Lira, casta e magistratura, ecco come fregare il Veneto

di MAURO GARGAGLIONE

Politica e parti sociali (sindacati e imprenditori parassiti), si sono mangiati la capacità produttiva e imprenditoriale dei cittadini italiani per mantenere in vita, a spese di questi, aziende ampiamente bocciate dal mercato che avrebbero dovuto fallire e licenziare migliaia di persone già tantissimi anni fa. Chi ci ha guadagnato e cosa? Politici: i voti. Industriali parassiti: quattrini. Sindacati: privilegi e potere. Lavoratori di quelle aziende: posto di lavoro intoccabile. Fino al punto di tracimazione, cioè finchè è terminata la capacità contributiva “reale” per cessata produzione di ricchezza delle aziende sane.

Allora politica e parti sociali ad essa contigue, per garantirsi qualche anno di sopravvivenza, hanno alzato la pressione fiscale in modo spropositato per chi non può difendersi e messo nel mirino l’evasione fiscale (la chiamano così per non chiamarla col nome vero, confisca sotto mentite spoglie del risparmio accumulato dai cittadini e del loro patrimonio).

Però questo disegno attuale, così come la fase precedente di ingessatura del mercato del lavoro, non può compiersi senza quella parte sociale assolutamente predominante su tutte le altre, ma poco menzionata quando si parla di patto scellerato. La magistratura. Un potere, non un ordine, che non è sottomesso a niente e a nessuno. Sulla carta sarebbe sottomesso alla legge, ma è in grado di modulare a piacimento le aggressioni di polizia su qualunque legislatore, o gruppo di legislatori, che provi minimamente ad attentare alla sua insindacabilità attraverso leggi non gradite.

Da una parte occorre un leader politico che deve avere forza e capacità di coagulare il consenso di un sufficiente numero di parlamentari per far passare una legge che regola il comportamento dei magistrati, dall’altra basta la firma di uno di essi per sguinzagliare gente armata e cominciare il lavoro di demolizione del malcapitato. Va da sé che se ci riferiamo al più denaroso rappresentante del capitalismo relazionale, Berlusconi, qualcosa si trova. Il fatto è che qualcosa da trovare c’è quasi sempre, ma la questione è da che parte si cerca.

Se politici e componenti della casta sono sotto schiaffo dei magistrati, virtualmente onnipotenti e irresponsabili, immaginatevi le persone per bene, quelli che non possono spendere milioni in avvocati o i semplici cittadini come gli amici veneti, che hanno osato opporsi al sistema invocando addirittura la separazione del loro territorio dal potere centrale.

Non vorrei apparire un uccello del malaugurio, ma potrebbe essere più facile una separazione dell’Italia dalla Unione Europea, che non del Veneto dall’Italia, per ricominciare a stampare montagne di coriandoli/lira e generare un’inflazione come si deve. Sistema ampiamente collaudato per innescare un gigantesco trasferimento di ricchezza dai cittadini comuni al potere politico/economico/finanziario.

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6 Comments

  1. Bepi says:

    Analisi lucida e obiettiva. Ma vi è da dire che oggi c’è un elemento importantissimo che sta cambiando le regole del gioco: Internet. Il popolo, il popolo bue, manovrabile dai politici con i loro strumenti tradizionali: la retorica e i media, ora ha pur esso uno strumento, di difesa e persino di offesa, del quale la casta deve tener conto e dovrà tenerne conto sempre di più con l’andar del tempo. Internet ha sovvertito tutto scavalcando gli intermediari che, gradualmente, sono destinati a scomparire. Internet permette di far acquisti direttamente dal produttore, di programmare un viaggio senza dover ricorrere all’agenzia, di conoscere i fatti del mondo leggendo tutte le testate giornalistiche, anche straniere e dialogando con amici ovunque. Gradualmente anche il sistema politico attuale risulterà inutile. Non vi sarà più bisogno che qualcuno ci rappresenti e porti avanti le nostre idee, perché lo potremo fare direttamente. La democrazia diretta prenderà il posto di quella rappresentativa. I grandi, complessi e dispendiosi apparati statali diventeranno un ricordo. Quanto tempo ci vorrà? Impossibile saperlo, ma sta di fatto che il tempo trascorre veloce oggigiorno.

