L’Italia è ancora in recessione. Aumenta divario tra Nord e Sud

di REDAZIONE

L’Italia è ancora in recessione a pagare il prezzo più alto è sempre il Sud. Secondo le stime della Svimez, nel 2013 il Pil italiano dovrebbe calare dell’1,8%, quale risultato del -1,6% del Centro-Nord e del -2,5% del Sud. A causare la contrazione dell’attività produttiva il forte calo dei consumi (stimato in -2,9% al Centro-Nord, che diventa -4,4% al Sud) e il crollo degli investimenti, -11,5%, a fronte di un calo nazionale del -6,7%. Giù anche il reddito disponibile, -2% al Sud, -1,3% al Centro-Nord, una contrazione preoccupante, poiché si verifica da due anni consecutivi.

Da segnalare, “a testimonianza della gravità della crisi, l’ulteriore perdita di posti di lavoro”, -2% al Sud, -1,2% al Centro-Nord, che porterebbero, se confermate, in cinque anni, dal 2008 al 2013, a 560mila posti di lavoro persi nel Sud (pari al 9% dello stock) e nel Centro-Nord a 960mila posti persi, pari al 5,5% dell’occupazione totale.

In un panorama fortemente negativo, “tengono” le esportazioni: nel 2013, a fronte della stazionarietà del Centro-Nord (0%), il Sud segnerebbe -0,1%. Nel 2014, secondo stime Svimez, il Pil nazionale è previsto a +0,7%, invertendo la tendenza recessiva dell’anno precedente. In questo contesto il Pil del Centro-Nord dovrebbe trainare l’inversione di tendenza con +0,9%, mentre quello del Mezzogiorno resterebbe inchiodato allo 0,1%.

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18 Comments

  1. marco says:

    Grazie Lillo, grazie Marco per avermi fatto aprire gli occhi! E pensare che io ero fermo ai 50.000.000.000 (50 miliardi) di euro che tutti gli anni vengono rapinati solo in Lombardia per andare … verso altri lidi….. Oppure ai 900.000.000 (900 milioni di euro) pronta cassa che il “nordista” Monti ha prontamente stanziato per evitare il fallimento della Sicilia…. O ai costi standard che vengono tenuti ben chiusi nei cassetti blindati dello stato perchè non vengano attuati ….

    • Gianfranco LILLO says:

      …O non sai leggere, oppure sei in malafede! Nel 2010 il nord ha rubato al sud i fondi FAS (grazie alla gentaglia come FITTO, Quagliariello, Miccichè, La Russa…tutti discendenti di quel delinquente che fu F. CRISPI e tutti servi del nord) per finanziare l’EXPO di Milano, per incentivare la navigazione sui laghi padani, per ripianare le mancante entrate dei comuni del nord dovute all’abolizione dell’ICI sulla prima casa, per pagare le multe delle quote latte dei vaccai padani, per la TAV padana, per pagare la cassa integrazione alla vostra aristocrazia operai …tutti soldi del sud, in gran parte fondi dell’U.E. (e non del nord) che, puntualmente, il nord ha rubato al sud…quello che fa da 152 anni. Inoltre, ti faccio notare che il tuo Piemonte è in fallimento per un debito enorme( 11.000.000.000 di EURO , rispetto ai 5.000.000.000 della Sicilia) ma, chissà perché, non ne parli, così come non parli del MPS(salvato con l’incasso dell’IMU e, vedi la stranezza, è una banca del nord, come tutte le altre banche del nord puntualmente salvate dopo aver comprato spazzatura in derivati e debito puntualmente messa a carico del contribuente italiano…loro rubano (al nord) e noi dobbiamo salvare i ladri…si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite; così come ti faccio notare che se la Sicilia applicasse il suo Statuto di Autonomia, incasserebbe 20.000.000.000 di euro l’anno di accise sui prodotti petroliferi e, se lo facesse, potrebbe vivere di rendita, e non limitarsi ad incassare il 4% di royalty, rispetto al 75% pagato dall’italietta piemontese alla Libia.

