LISTA TOSI A VERONA: MARONI DOVRA’ GIOCARE IL CARICO

di GIANMARCO LUCCHI

Sono dovuti ricorrere a un manifesto di sei metri per tre con lo slogan scaligero – Flavio Tosi, il nostro sindaco – che campeggia in copie multiple sulle strade di Verona per ribadire il progetto che ruota intorno al primo cittadino uscente, nonché esponente di spicco dei maroniani. In molti l’hanno letta come una replica indiretta, quanto plateale, ai diktat provenienti dalla Liga Veneta, dove il segretario nazionale Gian Paolo Gobbo – forte del sostegno di Bossi – continua a ribadire il veto alla presentazione di una lista nominale da parte del suo principale rivale alla segreteria nazionale. La questione, però, è tutt’altro che chiusa.

Sabato scorso, intervenendo al consiglio nazionale del partito, il sindaco uscente ha illustrato l’esito di alcuni sondaggi e conseguenti scenari di voto, concordi nell’attribuire alla lista Tosi (sostenuta dalla Lega e da alcune civiche) un ruolo determinante ai fini del successo, perché capace di calamitare consensi trasversali – sia in ambito pidiellino che nel centrosinistra – altrimenti destinati a finire nel non voto oppure a convergere sui candidati avversari. «La mia richiesta non è dettata da ambizioni personali», si è accalorato «ma se mi sarà impedito di riproporre la lista vincente di cinque anni fa, c’è il pericolo concreto di perdere Verona. Da sola, la Lega rischia di non farcela».

Le argomentazioni di Tosi, per altro non nuove, non hanno tuttavia  convinto i bossiani, che tuttavia una concessione l’hanno fatta, acconsentendo a sottoporre nuovamente il caso al Consiglio federale di via Bellerio. Nel massimo organismo decisionale di via Bellerio a sostenere le ragioni dell’«amico» Tosi dovrebbe essere Roberto Maroni in persona, forte del vento favorevole alla sua corrente che spira dai congressi provinciali e dalla contemporanea crisi di popolarità che sembra investire i cerchisti e lo stesso Senatur. E tuttavia se quest’ultimo dovesse rimanere fermo nel niet alla Lista Tosi già pronunciato due settimane fa, come si comporterà l’ex ministro dell’Interno che solo poche ore fa, in quel di Belluno, ha ribadito che Umberto resta segretario, “ci mancherebbe altro”? Si schiererà con determinazione a favore di Tosi o preferirà una ritirata strategica per non rinunciare al proprio obiettivo, la conquista della Liga Veneta insieme alla Lega Lombarda?

Infatti sul tavolo dello scontro in atto non c’è solo Verona Nel leghismo veneto si consuma una sfida senza esclusione di colpi per la conquista della segreteria. Alla convocazione dei congressi provinciali di Treviso e Padova non è seguita quella del congresso regionale, che pure, per decisione federale dovrà svolgersi entro il 21 giugno. Perché? Fonti maroniane attribuiscono a Gobbo e alla sua maggioranza la volontà di «impedire un confronto diretto che lo vedrebbe perdente». Come lo abbiamo già anticipato in un precedente articolo: ricorrendo all’espediente del commissariamento (già attuato dai bossiani in Emilia e Liguria con la cerchista Rosy Mauro) che i trevigiani sarebbero intenzionati a concedere in cambio del compromesso sul ticket Caner (sindaco) e Gentilini (vice) alle prossime comunali.

Secondo alcuni si tratterebbe solo di fantasie, ma nel braccio di ferro in corso per il controllo della Liga, azionista di livello AAA della Lega Nord, non sono da escludere colpi bassi. Intanto l’insofferenza nel movimento è sempre più evidente e trova varie forme di espressione, a cominciare dal “manifesto” firmato da l’ex parlamentare, nonché ex sindaco di Oderzo,  Bepi Covre e dal sindaco di Montebelluna Marzio Favero che sollecitano al movimento padano un ripensamento radicale di strategia che «esplori un nuovo modello di federalismo dal basso». Diversamente i due autori intravvedono il rischio che la Lega si richiuda in una «riserva indiana» priva di futuro.

 

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2 Comments

  1. serenissimo says:

    Basta Tosi !!!! fantoccio della “nuova lega ” ci portano via le fiere più importanti e lui non dice niente !!!
    per non parlare delle grandi opere !!!
    la tram via che a Verona non serve a niente il traforo che fa più danno che altro e l’inceneritore una tecnologia ormai superata …
    Verona libera !!! Veneto libero !!!

    fora la lega fora tosi fora zaia
    ve ricordè de galan ?
    go dito tuto !!!

    W San Marco !!!!

    Venite numerosi alle pasque veronesi del 2 giugno alle ore 11e 30 un occasione per svenotolare ancora tutti insieme il gonfalone

  2. barassi says:

    Se a Verona si presentasse un candidato sostenuto da Elena Durigon….per Tosi sarebbedavvero la fine. E Lui lo sa e lo teme, come i suoi amici che stanno facendo di tutto per scongiurare l’evento….

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