L’ITALIA LA SALVERANNO I TERRONI

di REDAZIONE

Giornalista e scrittore, pugliese, residente ai Castelli Romani, anni di lavoro a Milano. È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente; per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a puntate “Viaggio nel Sud” e al settimanale di approfondimento del Tg1, Tv7.

Per Piemme ha scritto Il trionfo dell’Apparenza, sul deludente esordio del terzo millennio, Elogio dell’imbecille, Elogio dell’errore, accolti con successo e tradotti in molti paesi, adottati in alcuni corsi universitari di management. In Spagna, Elogio dell’imbecille è stato a lungo in testa alle classifiche.

Grande successo è stato tributato al libro “TERRONI”, edito da Piemme, che ha riacceso le polemiche sull’Unità d’Italia.

Ora, è in libreria il suo ultimo lavoro, GIU’ AL SUD, dello stesso editore, in cui in copertina si può leggere che “l’Italia la salveranno i terroni”.

Con lui abbiamo parlato di:

– Terroni

– Unità d’Italia

– Diritto all’autodeterminazione

– Italianità o meno

CLICCA SUL VIDEO PER ASCOLTARE L’INTERVISTA

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17 Comments

  1. Nico says:

    Il Nord è ormai una colonia extracomunitaria…i marocchini fanno i figli e la clinica Mangiagalli di Milano ne è la prova ! Il futuro è arabo/cinese,è inutile nasconderselo. Il cognome piu’ diffuso a Milano è il cinese “Hu” il nome piu’ in auge dei nuovi nati è “Mohamed” L’indipendenza? Si poteva fare al limite negli anni 40 quando ogni regione era omogenea etnicamente…ma tornando da Venezia per una crociera,ho visto solo africani, pakistani proprietari dei ristoranti sul canal grande, negozi cinesi che vendevano falsi cristalli di Murano…somali che vendevano indisturbati le loro chincaglierie per venezia ! La societa’ è multietnica e multirazziale,puo’ non piacere ma il futuro è questo…il resto è aria fritta !

  2. bustianu says:

    Si usa un sotantivo, italia, per indicare una mera espressione geografica dove diversi popoli ed entità statali si sono avvincendate nel corso della storia, senza che in questa storia si possa riscontrare una filo rosso da considerarsi come denominatore comune di una pseudo unità nelle differenze di coloro che vissero ed ora vivono in questa mera espressione geografica.
    Indipendentzia semper!

  3. Xavier Martín i Arruabarrena says:

    Des de CATALUNYA una salutació als pobles que lluitem per la nostra pròpia INDEPENDÈNCIA! L’UNIC CAMÍ PER SORTIR DE LA MALEÏDA CRISI!

    ————————————————————————
    Da CATALUNYA un saluto alla gente che lotta per la nostra indipendenza! L’unico modo per uscire dalla CRISI maledetta!
    ———————————————————————–

    From CATALUNYA a greeting to the people who fight for our own independence! The only way to get out of the damn CRISIS!

    Xavier //*//

  4. Pino Aprile non rappresenta TUTTI i meridionalisti, è un giornalista ed esprime un’idea. Detto questo, tanto per fare un esempio affatto casuale, Insorgenza Civile ha nel suo stato la soluzione della Questione merdionale a prescindere dall’unità d’Italia, magari cominciando con una macro regione del Sud. E come motto: “Non aiutateci piu'”. Non so se è chiaro che l’autonomia, l’indipendentismo, è pure l’ideale di molti meridionali, Come Cechia e Slovacchia, possiamo farlo anche noi, unendo le forze (ma non con l’idea della Lega Nord bensì unendo tutti gli autonomisti e indipendentisti sotto una battaglia comune)

  5. Angelo says:

    Il giorno in cui i veri secessionisti del nord capiranno che con l’insulto non si va da nessuna parte, sarà un gran giorno.

    I veri movimenti identitari hanno rispetto per gli “altri”.

    L’Italia unita è solo il frutto di uno stupro.

  6. Trasea Peto says:

    Intervista interessante. Pino Aprile confema che i suoi libri servono a domandare allo Stato italia ancora soldi perchè 150 anni fa vennero derubati.
    All’autore del libro fa comodo dire che gli italiani esistono così può giustificare con la fratellanza che le magagne mai risolte nel Mezzodì siano i fratelli cispadani a risolverle.

    Non esiste un popolo italiano.
    Dopo l’indipendenza(dei Veneti nel mio caso) sarà da mettere in preventivo una liquidazione per mettere a taciere gente come Pino Aprile altrimenti continueranno a chiedere i danni per cose che si sono intascati i “padri della patria” e non io né i miei predecessori.

  7. Giacomo says:

    Cosa vogliamo fare con questa gente? Secessione.

  8. Albert says:

    Tutto bene ma la storia dell’oro per cui il Regno delle 2 Sicilie era ricco è una panzana, non che mancasse oro eh, ma gli investimenti, Spagna docet. Per non parlare di tutti i prima gonfiati come la ferrovia e le famose fabbriche.
    Sul genocidio, le violenze però ha ragione e alla grande.

  9. Ah complimenti per le domande al signor Facco!

  10. Noooooo! Se i terroni salveranno l’italia mi toccherà diventare razzista! 🙂

    Grande Pino Aprile, il libro Terroni è un ottimo faro sulla storia del territorio napolitano e siciliano durante la conquista savoiarda.

    Però ti sbagli quando dici che gli italiani hanno una storia comune che li contraddistingue, altrimenti in questa “storia comune” dovresti inserire anche i provenzali, i catalani, gli arpitani…..

    Ad ogni popolo il suo diritto di autogoverno!
    Ogni popolo solo con la sua identità ed indipendenza può capire e rispettare gli altri!

    Arpitania, Occitania, Piemont, Lumbardia, Venesia, Friul, Ladinia, Tirol, Emilia, Rumagna, Napolitania, Sicilia, Sardigna………Scozia, Irlanda, Cornovaglia, Bretagna…..Catalunya, Paesi Baschi….

    Sono tutti popoli con proprie lingue riconosciute e hanno il loro pieno diritto ad uno stato autogoverno!

    Solo così potremmo davvero valorizzarci l’un l’altro per quello che siamo!

    • liugi says:

      Con che faccia tosta uno può dire che “gli italiani hanno una storia comune che li contraddistingue”? Spero si riferisca agli ultimi 150 anni, altrimenti per trovare una storia comune a tutti gli italiani dobbiamo tornare come minimo al dominio bizantino del VI secolo (500 d.C.!) .

  11. Nicola BS says:

    La solita retorica meridionalista del lancio il sasso e nascondo la mano. Prima si afferma che l’Italia unita non esiste, che è stata fatta contro la volontà delle persone, che è un paese con problemi, che la lotta al brigantaggio fu una sorta di genocidio ecc., poi però appena si chiede se la dividiamo sta Italia subito a opporsi con motivazioni ridicole in contrasto con quello detto prima. Chissà come mai questi meridionalisti alla fine non vogliono lo smembramento di questo stato, forse perchè staccarsi da mamma Lombardia fa paura?

    • sardigna natzione says:

      Pienamente daccordo con lei.Se 150anni hanno prodotto tutti questi guasti la soluzione non puo’ essere perseverare ancora. il sud e il nord italia hanno bisogno di ricette diverse.Stop al clientelismo e a ogniuno le proprie responsabilita’

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