Il federalismo all’amatriciana finisce a puttane. Viva la Repubblica unita!

di GIANLUCA MARCHI

Come volevasi dimostrare e come ampiamente prevedibile: dopo l’ondata scandalistica che ha coinvolto le Regioni italiche, adesso comincia la spoliazione delle loro competenze da parte del governo centrale. Si comincia con porti, aeroporti ed energia che tornano sotto l’esclusiva competenza dello Stato. E’ quanto prevede la bozza del disegno di legge di riforma del titolo V della Carta costituzione andato all’esame del Consiglio dei ministri. Scuola e sanita’ rimangono invece  materie concorrenti. Sui bilanci delle Regioni ci sarà anche il controllo della Corte dei Conti. Il processo è comunque avviato e il piatto forte sarà, prima o poi, il recupero dell’intera competenza sulla sanità da parte di Roma, rappresentando questo settore all’incirca il 70% dei bilanci regionali. Ma quel che è peggio il ddl di riforma del titolo V della Costituzione introduce una formula di ‘preminenza/salvaguardia’ che affida allo Stato, a prescindere dalla ripartizione delle competenze legislative con le Regioni, il compito di garante dei diritti costituzionali e dell’unita’ della Repubblica. In pratica ha sempre ragione lo Stato.

Le Regioni cercano di ribellarsi e a palazzo Chigi, durante un incontro sulla legge di stabilità,  il presidente della conferenza Vasco Errani ha espresso contrarieta’ ad un “percorso di modifica unilaterale” e avrebbe chiesto al governo “un ripensamento e l’avvio di un confronto condiviso di riforma”, sottolineando che “la Repubblica e’ una”. Cosi’, ha concluso Errani, “si sta smantellando la credibilita’ delle istituzioni, cio’ e’ inaccettabile”.

Anche il governatore lombardo Roberto Formigoni ha subito reagito: “La Repubblica vive di Stato e Autonomie. Se il governo pensa di cambiare da solo il Titolo V della Costituzione, si sbaglia di grosso”. E la Lega: “Se le cose stessero così, se davvero il disegno di legge di riforma costituzionale del Titolo V al vaglio del governo contenesse certe misure (dall’introduzione della clausola di supremazia per le materie concorrenti tra Stato e Regioni al ritorno al controllo legislativo dello Stato di gran parte delle funzioni oggi di competenza delle Regioni), allora la Lega Nord si metterebbe di traverso per sbarrare la strada al ritorno del centralismo romano mascherato dal tecnicismo di un governo che ha fatto solo disastri”. Così in una nota il vice segretario federale e deputato della Lega Nord Giacomo Stucchi. “Abbiamo già visto – aggiunge l’esponente leghista – in questi tristi mesi di governo Monti, quali disastrose conseguenze abbiano avuto sull’economia e sulla vita dei cittadini alcuni provvedimenti tipicamente ‘centralisti’ (dalla riforma delle pensioni a quella sul lavoro, dall’introduzione dell’Imu alla miriade di tasse introdotte dai tecnici), e posso assicurare che la Lega Nord si batterà sino all’ultimo minuto utile di questa legislatura per cambiarli in Parlamento; mai e poi mai, però, consentiremo a Monti di comandare a casa nostra. Se Palazzo Chigi intende proseguire sulla strada della restaurazione del centralismo la Lega Nord oltre ad essere movimento di dialogo e di confronto sarà anche, dentro e fuori il Parlamento, movimento per la salvaguardia della libertà”.

Inutile nasconderlo: l’aria che tira è molto negativa per le Regioni, additate ormai come la causa o quasi di tutti i mali. E con esse viene buttato  nel tritacarne anche il cosiddetto “federalismo”: cosiddetto perché il Italia il federalismo non è mai stato applicato. In questo sgangherato Paese si è riusciti a pasticciare anche in tale campo: con la riforma del titolo V della Costituzione approvata per pochi voti dalla sinistra sul filo di lana della legislatura chiusasi nel 2001 si sono solo devolute alcune materie alle Regioni e si sono introdotte le materie concorrenziali che hanno fatto esplodere i conflitti davanti alla Corte costituzionale. Ma si è evitato di fare l’unica riforma che avrebbe avuto una vera impronta federale: quella di concedere agli enti regionali la capacità impositiva o comunque la compartecipazione al gettito erariale per gestire le materie di competenza, affinché si caricassero anche della responsabilità sulla raccolta e sulla spesa delle risorse provenienti dalle tasse dei cittadini. Invece la borsa è rimasta a Roma (salvo addizionali e poco altro), con la conseguenza che lo Stato ha continuato a pagare a piè di lista e nelle Regioni è esplosa la spesa incontrollata, tanto gli amministratori non erano chiamati a rispondere dei conti. Inoltre al trasferimento di competenze sul territorio non è corrisposta la redistribuzione dei dipendenti pubblici e così siamo arrivati al disastro odierno.

