Lingua veneta, ecco i corsi

di VIVEREVENETO

Dopo il successo dei corsi di lingua Veneta per Venetofoni tenutesi nella scorsa primavera la Academia dela Bona Creansa propone una nuova serie di Corsi in varie località del Veneto.

L’entusiasmo e il grado di soddisfazione dei partecipanti alla prima serie di corsi è la migliore garanzia per chi fosse interessato ad aderire a questa iniziativa.

  • La lingua Veneta è utile per apprendere meglio le altre lingue straniere.
  • Padroneggiare il veneto permette di evitare errori nella scrittura anche dell’italiano, lingua notoriamente più giovane del Veneto stesso.
  • Insegnare il veneto ai figli aiuta a sviluppare la loro propensione all’apprendimento di altre lingue oltre che aumentare le capacità logiche del bambino.

Academia Bona CreansaQuesti ed altri argomenti verranno affrontati durante il corso, a margine e a integrazione di una simpatica analisi delle principali regole grammaticali della nostra lingua Veneta.

Novità interessante di questa serie di corsi è la possibilità, per i partecipanti ai corsi di livello A della scorsa primavera, di approfondire le loro conoscenze partecipando ad un corso di livello B, che si terrà ad Montecchio Maggiore.

Vediamo quindi il calendario dei corsi

Corso di Veneto – Livello A

Oppeano (VR)

presso Auditorium Comunale “Don Remo Castegnini”, in Via Roma
ogni mercoledì sera, ore 20.30

serata pubblica di presentazione: mercoledì 9 settembre
lezioni: mercoledì 16, 23, 30 settembre e 7, 14 ottobre
cerimonia pubblica di consegna attestati: mercoledì 21 ottobre

[infocorso: Gabriele (349-6636820)]

Trissino (VI)

presso Biblioteca Comunale (Primo Piano), via A. Manzoni, 10 (vicino Palasport)
ogni martedì sera, ore 20.45

serata pubblica di presentazione: martedì 15 settembre
lezioni: martedì 22, 29 settembre e 6, 13, 20 ottobre
cerimonia pubblica di consegna attestati: martedì 27 ottobre

[infocorso: Gamba (348-7805377)]

Montebelluna (TV)

presso Sede Anteas, via Matteotti 25
ogni lunedì sera, ore 20.45 (posti molto limitati!)

serata pubblica di presentazione: lunedì 26 ottobre
lezioni: lunedì 9, 16, 23, 30 novembre, 7 dicembre
cerimonia pubblica di consegna attestati: lunedì 14 dicembre

[infocorso: Infoline Anteas (numero verde 800-379340), info@anteas.tv.it]

Corso di Veneto – Livello B

Montecchio Maggiore (VI) 

presso Sala Civica Alte Ceccato, via Pietro Ceccato, 7 (ex via dell’Industria)
ogni lunedì sera, ore 20.45

lezioni: lunedì 14, 21, 28 settembre e 5, 12 ottobre
cerimonia pubblica di consegna attestati: lunedì 19 ottobre

[infocorso: Alessandro A. (338-8667958), Romina (333-6480450)]

N.B. : può accedere al Corso di Livello B solamente chi è già stato diplomato ad un Corso di Livello A

Infocorsi generale: corso@academiabonacreansa.eu Alessandro M. (333-6287484)

 