      Ti sfugge, per tua “disattenzione”, un apporto annuo di oltre 300.000.000.000 di euro che puntualmente le MAFIE, volute dal nord, supportate dal nord per mantenere il sud sotto il proprio dominio (rapporto perverso nato con Garibaldi, savoia e Cavour il 1861 e sottolineato dal magistrato Rocco Chinnici), conferisco al sistema produttivo e finanziario del nord che si presta al ruolo di LAVATRICE di denaro sporco. In termini correnti, dalle mie parti, si chiama riciclaggio di denaro sporco.
      Una valanga di liquidità a costo zero che foraggia e sostiene il sistema produttivo e finanziario del nord, al quale il nord non ha mai rinunciato, pur trattandosi di attività criminose (?).

      Non trascurabile il san Raffaele di Milano, quello gestito dal prete don Verzè (ora nelle celesti praterie),che, con i soldi pubblici della sanità, comprava gli aerei personali per spostarsi in sud-America e fare bagni in lussuose piscine, accompagnandosi a belle fanciulle, facendo risultare interventi chirurgi FALSI per i quali incassava, indebitamente, soldi messi puntualmente a carico del contribuente italiano…altro che costi standard!
      Ti sfugge anche che il tuo partito ( lega nord), ha usato i soldi del finanziamento pubblico (rapina legalizzata) per comprare diamanti, lauree fasulle, fare ristrutturazioni di ville personali, finanziare scuole private di famiglia ecc., fare investimenti in Africa, a Cipro…ma come, sono “celti” e investono in Africa e non nella valle del Po’ per migliorare la qualità della vita degli altri CELTI?…Strano!?
      ____________________________________________

      Dal quotidiano online L’Indipendenza:

      Oltre 1,3 milioni di euro di soldi pubblici,erogati dalla Regione Lombardia, sarebbero finiti nelle mani di uomo d’affari che, operando come ”amministratore di fatto” di una cooperativa che si occupa di formazione professionale, avrebbe organizzato corsi “fantasma”, soprattutto in ambito sanitario, al solo scopo di ottenere gli stanziamenti regionali.
      Con le accuse di truffa aggravata e falso è finito oggi in carcere Ferdinando Azzarello,ritenuto dagli inquirenti un vero e proprio ‘mediatore’ d’affari con conoscenze politiche. Un arresto che segna una svolta in un’inchiesta più ampia della Procura di Milano, che per mesi ha viaggiato sotto traccia e nella quale si ipotizza anche un presunto giro di tangenti nell’ambito della sanità lombarda, con il presunto faccendiere a far da ‘intermediario’, secondo gli inquirenti, tra alcuni imprenditori ed anche esponenti del Carroccio. Nel filone principale delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, risulta indagato, infatti, come già emerso nei mesi scorsi, il consigliere comunale milanese della Lega Nord, Massimiliano Bastoni, accusato di finanziamento illecito ai partiti.
      Ed ancora:
      Nell’ambito del filone più ampio dell’inchiesta (al centro le accuse di corruzione e turbativa d’asta), invece, a Bastoni (foto) viene contestato il finanziamento illecito in relazione a un presunto versamento da 10 mila euro riferibile all’imprenditore Viscardo Paganelli e che il politico avrebbe ricevuto proprio attraverso il ‘mediatore’ Azzarello. Gli accertamenti della Procura (che lo scorso giugno hanno portato anche a una serie di perquisizioni) erano nati da alcune dichiarazioni messe a verbale da Paganelli – che gestiva lo società Fotetek di prodotti sanitari e che e’ stato gia’ arrestato nell’ambito dell’inchiesta romana sugli appalti dell’Enac – davanti ai pm romani e poi trasmesse a Milano. In uno di quei verbali Paganelli avrebbe parlato, tra le altre cose, proprio di quella mazzetta da 10 mila euro. E i pm milanesi avrebbero poi individuato altri episodi di corruzione relativi a ”gare pubbliche indette nella sanità lombarda”, anche sulla fornitura di pacemaker. Tra gli indagati figura anche Maurizio Viecca, primario di cardiologia dell’ospedale Sacco, il quale, secondo l’accusa, sarebbe stato in contatto con Azzarello. Quest’ultimo, invece, secondo le indagini, agiva in ambito sanitario anche sfruttando le sue ”conoscenze” con esponenti della Lega Nord. Nelle carte dell’inchiesta, tra l’altro, comparirebbero, da quanto si è saputo, anche i nomi di Davide Boni (l’imprenditore Paganelli avrebbe parlato di un incontro avuto anche con lui), l’ex presidente del Consiglio regionale indagato in un’altra inchiesta per corruzione, e di Mario Chiesa (Paganelli avrebbe incontrato anche lui), l’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, il cui arresto diede l’avvio a Tangentopoli (Chiesa e’ stato poi arrestato anche nel 2009 per presunte mazzette sui rifiuti).(l’indipendenza.com)
      _____________________________________________

