L’Italia dei record: energia più cara del mondo e tariffe pubbliche al galoppo

di ORAZIO COCLITE

L’energia elettrica in Italia è  la piu’ cara al mondo. Se qualcuno ne aveva il sospetto (sic!), ma non ne era sicuro, adesso arriva la certificazione. A sancire quello che le aziende lamentano da anni e che molte famiglie sentono ogni bimestre sulle loro spalle e’ Nus Consulting, societa’ di consulenza internazionale nel settore delle utilities. Tra il 2011 e 2012 il costo dell’elettricita’ e’ aumentato per un’utenza tipo del nostro Paese, ovvero per un’impresa medio-grande, di oltre il 18%, subendo il rincaro annuo piu’ consistente in Europa. A pesare sono stati soprattutto gli incentivi alle rinnovabili, ma anche l’aumento degli oneri fiscali.

Il costo di un kWh e’ arrivato cosi’ a 16,27 centesimi, contro i 12 della Germania (2/a), i 10,9 del Portogallo (3/o), i 9,4 dell’Australia (7/a nonostante un aumento di oltre il 27% in un anno), o i 7 centesimi della Francia (13/a). Va un po’ meglio invece per il gas: l’aumento e’ stato del 2,7% quest’anno, piazzando l’Italia al sesto posto.

Osservando nel dettaglio il prezzo dell’energia elettrica, Nus Consulting evidenzia quindi come costo d’acquisto dell’energia per l’anno in corso sia aumentato del 3,87%, con un incremento che include i costi relativi ai certificati verdi e della CO2. Un aumento si registra anche per i costi di trasmissione (+20,3%) cosi’ come per quelli dispacciamento, cresciuti del 36,2%, soprattutto ”a causa delle difficolta’ nella gestione della generazione e nel bilanciare l’offerta dei numerosi impianti fotovoltaici ed eolici ora in funzione che hanno la priorita’ rispetto alle centrali tradizionali trattandosi di fonti rinnovabili”. L’aumento piu’ significativo lo hanno subito pero’ gli oneri di sistema con un +63,9% a causa degli incentivi per le energie rinnovabili. A dare la spinta e’ stata in particolare la componente A3 che serve a finanziare gli investimenti in fonti idroelettriche, eoliche, geotermiche e, soprattutto, il progetto di fotovoltaico italiano che quest’anno ha registrato una previsione di spesa per gli incentivi pari a 5,89 miliardi di euro. Unica voce in diminuzione sono i costi per le perdite di rete standard con un -5,3% che l’Autorita’ per l’Energia ha deciso di applicare dall’inizio dell’anno in corso. Gli oneri fiscali sono aumentati infine del +34,4% per un provvedimento attivo dal primo gennaio 2012 che recepisce le direttive europee, eliminando l’addizionale all’accisa a favore degli enti locali (comuni e province) e lasciando un’unica imposta in ambito nazionale.

Vi ho propinato un po’ di dati. Il succo è che questo disastrato Paese ha i primati mondiali in tutte le classifiche che tartassano i cittadini e le imprese: la pressione fiscale più elevata del globo, l’energia più cara dell’universo, il maggior numero di auto blu della galassia (anche se lo abbiamo un po’ diminuito ci hanno raccontato ieri, ma non abbastanza, perché le buone abitudini si fatica ad abbandonarle), la politica più sputtanata da qui a Marte. E con tutto questo fardello dove vogliamo andare? A farci fottere…

