L’Italia A non può vivere senza l’Italia B, ma questa sta morendo

di GIORGIO GARBOLINO BOOT

Sarà perché la politica in Italia presenta sorprese ogni giorno, sarà perché politici e media di riferimento (i più diffusi) sono lontanissimi dalla gente, ma è comunque strano che nessuno abbia tentato una spiegazione accettabile del comportamento degli elettori nell’ultima tornata amministrativa.  Eppure sarebbe bastato conoscere cosa si aspettano, in generale, dal voto gli elettori di questo disgraziato paese, e quanto la crisi li ha fatti attenti nel giudicare i politici.

Voto di opinione o voto clientelare che sia, noi votiamo perché chi scegliamo sulla scheda prenda, se eletto, delle decisioni in nostro favore. O in linea con i nostri orientamenti di fondo, che crediamo migliorino la nostra condizione e quella dei nostri concittadini, oppure perché abbiamo un interesse materiale immediato che il prescelto potrà soddisfare, come è normale in molta parte della penisola (quello che impropriamente è d’uso chiamare “voto di scambio).
E’ sempre stato così, ma oggi la crisi ha cambiato i termini del problema, o ribaltando i risultati che qualche partito “nazionale” si aspettava, o con l’astensione massiccia, dimostrando che metà degli elettori non concede più nessun credito in bianco alla classe politica.

Che i risultati elettorali segnino una svolta è certo, ma è una svolta che non costruisce nessuna alternativa incoraggiante per il sistema Italia. La precedente tornata elettorale, quella per il parlamento romano, aveva rappresentato ancora un briciolo di speranza per gli elettori.

Quelli delle nostre regioni avevano punito la Lega, per la tragica situazione in cui li aveva trascinate con  la prova data nella gestione inconcludente del potere, a Roma e al proprio vertice, e la gestione clientelare e interessata di molti dei suoi amministratori locali.

Il PDL, vero vincitore delle elezioni politiche, aveva rimontato la china pronosticata, non perché Berlusconi ci aveva messo la faccia, ma perché si era impegnato per provvedimenti immediati e semplici (fine dell’Imu, fine dei soldi ai partiti, ecc.), promesse su cui i suoi vecchi elettori contavano, perché in passato aveva mantenuto l’impegno a sopprimere l’Ici. Nel bruciare della crisi, tendevano a condonargli le molte altre promesse non mantenute: “meglio pochi, maledetti e subito”.

Il PD ne era uscito bene, anche se “non vincitore”, perché si era presentato più aperto – con le primarie, anche se improprie – e poteva rappresentare un segno comunque di cambiamento, di alternativa,  dopo il ventennio berlusconiano.

I transfughi da destra e sinistra avevano ingrossato l’esercito di Grillo – che sembrava imbattibile e deciso a tutto per cambiare il sistema. Anche al M5S si perdonava l’incertezza del programma e la scarsa esperienza, confidando nell’entusiasmo e nel coraggio dei neofiti, decisi a scardinare il vergognoso sistema politico ed economico dell’Italia.

Cos’è successo alle amministrative? La politica, romana e locale, ha semplicemente mostrato la sua totale inconcludenza. Che utilità c’è a votare amministratori locali che, nella migliore delle ipotesi, amministrano solo rotonde e tombini perché l’accentramento statale si accolla ormai ogni decisione e, con la crisi al culmine, neppure i comuni più virtuosi (cioè meno corrotti) hanno la minima autonomia di spesa?

E perché affidarsi al PDL, non perché Berlusconi non ci ha messo la faccia, ma perché – se tutto il potere e i soldi sono a Roma – cosa possono fare, senza il leader al potere a Roma, degli sprovveduti amministratori locali?

La Lega, malgrado avesse ripudiato i propositi iniziali, per molto tempo era riuscita a fermare l’emorragia di militanti e simpatizzanti, sostituendoli con clientele interessate. Oggi, nel crollo economico delle regioni padane e fuori dal governo, non sarebbe stata più in grado nemmeno di elargire favori agli amici o alle lobby di riferimento. Aveva ancora un senso votarla?

Una situazione per certi versi analoga alla Lega spiega l’insuccesso di Grillo: aveva raccolto molti voti al nord, come in Emilia e Romagma, nella speranza di una vera rivoluzione pacifica e democratica, e al sud, come in Sicilia, dove erano certi che sarebbe andato al governo e avrebbe favorito i suoi elettori. Il M5S si era invece dimostrato irrilevante dove il potere contava ancora qualcosa, a Roma. Tanto valeva favorire col voto chi al potere c’era.