      Ti sfugge anche, non so se per convenienza calcolata o per altro, che , come riportato nei dati Svimez, la spesa pubblica diminuisce al sud del 2,1%, mentre al nord diminuisce solo dell’1,2, ; mentre gli incentivi all’industria, diminuiscono al sud del 25% e aumentano al nord del 7,1% (500.000.000 di euro di incentivi in meno al sud e 150.000.000 di euro di incentivi in più al nord). Ma scusa, li sai leggere i dati?

      Così come ti sfugge che la spesa pro capite al sud è del 92% rispetto a quella del nord (euro 100 al nord, euro 92 al sud! E’ più chiaro ora?)…chi spende, spande e incassa , è sempre e solo il nord…fattene una ragione e abbi la bontà e la decenza di non addebitare al sud quello che il nord si mangia da 152 anni .
      Vedi, una cosa non mi torna: se il sud è una palla al piede, perché non ve ne andate per conto vostro? Sono 30 anni che gridate alla secessione: siete stati al governo fino al 2012 con soggetti come Bossi, Maroni, BELSITO ma…di secessione nisba! Perché non vi siete ancora staccati dal resto dello stivale? …Semplice…non vi conviene e dovete sempre gridare “…al lupo, al lupo!!!” , per avere sempre di più e continuare a rubare in santa pace, avendo la sfacciataggine di vomitare menzogne, puntualmente smentite dai numeri!

    • Gianfranco LILLO says:

      …O non sai leggere, oppure sei in malafede! il 2010 il nord ha rubato al sud i fondi FAS (grazie alla gentaglia come FITTO, Quagliariello, Miccichè, La Russa…tutti discendenti di quel delinquente che fu F. CRISPI e tutti servi del nord) per finanziare l’EXPO di Milano, per incentivare la navigazione sui laghi padani, per ripianare le mancante entrate dei comuni del nord dovute all’abolizione dell’ICI sulla prima casa, per pagare le multe delle quote latte dei vaccai padani, per la TAV padana, per pagare la cassa integrazione alla vostra aristocrazia operai …tutti soldi del sud, in gran parte fondi dell’U.E. che, puntualmente, il nord ha rubato al sud…quello che fa da 152 anni. Inoltre, ti faccio notare che il tuo Piemonte è in fallimento per un debito enorme( 11.000.000.000 di EURO , rispetto ai 5.000.000.000 della Sicilia) ma, chissà perché, non ne parli, così come non parli del MPS(salvato con l’incasso dell’IMU e, vedi la stranezza, è una banca del nord, come tutte le altre banche del nord puntualmente salvate dopo aver comprato spazzatura in derivati e puntualmente messa a carico del contribuente italiano…loro rubano e noi dobbiamo salvare i ladri…si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite; così come ti faccio notare che se la Sicilia applicasse il suo Statuto di Autonomia, incasserebbe 20.000.000.000 di euro l’anno di accise sui prodotti petroliferi e, se lo facesse, potrebbe vivere di rendita, e non limitarsi ad incassare il 4% di royalty, rispetto al 75% pagato dall’italietta piemontese alla Libia .

