Little Big Horn finisce all’asta: costa 250.000 dollari

di REDAZIONE

Mercoledì 15 agosto un pezzo della storia degli indiani d’America andrà all’ asta. Garryowen, la minuscola frazione che conta due abitanti, costruita sul sito dell’epica battaglia di Little Big Horn, in cui il generale Custer e i suoi 263 uomini del 7/mo cavalleggeri furono sbaragliati dagli indiani Lakota guidati da Crazy Horse, Cavallo pazzo.
Si tratta di una proprietè di circa 3 ettari, con il municipio, le poste, una stazione di servizio, un piccolo supermarket, un monumento al milite ignoto.
Base d’asta 250 mila dollari.

Little Big Horn è stato luogo di una battaglia che è rimasta nella storia non solo per la sconfitta dei soldati, ma anche perchè per la prima volta i pellerosse riuscirono a fondere diverse tribù, fino a radunare oltre 5000 guerrieri. Dall’altra parte Custer, presuntuoso e tronfio, divise le sue truppe, convinto che al primo attacco i pellirosse sarebbero fuggiti. Così, gli indiani poterono attaccare e distruggere separatamente i tre gruppi, annientano completamente il reparto di CUster (si salvò solo un tamburino di origine italiana, che prima della battaglia venne mandato a consegnare un messaggio del generale), ma riducendo male anche gli altri due. Tanto che poterono scappare prima dell’arrivo di altri squadroni che stavano convergendo lì.

FONTE: Googlenews.it

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One Comment

  1. Dan says:

    Per liberarsene così a prezzo di saldo è perchè il sito economicamente non rende abbastanza da pagarci neppure le bollette.
    Galopperò troppo con l’immaginazione ma dall’articolo, l’idea che mi sono fatto è che un turista passa da quelle parti, crede, spera di vedere qualcosa di originale e si trova invece una bella cementificata con il negozio di souvenir. infatti, cercando con google “garryowen montana”, si vede solo questo posto che sembra un autogrill in salsa country.
    La cosa curiosa è che fino a qualche anno fa tutta la proprietà era di un privato, poi è stata acquistata dagli stati uniti che adesso la mettono all’asta.
    Chissà perchè tutta questa operazione mi sembra vagamente uno scambio di favori all’italiana con il soldo del contribuente americano…

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