L’Italia non può fregarsene del diritto all’autodeterminazione

di EMILIANO MINANTE

Il diritto all’autodeterminazione dei popoli è sancito dal diritto internazionale cogente (jus-cogens) e anche da numerose Dichiarazioni e Convenzioni ratificate anche dallo Stato Italiano. La Convenzione di Vienna del 1969 all’art. 53 precisa che è norma di diritto internazionale generale o cogente una norma imperativa che è “accettata e riconosciuta dalla Comunità internazionale degli Stati nel suo insieme in quanto norma alla quale non è permessa alcuna deroga”  e l’art. 64 aggiunge che “qualora sopravvenga una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale, qualsiasi trattato esistente che contrasti tale norma diventa nullo ed ha termine”. Il nuovo Diritto Internazionale dei Diritti Umani o “Panumano” pone al centro della scena internazionale non gli Stati ma, gli individui e le loro forme di aggregazione, cioè i Popoli.

Premesso quanto sopra, è doveroso rilevare che anche l’Italia ha previsto nel proprio ordinamento il riconoscimento delle norme di diritto internazionale congente con l’art. 10 della Costituzione: “l‘ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Inoltre, l’Italia ha con L. n. 881/1977 ratificato il Patto Internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali,  nonché quello relativo ai diritti civili e politici, adottati a New York rispettivamente il 16 e il 19 dicembre 1966. L’art. 1 co. 1 dei 2 Patti riconosce che “tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”. A livello internazionale negli anni sono state adottate numerose Atti/Dichiarazioni in materia e si cita a titolo d’esempio:

– Atto Finale di Helsenki del 1975 – VIII Disposizione:

Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all’integrità territoriale degli Stati.

In virtù del principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale.

Gli Stati partecipanti riaffermano l’importanza universale del rispetto e dell’esercizio effettivo da parte dei popoli dei diritti eguali e dell’autodeterminazione per lo sviluppo di relazioni amichevoli fra loro come fra tutti gli Stati; essi ricordano anche l’importanza dell’eliminazione di qualsiasi forma di violazione di questo principio”.

Dichiarazione Universale dei Popoli del 1976 art. 5:

“Ogni popolo ha il diritto imprescrittibile e inalienabile all’autodeterminazione. Esso decide il proprio statuto politico in piena libertà e senza alcuna ingerenza esterna.”

Alla luce di ciò è doveroso sottolineare che tutti i popoli hanno il diritto naturale, cogente, imprescrittibile e inalienabile all’autodeterminazione e quindi, per fare un esempio, il Popolo Scozzese, Catalano e Veneto, se lo desiderano, hanno diritto a esercitarlo per rivendicare la loro indipendenza.

Se prendiamo il Veneto (che è un vero Popolo come dimostrato dalla sue tradizioni, cultura, lingua e storia. Infatti la Serenissima Repubblica Veneta è durata 1000 anni!), esso ha tutti i requisiti per rivendicare la propria indipendenza tramite il diritto all’autodeterminazione e in più all’art. 2 co. 1 dello Statuto della Regione Veneto  si  prevede che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua storia”. Oggi, perciò nessuno può impedire al Consiglio Regionale del Veneto di approvare una legge per indire il referendum sull’indipendenza e dare al Suo Popolo la possibilità di esprimersi.

Qui non si tratta di essere a favore o contro l’indipendenza ma, di far presente che il referendum è giuridicamente possibile (vista anche la recente presa di posizione del Presidente della Commissione Europea Barroso) soprattutto sotto l’egida dell’ONU, dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Non sono gli Stati ma, i Popoli che “scrivono la storia” e pertanto prima o poi, se loro lo desiderano, l’indipendenza arriverà. Perciò, ben vengano le manifestazioni dei 2 milioni di persone a Barcellona per l’indipendenza della Catalogna e del 22 settembre, delle migliaia a Edimburgo per l’indipendenza della Scozia.  Infatti, il “si” al referendum del 2014 sarà un effetto domino in grado di cambiare significativamente la mappa geo-politica europea!