      Ti sfugge, per tua “disattenzione”, un apporto annuo di oltre 300.000.000.000 di euro che puntualmente le MAFIE, volute dal nord, supportate dal nord per mantenere il sud sotto il proprio dominio (rapporto perverso nato con Garibaldi, savoia e Cavour il 1861 e sottolineato dal magistrato Rocco Chinnici), conferisco al sistema produttivo e finanziario del nord che si presta al ruolo di LAVATRICE di denaro sporco che, in termini correnti, dalle mie parti, si chiama riciclaggio di denaro sporco. Una valanga di liquidità a costo zero che foraggia e sostiene il sistema produttivo e finanziario del nord, al quale il nord non ha mai rinunciato (?). Non trascurabile il san Raffaele di Milano, quello gestito dal prete don Verzè,che, con i soldi pubblici della sanità , comprava gli aerei personali per spostarsi in sud-America e fare bagni in lussuose piscine, accompagnandosi a belle fanciulle, facendo risultare interventi chirurgi FALSI per i quali incassava, indebitamente, soldi messi puntualmente a carico del contribuente italiano…altro che costi standard! Ti sfugge anche che il tuo partito ( lega nord), ha usato i soldi del finanziamento pubblico (rapina legalizzata) per comprare diamanti, lauree fasulle, fare ristrutturazioni di ville personali ecc., fare investimenti in Africa, a Cipro…ma come, sono “celti” e investono in Africa e non nella valle del Po’ per migliorare la qualità della vita degli altri CELTI?…Strano!?
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      Dal quotidiano online L’Indipendenza:
      Oltre 1,3 milioni di euro di soldi pubblici,erogati dalla Regione Lombardia, sarebbero finiti nelle mani di uomo d’affari che, operando come ”amministratore di fatto” di una cooperativa che si occupa di formazione professionale, avrebbe organizzato corsi “fantasma”, soprattutto in ambito sanitario, al solo scopo di ottenere gli stanziamenti regionali.
      Con le accuse di truffa aggravata e falso è finito oggi in carcere Ferdinando Azzarello,ritenuto dagli inquirenti un vero e proprio ‘mediatore’ d’affari con conoscenze politiche. Un arresto che segna una svolta in un’inchiesta più ampia della Procura di Milano, che per mesi ha viaggiato sotto traccia e nella quale si ipotizza anche un presunto giro di tangenti nell’ambito della sanità lombarda, con il presunto faccendiere a far da ‘intermediario’, secondo gli inquirenti, tra alcuni imprenditori ed anche esponenti del Carroccio. Nel filone principale delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, risulta indagato, infatti, come già emerso nei mesi scorsi, il consigliere comunale milanese della Lega Nord, Massimiliano Bastoni, accusato di finanziamento illecito ai partiti.
      Ed ancora:
      Nell’ambito del filone più ampio dell’inchiesta (al centro le accuse di corruzione e turbativa d’asta), invece, a Bastoni (foto) viene contestato il finanziamento illecito in relazione a un presunto versamento da 10 mila euro riferibile all’imprenditore Viscardo Paganelli e che il politico avrebbe ricevuto proprio attraverso il ‘mediatore’ Azzarello. Gli accertamenti della Procura (che lo scorso giugno hanno portato anche a una serie di perquisizioni) erano nati da alcune dichiarazioni messe a verbale da Paganelli – che gestiva lo società Fotetek di prodotti sanitari e che e’ stato gia’ arrestato nell’ambito dell’inchiesta romana sugli appalti dell’Enac – davanti ai pm romani e poi trasmesse a Milano. In uno di quei verbali Paganelli avrebbe parlato, tra le altre cose, proprio di quella mazzetta da 10 mila euro. E i pm milanesi avrebbero poi individuato altri episodi di corruzione relativi a ”gare pubbliche indette nella sanità lombarda”, anche sulla fornitura di pacemaker. Tra gli indagati figura anche Maurizio Viecca, primario di cardiologia dell’ospedale Sacco, il quale, secondo l’accusa, sarebbe stato in contatto con Azzarello. Quest’ultimo, invece, secondo le indagini, agiva in ambito sanitario anche sfruttando le sue ”conoscenze” con esponenti della Lega Nord. Nelle carte dell’inchiesta, tra l’altro, comparirebbero, da quanto si è saputo, anche i nomi di Davide Boni (l’imprenditore Paganelli avrebbe parlato di un incontro avuto anche con lui), l’ex presidente del Consiglio regionale indagato in un’altra inchiesta per corruzione, e di Mario Chiesa (Paganelli avrebbe incontrato anche lui), l’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, il cui arresto diede l’avvio a Tangentopoli (Chiesa e’ stato poi arrestato anche nel 2009 per presunte mazzette sui rifiuti).(l’indipendenza.com)
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      Ti sfugge anche, non so se per convenienza calcolata o per altro, che , come riportato nei dati Svimez, la spesa pubblica diminuisce al sud del 2,1%, mentre al nord diminuisce solo dell’1,2, ; i conferimenti diminuiscono al sud del 25% e aumentano al nord del 7,1% (500.000.000 di euro in meno al sud e 150.000.000 di euro in più al nord). Ma scusa, li sai leggere i dati?
      Così come ti sfugge che la spesa pro capite al sud è del 92% rispetto a quella del nord…chi spende, spande e incassa , è sempre e solo il nord…fattene una ragione e abbi la bontà e la decenza di non addebitare al sud quello che il nord si mangia da 152 anni .
      Vedi, una cosa non mi torna: se il sud è una palla al piede, perché non ve ne andate per conto vostro? Sono 30 anni che gridate alla secessione: siete stati al governo fino al 2012 con soggetti come Bossi, Maroni, BELSITO ma…di secessione nisba! Perché non vi siete ancora staccati dal resto dello stivale? …Semplice…non vi conviene e dovete sempre gridare “…al lupo, al lupo!!!” , per avere sempre di più e continuare a rubare in santa pace, avendo la sfacciataggine di vomitare menzogne, puntualmente smentite dai numeri!

