L’Italia sgangherata precipita nell’immagine a livello mondiale

di REDAZIONE

L’Italia e’ la nona potenza economica del mondo, il quarto Paese dell’Unione Europea, e’ componente del G8, e’ stata la capitale del mondo una prima volta con l’Impero Romano, la seconda volta con il Rinascimento. Eppure, secondo la classifica stilata dall’IEA, Istituto Europa Asia, sulla percezione dell’interesse a conoscere un Paese o una realta’ geopolitica per la sua cultura, la sua storia, la sua lingua, la sua influenza, in rapporto alla la sua offerta turistica, vede l’Italia al 34esimo posto, in una lista di 55. Il Belpaese arriva in classifica subito dopo la Thailandia, ben lontano dai principali partner europei (Germania, Gran Bretagna, Francia) collocati nei primi 8 posti. Anche la Spagna si piazza meglio dell’Italia, in un dignitoso 22esimo posto.

Se poi si va ad esaminare quali personaggi rappresentano l’Italia a livello mondiale, sempre sul piano dell’ interesse conoscitivo pubblico, si trovano Leonardo da Vinci e, ben dopo, Giulio Cesare e Benito Mussolini. “E’ l’ennesima conferma – commenta il presidente dell’Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute, Achille Colombo Clerici – di quanto l’Italia faccia poca “immagine”. Cio’ ha pesanti ricadute negative, sia in termini di forza politico-culturale, sia in termini economici: basti pensare al turismo che ci ha visti scivolare dal primo posto di vent’anni fa all’attuale quinto/sesto posto tra le mete mondiali. E se e’ vero che le esportazioni costituiscono l’unico segno positivo della nostra economica, e’ altrettanto vero che esse non godono certamente dell’effetto-traino del sistema Italia, anzi all’opposto sono proprio i nostri prodotti venduti all’estero che contribuiscono a farci conoscere un po’.
“Urge una politica che restituisca all’Italia una posizione adeguata”, insiste Colombo Clerici. “E si impone un grande sforzo da parte della politica, delle istituzioni culturali, delle organizzazioni turistiche perche’ il Paese torni ad avere una immagine adeguata alle sue dimensioni, alla sua forza economica, alle sue grandissime tradizioni storico-culturali.
A fianco di Leonardo da Vinci (che vanta piu’ interessati a conoscerne della stessa Italy ) e Giulio Cesare a rappresentarci, vorremmo ci fosse anche qualcun altro di piu’ vicino a noi nel tempo. Comunque il trinomio Leonardo -Giulio Cesare – Italy deve senz’altro costituire l’asse portante sul quale ricostruire l’immagine italiana”. La classifica dei primi 10 posti della classifica mondiale dei Paesi che suscitano maggior interesse e hanno capacita’ di fare immagine vede in testa gli Usa, seguiti da India, Gran Bretagna, Francia, Cina, Giappone, Russia, Germania, Canada, Singpore.

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10 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Ma non era la “culla della civiltà”?

    Forse adesso (solo adesso) qualcuno si rende conto, che l’impero romano o le città-Stato del rinascimento o le repubbliche marinare non sono Fallitaglia.

    Fallitaglia è un Paese-barzelletta, mal imbastito da uno Stato cuscinetto (Piemonte) con l’aiuto finanziario e militare di Francia (contro il Lombardo-Veneto austriaco) e di Gran Bretagna (contro le Due Sicilie).

