L’Italia? Finirà commissariata dalla Troika, ma sobriamente…

di GIANLUCA MARCHI

Ieri un po’ di notizie economiche hanno attizzato i media italici e non solo quelli. La più strombazzata è stata la decisione di Mario Draghi di abbassare di altri 25 punti il tasso di rifinanziamento che le banche pagano alla Bce per avere denaro, che ora si colloca allo 0,50%. In precedenza l’Ocse ci aveva detto una serie di cose, a cominciare dal fatto che gli italiani, tenendo conto che le stime della caduta del Pil per il 2013 vanno aggiornate a un -1,5%, mentre il debito pubblico salirà al 137%, scordiamoci la diminuzione delle tasse per l’anno in corso e probabilmente anche per gli anni a venire. Infine il neo ministro dell’Economia, Maurizio Saccomanni (ex direttore generale di Bankitalia e uomo di Draghi) ha avvertito che il rapporto debito/pil del 3% è per l’Italia un limite invalicabile.

Io che non sono così ferrato in materie macro-economiche ma che, dopo oltre trent’anni di paripatetismo giornalistico, qualcosa mi pare di intuire a naso, ho chiamato a Londra l’amico Chris Wilton per farmi spiegare se tutti questi segnali, concentrati in un sol giorno, volessero dire qualcosa. Risposta assai poco english:  Draghi che taglia non serve a una beata fava, è solo l’extrema ratio sperando che le banche diano un po’ di credito alle imprese e niente più, in compenso fa incazzare la Germania. La cosa grave che ha detto – e che sui giornali di domani non ci sarà – è che la Bce è pronta per tassi d’interesse negativi per le banche, ovvero i cittadini pagavano per farsi tenere i soldi sul conto, come in Svizzera negli anni della Brigate Rosse e dei rapimenti, quando si portavano i soldi all’estero. L’Ocse e Saccomani, a mio modo di vedere, stanno diplomaticamente preparando il terreno al nostro commissariamento da parte della troika e cercano di dare una mano a Letta, in modo che il PdL non rompa gli zebedei su Imu e abbassamento delle tasse. La dinamo di tutto è però la Spagna: se i mercati si rendono conto che il deficit non è al 10,3%, ma molto più alto per le garanzie statali sul collaterale delle banche, partono all’attacco e allora ti saluto Ocse e Letta.

Qualcosa mi pareva di aver annusato, ma ammetto che non mi ero immaginato un quadro così fosco. D’altra parte che i conti non potessero tornare appariva evidente: tutti a inneggiare al nuovo corso lettian/democristiano (o cattocomunista), con illustrazione in Parlamento di un libro dei sogni che richiederebbe almeno 100-150 miliardi di euro per essere realizzato. Scusate, ma con quali denari se non c’è più il becco di un quattrino e i prossimi incassi dell’Irpef si preannunziano in allarmanete discesa per via della crisi? Nessuna risposta concreta, ma tutti a brindare, ancorché sobriamente, allo scampato pericolo. Tutti a parlare di lavoro, della necessità di creare nuovi posti di lavoro e non un cane che si sia azzardato a spiegare come, visto che le imprese muoiono come le mosche, la domanda interna continua a calare e non basta certo il buon andamento dell’export a tenere a galla il Bel Paese.

Mi sbaglierò, ma per non saltare proprio per aria, l’Italia sarà costretta a chiedere gli aiuti superiori, verrà commissariata dalla troika e farà la fine della Grecia. Però il tutto avverrà in stile democristiano: cioè ce lo metteranno nel didietro, ma con la vaselina! E magari saremo anche contenti…

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11 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Grazie PIGS, per la bancarotta fraudolenta!

    Che venga pure la Troika! Così (forse) verranno finalmente licenziati un po’ di parassiti statali.

    Non basta: occorrono il commissariamento, regione per regione, lo smembramento di Fallidagghia e la separazione a setaccio tra produttivi e parassiti!