    • Marco says:

      Prego..finalmente hai aperto gli occhi

  2. Garbin says:

    è il solito trucco per battere cassa, sono maestri del raggiro e i giornali li supportano, basta vedere quello che stanno facendo con la terra dei fuochi, che altro non è che napoli e la sua spazzatura.

    Cercano scuse per farsi dare gli ultimi soldi a disposizione.

    • Marco says:

      I rifiuti di Napoli arrivano dal Nord..forse ti sfugge questo “piccolo” particolare

      • Marco Green says:

        Non dire cazzate: se là ci fossero rifiuti provenienti “dal centro-nord” (includendo anche regini come Lazio e Toscana) si tratterebbe solo di una piccolissima parte e diciamo chiaramente che i responsabili SONO SOLO E ESCLUSIVAMENTE I VOSTRI COMPAESANI CAMORRISTI CHE LA’ HANNO SCARICATO E HANNO GOVERNATO QUESTA FACCENDA DAVANTI AI VOSTRI OCCHI.
        Se qualche impresa del “centro-nord” è caduta, inconsapevolmente o no, in quella trappola, non è certo colpa di noi padani.
        Domanda: le varie aziende legate alla camorra che da decenni e decenni lavorano completamente in nero, come ci ha mostrato per esempio Santoro in una delle sue trasmissioni, come smaltiscono i rifiuti delle loro produzioni?
        Siate seri e finitela di incolpare altri per situazioni che vi siete creati VOI.

        • Spongebob says:

          Prova a domandarlo alla Marcegaglia dove scaricava i rifiuti..e prova magari a chiederlo alle aziende che hanno scaricato sotto l’A4 nei pressi di Brescia o sotto il nuovo ospedale di Como, ecc ecc..Lì i tuoi compaesani (anzi anche miei dato che sono lombarda) dov’erano? Non hanno visto nulla? Mi pare inverosimile che una regione scarsamente industrializzata come la Campania sia in grado di creare una mole di rifiuti industriali e radioattivi di queste dimensioni. In Campania non hanno le industrie ma hanno i rifiuti industriali..Miracolo all’italiana. Comunque qui nessuno colpevolizza le popolazioni, me in testa, che non hanno nessuna colpa, ma il sistema Stato-Camorra-Imprenditori.