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14 Comments

  1. IL MAGNIFICO PRINCIPE DI SAN FENZO FA SAPERE ... says:

    L’indipendenza di per sé, è sempre una forma secessione !!! Secessione vuol dire staccarsi, l’indipendenza è la sua conseguenza logica. L’atto di secessione è una norma, l’indipendenza è una pretesa e una dichiarazione. Giocare sulle parole non serve, semplicemente solo una CRISI ECONOMICA (fallimento statale), una GUERRA CIVILE, una RIVOLUZIONE, una RIFORMA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA, potranno far sorgere un VENETO STATO. Diversamente le uniche cose che si potranno ottenere sono solo maggiore autonomia e federalismo (speriamo vero). Non esiste nella pratica nessuno stato formato ( a patto di non essere confederato o colonia), che abbia ottenuto l’Indipendenza con processi referendari (inesistenti nella prassi) interni o esterni; facenti capo a mere richieste pacifiche di minoranze, o presunti popoli. La nascita di un nuovo stato è un evento destabilizzate e difficile, egli nasce sempre in primis da una struttura culturale ed etnica di separazione dall’altro o dagli altri. La nascita di uno stato coincide spesso che le spinte maggioritarie ed egoiste di una minoranza etnica ( o che si crede tale) per tutelare i propri interessi personali (a prescindere dagli interessi ) dall’esterno. Il parto di un nuovo stato rispetto ad un vicino è un atto di Odio e non di Amore. E’ impensabile pensare all’Indipendenza Veneta senza lo scioglimento dell’Italia intera, non si può dire io penso al Veneto e all’Italia ….problemi suoi !!! Essere superficiali, pensare solo a benefit personali e ragionare in termini economici è solo una costruzione mentale massonica e giacobina dell’interesse personale, che non è vera Indipendenza, ma solo indipendenza privata. Il buon senso, e il senso comune in ambito pubblico, non possono prescindere e prevedere indifferenza nei confronti negli altri. Uno Stato Veneto avrà sempre come vicini Italiani, e le relazioni non possono basarsi su odio e indifferenza personale. Tutto questo è ancora più grave se ricondotto a una morale cristiana, che lo Stato Serenissimo Veneto, proprio in virtù del suo essere storico marciano, deve praticare e far ricondurre all’unico Salvatore e al suo evangelista (annunciatore della lieta novella)….SAN MARCO !!!  Amen

  2. lory says:

    a ragione Fede Verona nessuna rivoluzione si fa con le carte bollate lo diceva ancora Mao negli anni 50, diceva “la libertà sta sulla punta del tuo fucile” le chiacchiere sulla Macro Regione sono solo caz……!!!!!!!!!!!!!!!

  3. lombardi-cerri says:

    Luigi XVI un giorno chiamòil suo Ministro delle finanaze e gli disse di aumentare le tasse.
    Il ministro Necker interloquì : ” Ma maestà le abbiamo appena aumentate , il popolo si lamenta !”
    Il Re : ” Fanno la rivoluzione ? ”
    Necker : “No!”
    Il Re: “Allora aumenti tranquillamente!”

    Sino a che , un bel giorno……..

    • Flit says:

      Con tutto il rispetto per la Sua età e per il Suo passato, come si possono raffrontare le condizione della plebe, poi Quarto Stato, nella patria e nel periodo dell’Illuminismo con quelle attuali delle classe operaia ed impiegatizia, da tempo piccola borghesia ?

      Lei pensa che faccia la rivoluzione chi non riesce a pagare le rate del mutuo o del SUV ?
      E’ molto più semplice non pagare le rate del mutuo e del SUV e lasciar fare la rivoluzione agli altri !

      Con simpatia !

  4. fede verona says:

    Seguo sempre con interesse i vostri dotti commenti in merito a disposizioni indipendentiste. L’unica cosa che vorrei nel mio piccolo esporre è che non ho mai visto nessuna rivoluzione combattuta con le carte bollate. Possiamo rimanere ancora uno o due lustri ad esporre teorie secessioniste senza cambiar nulla. Se si vuole l’indipendenza bisogna prendersela a colpi di mitra; altrimenti fra dieci anni saremmo ancora qua a scrivere………………………….

