Lite Tosi-Salvini, secondo voi è in gioco l’indipendenza del Veneto?

di BENEDETTA BAIOCCHIbanksy-palestine-2005-2-001

Abbiamo letto e riportato tutto quello che la cronaca dello scontro poteva dare. Tra Tosi e Salvini si è consumato uno strappo che può dirsi esterno più che interno. Perché è vero che il sindaco di Verona è stato sempre uno che ha viaggiato da solo, per la sua strada. Non ha mai sbagliato i suoi calcoli, ha sempre dimostrato che la sua strategia, dalle liste al superamento del concetto “filosofico” di Padania, faceva portare a casa consenso. L’accordo per un polo moderato, con un uomo come Passera che non incanta le folle, non scalda i cuori degli indecisi o dei dubbiosi. Soddisfa di più l’appetito, in questo momento, il crescendo di Salvini. E i militanti ti dicono che la soddisfazione di vedere la Lega salire al 13% e su di lì vale una messa con Casa Pound. L’altro giorno un lettore scriveva e chhiedeva: che alternativa c’è a Salvini?

Davanti ad un centrodestra rumoreggiante e grigio come quello di Forza Italia, che comunque farà l’accordo in Veneto per sostenere Zaia, tranne sorprese, che alternativa c’è?  Tutta da costruire.

Tutti hanno detto qualcosa. Zaia, Salvini, Bossi, Tosi, Baggio, Bragantini, Munerato, Dozzo, Bitonci, … Chi ha pronunciato la parola indipendenza? Nessuno. Federalismo? Ma per carità…

Forse erano nei piani, nei programmi, nei desiderata? No, il Veneto va gestito. Con gli alleati che verranno. Le poltrone devono andare ai buoni, dopo che i cattivi sono stati allontanati. L’indipendenza è un ingombro lessicale e un impedimento costituzionale, nel senso che nessun referendum avrà mai speranza di sfondare, con questa politica, il muro del suono del neocentralismo. Prima il lavoro, prima l’emergenza immigrazione, poi il Nord libero. Non è una priorità la questione settentrionale. Non è su questo crinale che si gioca il sorpasso della Lega su Forza Italia. E neanche l’uscita di Tosi.

 

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5 Comments

  1. michele says:

    il problema e’ quello:meglio l’indipendenza o lo stipendio sicuro.credo che la risposta sia facile in questi casi.Gli ideali’buoni per gli idealisti,quelli che mi metton del loro……

  2. caterina says:

    con un Veneto che guidato da Plebiscito.eu dal 15 al 20 prossimo vota il suo Governo Provvisorio, due rappresentanti per ognuna delle 43 zone più i Dieci della Delegazione, tutti i vari contendenti sembrano morti che camminano… entro il mese con il supporto della commissione OSCE il Veneto senza che loro se ne siano accorti si apre ad un’altra realtà, e le liti dei clan chissà se si scaricheranno in… cantina con un buon prosecco per tirararsi su il morale!

  3. Dan says:

    Beata ingenuità… lì s’è consumata la solita ennesima guerra di poltrone.
    Tosi ha amici suoi da far sedere attraverso la sua fondazione, Salvini di amici ne ha altri e le poltrone, ste maledette, rifiutavano di moltiplicarsi come pani e pesci. Inevitabile la frattura.
    Lì dentro l’unica indipendenza che hanno tutti quanti in testa è quella del loro portafogli, sempre a spese nostre s’intende, perchè se ci fosse un progetto serio per cambiare allora si comporterebbero tutti quanti da gentiluomini e pur di arrivare al traguardo, loro per primi, si farebbero da parte promuovendo la gente capace e mettendo da parte gli altri.
    Invece sono tutti quanti così convinti di essere er mejo su piazza che nasce forte il sospetto che sono animati da ben altro che non i bei progetti…

  4. Paolo says:

    Se i Veneti saranno furbi e voteranno Busato, Chiavegato o Morosin qualche speranza l’avranno di cambiamento. Con gli altri, la probabilità é zero.

    • Dan says:

      Votare un tizio che fugge dopo aver organizzato una mezza rivoluzione di popolo perchè non voleva vedere le bandiere tricolori sarebbe un’azione furba ?

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