  2. Carlo De Paoli says:

    Correttamente Gargaglione denuncia quella associazione a delinquere costituita da politici ed industriali arraffoni che hanno privilegiato, in tanti decenni, aziende che da sole non avrebbero potuto, e dovuto, rimanere sul mercato perché non rispondevano a requisiti di economicità e di qualità.
    Una su tutte la FIAT, proprietà del massone Agnelli ed ora dell’ebreo Elkan.
    Per decenni questa azienda ha succhiato risorse al popolo italiano con il ricatto che, sennò, si sarebbe dovuto chiudere lasciando a casa migliaia di lavoratori.
    Ha funzionato fino a quando un Primo Ministro di questo paese ha sentenziato che l’Azienda, da quel momento in poi, avrebbe dovuto fare affidamento sulle sue esclusive forze.
    Fino a quel momento quella società aveva sempre dichiarato bilanci in perdita o in pareggio sottraendosi al pagamento delle tasse.
    Si sarebbe dovuto immaginare una famiglia, quella degli Agnelli, in giro per Torino con il cappello in mano a chiedere l’elemosina per poter sopravvivere.
    Sappiamo tutti che non è stato così.
    Non so se alla morte dell’Avvocato i suoi dipendenti abbiano fatto una colletta per il funerale e la “cassa” del loro tanto amato benefattore.
    Quel che ha sorpreso me, invece, è stata causa che gli eredi si sono intentati a vicenda per l’eredità che giaceva nelle casseforti delle banche svizzere.
    Qualcuno direbbe: – “che z’azzecca?” -.
    Non risulta che il fisco italiano, tanto insistente con il cittadino normale, abbia preteso indagare sull’origine di quei soldi che, a ragione, non avrebbero dovuto esistere.
    Ora addirittura la FIAT ha acquistato un colosso dell’auto americano:
    e i soldi?
    Dopo aver contribuito a desertificare le risorse del paese Italia quell’Azienda ha trasferito la direzione finanziaria in Inghilterra.
    Tutto questo non si sarebbe potuto verificare senza la complicità di una classe politica corrotta e di un sindacato correo.
    Ieri Enzo Trentin denunciava, per coloro che ancora non lo sapevano, che il debito dell’INPS era una volta e mezza o due il debito pubblico italiano:
    “Ci sono persone come l’ex Ministro del bilancio Giancarlo Pagliarini che sono andate in giro, inascoltate, a denunciare che il debito pubblico non è quello di oltre duemila miliardi di Euro, poiché ad essi vanno aggiunti gli oltre 3.700 di debito dell’INPS. Un dato, peraltro, anche questo abbondantemente superato”.
    La gestione dell’INPS nel 1973 passò nelle mani della Triplice sindacale: sino a poco prima l’Ente, fondato da Mussolini, funzionava con il sistema della capitalizzazione: i soldi conferiti dai lavoratori venivano investiti, e, con i soli interessi si pagavano le pensioni, il Capitale rimaneva immobile a garantire il buon funzionamento del Sistema.
    In quell’anno venne approvata la legge Mosca che, aperta più volte negli anni seguenti, assegnò a dipendenti di partito e del sindacato fior di pensioni, sulle spalle dei lavoratori che avevano pagato, ad oltre 40.000 parassiti, sindacalisti e politici.
    Con la gestione della Triplice tutto si avviò a cambiare rapidamente: furono assunti nell’Ente 5000 sindacalisti con la funzione di stabilire in prima istanza a chi assegnare la pensione di invalidità.
    Si obbietterà: “ma l’assistenza non aspetta allo stato che percepisce, anche a questo scopo, fior di tasse?”, non è così, in Italia.
    Come ci fu l’assalto alle casse dell’INPS per la legge Mosca, analogamente, con la nuova dirigenza, si continuò lo scialo del “capitale” dell’INPS che nel 1968 muoveva circa il 50% degli investimenti in Italia.
    Un raffronto fatto una decina di anni fa comparava gli invalidi di Germania; 80 milioni di abitanti, e di Italia, allora di 56 milioni di abitanti; ebbene le cifre “parlavano” di un milione e mezzo di invalidi tedeschi contro sette milioni e mezzo di invalidi italiani.
    Ad assistere gli invalidi tedeschi era lo Stato il quale prelevava i sussidi che erogava dalla tassazione generale, mentre in Italia i soldi dei sussidi venivano erogati dall’INPS che si dovrebbe riguardare come di un’ Associazione privata di lavoratori che convengono di associarsi per capitalizzare parte del proprio guadagno per sovvenire alle necessità che insorgono durante la vecchiaia.
    Fregati da coloro i quali dichiarano di farne gli interessi.
    E nessuno paga.
    E nessuno finisce a Piazzale Loreto.

    …. USQUE TANDEM? ….

  3. Guglielmo Piombini says:

    Analisi impeccabile di Mauro Gargaglione!

  4. francesco says:

    Se il popolo non inizia a fare manifestazioni di piazza eclatanti tutti a ROMA sono solo parole al vento l’olocausto e’ in atto e tutti anno fiducia ancora in renzi e nel marcio della politica. Aspettatevi qualcosa di molto ma molto peggio ITALIOTI

  5. Fabio says:

    sono arrivato all’infausto convincimento che il declino durerà ancora a lungo perché le ricchezze da saccheggiare sono ancora molte.

    non diciamo spesso che la società è vecchia, che lavoriamo per campare i pensionati? beh, dovranno pur morire ‘sti vecchi e le tante proprietà mobili ed immobili sono lì per la casta.
    Tanto figli non se ne fanno più. Che ci fa un ragazzo con appartamento in città, casa in montagna dai nonni paterni, al mare dai nonni materni, in campagna dove il padre aveva fatto anche l’orto, a cui magari aggiungere un portafoglio di bot e cct.
    Queste ricchezze è quanto è saccheggiabile dalla casta.

    Puoi anche vendere di corsa gli immobili che non servono, ci sono un sacco d’immigrati che pensano di approfittare dei prezzi bassi investendo i soldi guadagnati in nero e che ora finalmente lo stato riuscirà a tassare.

    Meglio gli immigrati nuovi cittadini che i cittadini vecchi, ai nuovi lo Stato può sempre rispondere ‘cazzo vuoi? se non ti sta bene vattene’ come cerca di fare già oggi con chi è qui da generazioni.

    insomma tra il turismo (il petrolio italiano) e le ricchezze accumulate negli ultimi 50anni, di soldi da rubare la casta ne ha ancora molti, per questo la situazione non cambierà ancora per parecchio

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