  5. ale says:

    molto interessante, di certo è che se gli italiani non si svegliano addio fichi, e se le nuove generazioni sono i de romanis e le colosio chiara andiamo bene…

  6. Rodolfo Piva says:

    Ringrazio l’Autore dell’articolo per avere, in modo conciso , presentato informazioni che ogni indipendentista deve memorizzare per potersi confrontare con i narcotizzati dalla demagogia patriottarda che solitamente sono dotati di una ignoranza abissale e si esprimono solo per stereotipi.
    Mi permetto di ricordare e sottolineare un concetto molto semplice: “esiste lo stato italiano ma non esiste e mai esisterà una nazione italiana”. E’ proprio dall’imbecillità continuata di considerare i due termini sinonimi che si originano i problemi di questo sgangherato paese
    Cordiali saluti
    Rodolfo Piva .(Unione Padana)

  7. Alberto Pento says:

    Volere è potere!
    Quando esisterà questa volontà, nelle dimensioni necessarie, allora si farà a prescindere dalla costituzione italiana, dallo stato italiano, dalla volontà delle altre genti italiche e dalla resistenza dei nostrani che si sentono italiani e vogliono l’Italia.per condizionamento ideologico o per godersi dei privilegi castuali e gerarchici.a spese nostre.
    Dobbiamo lavorare per far crescere questa volontà.

    • piero says:

      Il giorno che anche in Veneto scenderanno in piazza 1 milione di persone a manifestare per l’indipendenza, allora anche l’italia non se ne potrà più fregare. Ovvio che adesso, che non c’è una vera opinione pubblica indipendentista, l’italia dorme sonni tranquilli..Serve un cambio di mentalità nelle classi dirigenti, che son poi quelle che determinano l’opinione pubblica.

      • Milanesun says:

        Bisogna solo aspettare che il Veneto si trovi nella situazione economica disastrosa della Catalogna.
        D’altronde la gente si sveglia solo quando si trova con l’acqua alla gola e deve decidere se imparare a nuotare oppure affogare

        • piero says:

          Disastrosa per modo di dire, dato che la Catalogna si tiene giù il 60% delle sue entrate fiscali, contro il 35% del Veneto….basta confrontare i servizi del veneto e quelli della catalogna…non c’è confronto!!
          Poi ripeto, l’80% delle rivendicazioni catalane derivano dall’identità catalana, e solo una parte dalla congiuntura economica attuale. E’ quello che non si vuole capire…l’identità è fondamentale…se i veneti nn sanno di essere un popolo quando mai si vorranno staccare dall’italia?

      • Domenico says:

        Mi sembra che proprio questo sia il nocciolo del problema: 1 milione di cittadini in piazza a minacciare la rivoluzione e poi voglio vedere se il referendum si può fare o no

  8. Alberto says:

    Premesso che vorrei l’indipendenza dall'”Itaglia” in questo istante penso che non c’è niente di automatico nel diritto internazionale, non è certo non esiste un organismo (un potere) in grado di farlo rispettare (non ditemi l’ONU dove comandano gli USA, la RUSSIA e la CINA).
    Ma pensiamo veramente che stati come gli USA, la Francia sosterrebbero “gratis et amore dei” l’indipendenza di un territorio se non per interessi politico commerciali? e sarebbero in grado di sostenere un “precedente” che potrebbe minare anche la loro integrità territoriale ?
    Insomma nulla è automatico, non sarà una sentenza di un qualsiasi tribunale (quale? e secondo che norma?)a “regalarci” l’indipendenza.
    Dal punto di vista della giurisprudenza costituzionale per quanto riguarda l’ordinamento internazionale la corte cost. può annullare quelle disposizioni lesive di un qualsiasi limite fondamentale del nostro ordinamento e quindi dell’unità della Repubblica, non esiste un diritto assoluto e senza limiti e il più fumoso e incerto di tutti è propio quello internazionale.
    Insomma è giusto lottare per l’indipendenza ma non bisogna far credere alla gente (con tutti i problemi che ha oggi) che è semplice e automatico perchè non lo è e ci sono una marea di interessi politici in ballo.
    La gente prima si deve svegliare…e mi sembra che molti dormano, dopo si potrà parlare di come liberarci dalla piaga italiota,

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