Nelle macerie di una classe politica indegna, anche il PD ha perso voti, ma, come alle politiche, ha conquistato seggi: perché stupirsi per esempio dei voti PD a Siena, travolto dagli scandali del MPS? Il Monte è tutto per Siena: distribuisce soldi, posti, lavoro, potere. I Senesi hanno tutto l’interesse a difenderlo e possiamo biasimarli se votano il partito padrone della banca?

Il comportamento degli elettori è sempre coerente, anche nelle svolte più vistose:  curiosamente l’unica scintilla di analisi giusta  l’ha avuta Beppe Grillo, a caldo, all’indomani delle elezioni, quando ha ammesso che: “Il risultato delle elezioni comunali non e’ stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, il voto, in quanto comunale, vicino alla realtà quotidiana, e’ stato dato in piena coscienza”. E ha aggiunto che “esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, e’ composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per se’ stessi e poi per il paese. Nella nostra bandiera c’e’ scritto “Teniamo famiglia”. In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano. Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. L’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B, ma quest’ultima sta morendo, ogni minuto un’impresa ci lascia per sempre”.

Grillo non ha aggiunto che l’Italia B e l’Italia A hanno una precisa collocazione geografica, ma forse è bene che l’Italia B ne prenda atto e respinga la bizzarra idea dei “fratelli siamesi”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

7 Comments

  1. Guido says:

    Analisi pienamente condivisibile, non c’è dubbio, salvo che per le ultime due righe: Non mi pare che voi abbiate solo imprenditori.. certo, avete un’industria e un commercio più avanzati, ma quasi altrettanta corruzione di quella del sud (basti pensare a Bossi e famiglia, alla giunta della regione Lombardia o alle varie collusioni di vostre imprese con la ‘Ndrangheta). E’ ovvio che nelle regioni meno sviluppate sia più marcata la tendenza a vivere di espedienti, ma si tratta di un orientamento comune a tutta Italia. I vostri slogan demagogici non fanno altro che rafforzare la Lega che, ammettiamolo, non è stata altro che l’MPA del sud (quella di Cuffaro & Co.).

  2. luigi bandiera says:

    Mi scusi sior,

    la risposta c’e’ stata. L’e’ che non la si vuole RECEPIRE. Leggere.

    Servono super scienziati (ignoranti) in telecomunicazione e anche in COMUNICAZIONITELEPATICHE per capirla..?

    SE NON SI SA LEGGERE I FATTI… per non soccombere, SOCCOMBEREMO..! Tout court..!

    E stiamo SOCCOMBENDO..!

    L’europa va azzerrata..!

    Come l’italìa..!

    E AL PIU’ PRESTO..!

    Se insistiamo a fare i girotondini, kax, accontenteremo i soliti KOMUNISTi (il 10% se i minotauri non la comprendessero al 100%).

    Mentre se la comprendessero ci sarebbe un bel 90% a pro LIBERTA’ e zero o quasi Minotauri.

    Ma ci si scontra con gli intellettuali, 90% a pro merda italiana o pro UNITA’… sempre nella merda.
    Il 10% e’ incerto o dubbioso se stare da una parte o dall’altra.
    Il neo dottore del buxo del kul, vede, capisce, chi sono i MANTENUTI e magari arrivando da una classe sociale (dei genitori detti CONTADINI) povera per la stragrande maggioranza ma dei mone, VERGOGNOSAMENTE ABBRACCIA LA CLASSE DEI MANTENUTI per l’appunto, tenendo la sua FAMIGLIA tra quelli che mantengono la classe appena abbracciata..!!
    Cioe’, sacrificando la sua famiglia e credendo di fRE UNA COSA BUONA va alla conquista del WEST o meglio del EL DORADO TRIRINKOGLIONITO..!

    Come si puo’ ben capire da questa ultima metafora i nuovi dirigenti perche’ con alloro in testa di C… hanno si una laurea, ma sono IGNORANTONI in politika.

    La politika e’ = a SCELTA e non sanno scegliere…
    Si e’ visto i proff che schifo TOTALE HANNO FATTO, sebbene sapevano l’inglese… come me.

    Mentre un ANALFABETA, sa bene cosa scegliere. Ma sto ultimo del kax non va li’ a scegliere e a farsi le leggi, magari tutti SENATORI A VITA, e quindi..?

    Andranno avanti i soliti laureati, ma mone..!

    E non cureranno gli interessi dei BASSI… dei PEONES, ma dei loro pari o uguali e sono la minoranza..!

    Ma a loro piace nuotare in questa mefitica sostanza tricolorita.