Tanto per gradire nel pomeriggio sono stati resi noti dall’inesauribile fonte della Cgia di Mestre un po’ di dati delle tariffe pubbliche, che ngli ultimi 10 anni hanno subito degli aumenti vertiginosi. A fronte di un incremento del costo della vita pari al 24%, le bollette dell’acqua sono cresciute del 69,8%, quelle del gas del 56,7%, quelle della raccolta rifiuti del 54,5%, i biglietti ferroviari del 49,8%, i pedaggi autostradali del 47,5%, l’energia elettrica del 38,2% e i servizi postali del 28,7%. Solo la telefonia ha subito un decremento del prezzo: -7,7%. Il dato emerge dall’analisi fatta dalla Cgia di Mestre che ha preso in esame l’andamento dei prezzi delle tariffe pubbliche nel periodo 2002/2012. Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ”l’ introduzione dell’euro centra relativamente poco” nell’impennata dei prezzi che ”va ricondotta al costo sempre piu’ crescente registrato dalle materie prime, in particolar modo dal gas e dal petrolio, dall’incidenza delle tasse e dei cosiddetti oneri impropri, che gonfiano enormemente le nostre bollette, e ai modestissimi risultati ottenuti con le liberalizzazioni. Per le bollette dell’acqua potabile – conclude Bortolussi – e’ vero che la variazione percentuale e’ stata la piu’ consistente, ma va anche sottolineato che gli importi medi pagati da ciascuna famiglia italiana sono ancora adesso tra i piu’ bassi d’Europa”.

Dal 2000 (anno di liberalizzazione del settore) al 2011, i biglietti dei trasporti ferroviari sono aumentati del 53,2%, contro un aumento del costo della vita pari al 27,1%. Dal 2003 – anno di apertura del mercato del gas – al 2011, il prezzo medio delle bollette e’ aumentato del 33,5%, mentre l’inflazione e’ cresciuta del 17,5%. Se tra il 1999 (anno di apertura del mercato) ed il 2011, il costo delle tariffe dei servizi postali e’ aumentato del 30,6%, pressoche’ pari all’incremento dell’inflazione avvenuto sempre nello stesso periodo (+30,3%), per l’energia elettrica la variazione delle tariffe, avvenuta tra il 2007 ed il 2011, e’ stata sempre positiva (+1,8%), anche se piu’ contenuta rispetto alla crescita dell’inflazione (+8,4%). Solo nei servizi telefonici le liberalizzazioni hanno abbattuto i costi. Tra il 1998 (anno di liberalizzazione) ed il 2011, le tariffe sono diminuite del 15,7%, mentre l’inflazione e’ aumentata del 32,5%.

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22 Comments

  1. Paolo says:

    Ancora non hanno capito che attuare politiche economiche attente al contenimento del costo dell’energia ed allsviluppo della green economy sono, insieme alla ricerca scientifica ed all’innovazione dei prodotti e processi produttivi, cruciali per la crescita di una NAZIONE SERIA E RESPONSABILE….

  2. Federico says:

    E gli sta bene agli Italiani di pagare l’energia più cara…un popolo di coglioni si merita questo ed altro.
    Se non avessimo smantellato le centrali atomiche ( così le abbiamo pagate due volte ) adesso non dovremmo comprare dalla Francia.
    Chissà che grasse risate si fanno i petrolieri americani… chi pensate abbia finanziato le campagne anti-nucleari ?

    Intanto gli ITAGLIANI pensano al campionato di calcio…

  3. sciadurel says:

    l’itaglia è in ritardo su tutto, in campo energetico poi … lasciamo perdere

  4. Luca says:

    Sarebbe meglio che i sostenitori del nucleare capissero che per costruire una centrale nucleare ci vogliono DAI DIECI AI VENTI anni e una marea di soldi. E per recuperare i costi di costruzione ci vogliono altri 30 anni. Quindi, passando al nucleare, FORSE cominceremmo a guadagnarci qualcosa fra 50 anni. Giudicate voi…

    • lucyrrus says:

