LISTA TOSI: TROVATA LA “QUADRA”. MA NON SI SA QUALE

di GIANMARCO LUCCHI

I vertici della Lega e Flavio Tosi trovano finalmente la quadra per la famosa lista del sindaco che si ricandida a Verona. Ma il mistero sulla formula prescelta rimane fino a venerdì. Perchè nonostante Roberto Calderoli e il ribelle di Verona abbiano sciorinato sorrisi davanti ai cronisti che li aspettavano al termine del cosiddetto Parlamento padano, nessuno, se non gli interessati, sa ancora quale sarà – e se sarà – la lista di Tosi. Ovvero se sarà una civica personale, come il sindaco aveva chiesto, o la lista della Lega più altre civiche di appoggio, ma non nominative. E nemmeno se la questione della lista si collega con il congresso nazionale della Liga Veneta. Calderoli ha invitato ad aspettare venerdì prossimo – probabilmente a Milano – quando «saranno presentati tutti i simboli che sosterranno la lista che porterà Tosi a fare il sindaco di Verona per la seconda tornata».

La riunione di Sarego ha offerto anche l’occasione ai vertici del Carroccio per difendere Davide Boni, il presidente del Consiglio regionale lombardo indagato per corruzione, e a Bossi per attaccare il premier Mario Monti, «messo lì dalle banche per fare il cattivo». Su Boni e le accuse di mazzette, Bossi è stato chiaro: «Non credo – ha detto – a spartizioni tra Pdl e Lega di cui si parla. Personalmente non ho mai avuto sentore di cose del genere». Più cauto è apparso Roberto Maroni: «Non lo difendiamo ad oltranza – ha spiegato -, lo abbiamo incontrato e ha spiegato la propria posizione. Ci ha spiegato che non è vero niente e che questo personaggio che lo accusa è un millantatore». In effetti l’architetto Ugliola non è nuovo a lanciare accuse a esponenti politici che poi si rivelano infondate, ma nell’inchiesta in corso le testimonianze che tirano in ballo Boni e la Lega sono più di una.

Lega all’attacco invece sul Governo dei professori. «Ma quali mercati… – ha replicato Bossi, ai cronisti che evidenziavano i segnali di miglioramento dello spread – Monti è un figlio delle banche e dell’Europa che rischia di fallire». Duro il Senatur anche sulle pensioni – «non ci piace la riforma Monti», mentre sulla foto di famiglia con assieme Monti, Casini, Bersani e Alfano, non se l’è sentita di leggere il futuro: «Non lo so, non sono un mago». La vicenda Boni, la rottura con Berlusconi, le fibrillazioni leghiste nel territorio, non preoccupano comunque il movimento vista delle amministrative di maggio. «Non penso che potrà andare male, la gente sa distinguere» ha osservato Bossi. E comunque ha aggiunto che se la Lega dovesse perdere, allora sarà costretta ad allearsi di nuovo con Berlusconi.

Sulla partita di Verona, Calderoli si è detto ottimista, «convinto che Tosi riuscirà a superare il 60% in prima battuta». La tipica espressione bossiana è stata usata stavolta da Flavio Tosi: «Finalmente è stata trovata la quadra. Perchè nella nostra soluzione non c’è uno che prevarica l’altro e nessuno cede. Ci siamo parlati e abbiamo trovato l’accordo». Difficile pensare che Bossi abbia fatto un passo indietro, dopo aver sibilato che «se Tosi fa la lista con il suo nome è fuori dalla Lega». Potrebbe essere stato trovato il modo per ricondurre chiaramente le ‘civichè di appoggio al nome di Tosi. Il quale, qualcosa in più sulla lista, l’ha detto: «Molti esponenti del PdL scaligero – ha spiegato – non correranno sotto il simbolo dello stesso PdL, ma con il sottoscritto, perchè abbiamo amministrato bene». Queste parole sembrano quasi una conferma ai sospetti del segretario veneto Gianpaolo Gobbo, per il quale bisogna dire di no al sindaco di Verona perchè «la Lista Tosi non è fatta di leghisti, è un partito a sè».

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One Comment

  1. beniamino says:

    Tra poco la quadra la troverà la gente!! andate a casa parassiti…

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