  2. Albert Nextein says:

    In italia, in europa, nei vari consessi solonici, ognuno dà aria alle proprie pive sfiatate.
    Si sente un concertino cacofonico da terrore.
    Nessuno sa che pesci pigliare, questa è la verità.
    Tutti avrebbero il rimedio, ma nessuno in realtà ci crede davvero.
    E allora si procede a tentoni, in un caos cacofonico totale.
    Certa è una cosa però, le cose vanno peggio.
    A prescindere da indici di sorta , buttati lì per confondere e fottere, che per quanto riguarda la famiglia media non contano un bel tubo.
    Due sono le cose di cui non si tratta con buonsenso e pragmatismo.
    Tasse e spesa pubblica.
    Vanno entrambi pesantemente ed immediatamente ridotti.
    Sulla base di un programma ed una scaletta assoluti, ferrei.
    Subito 100 miliardi.
    Il prossimo anno altri 100, e così via.

    Se qualcuno ha davvero nella testa l’idea di vedere l’economia ripartire alla grande, allora non c’è tasso che tenga, indice che conti , numeri finanziari di sorta.
    Solo meno tasse e meno stato.
    Largo ai produttori ed ai risparmiatori.

    Altrimenti prudentemente, soavemente, ma bellamente, questi ci spennano del tutto.

  3. Giancarlo says:

    Marchi, ha detto molto bene: “…in modo che il PdL non rompa gli zebedei su Imu ….”. Infatti, solo che il Banana appunto STA rompendo gli zebedei sull’Imu e quant’altro, perché vuole far saltare il banco. i sondaggi sono favorevoli, il suo elettorato a sentire parlare di niente più Imu ha la salivazione accelerata come il cane di Pavlov, il Porcellum approntato dal fido Calderolo è sempre lì e, soprattutto, le sentenze dei processi sono in dirittura d’arrivo. Quindi urge provvedere. In questo modo farà felici Troika, Fmi, Bce e tedeschi, perché mentre con Letta sono costretti a usare la diplomazia e un certo quid di vaselina, con il Banana trionfante tra le macerie avranno servito su un piatto d’argento il pretesto per intervenire con i carri armati e l’artiglieria pesante.

  4. alberto says:

    Concordo al 100% direttore. Però a differenza di greci e spagnoli che sono scesi in piazza e si sono scontrati con la polizia davanti i rispettivi palazzi governativi, qui gli italiani da buoni pecoroni subiranno il tutto senza ribellarsi. Che schiavi di Roma Iddio li creò.

  5. Luke says:

    Indipendenza subito!! Per la cronaca, metà dei lombardi sarebbe favorevole in un ipotetico referendum. Come da sondaggio: http://www.scenaripolitici.com/2013/01/sondaggio-scenaripolitici-quanti.html

    Riprendiamoci il futuro, coraggio!

  6. Maurizio says:

    Attaccati all’itaglia questa è la fine esatta che faremo. Meditate.

  7. Lucano says:

    lo è gia’!!!! e tutt’altro che sobriamente!!!

  8. Dan says:

    Venisse anche la troika ma imponesse a tutti quei ladroni della politica uno stipendio lord massimo di 1500 euro al mese senza rimborsi. Ma quelli purtroppo sono i tentacoli della troika stessa quindi finiamo a dover pagare, ancora una volta, noi.

    Che facciano, quando:

    – la gente andrà a ritirare la pensione e scoprirà che non gliela addebiteranno più

    – l’imu verrà fusa con la bolletta elettrica così chi non la paga finisce con la luce staccata a gennaio finendo di scaldarsi (ovviamente altre fonti di riscaldamento saranno andate alle stelle)

    – un debito di 300 euro con lo stato porterà immediatamente alla perdita di tutte le proprietà (manca giusto la riduzione in schiavitù ma stiamo certi, ci stanno lavorando sopra)

    – il solo avere 18 anni implicherà il dover pagare le tasse perchè si ha un reddito presunto in ragion del fatto che si vive

    …forse a quel punto la smetteremo tutti quanti di stare a cazzeggiare sui forum, a fare le rivoluzioni su facebook, ad inneggiare marce su roma da twitter e prenderemo esempio…

  9. Paolo says:

    Bel articolo Marchi. . . hai visto bene la fine che si fa’. . non manca molto al loro traguardo. . . .

  10. Raoul says:

    DIAGNOSI PERFETTA E IL SENZA VASELINA SAREMO NOI A CHIEDERLO PERCHÉ SIAMO DEI PIGLIANCULO!!!!!

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