          • Spongebob says:

            E comunque il fatto che in Campania c’è la camorra, non significa necessariamente che i campani sono tutti camorristi..

  3. Gianfranco LILLO says:

    L’articolo è parziale e omette (volontariamente?) dati impressionanti, puntualmente non riportati per convenienza e controinformazione . I dati corretti e completi sono quelli che seguono .
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    Tornando al rapporto Svimez presentato ieri, le stime per quest’anno e i dati dello sorso raccontano di un Paese che ha funzionato al contrario in tempo di crisi: ha sostenuto le regioni più ricche e ha diminuito la spesa pubblica sia corrente che in conto capitale nelle regioni più povere, allargando il divario di sviluppo tra le due aree, le disuguaglianze sociali e portando il Mezzogiorno alla desertificazione industriale. Basta vedere la forte riduzione degli investimenti pubblici al Sud (-11%) a fronte di un calo nazionale del 6,7%, un dato che nel quinquennio 2008-2012 ha raggiunto un -25,8% (-47% nell’industria).

    E poi sfatiamo un mito. La spesa pro capite nel Mezzogiorno è risultata pari al 92% del livello pro capite del Centro-Nord: «Non hanno quindi consistenza – si afferma nel Rapporto – le affermazioni secondo cui il volume di spesa pubblica del Mezzogiorno sarebbe elevato. Anzi, guardando alle regioni a statuto ordinario, emerge che le spese correnti sono diminuite al Sud del 2,1% medio annuo dal 2007, mentre al Centro-Nord dell’ 1,2%». Dal 2007 al 2012 l’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno valuta che uno dei settori trainanti, il manifatturiero, ha ridotto il proprio prodotto del 25%, i posti di lavoro del 24% e gli investimenti del 45%, facendo scendere il valore aggiunto al 9,2%, lontano dal 18% nazionale. In questo quadro pesa ancor più il taglio asimmetrico delle agevolazioni alle imprese, aumentate nelle zone più ricche. Nel 2009-2011 gli aiuti sono diminuiti di oltre 500 milioni di euro nel Mezzogiorno (-25%), mentre nel Centro-Nord sono cresciuti di circa 150 milioni (+7,1%) rispetto al triennio precedente.

    Colpa della prolungata assenza di una politica industriale, dicono il direttore e il presidente di Svimez, Padovan e Giannola, che suggeriscono: potenziamento del fondo di garanzia per piccole e medie imprese, agevolazioni fiscali per ricapitalizzarle, fiscalità di vantaggio e zone franche per attrarre investimenti. Svimez punta il dito anche sullo scarso orientamento redistributivo del nostro sistema di welfare, che non ha sostenuto un Sud impoverito e invecchiato, nel quale i giovani hanno meno chance di lavoro e proseguono la migrazione verso Nord o all’estero.

    Il tutto mentre diventano stabili gli stravolgimenti demografici già segnalati: il numero dei morti supera quello dei nuovi nati e i matrimoni diminuiscono, in quel mezzo stivale che è stata la culla d’Italia. D’altronde è difficile progettare una vita se nel 2012 il tasso di disoccupazione è stato del 17% (8% al Centro-Nord) e di lunga durata, se il 14% delle famiglie meridionali (solo il 5% nel resto del Paese) guadagna meno di mille euro al mese e una su quattro (23%) è a rischio povertà (6,5% al Centro Nord) perché spesso monoreddito e con più soggetti deboli a carico. Ovviamente le manovre per il contenimento della spesa pubblica hanno avuto un impatto più forte nell’area in cui il Pil cresce meno (- 3,2% meridione; -2,1 nel resto del Paese), ma con differenze regionali: si va dal meno 2,1% di Campania e Molise al meno 3% della Puglia, fino al meno 4,2% di Basilicata e Sicilia. A livello pro capite significa che un meridionale è ricco in media 17.263 euro e un settentrionale 30.073 euro. Il tutto a fronte di un aumento della pressione fiscale al Sud, derivante dai piani di rientro sanitari.