      Forse sarebbe bene che si documentasse da fonti sicuramente tecniche , invece di sparare sciocchezze.
      La costruzione di una centrale nucleare richiede 5-6 anni.
      Ricuperare i soldi della costruzione ci vogliono 30 anni come una qualsiasi centrale idroelettrica.
      Gran parte della centrali nel mondo hanno più di 30 anni.
      Infine paghiamo alla Francia ed alla Svizzera il nucleare notturno 0.05 € KWh senza nessun altro impegno.
      Si ricordi che già ora grava sull’energia il costo dell’energia nucleare importata anche dallaSlovenia, dalla Slovacchia e, tra non molto , anche dalla Romania senza altri oneri oltre ai soliti ( come tra l’altro il FV)
      Guardi che il prezzo di MERCATO dell’energia diurna è di 0.08€ KWh

      • ugo says:

        5-6 anni per costruire una centrale nucleare in Italia? ma quando mai!
        30 anni per ricupero soldi costruzione : dimentichi i soldi per manutenzione , per smaltimento scorie e lo smantellamento centrale a fine vita.

        • lucyrrus says:

          Certamente in Italia per costruire qualsiasi cosa si impiegano ere (veda autostrada Reggio Calabria Salerno).
          Per quanto riguarda i costi per manutenzione, ecc. sono compresi nel costo dell’energia prodotta come per qualsiasi altro tipo di centrale.
          Si documenti, Ugo, si documenti !

          • ugo says:

            Mi documenti dei costi per lo smaltimento scorie e smantellamento centrale a fine vita.

            • lucyrrus says:

              Si vada a vedere, ad esempio, il progetto Okiluoto.
              Dovete smetterla !
              Di 463 centrali operanti i problemi sono stati via via risolti.
              Ricordo che gli unici due incidenti sono stati :Cernobyl (esperimento militare) e Fukushima con 2 morti (per la caduta di un tetto).
              Indubbiamente i petrolieri hanno tutto l’interesse a finanziare robustamente la propaganda antinucleare perchè rappresenta l’unico potenziale blocco dei loro folli guadagni.
              Loro sanno bene che “il sole , la luna , le stelle ed il mar” non daranno loro il minomo fastidio, anzi .

    • lucyrrus says:

      Dimenticavo, se vuol dareun taglio alla sua cultura nucleare da comizio, si vada a leggere i vari items di
      http:/fusione.altervista.org/IFR.htm

    • Piero Iannelli says:

      NUKE?
      Una premessa:
      Patrick Moore per quindici anni ai vertici di GREENPEACE AFFERMA:

      “Quanto al sole ed al vento non è possibile immagazzinarli, e sono terribilmente costosi rispetto alle altre fonti. Per questo, chi sostiene che l’alternativa siano eolico e fotovoltaico in realtà sta SPINGENDOo per l’uso dei combustibili FOSSILI”.
      http://www.agoravox.it/Patrick-Moore-l-ambientalista.html?pagina=1

      Stranamente:
      LA FAMIGLIA ROCKEFELLER, AZIONISTA DI EXXON, FINANZIA GREENPEACE
      Lo leggo qua:
      http://ambientalismodirazza.blogspot.com/2009/07/la-exxon-suona-greenpeace-come-un.html
      http://www.ecplanet.com/node/216
      http://www.vocidallastrada.com/2010/07/la-famiglia-rockefeller-azionista-di.html
      http://www.informarmy.com/2010/07/la-famiglia-rockefeller-azionista-di.html

      Per i vari eco-storditi:
      Reattore nucleare AP1000 in funzione dopo 36 mesi dalla prima colata di cemento
      http://it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_AP1000

      Devastiamo l’Italia intera a i-n-u-t-i-l-i pannelli al CADMIO!

      Producono ZERO
      Il sole vale lo 0,6% del fabbisogno energetico nazionale. Almeno così era nel 2010, stando ai dati del Gse. Forse siamo arrivati allo 0,8 nel 2011
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/sole-sotto-neve/189571/

      COSTI demenziali!
      Rinnovabili, Passera: incentivi pesano su bolletta 200 miliardi
      http://www.imolaoggi.it/?p=13549

      Cosa fare?
      LICEZIARE–> DELOCALIZZARE investimenti e capitali in paesi liberi dai vari criminali pseudoambientalisti.