Ora assisteremo a un progressivo ritorno al centro delle competenze con l’intento di svuotare le Regioni che così malamente si sono comportate e hanno contribuito a far esplodere la spesa pubblica: si ritorna al vituperato centralismo romano. E d’altro canto con i casi Fiorito e compagnia che riempiono le cronache non è facile cercare di distinguere e far capire che il federalismo non c’entra porprio nulla. Se proprio vogliamo quello italico era un federalimo all’amatriciana e, come sempre alle nostre latitudini, le cose finiscono a puttane. Non resta che l’indipendenza!

 

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28 Comments

  1. lorenzo canepa says:

    come da tempo sto dicendo é ora che i movimenti autonomisti indipendentisti si uniscano in una grande dimostrazione a roma. Con le chiacvchere non si vince anzi si aiuta la vecchia politica a mantenersi viva. Solamente una grande dimostrazione e protesta aroma con tutti uniti nelle proprie diversita´potra´far tremare il palazzo. Se si continua a parelare non cambiera´mai nulla
    sveglia autonomisti, siciliani lombardi veneti sud tirolesi sardi ecc. ecc. un po di coraggiio

  2. BlackSheep says:

    In un paese in cui metà della popolazione è parte integrante del sistema fondato sul parassitismo, di che caspita di federalismo volete parlare?!?!?!?!?!?!?!?
    qui bisogna secedere al più presto, dobbiamo liberarci dalla parte tumorale del paese…

  3. Cantone Nordovest says:

    Io invece vedo una grande opportunità : quella di accorpare le Regioni e mantenere le Provincie tutte !

    Il costo delle Provincie è tutto sommato modesto – ed è indubbio che gli Italiani coltivino una identità provinciale non certo trascurabile !

    Se davvero la casta avesse a cuore il pubblico bene , proporrebbe all’attenzione dei sudditi IN LUOGO DELL’ACCORPAMENTO DELLE PROVINCIE , quello delle Regioni !

    Ridurre le Regioni dalle attuali 20 al numero di 8 , produrrebbe RISPARMI ENORMI

    E , ulteriore vantaggio , si andrebbe incontro al tradizionale quadro STORICO_IDENTITARIO della Penisola – mi riferisco agli Stati Pre-unitari :

    1) Nordovest (Piemonte Liguria e la Valee d’Aoste)

    2) Lombardia-Emilia (ex RIM Regno d’Italia Medievale)

    3) Triveneto (ex Serenissima)

    4) Etruria o Tuscia cioè Toscana Umbria)(ex Granducato)

    5) Centro (ex Stati della Chiesa : Lazio , Abruzzo , Marche , Molise)

    6) il Sud continentale (ex Regno di Napoli)

    (7) + (8) Sicilia e Sardegna rimangono come sono : sono due grosse Isole , piene di specificità non omologabili al resto della Penisola

    facebook > Cantone Nordovest

    • ingenuo39 says:

      Sarebbe bellissimo se si realizzasse tutto quello sopra descritto, però chi lo governerebbe, sempre i soliti di adesso? E’ stato un sogno bellissimo, ma adesso mi sono svegliato, però e stato un bel sogno.

  4. Crapa de legn says:

    Poche storie !
    Le Amministrazioni Regionali hanno dato ai cittadini una pessima dimostrazione del decentramento.
    L’autonomia è oggi vista come furfanteria periferica !
    Più parlamentini, più consigli, più assemblee = più gente da mantenere e più ruberie !
    Questo pensano i cittadini: hanno perfettamente ragione !

    Chi non vive di sogni e parole ma deve affrontare quotidianamente il mondo è disgustato dei propri rappresentanti e cerca di trovare qualche giustificazione alla propria dabbenaggine elettorale !

    Non ha giustificazioni!

    Piemontese, lombardo, veneto:
    primi di giocare alla rivoluzione, prima di sperare nel default italiano, prima di elogiare gli emigrati, prima di formulare cazzotiche divisioni del paese, prima di dare dell’asino a destra ed a manca…….

    impara a votare !

    Imbecille !