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    Indipendendentemente dai dati riportati, è da sottolineare che questo andazzo è in atto da 152 anni e viene stravolto da una informazione rozza che puntualmente omette la verità o la presenta in modo parziale e distorto, per indubbia convenienza ad uso e consumo del nord .

    Inoltre, va sottolineato che a fronte di un reddito medio per il centro-nord di 30.073 euro, rispetto a quello del sud di 17.263, i cittadini del sud pagano i servizi esattamente come quelli del nord: energia, trasporti, telecomunicazioni, tasse scolastiche, sanità (per la sanità molto più del nord) ecc. E’ facile desumere che se una spesa, fatta al nord , di 5000 euro, per acquisto di servizi, incide sul reddito del centro-nord per il 16,62%, la stessa spesa, sul reddito medio del sud, incide per il 28,96%, sottraendo risorse per consumi, abbattendo drasticamente la qualità della vita e non trascurando che la qualità dei servizi al sud è inferiore a quella del nord di almeno il 50% : aeroporti, TAV, autostrade, scuole, strutture sanitarie ecc.: per percorrere 400 KM di ferrovia – Milano/Firenze – ci vogliono 2 ore con la TAV; per percorre la stessa distanza fra Messina e Palermo ce ne vogliono 8, di ORE; così come per percorrere Bari-Lecce (binario unico) ce ne vogliono 4 di ore per 200 KM; non trascurabile che Matera, capoluogo di provincia e polo industriale italiano del mobile imbottito, non ha nessun aeroporto, nè ha stazioni delle FFSS…la FERROVIA DELLO STATO la stanno aspettando dal 1861.

    La Basilicata, che fornisce all’italietta il 10% del petrolio -con i suoi giacimenti – per alimentare energeticamente il sistema produttivo italiano, ha come contropartita il 7% di royalty, mentre in Sicilia scende al 4%, sul petrolio regalato all’italia, al nord. Nei paesi produttori di greggio del nord-Europa e arabi, resta nelle casse di quei paesi dal 75% al 95%. Altro capitolo doloroso per il sud, è l’esportazione del capitale umano che sopporta da 152 anni per essere stato invaso dal nord e vistosi azzerato il proprio sistema industriale a beneficio del nord .
    Sottolineo come, in tempo di crisi drammatica: “… nel 2009-2011 gli aiuti sono diminuiti di oltre 500 milioni di euro nel Mezzogiorno (-25%), mentre nel Centro-Nord sono cresciuti di circa 150 milioni (+7,1%) rispetto al triennio precedente”.

    Non voglio convincere nessuno del nord, anzi…mi piacerebbe che i miei connazionali delle Due Sicilie prendessero coscienza di questa situazione e procedessero, unilateralmente, al taglio netto e immediato dal resto dello stivale, interrompendo questa maledetta e depravata parassi di politica coloniale nata il 1861, grazie all’invasione orchestrata dai porci savoia e dal delinquente Garibaldi, che qui calarono senza essere stati invitati , e raziarono tutto, imponendoci il ruolo di mercato chiuso del nord e di colonia, progetto appoggiato da una classe politica meridionale serva del nord che ha usato, e usa, il sud come bacino di voti per partiti del nord.
    Ci è stato impedito scientificamente di fare impresa per 152 anni, garantendo alle industrie del nord un sicuro sbocco per i loro prodotti… il mercato meridionale . Ad oggi si stima che il 60% della esportazioni settentrionali sono esportati al sud, un sud che consuma prodotti del nord garantendo al nord i posti di lavoro, il reddito e i servizi, mentre al sud si fa (si faceva) assistenzialismo con l’impiego pubblico i cui stipendi, puntualmente, ritornano al nord con l’acquisto dei loro prodotti qui esportati . Cosa accadrebbe se il sud si staccasse dal resto d’italia? … Semplice, il nord cesserebbe di esistere perché avrebbe di colpo un calo di esportazioni pari al 60% della propria produzione e perderebbe un mercato chiuso, protetto -come il sud – che, resosi autonomo, farebbe nascere un proprio sistema produttivo per soddisfare la richiesta di 20.000.000 di consumatori del sud .
    A chi conviene un sud COLONIA e una NAPOLI con 30.000 impiegati comunali che con i loro stipendi finanziano il sistema produttivo e sociale nord?