  2. Toscano Redini says:

    Io credevo che la scuola italiana, fatta di veline ministeriali ridondanti menzogne e vanti affatto immeritati o inesistenti, avesse fatto dei gravi danni alle coscienze di coloro che l’hanno forzatamente frequentata. Mi sbagliavo: i danni non eran gravi, ma ben peggiori; da quel che leggo mi sembrano irreparabili…
    Ma che c’entra l’Italia con l’Impero romano? perché non si parla di impero italiano? perché l’Italia non c’era…E poi, anche se c’entrasse, c’è da andar fieri di aver per progenitori Roma e i romani? ma che aspettate a riveder le vostre nozioni di storia? siete sempre fermi alla voce della Treccani, 1936, Gioacchino Volpe?
    Come non c’era nel medio-evo e dopo, e quindi tutti i fasti rinascimentali non sono italiani, ma toscani, o lombardi, o veneti, eccetera eccetera; che c’entra l’Italia che è stata inventata di sana pianta nel 1861 dopo un’incubazione iniziata nel 1819?! L’incubatrice peraltro era britannica, studiata e confezionata ad hoc e affidata all’incubatore, certo Jean-Pierre Vieusseux… Perché non vi documentate con gli epistolari tra Jean-Pierre Vieusseux e Tommaseo, e Manzoni, e Mazzini, e Ridolfi, e Capponi, e tanti altri…?
    Una sola citazione per non farla troppo lunga: “Italia è ovunque si parli italiano” affermò perentoriamente il Vieusseux attorno al 1840; bene in quel tempo la lingua toscana, che il Vieusseux si piccava di spacciare per lingua italiana (e alla fine c’è riuscito), era parlata da circa mezzo milione di toscani, fingendo di ignorare che la Toscana non era mai stata in Italia, non al tempo di Roma perché allora non c’era né l’Italia né la Toscana, non nel basso medio evo quando fu completata la Toscana attorno al 1000, perché allora non c’era l’Italia.
    Eppure Benedetto Croce l’ha sempre ripetuto: la storia d’Italia inizia nel 1861. Purtroppo.

  3. Giovanni di Hildesheim says:

    “Urge una politica che restituisca all’Italia una posizione adeguata”, insiste Colombo Clerici. Pronti, via! Abbiamo il Calderolo stanco, ancora accecato dal raggio laser verde-alieno sbattutogli negli occhi in Senato e provato dalle sparkling bollicine delle feste: questo qui sicuramente rappresenterebbe magnificamente l’Italia col suo faccione da schiaffi. Magari solleticherebbe ancor più l’attenzione generale dichiarandosi anche lui, come altri, favorevole alla liberalizzazione dell’erba nei campi.
    La composizione da primat.o includerebbe il Pedretti, in posizione genuflessa, e un ispirato stirofisiocrate a caso, ululante davanti al bar in piazza.
    Il successo sarebbe assicurato e l’attenzione delle pubbliche opinioni di tutto il mondo, anche. Magari pure di qualche collega del dottor Calderolo-Gancia…

  4. michel says:

    well, aggiungerei le ‘Padane’ Matilde di Canossa, Isabella d’Este, Barbara Von Hohenzollern von Brandenburg/Gonzaga (immortalata forever dal grande Mantegna),..Caravaggio, Zavattini,Monteverdi, Verdi, Ariosto, Virgilio,Catullo, il Correggio, Parmigianino, Carlo E. Gadda , Goldoni, Svevo , Marconi e tantissimi altri,…tutti dello ‘odiato’ nord Italia’ se non ricordo male!

  5. nick says:

    L’attuale “immagine italiana” è quella che l’Italia si merita, e basta!

  6. Dei personaggi nominati l’unico italiano fu Mussolini… e nel Rinascimento l’italia tricolorita non esisteva… quindi dell’italia unita non frega niente a nessuno, a parte quella del ventennio come ho sempre sostenuto…

  7. Trasea Peto says:

    Roma è stata la “capitale del mondo”, non l’italia.
    Durante il rinascimento Lo Stato pontificio e la Firenze dei Medici furono molto importanti ed influenti, ma non “capitali del mondo”.

    • Restif de la Bretonne says:

      Perché, Madrid, Amsterdam, Parigi, Vienna, Lisboa, Londra, Washington…, e più anticamente Atene, Menfi, Tebe, Ninive, Babilonia cosa furono?

      • Trasea Peto says:

        …e Aquisgrana, Praga, etc… ma mai l’italia. L’italia Stato prima del 1861 non è mai esistita anche se precedentemente si sono succeduti molti re d’italia…ma questo è un altro discorso. L’italia non è mai stata capitale del mondo, ma capitale della mafia, capitale della pizza e capitale del mandolino.

  8. lig says:

    Avete visto la pubblicità tv dell’expo maronero… ‘made of italians’ Anzichè occuparsi di nanotecnologie e alta meccanica come ci si aspetterebbe da un simile evento la buttano sulla trippa e la cucina etnica. Cosa ci si aspettava dall’affidare un evento di tale portata ai mutanderi?

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