L’intervista: Luca Polo, il 9 dicembre l’Icec diventa ONG. Pronta la dichiarazione di Bruxelles sull’autodeterminazione

icecdi STEFANIA PIAZZO -C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi di antico. C’è che un altro passo sta per compiersi in Europa nella direzione del riconoscimento dell’autodeterminazione dei popoli. Mentre l’argomento è sparito – così come l’indipendenza, il federalismo, le autonomie – dai programmi di riforma del Paese, torna invece ad essere la pietra angolare nella tana del lupo.

Il 9 dicembre prossimo, infatti, a Bruxelles accadrà qualcosa di speciale  e fondamentale per il diritto all’indipendenza. Ce lo racconta Luca Polo, portavoce Icec del Veneto.

Allora, Luca, cosa si muove accanto a Catalogna, Scozia…?

“L’International Commission of European Citizens”, che è il coordinamento internazionale dei popoli senza stato d’Europa, tra pochi giorni prenderà la forma giuridica definitiva di ONG con sede a Bruxelles. Questo è il risultato dell’evoluzione di una prima sostanziale cooperazione internazionale iniziata nel 2009 in Catalogna durante la fase dei referendum comunali per l’indipendenza”.
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Significa che siete riusciti a bypassare gli stati nazionali e a far riconoscere le istanze dei catalani, dei veneti, dei fiamminghi e così via, proprio da Bruxelles?

“L’obiettivo è questo e il risultato di essere riconosciuti come Ong è un evento straordinario! ICEC rappresenta un’alleanza civica coordinata a livello europeo per esprimere la volontà dei cittadini europei nella difesa dei principi fondamentali di libertà, giustizia, uguaglianza e pace in Europa ed in particolare a favore della esercizio del diritto all’autodeterminazione. La Commissione è composta da membri di organizzazioni sociali, partiti politici e reti accademiche, che aderiscono a titolo personale, anche se sono moltissime le organizzazioni che esprimono apertamente il loro sostegno. Stiamo insomma conquistando uno spazio importante”.

Vi eravate già fatti “notare” col voto catalano, il 9 novembre 2014. Cosa era accaduto?

“Giù in quella circostanza, ICEC aveva avuto l’importante riconoscimento ed incarico di selezionare e coordinare gli osservatori internazionali per il referendum autogestito sull’indipendenza della Catalogna. Ora però c’è un passo più su…”.

Il 9 è un numero che porta bene. Cosa succede il 9 dicembre prossimo?

“Il simposio di ICEC del 9 dicembre al Parlamento Europeo è un traguardo fondamentale di un percorso di quasi sette anni fermamente indirizzato verso l’obiettivo di stimolare le istituzioni continentali ad una assunzione di responsabilità verso il tema dell’applicazione del diritto di autodeterminazione. L’Europa, faro dell’umanità intera dei diritti umani universali, vive da troppo tempo lo stallo insostenibile dell’assoluto riconoscimento del diritto di autodeterminazione da un lato, e dell’incapacità di permetterne l’effettivo esercizio ai suoi cittadini dall’altro. Ecco perché ICEC ha deciso, ed è riuscita, a coinvolgere le istituzioni europee nella ricerca della soluzione a questo insostenibile stallo politico”.

Chi ci sarà a Bruxelles per il battesimo del fuoco?

“Al simposio parteciperanno europarlamentari, accademici, rappresentanti delle istituzioni degli stati e delle regioni, portavoce di movimenti sociali provenienti da tutta la UE. L’obiettivo finale del simposio internazionale è la sottoscrizione di una dichiarazione condivisa che rappresenti un passo in avanti dell’implementazione della applicazione del diritto di autodeterminazione in Europa, un documento che prenderà il nome di “Dichiarazione di Bruxelles”. Come dice lo scrittore basco Iñaki Bastarrika-Izaguirre nel racconto che ha scritto per celebrare questo evento “..sapevano solo che alla fine del viaggio qualcosa di buono sarebbe accaduto”!

Ma questo non è stato, o sbaglio, l’unico simposio…
“E’ vero, ce ne fu uno anche il  28 marzo 2014, quando ne organizzammo uno accademico di grande successo sul Diritto di Autodeterminazione. Persone importanti da Catalogna, Scozia e Fiandre (tra l’altro Matthias Storme) ci spiegarono che cosa sia esattamente questo diritto. Ci saranno i membri di ICEC cioè Catalogna, Scozia, Fiandre, Paesi Baschi, Veneto e Sud Tirolo (ultimamente si sta trattando per avere anche la Slesia). Mercoledì 9 dicembre 2015 continueremo questa importante ricerca accademica. Stiamo organizzando una volta di più un simposio, questa volta non su cosa sia esattamente l’autodeterminazione, ma piuttosto su COME IMPLEMENTEREMO ED ATTUEREMO TALE DIRITTO, nello specifico all’interno dell’Unione Europea. Diversi eurodeputati, studiosi e rappresentanti di movimenti di tutto il continente, come anticipato, si impegneranno a vicenda in un dibattito pubblico. Tra i molti siamo orgogliosi di dare conferma, ed un caldo benvenuto: professor Antoni Abat Ninet del Centro Studi Costituzionale ed Europeo Comparato (Università di Copenaghen), professor Sir David Alexander Edward, giudice scozzese e già giudice della Corte di Giustizia Europea (autore di un documento molto influente su come l’Unione Europea dovrebbe rispondere in caso di una vittoria del SI in un referendum sull’indipendenza).
Quindi nel frattempo tenete libera la vostra agenda per questa data.. noi vi terremo aggiornati sul programma!”.
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One Comment

  1. Giancarlo says:

    Sembra si sognare ,
    Invece è vero. !!!
    Finalmente l’Europa dei Popoli potrebbe…..finalmente nascere…. ma il diavolo ci metterà la coda ??
    Tutti siamo convinti che riconoscendo finalmente ai popoli conquistati con la forza la loro autodeterminazione, avremo un’Europa più reale e che riconosce i diritti dell’uomo non a parole ma con i fatti. Sarà un’Europa degna di rappresentare il massimo della civiltà Occidentale in favore di altre realtà mondiali che dovranno anch’esse evolvere più verso l’uomo ed in favore dell’uomo che per altre chimere che uccidono l’uomo e lo rendono schiavo.
    Adesso la speranza esiste ed è presente.
    WSM

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