  5. michela verdi says:

    Naturalmente il federalismo in Italia non l’ha visto nessuno e il progetto di ricentralizzazione era già evidente nelle Bicamerali, quando si voleva destabilizzare, con una riforma del titolo V, il Paese intero, assegnando tutte le competenze alle regioni, per portare i cittadini, per reazione, a tornare al centralismo. Era un progetto voluto.
    La Lega ha poco da risentirsi o da sbraitare. Quando ne aveva la forza (e l’appoggio di Gianfranco Miglio) un’autentica riforma federale era possibile. Ha mandato tutto a puttane e adesso sappiamo chi ringraziare. Speriamo che questo Paese si disintegri al più presto.

  6. Diego Tagliabue says:

    Pagheranno il conto – come sempre – le regioni più virtuose (pur con i loro grattacapi non da poco).

    Il federalismo non c’è mai stato e non ci sarà mai in Fallitaglia, perché Fallitaglia stessa è un’associazione a delinquere di stampo mafioso-massonico- scroccone, che punta solo a garantire il vaglia a se stessa e ai soliti noti parassiti.

    Oltretutto ci saranno più momenti di adorazione forzata del cencio massonico-mafioso-scroccone-scendicane-incassavaglia, fin dall’infanzia.

    • Culitto Salvatore says:

      sarebbe interessante sapere quali sono queste regioni “virtuose” quella lombarda del presidente vita natural durante formigoni? quella veneta delle trote e della pesca?gli sviluppi degli ultimi anni ci hanno ampiamente dimostrato che dietro questo “virtuosismo” la gente comune continua a non arrivare a fine mese con il povero stipendio ricevuto e che i politici sani e virtuosi sono più corrotti di quelli non virtuosi, quindi ridefiniamo il concetto di virtuoso? (che oggi fa tanto rima con mafioso)

  7. Longobard says:

    nonostante il progressivo svuotamento delle regioni e delle loro competenze la lega non farà nulla (a parte vendere bambole a venezia ) e si limiterà alle solite chiacchere per strappare un pò di voti. se davvero volesse far qualcosa di concreto Zaia dovrebbe limitarsi a dichiarare seduta stante un referendum per l’indipendenza del veneto e poi dar via ad una trattativa tra stato veneto e stato italiano per divisione del debito pubblico, ecc….ma purtroppo la classe dirigente della lega è tutto trannte che “rivoluzionaria”.

  8. FL says:

    bisogna togliere il potere a mortimer altro che spogliare le regioni, maiali!!!!

  9. bananajoe says:

    Se le genti che popolano i territori situati, diciamo all’incirca dal 44 parallelo nord (evitando così di tirare in ballo le regioni) non si coalizzano neanche questa volta contro Roma, allora meritano davvero di fare la fine dei greci

  10. Marco says:

    Certo che se la Padania non riesce a coalizzarsi nemmeno in vista di questo scandaloso rafforzamento del centralismo l’è propes finida: Formigoni e Zaia la smettano di vivacchiare democristianamente e si sforzino di trovare un progetto comune con il governatore dell’Emilia Romagna.

    Via dall’influenza di partiti ormai finiti e/o sostanzialmente in disfacimento e dalla retorica del nazionalismo italico, comincino davvero e con decisione ad affermare i diritti delle comunità della Padania contro il centralismo dello stato italiano.

  11. migotto sandro marco says:

    Bene. finalmente ci siamo, spero, allo scontro finale.
    Adesso non ci sono piu’ nessun se.. nessun ma…

    Rivolta fiscale totale, rivolta civile, rifiuto di farci ulteriormente vessare ed opprimere.

    Ai signori Partiti indipendentisti Lombardo Veneti dovete adesso gettare la maschera. basta proclami, basta gite in barca a Venezia per baciare il culo a Zaia ed accolti da uno dei tanti suoi lacche’…. Siete un freno con i vostri litigi, le vostre manfrine all’indipendenza.

    Alzare il tiro please. E’ una questione di soppravvivenza.

    • floriano says:

      MA TU PARTECIPI A QUESTE TUE RICHIESTE DI UNIONE INDIPENDENTISTA?, O SEI ANCHE TU UNO DI QUELLI CHE DISE VA VANTI TI CHE A MI ME VIEN DARIDARE?

      NO PARCHE’ TI SA’,
      CHI TUTI BACAIA DE VOER INDIPENDENSA MA NISSUN SE MOVE PAR DAR SOSTEGNO A STI MOVIMENTI, ANCA SOEO DANDO SOSTEGNO ECONOMICO O MATERIAE,

      EORA INVEZE DE BACAIAR ISCRIVETE DA QUALCHE PARTE E PARTECIPA ATTIVAMENTE A QUALCHE MOVIMENTO E NO SOEO A PAROE,

      GHETO CAPIO VECIO CIAO STAME BEN!!!!! E
      W SAN MARCO SEMPRE

      • migotto sandro marco says:

        moro, par far e robe che fae mi no serve essar iscrito da nessuna parte. Piche anca manifesti. core dapartut. Ma come che dise da sempre serve sol un movimento unitario. Se no Ti e el to movimento ve fe na pippa.

