Lista Falciani? A Treviso l’Agenzia delle Entrate potrà utilizzarla

di REDAZIONE

Le informazioni contenute nella cosiddetta ”Lista Falciani” sono utilizzabili ai fini dell’attività di accertamento fiscale. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso che, con due distinte sentenze, ha rigettato il ricorso presentato da alcuni contribuenti residenti nella Marca contro gli avvisi di accertamento emessi dalla Direzione Provinciale delle Entrate di Treviso, che contestavano la mancata dichiarazione di capitali e attivita’ finanziarie detenute all’estero per un totale, tra maggiori imposte, interessi e sanzioni, di 360mila euro circa in un caso e di quasi due milioni di euro nell’altro.

Precedenti sentenze avevano stabilito l’inutilizzabilità dei dati contenuti nella lista a causa del metodo di acquisizione non conforme alle norme. La lista infatti è stata consegnata alla magistratura francese dopo esser stata trafugata da un tecnico informatico della filiale di una banca con sede in Svizzera. In particolare l’acquisizione è avvenuta nell’ambito della collaborazione informativa internazionale prevista dalle direttive europee e dalla convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Francia.

La Commissione ha inoltre affermato che le categorie proprie del processo penale, secondo cui elementi probatori acquisiti in violazione dei divieti stabiliti dalla legge sono inutilizzabili dal punto di vista processuale, non possano essere pedissequamente trasposte nel giudizio tributario. Infatti, da un lato non vi è alcun diritto del contribuente italiano alla segretezza di un conto bancario estero non dichiarato, dall’altro l’acquisizione dei dati non sarebbe avvenuta in violazione di norme italiane, tantomeno ad opera dell’Amministrazione fiscale italiana.

 

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4 Comments

  1. Mauro Cella says:

    Beh, il trafugare dati dalle banche di Svizzera e Lichtenstein sembra essere divenuta una lucrosa attività per i dipendenti infedeli. Apparentemente i governi UE sono disposti non solo a sborsare bei quattrini, ma anche ad offrire protezione legale (di fatto asilo) a chi fornisce loro queste liste. Infatti in base alle leggi locali chi sottrae dati riservati da una banca o da una qualsivoglia istituzione finanziaria rischia forti ammende nonché un lungo soggiorno nelle patrie galere.

    Inoltre, in base a voci che circolano e vanno prese colle dovute cautele, pare che anche i servizi segreti, in particolare quelli tedeschi, abbiano da qualche tempo iniziato ad occuparsi di evasione fiscale, qualcosa che tradizionalmente non rientra tra i loro compiti. La disperazione dei paesi UE per raccimolare qualche soldo rende queste voci degne perlomeno di attenzione.

    Consiglio: altro che Svizzera… oro e banconote straniere (dollari australiani, yen etc) e nasconderli!

  2. oppio 49 says:

    è ora di fare come fanno i mafiosi… nome e cognome dei componenti delle commissioni tributarie, sacco in testa e legnate.. non c’è scampo bisogna abbandonare le maniere educate e passare alle vie di fatto

  3. Fracatz says:

    di questo passo dove andremo a finire?

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