ma questo i “padani” proprio non lo capiscono…sono molto italiani in questo…
          Basta tirare le somme di quanti padani che scrivono contro il venetismo sono lombardi e quanti sono veneti…
          Ma la realtà è che sanno che senza l’indipendentismo veneto non contano nulla!!

Leave a Comment