    Se no come farebbero a farsi perdonare e a farsi elogiare del loro stracongruo PAGONE rubato ai ponveri sebbene non concludono un KAXXO..?

    Ho diversi fatti da esporre. E personali e indiretti e cioe’ di altre persone.

    Beh, KASTE DEL MENGA, FINITELA KAXXO..!

    Prendetevela con i vostri pari e non con i POVERI E I BISOGNOSI..!!!

    MERDASSA..!

    E’ come fare un incontro di pugilato tra pesi massimi e pesi super di super piuma..!!

    E LO STATO (CORTI), CORREO, VI ASSECONDA PURE..!!

    Se non e’ MERDA questa che kax e’..???????????

    Io: per fare tre battute e aver scritto tre parole 130 euros..?
    260 mila lire per tre parole o barole..??
    Dal urologo.
    Ma io ho pagato per 40 anni e piu’… (mona che sono) …VERSATO e non FIGURATO DI VERSARE..!!

    Ma ndo kax siamo..?

    In Afrika o su Marte..??

    Kax, ve le cerkate le critike e le offese quando non saranno le BARRIKATE a pro RIVOLUZIONE tout court..!

    La ministra ha assaggiato il minimo che le puo’ capitare se persegue quel obiettivo. Cioe’ considerarci DEI PORIGRAMI..!!

    I bianchi RAZZISTI VERI li’ a casa sua avranno fatto cosi’ o peggio. Ma qua, oggi, noi tolleranti TROPPO, fino ad un certo punto tolleriamo, eccome tse se abbiamo tollerato, ma poi NO..!! BASTA ANDARE OLTRE..!!!!!!!!

    Bisogna stare sulle proprie SCARPE o STAFFE.

    Mai mettere il piede nelle scarpe degli altri o staffe se si vuole galoppare liberi e soprattutto senza invadere il campo o sport altrui..!

    Sim sala bim…

  3. lombardi-cerri says:

    L’unica grande differenza tra Italia A e Italia B sta nel fatto che l’Italia A ha le armi e la cosiddetta giustizia, mentre l’Italia B no.

  4. Paolo Brembilla says:

    la Padania può vivere senza itaglia A e B (ma anche fino alla Z)

  5. pippogigi says:

    Vero l’italia B può vivere senza l’italia A ma a maggior ragione la Padania, che non è italia, può vivere benissimo senza l’italia A.
    L’analisi di Grillo è perfetta, ma questo ci fa anche capire che se si votasse per l’indipendenza gli italiani appartenenti al gruppo A e residenti in Padania difficilmente voterebbero a favore, sanno che qualunque cambiamento non può che essere un cambiamento in peggio per loro, ben sapendo che stanno sfruttando una rendita di posizione offerta loro dalla politica e senza alcuna motivazione economica a sostegno.
    L’indipendenza può arrivare solo avendo il consenso di tutti i padani che lavorano e producono o sono disoccupati o precari in quanto appartenenti all’italia B.
    Occorre fargli capire che l’Italia A è la ragione di tutti i mali (insieme ai politici ovviamente) e che l’italia A (parassita) scomparirà solo dopo la morte dell’organismo ospitante (italia B), quindi se vogliamo vivere occorre agire ed in fretta ed unanimi per l’indipendenza. L’alternativa è fare come i nostri antenati all’indomani della creazione dell’artificiale Italia: prendere le navi ed emigrare.
    Io invece vorrei lottar e far tornare i discendenti di coloro che per colpa dell’Italia dovettero abbandonare la nostra terra e la nostra cultura.

    • Roberto Porcù says:

      Utopia.
      Far rientrare chi si è fatto una vita altrove è una assurdità, oltre che una utopia.
      Come pretendere di far scorrere nel Piave le stesse molecole di acqua di un tempo passato.
      La gente si sposta, si accasa e le nuove generazioni sono qualcosa di diverso dalle passate.

      I gruppi A e B sono frazionati e coesistono anche nelle regioni del nord, probabilmente la proporzione tra loro non è uguale ovunque, ma coesistono.
      L’impiantista idraulico con la moglie maestra o impiegata in Regione non è cosa rara.

      Quello che dovremo tutti impegnarci, A o B che si sia, entrambi necessari gli uni agli altri, di realizzare e di pretendere nella quanto piccola realtà che ci circonda è la buona amministrazione della Serenissima che faceva che tutti gli abitanti la amassero e fossero pronti a qualunque sacrificio in suo nome.

  6. Alberto Reginato says:

    Ma l’Itaglia B può vivere senza l’Itaglia A!

Leave a Comment