L’integrazione, il feticcio della classe dirigente

parigi islamdi ALDO MOLTIFIORI – Oggi, più che mai dopo i fatti di Parigi dobbiamo intonarlo a voce alta con tutta la nostra passione di fratellanza. E ai genitori musulmani di quelle piccole coscienze offriamo così l’opportunità di misurare quanto sia grande il potere dell’amore, molto più grande di quello che la morte può esercitare.

CHE IL NATALE SIA

LASCIATE CHE IL SUO CALORE

FACCIA GERMOGLIARE IN QUELLE PICCOLE COSCIENZE

L’AMORE UNIVERSALE PER LA LIBERTA’

Si straparla tanto di “Integrazione”, uno dei feticci di questa classe dirigente (anche culturale) in piena regressione morale, sociale e politica che converrà rimettere qualche punto fermo su ciò che storicamente, giuridicamente, politicamente e moralmente deve intendersi.

INTEGRAZIONE:

Inserimento completo in un determinato contesto morale, culturale, sociale, e politico, subordinato all’accettazione del sistema morale-culturale, socio-politico, quindi economico, offerto a chi si deve integrare. Ciò sarà possibile solo quando si avrà, da parte dell’integrando, l’accoglienza totale nel proprio spirito, nel proprio animo delle norme fondanti di quel sistema.      

Integrazione va dunque intesa come il processo di accoglienza, assimilazione e di legittimazione di persone esterne (alieni) alla Comunità secondo i suoi Principi, i suoi Valori fondanti. Chi integra ha il dovere di rispettare la dichiarazione Universale dei diritti Umani di New York del 1948. Chi si integra ha il dovere di accettare completamente e senza riserve mentali o dissimulazione la storia, l’identità, i principi morali e i valori fondanti della Comunità che lo accoglie. Nel caso di Rozzano Lombardia tutto ciò significa per gli alieni che vogliano stabilirvisi: sul piano morale e sociale la piena e totale adesione e rispetto dei suoi cittadini originari, delle loro abitudini, del loro credo, della loro storia e della loro identità.

Sul piano giuridico significa: la Lingua Italiana, lo Statuto del Comune di Rozzano, lo Statuto della Regione Lombardia, la Costituzione Italiana, la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo di New York del 1948, La Convenzione di Helsinki del 1975, i trattati Maastricht del 1989. Al sindaco di Rozzano e ai dirigenti regionali si ricordano due norme del diritto internazionale e perciò sovraordinate a quello Statale o Locale: quella della attinenza locale per la quale nessuna legge o pratica può sopprimere o contrastare la prassi di comportamento invalso nella comunità locale chiamata anche legge comune. Quella della reciprocità che impone di verificare che richieste proveniente dall’integrando siano applicabile nel paese di origine.  Pertanto compito delle Istituzioni pubbliche e di quelle scolastiche è far sì che tutto ciò sia ben infuso nella mente e nell’animo degli alieni e che sia ben rispettato. In difetto di una tale integrazione l’alieno perderà il diritto alla residenza con conseguente espulsione dalla Comunità.

(3-segue)

 

 

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One Comment

  1. Giancarlo says:

    Credo che la parola giusta possa essere : CONVIVENZA !
    Infatti pretendere che ogni straniero che venga in Europa debba integrarsi è una pretesa troppo infarcita di troppi ma, se, etc…etc..
    Se guardiamo ai Veneti sparsi nel mondo, specie il gran numero che c’è in Brasile non hanno mai smesso di sentirsi VENETI e di parlare Veneto e di mantenere le proprie tradizioni. costumi e cultura.
    Rispettano le Leggi Brasiliane, questo sì, ma poi restano Veneti e non diventeranno mai e poi mai Brasiliani perché integrarsi vorrebbe dire annullare gran parte di chi siamo e sforzarsi di diventare altri….
    Nel caso dei musulmani essi possono convivere con noi e noi con loro, ma nulla di più.
    Non capire questo vuol dire essere distorti mentalmente per non dire in malafede.
    Pretendere da loro di essere o farsi integrare è un’emerita boiata pazzesca !!!
    WSM

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