L’Italia dei burocrati ottusi mette i bastoni fra le ruote al WI.FI.

di G.L.M.

Che lo Stato italiano sia la cloaca delle peggiori cose si possano immaginare dal “pubblico” lo sappiamo benissimo. E che il Parlamento italico sia un’accozzaglia di molti deficienti (non di tutti, oggi siamo buoni…) è altrettanto risaputo. Ma non c’è mai limite al peggio. Il governo di monsignor Tentenna, alias Enrico Letta, democristiano da un passo avanti e due indietro, nel pomposamente chiamato il “Decreto del Fare” aveva annunciato la “liberalizzazione” del WI-FI, cioè il collegamento internet senza fili, che in molti Paesi Occidentali, ma anche in gran parte dell’Africa e del Sud America, consente a chiunque in possesso di un pc, di un tablet e di uno smartphone di navigare  in internet, spesso  gratuitamente, in locali pubblici, hotel, centri commerciali, spiagge, fette intere di città.

Evviva, qualcosa sembrava muoversi anche nel Bel Paese in un settore fondamentale non tanto per “cazzeggiare” sui social network,  quanto per lavorare alla pari con gli altri competitor mondiali. Sembrava, perché in Italia le cose alla fine vanno sempre in un’altra direzione. E infatti nel dibattito alla Camera per la conversione in legge del “Decreto del Fare” è stato approvato un emendamento che in pratica DISFA tutto, in quanto  introduce nuove procedure per gli esercenti che offrono il Wi-Fi: obblighi congegnati in maniera tale da rendere praticamente impossibile l’erogazione del servizio.

E’ roba da pazzi: tutto il mondo che vuol crescere va in una direzione e l’Italia fa finta di imboccare la stessa strada, ma poi prende quella che ottiene il risultato opposto. Insipienza dei parlamentari o ottusaggine di una burocrazia che pretende di scrivere le leggi su tutto senza sapere un tubo di nulla, ma con il solo scopo di rendere centrale il proprio ruolo, timorosa di essere spazzata via dal nuovo che avanza, altrove? Probabilmente le due cose insieme… e ne vedremo delle belle, ad esempio, quando le aziende private dovranno riscuotere i soldi che deve ad esse la Pubblica amministrazione: si dice che sia stata sfornata una direttiva di un centinaio di pagine. Ma tutto passa nel quasi silenzio generale dei mezzi di informazione, impegnati a incartarsi peggio della politica sul caso Shalabayeva che, come ho già avuto modo di sottolineare, non interessa una beata fava a nessuno se non a quelli impegnati a celebrare la propria autoreferenzalità.

Qualcuno dirà: ma c’è ben altro di cui lamentarsi che il WI-FI? Vero, ma questo è uno degli strumenti di crescita dell’economia mondiale, della comunicazione, dell’informazione. Epperò l’Italia preferisce rimanere nel medioevo, crogiolandosi in quello che fu e non sarà mai più. Anche per questo Basta Italia.

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8 Comments

  1. Paolo Brembilla says:

    l’itaglia è indietro su tutto … wifi, 3g-4g, banda larga, innovazione, ecc…

    siamo avanti solo in tasse, sprechi, corruzione e bucrocrazia

    p.s. in Corea del Sud, tecnologicamente avanti secoli rispetto alla bananas republic, due società del settore (Samsung+LG) da sole producono un fatturato di 250 miliardi di euro (pari al 16% del pil itagliano) con 500.000 posti di lavoro

  2. Dan says:

    Semplicemente, sbattersene di quanto dice il decreto e liberalizzare di fatto il wifi.

  3. luigi bandiera says:

    Siamo nello stato dei furbi, dei mafiosi e ecc.. Esso non potra’ cambiare mai. A meno che..?

    Noi votiamo (perche’ dicono che siamo sovrani… kampa kavallo del west) gente che poi, una volta la’, fa quel kax che vuole.

    Sembra che CAMBINO FACCIA proprio..!

    Noi possiamo gridare fin che vogliamo ma loro SORDOMUTI niet, non ci badano, non ci baderanno.

    Ripeto che forse giova:

    se non disfiamo il calzino per poi rifarlo, tutto sara’ INUTILE.

    Sim sala bim

  4. giorgio lidonato says:

    …Il governo del fare… schifo.
    Adesso si vede come i politici e i burocrati distruggono un Paese. Cosi hanno fatto per cinquant’anni in mlti altri campi. Se vogliamo fare, facciamo da soli e licenziamoli in tronco, chiedendo anche i danni di un’arretratezza sempre piu’ grave. Io mi trasferiro’ all’estero. Ho gia’ deciso. L’Italia e’ spacciata.

  5. Albert Nextein says:

    La burocrazia, il fisco, l’abitudine a vessare.

  6. GIOCBAR says:

    caro G.L.M.,
    sarebbe opportuno smettere di denominarlo belpaese come più volte osservato.

  7. Aquele Abraço says:

    Evidentemente ai capitalisti della banda larga (quella poca che c’è) dà fastidio che qualcuno offra l’accesso gratuito.
    Di questo passo, manca poco che dovrai fare delle carte bollate anche per dare un passaggio a un autostoppista.

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