    Aggiungerei il capitolo banche e assicurazioni (tutte del nord) che qui rastrellano premi e depositi che puntualmente utilizzano per finanziare il sistema produttivo del nord con i soldi rastrellati al sud e con una forbice di tassi pari ad almeno 5 punti fra finanziamenti fatti al nord e quelli fatti al sud, con i soldi dei risparmiatori del sud…dalle mie parti, questo si chiama DRENAGGIO FINANZIARIO, operazione in atto da 152 anni col benestare di una classe politica meridionale fatta di lacchè e servi sciocchi del nord!

    • Marco says:

      Complimenti..hai stroncato definitivamente tutti i luoghi comuni sul Sud. Se questo commento fosse pubblicato su un giornale a livello nazionale, spazzeresti via 152 anni di insulti, infamie e luoghi comuni ingiusti e soprattutto false. Ancora complimenti.

      P.S. voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di controbattere, e cosa risponde.

  4. Marco Green says:

    La lobby svimez, la cui credibilità è quasi pari a zero, fa sempre la sua parte: cercare di indirizzare l’opinione pubblica e fare pressione sul mondo politico in modo di alimentare perennemente l’assistenzialismo e le politiche in favore delle regioni meridionali.
    Come i giocatori delle tre carte, la lobby svimez ha dei “soci” pronti a scattare per assecondarla nei luoghi “che contano”, come le università, le redazioni dei giornali, le televisioni e, cosa fondamentale, le istituzioni.

    Lo svimez chiama, il movimento meridionalista “trasversale” risponde, il governo e il parlamento romani stanziano e…la Padania paga, come sempre…

  5. pippogigi says:

    Considerando che:
    – il lavoro nero è la norma in Magna Grecia. Il lavoro nero sfugge alle statistiche.
    – l’evasione è altissima in Magna Grecia. Di fronte ad un tasso del 13% di evasione della Lombardia si arriva a punte del 80% in Calabria. L’evasione, i redditi da essa coperti, i consumi da essa coperta sfuggono alla statistica.
    Fatte queste considerazioni, con quale coraggio si pubblica una statistica sull’aumento del divario?
    Mesi fa lessi una statistica di segno opposto ovvero che il Mezzogiorno reggeva molto meglio della Padania l’impatto della crisi e tra le motivazioni si adducevano la diffusa evasione fiscale, una sorta di agevolazione generalizzata e tollerata dal governo.
    Ma d’altronde basta ragionare: in Magna Grecia l’attività principale non è il settore privato manufatturiero, quello che sta scomparendo in Padania, ma bensì il settore pubblico, i falsi posti di lavoro statali, le false pensioni.
    Il più grosso posto di lavoro del mezzogiorno non è un ndustria, è il Comune di Napoli, 30.000 dipendenti. Pensate forse che di fronte alla crisi il comune abbia licenziato, chiesto cassa integrazione oppure tutto sia andato avanti come sempre, al massimo sono aumentate non le tasse locali ma i trasferimenti dalla Padania?

  6. Albert Nextein says:

    Io non credo a questi numeri.
    E’ maggiore la decrescita.
    E quando ci diranno che l’italia sarà di nuovo in territorio di crescita, una miserabile crescita , io non crederò ai numeri che sciorineranno.
    Sono solo balle su balle contabili.
    Io , per regolarmi e farmi un’idea mi guardo intorno.
    E lì vedo non solo l’impoverimento, ma vedo la disperazione e l’assenza di condizioni affinché si riaffermi una stentata crescita.
    D’altronde in passato che crescita c’è stata?
    1-1,5%?
    Ma che roba è?

  7. Giuseppe says:

    Questo secondo i criteri statisrici occidentali: in realtà il sud, secondo i suoi criteri di mafiosità diffusa regge, eccome!

    • Marco says:

      Forse non sai che il grosso dei capitali provenienti dalla “mafiosità diffusa” come la definisci tu, vengono tutti reinvestiti in attività nel Nord Italia e in Europa. Un bel guadagno, no?

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