      Un saluto a tutti..
      Godetevi la decrescita felice, ovvero miseria e fame

      Boom di italiani in fuga verso l’estero: e molti vorrebbero farlo ma non possono…
      http://www.nocensura.com/2012/08/boom-di-italiani-in-fuga-verso-lestero.html

    • Piero Iannelli says:

      36 mesi servono per costruire una centrale nucleare..

      Basta molto meno per andarsene da questo paese in mano ai vari eco-storditi del “NO” a tutto, fautori della decrescita felice.

      Sicuro con la “famuzza” in arrivo in molti apriranno gli eco-occhietti belli.

      Nel frattempo paghiamo 200 miliardi per produrre ZERO energia dai pannellini e girandoline..

      Fortunatamente le aziende riescono a delocalizzare, competenze e capitali .

      Tanti auguri ai prossimi disoccupati.

  5. Opinionlader says:

    Ora la colpa del caro energia è degli incentivi al Fotovoltaivo! Giornalista, ma chi ti paga?!
    Perchè non metti in conto gli incentivi agli inceneritori o alle raffinerie che inceneriscono le loro scorie e che paghiamo da 20 anni con i soldi per le rinnovabili ” assimilate”?
    O quello che paghiamo a Francia e Inghilterra per il trattamento delle scorie prodotte nelle nostre ex centrali nucleari?
    O quello che paghiamo Francia e Inghilterra perchè nessuno vuole avere un deposito di scorie nucleari in Italia e queste nazioni le tengono per noi fino a che ci mettiamo d’accordo?
    Perchè non scrivi che anche senza incentivi farsi un tetto fotovoltaico per autoconsumo conviene al cittadino mentre gli incentivi convengono soprattutto alle aziende tipo ENEL che coprono ettari di campi solo per avere gli incentivi?
    Ma di cosa scrivi? Informati!

  6. ugo says:

    Ho capito che come consumatori abbiamo il costo piu´alto ma quanto la paga il nostro governo la corrente importata ?
    Quanto la pagano gli altri paesi ? Dall’ articolo non si capisce !

  7. Dan says:

    C’è anche un altro grande primato: quello degli stronzi che pagano senza lamentarsi.
    Se la gente li sfanculasse un po’ e pagasse solo i consumi reali rifiutando ogni imposta, i ladri di stato sarebbero costretti a fare marcia indietro invece si applica proprio la tesi del porgere l’altra guancia: se ti danno uno schiaffo e porgi l’altra guancia, a chi ti rivolge violenza comunichi solamente che sei disposto a subire ancora e probabilmente che ti piace pure.

  8. Ferdinando says:

    Fatta eccezione per il portogallo (in cui sono in fase di discussione), guarda caso tutte le nazioni citate hanno energia nucleare che rivendono all’italia…

    • Luca says:

      Nessuno lo dice,
      ma su quell’energia nucleare che arriva dalla Francia ci siamo impegnati a pagare il trattamento delle scorie e la messa in sicurezza (decomissioning) della centrale che ce la fornisce. Oggi costerà quialcosa in meno, ma domani arriverà il conto.

  9. Luxurya says:

    L’Italia non è più degna di essere chiamata con un nome proprio indipendente… Ora è giusto chiamarla con il suo reale nome: Italfreemasons, questo è il reale nome con il quale va inquadrato questo paese strategico degli sporchi affari della Massoneria.

  10. elisa belloni says:

    buon giorno

    e te pareva…… ma, lo hanno capito solo ora?
    anche questo caro energia andrebbe calcolato come tasse in più a diversità di altri paesi

  11. lombardi-cerri says:

    Sarebbe bene che i sostenitori del FV mandassero a memoria questo articolo.

    • Andrea says:

      I sostenitori del FV sono degli opportunisti mangiasoldi e/o degli invasati ignoranti. E’ già tanto se questo articolo lo capiscono…

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