        Quindi deve na svejada e na sbaucada che le ora.

        Gheto capio moro? stame ben.
        WSM par tera e par mar.

        • Culitto Salvatore says:

          leggendo e cercando di dare l’accento corretto sono quasi arrossito… se dovessi caso mai parlare in tal modo gli amici potrebbero scambiarmi come appartenente all’altra “sponda” metteteci più vigore, qualche termine teutonico tanto per dare durezza, mi sembrate troppo mosci! ;p)

  12. manin says:

    La Lega a Roma sta all’opposizione e non può ottenere nulla.

    E’ doveroso comunque ricordare che prima chiedeva l’abolizione delle province, poi, da quando ha contato i cadregotti, ne è diventata la più decisa sostenitrice!

    L’opinione pubblica valuta la schifezza che trasuda dalle regioni come frutto del decentramento e pensa che in periferia si rubi come e più che nella città eterna.

    E’ pertanto logico che buona parte della popolazione ritenga che le autonomie locali, senza eccezioni, siano palestre di latrocinio: meno sono e meno danaro viene ciucciato!

    Andate voi a raccontare che il federalismo è ben altra cosa, quando anche il condottiero delle tra macroregioni si è fatto beccare, bacchettare e mettere in castigo da quelli che gli sbavavano sui calzoni !

    • Culitto Salvatore says:

      io ho sempre avuto un opinione sulle provincie, essendo l’italia più una nazione provinciale che regionale le provincie non vanno abolite ma rese efficienti (anche più autonome se necessario), si è dato più potere ai comuni e a mio avviso si è data la possibilità di rubare di più senza doversi spostare troppo, le provincie sono più facilmente gestibili e controllabili sopratutto dalle regioni che dovrebbero essere enti di controllo e niente di più, lo stato dovrebbe ricoprire l’incarico di controllare le regioni, legiferare, e riscuotendo parte delle risorse delle regioni provvedere ai bisogni immediati e imprevisti delle varie regioni e provincie (disastri naturali, terremoti ecc ecc) è una concezione in fondo molto federalista legata però ad un governo centrale forte e autoritario, un governo che si fa garante dell’equità dei diritti e delle pari opportunità di tutte le provincie, che nell’interesse comune risolve problemi e questioni che una provincia o regione non è autonomamente in grado di fare

  13. ingenuo39 says:

    ” Questi tristi mesi di governo Monti, quali disastrose conseguenze abbiano avuto sull’economia e sulla vita dei cittadini alcuni provvedimenti tipicamente ‘centralisti”? Scusate e le regioni come hanno saputo gestire i soldi dei loro cittadini? Non certo dando il buon esempio nei confronti del governo, e la lega dove era? Gradirei almeno pensare di avere risposte, ma sono sicuro non arriveranno mai oppure saranno le solite balle.

  14. liugi II says:

    Se un dito fa male bisogna amputarsi il braccio. Mi sembra ovvio…
    Pazienza. Avranno deciso di anticipare la data del fallimento.

  15. I N D I P E N D E N Z A SUBITO

  16. paolo tinelli says:

    i danni finanziari connessi ai bilanci regionali sono dovuti al fatto che il federalismo non c’era, non c’era autonomia finanziaria, non c’era responsabilità, non c’era collegamento tra chi spende e chi produce. Anzichè muoversi nel senso della sussidiarietà e della responsabilità, ora si revocano TUTTE le competenze, concorrenti ed esclusive, alle Regioni a favore di Roma e dei Ministeri romani che, visto il debito accumulato in un secolo di amministrazione, sapranno tenere sotto controllo i bilanci come un ladro può controllare una gioielleria. E in compenso, Roma deciderà anche il nome delle vie dei paesi. Via Roma impererà, in attesa che qualcuno aggiunga “da”.

    • Culitto Salvatore says:

      nella repubblica romana “un dittatore” che prendesse le redini del governo in tempi di crisi e di necessità era auspicabile e voluto…certo poi uno di questi dittatori divenne imperatore…come era la frase? O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo (in tempi nei quali il batman è su tutti i giornali mi sono andato a rivedere il film 🙂 )

      Questa nazione merita un criminale di maggior classe e io sono pronto a darglielo! citazione da “il batman” (o era bratman?) fiorito tratta dal batman di nolan (no basta, ok la smetto, ma mi stavo a divertire troppo)

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