http://vivereveneto.com/2015/08/27/nuovi-attesissimi-corsi-di-lingua-veneta/

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7 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Io sarei per recuperare e sistemare le vecchie dimore dei contadini lasciate acadere pietra dopo pietra; sasso dopo sasso… il perche’ e’ che fanno parte della cultura veneta e non solo visto che prima dell’evento della rivoluzione industriale tutti vivevano coltivando la terra. Ovvio c’era l’indotto per cui gli artigiani e i commercianti.
    Non riesco poi a capire perche’ contadino e’ sinonimo di ignorante e rozzo: in miniera unti e bisonti cosa sono..? E nelle officine..?
    Eppure il lavoro di quelli la’, dei contadini e affini, era prezioso di piu’ di quello dei gladiatori romani e che oggi cercano di salvare i loro spogliatoi con tante palanche che versano in maggioranza i soliti… ma loro, gli spogliatoi, “dicono” che non vogliono vivere cosi’ come li fanno vivere e cadono a pezzi di giorno in giorno.
    Strano modo di ringraziare la massa contadina che sfamava con i loro raccolti le popolazioni di ogni ordine sociale.
    Vien da fare come l’ISIS: distruggere tutto come fece, tra l’altro, Sansone.
    La sottocultura trikolorita ci ha “educato” a seguire l’ideologie e non i valori.
    Oggi subiamo le conseguenze di quella presunta educazione. Ecc. ecc. ecc..
    Auguri…

  2. Riccardo Pozzi says:

    Ma si, si…sia il veneto che il napoletano sono considerate lingue dagli esperti ma non è questo il punto…
    Ma, santiddio, perché non ci limitiamo a pretendere rispetto economico prima di accampare diritti etnico-linguistici?
    Non sarebbe più dignitoso che tutti gli autonomisti appoggiassero, ad esempio, la storica battaglia di Giorgio Fidenato per l’abolizione del sostituto d’imposta? Quella si che farebbe male a Roma, non queste folcloristiche velleità culturali.
    A me non da fastidio sentire parlare con accento meridionale e mi piace molto il sud, quello che non mi piace è trasferire 100MLD l’anno di residui fiscali attivi chiamandoli solidarietà.
    Se la buttiamo sull’etnico saremo sempre carne da macello per lo stato centrale.
    Ovviamente secondo me.

    • luigi bandiera says:

      La prima azione dei colonizzatori e o conquistatori e’ imporre la loro lingua e cultura.
      Ka kax spetemo pa tornar veneti anca sul pacioear..?
      Cusi’ si se deventa indipendenti…

  3. Maloenton says:

    Il Veneto non esiste come entita’ culturale unica…ogni provincia della regione italiana del Veneto ha il suo linguaggio…un veronese e un veneziano non hanno la stessa “lingua” . Si tratta di dialetto.

    • Stefania says:

      Se lo dice lei…

    • luigi bandiera says:

      Se ghe dixe a serti: ndea’ porigrami.
      No xe un modo talian de ofendar, ma na veneta constatasion.
      Podopo zonto ke mi go vinto kontro i potenti, pero’ go perso contro l’ignoransa.

    • caterina says:

      forse dovrebbe ricordarsi che l’inventore dell’Accademia della Crusca, considerata ancor oggi la custode della lingua “italiana”, è Bembo che è veneziano… la questione di armonizzazione delle lingue usate si pose già nel cinquecento, sempre pensando a quelle “scritte”…perché a definire lingua, non è già quella parlata che si differenzia se non altro per sfumature e inflessioni da paese a paese, ma quella usata dagli scrittori e soprattutto quelle usate nei documenti pubblici e privati e nelle deliberazioni e proclami dei governi…e non c’è dubbio che la Serenissima usasse il Veneto… ci sono iscrizioni che si leggono dappertutto in giro per Venezia incise su pietra, e in dipinti che pregiano palazzi pubblici in giro per il Veneto…
      se mi par esempio scrive in veneto, lu se l’e veneto el me capisse…e l’e ciaro che no ho la pretesa che me capisse un napoetan…
      L’accademia suddetta nacque, e siamo nel ‘500, nel tentativo che i letterati di allora sentivano per armonizzare le varie lingue… e siccome il testo più noto e diffuso già allora era la Divina Comedia, già difficile allora da capire, rischiò il venesian de esser ciapà par modeo… la questione è stata posta e col tempo tutti gli scrittori, e la nascita della stampa fu la prima responsabile e benemerita, cercarono di fare in modo di esser compresi da un pubblico sempre più largo e così si formò quelloche è l’idioma della penisola…
      Resta dovere di ogni popolo poi coltivare e conservare la propria lingua, perché è un elemento fondamentale della propria identità e racchiude nelle sue espressioni un patrimonio immenso che è un peccato se sparisse.

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