L’Italia non è un paese per giovani, basta guardare la spesa pubblica

di ALTRE FONTI

Si fa un gran parlare di Spesa Pubblica, e tanti sperano in “tagli” alla stessa per finanziare detassazioni, redditi di ciitadinanza o quant’altro. E’ essenziale capire, senza pregiudizio, la dinamica delle diverse componenti di Spesa.

TRA IL 2008 ED IL 2012, L’UNICA VOCE DI SPESA PUBBLICA CHE HA CONTINUATO A CRESCERE SENZA FRENI E’ QUELLA PER LE PRESTAZIONI SOCIALI IN DENARO, LEGATA ESSENZIALMENTE ALLE PENSIONI.

Dalle tabelle e grafici sottostanti, si comprende che a partire dall’inizio della crisi nel 2008, l’incremento della spesa pubblica (salita di 27 miliardi in 4 anni) e’ imputabile essenzialmente alla crescita della voce “Prestazioni Sociali in Denaro” (salita in 4 anni di 34 miliardi), voce di spesa costituita all’85% da trattamenti pensionistici. In questi 4 anni v’e’ stata:

– una poderosa contrazione della Spesa in Conto Capitale, essenzialmente legata agli Investimenti.

– un calo della Spesa per Personale della PA del 2,5%.

– una crescita del 5% delle spese per interessi ed acquisti.

– una crescita di ben il 12% della voce “Prestazioni Sociali in Denaro” che ormai costituiscono quasi il 40% della Spesa Pubblica totale. E’ proprio questa voce l’anomalia Italiana rispetto alla media di paesi OCSE, ed in questi anni l’anomalia s’e’ ampliata.

E’ interessante notare che le Spese Pubbliche cui beneficiano gli Over 50 crescono massicciamente e sono assolutamente predominanti: ormai il 50% dei dipendenti pubblici ha oltre 50 anni (percentuale cresciuta fortemente); la spesa per Consumi intermedi e’ per oltre il 50% spesa sanitaria (connessa essenzialmente agli anziani) e la Spesa per Prestazioni Sociali in Denaro e’ rivolta al 90% ad over 50.

Nel mentre, le Spese teoricamente a favore dei Giovani, come quelle rivolte al domani (investimenti) o ad aiuti a famiglie ed imprese (altre spese correnti) si contraggono.

Se si guardano i dati delle varie componenti di Spesa, si nota che, a parte la componente “interessi” che fluttua in funzione essenzialmente dei tassi e tensioni internazionali:

– Tutte le Componenti di Spesa (Personale PA, Acquisti, altre Spese Correnti e Spese per investimenti) tra il 2009 ed il 2012 sono state stabilizzate ed hanno iniziato a flettere.

– Unica eccezione la voce “Prestazioni Sociali in Denaro” la cui crescita e’ inarrestabile.

Ad onor della cronaca, il grosso delle voci di Spesa Pubblica si sono stabilizzate ed hanno invertito i trend, iniziando a rientrare, proprio durante il “Regno dell’odiato Ministro Tremonti”, che tra “tagli lineari”, “blocco degli stipendi pubblici”, “blocco turn over pubblico impiego”, etc ha nei numeri consentito quanto sopra.

Si nota invece come nessun governo, di nessun colore, nonostante le molteplici “riforme delle pensioni” (l’ultima della Fornero) ha minimamente scalfitto la dinamica della Spesa Pensionistica. La crescita annua della spesa per Prestazioni Sociali e’ leggermente rallentata a partire dal 2010, mentre nel 2012 non vi sono state variazioni significative di trend.

Vi avevamo gia’ spiegato il fenomeno nell’articolo: Vola la Spesa Pubblica relativa alle Prestazioni sociali in denaro: l’anomalia di un sistema pensionistico che strangola le giovani generazioni.

Nel passato come sapete ci siamo resi protagonisti di proposte ben precise di riduzione e riqualificazione della Spesa Pubblica Corrente: Manovra shock da 150 miliardi di Riduzione delle Tasse (e Spese) per far Rinascere l’Italia.

Conclusioni: Nel passato abbiamo fatto presente il fatto che esiste la necessita’ di riqualificare e ridurre la Spesa Pubblica Corrente, facendo analisi e proposte precise. Non c’e’ alcun dubbio che l’anomalia principale resta quella legata alla Spesa Pensionistica, che e’ l’unica voce di Spesa crescente, e divora il grosso delle risorse pubbliche. Non c’e’ il minimo dubbio, che senza un intervento chiaro sulle “Pensioni Esistenti” questa Spesa continuera’ ad avere una dinamica crescente. Non c’e’ altresi’ nessun dubbio che senza un intervento massivo sulla Voce “prestazioni Sociali in denaro”, nessuna riduzione sostanziale della Tassazione sara’ credibile e significativa.

FONTE ORIGINALE: http://www.scenarieconomici.it/

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One Comment

  1. pippogigi says:

    Mi ricordo che in certe culture quando era inverno, s el’inverno era duro e c’era carestia, i vecchi si lasciavano morire, visto che le risorse erano insufficienti, per lasciare spazio alle nuove generazioni.
    Qui siamo all’inversione totale: i vecchi divorano le risorse e se si va avanti e perché sono loro spesso a mantenere i giovani con le pensioni che vengoino erogate con i soldi dei giovani che ancora lavorano.
    Io sono dell’idea che più che mille leggi, regolamenti, proposte ne basterebbe una semplice semplice: la pressione fiscale e previdenziale individuale per i cittadini con reddito sotto i 100.000 euro e le piccole e medie aziende non può superare il 33%.
    In questo 33% ci rientrano tutte le imposte, sui redditi, l’Iva (quindi a fine anno si farà la somme dell’Iva pagata sugli scontrini, il pieno di benzina, ecc con la conseguenza che tutti chiederanno fattura e scontrino), previdenziali (quanto paghiamo all’Inps), locali (Imu, rifiuti, bollo auto, CCIAA, ecc) varie (canone Rai, bolli, ecc), improprie (pedaggi autostradali, libri scolastici, multe stradali, parcheggi con strisce blu,ecc), sanzioni (avvisi bonari, redditometro, ecc).
    In questo modo qualunque “pensata” poss afare un governo, un municipio, che ha governato male spendendo e sprecando i soldi dei cittadini alla fine i cittadini pagheranno al massimo una cifra certa e stabilita. Gli amministratori che spendono troppo dovranno tassare i redditi elevati, le grosse aziende, banche (praticamente quelli che finora hanno pagato una percentuale ridotta in proporzione di tasse) oppure saranno sanzionati dalla Corte dei Conti e ci rimetteranno di tasca propria.
    A quel punto, le entrate potranno aumentare noncon aumento d’imposte ma investendo per aumentare la ricchezza. In pcohe parole gli amministratori pubblici sarebbero obbligati ad eliminare sprechi, lussi, ruberie e a governare bene.
    Detto questo, date le entrate, sicuramente più basse di quelle attuali, vista una pressione fiscale vicina al 70%, la spesa pubblica verrà di conseguenza.
    Si vogliono avere ancora 4 milioni di dipendenti pubblici? allora non ci saranno più i soldi per le pensioni, i pensionati saranno mantenuti dai figli volontariamente e non coattivamente come adesso.
    Si vogliono pagare le pensioni d’anzianità, quelle di chi ha effettivamente versato? allora si dovranno tagliare le pensioni “finte”, quelle sociali, le false d’invalidità, le pensioni d’oro, le baby pensioni.

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