Perché solo in Italia abbiamo stipendi da fame? Perché siamo uno Stato di ladri incapaci

salario minimo
di ANGELO VALENTINO – Dovremmo rileggere  quanto sta scritto nel rapporto sulla situazione del Paese appena pubblicato dal Censis. E non solo perché si parla di una Italia incattivita, di sovranismo psichico, come ben evidenziava anche linkiesta.it. ma perché la domanda che sfugge alla politica è come mai guadagniamo stipendi da fame. E perché nessuno, tra i partiti, si indigni. Il dato? “Dal 2000 al 2017 i salari italiani sono aumentati di soli 400 euro all’anno, contro i 5000 euro di aumento medio della Germania e i 6000 euro circa di aumento medio della Francia”. Vuol dire che gli altri sono cresciuti dieci volte più di noi e noi dieci volte di meno.

Il dato che viene fatto emergere è che “siamo uno dei pochi Paesi europei, 6 su 28, a non avere un salario minimo legale.

E i sindacati? E i ministri del lavoro cosa negoziano, concertano? La globalizzazione c’è per tutti, eppure gli altri corrono e noi invece restiamo schiacciati dalle tasse, dallo Stato dei corrotti, dei burocrati, dallo Stato, in altre parole, di una massa abnorme di incapaci. Di ladri incapaci. Secondo l’Ocse, ricordava linkiesta,  che tra il 2010 e il 2016 il Pil per ora lavorata è aumentato solo dello 0,14% medio annuo, ancora una volta dieci volte meno di Francia e Germania. Peggio ha fatto solo la Grecia. “E forse qualche ragione ce l’aveva, Sergio Marchionne, nel dire che la grande sfida italiana avrebbe dovuto essere quella di portare la competitività e produttività italiana al pari di quella di Francia e Germania, con l’impegno ad elevare i salari ai livelli di quei Paesi. Parole lontanissime, oggi, in epoca di decreti dignità, redditi di cittadinanza e ritorni alla Lira.(…)”. La questione salariale è e resta un punto centrale per un governo che vuole dirsi del cambiamento. Ma ci si arriva col reddito di cittadinanza e litigando con l’Europa, sapendo di quanto può crescere, o meglio, arretrare il Pil? Essere dieci volte più nani vuol dire sparire.

 

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4 Comments

  1. FIL DE FER says:

    Sino a che una metà del paese deve sostenere l’altra metà non risolveremo alcunché.
    Troppi partiti inefficienti, mancanza di leader capaci di diventare degli statisti. troppe differenze tra pubblico e privato, troppi distinguo, troppi troppo !!!!!
    …………..
    WSM

  2. giancarlo says:

    E che dire delle tasse sulle pensioni ?
    Le pensioni in italia sono considerate a torto un reddito………..anziché una rendita da accumulo.
    Nessuno si lamenta anziché fare proteste di piazza. I sindacati vogliono solo soldi per l’iscrizione dei pensionati ( poveri sciocchi !) e non fanno assolutamente nulla per loro.
    Un pensionato con ca. 2.500 euro lorde in italia paga oltre 6.000 euro di tasse con tanto di trattenuta alla fonte. In Germania….udite, udite paga solo 100 euro l’anno.
    Anche negli altri paesi europei le tasse sulle pensioni sono irrisorie rispetto a quelle applicate in italia.
    Dunque i conti non tornano e per mantenere l’elefantiaco stato italiaco, paghe basse e pensioni super tassate. Di questo passo dove volete che andiamo ..??:::::::
    Staremo a vedere se questo governo riuscirà a raddrizzare la barca, ma visto con chi abbiamo a che fare in europa ne dubito. 5 anni di legislatura possono essere sufficienti ma anche insufficienti e qui il tempo a disposizione è sempre più breve per evitare il DAFULT ITALICO che nessuno vuole ma che tutti stanno perseguendo “inconsapevolmente”……………….
    Senza, come dice Alessandro, una drastica riduzione delle tasse, un aumentato mercato interno che veda aumentate anche le assunzioni con riduzione del cuneo fiscale non si va da nessuna parte.
    Lo stato italiano è troppo pesante da mantenere e bisogna decentrare e rendere responsabili le regioni sperando nel frattempo che succeda ciò che è auspicabile. Una europa diversa, federale e con poche competenze. Regioni europee omogenee senza altri agglomerati come macroregioni di diversa estrazione e che si autodeterminino e si autogestiscano potranno portare ad un successo di una europa federale. WSM

  3. Alessandro Guaschino says:

    Occorre ricordare che fino all’introduzione dell’Euro chi guadagnava 2 milioni al mese viveva bene, successivamente con 1000 euro fa la fame. A cosa è dovuto il fenomeno? Al repentino aumento di prezzi (che praticamente sono raddoppiati) e tasse senza un corrispondente aumento dei salari con il conseguente rallentamento ed infine crollo della domanda interna.
    Il problema è che è difficile uscire dalla situazione: supponiamo che venga istituito un salario minimo legale di € 1.200 (che non è sufficiente a ripristinare il potere di acquisto ai livelli del 2002). Ebbene le aziende si troverebbero in grandi difficoltà a pagare tali stipendi. Solo un aumento della domanda interna e una corrispondente diminuzione del prelievo fiscale e contributivo potrebbe pareggiare la situazione. Ma questo vorrebbe dire mettere dazi sui beni importati, riportare la produzione delle aziende scappate all’estero in Italia, fare una drastica cura dimagrante allo Stato. Non succederà, le aziende chiuderanno, i giovani emigreranno, le aziende rimaste dovranno abbassare drasticamente i prezzi e quindi il potere d’acquisto tornerà “normale”, lo Stato tra salari bassi, profitti bassi e chiusure vedrà calare il gettito e dovrà fare una cura dimagrante. Il risultato non cambia, cambiano solo i modi di gestire il fenomeno, il secondo è il ben noto italico metodo del “ci penserà San Gennaro”….

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