L’inganno di Monti: solo un contenitore di voti per essere ago della bilancia

di FABRIZIO DAL COL

Detta condizioni, si sottrae ad accordi con la lista di Giannino, apre ad un Pd senza Vendola e, mentre lavora per conseguire un risultato politico che gli permetta di recitare il ruolo di ago della bilancia nel prossimo governo, la sua lista si squaglia e si divide sul voto disgiunto in Lombardia. Il professore, appresa la notizia della diaspora sul sopra citato voto disgiunto per le elezioni lombarde, ha subito bollato tale decisione come un suicidio politico. Quella dei suoi fedelissimi è stata una mossa che ha  spiazzato il premier uscente e, dopo che alcuni suoi “affidabili” hanno preso una posizione politica diversa dalla sua, è costretto ora a spiegare cosa sia veramente accaduto. Se la decisione sul voto disgiunto lombardo ha costretto il premier Monti a prendere una posizione di netta contrarietà, è solo perché avrebbe potuto far saltare l’accordo su quel furbesco “giochino” messo in pratica con il Pd e  finora tenuto abilmente nascosto. In sostanza, chi si è candidato alle elezioni regionali lombarde nella lista del premier, ha più possibilità di essere eletto con la vittoria di Ambrosoli piuttosto che con quella di Albertini, mentre invece chi è candidato nella lista Monti alle politiche vede il voto disgiunto da un lato  come una conseguenza negativa per l’aggiudicazione di un maggior numero di senatori  e dall’altro, un vantaggio per il Pd di conquistarsi, oltre la regione, anche quel rafforzamento di seggi al Senato necessario ad ottenere una maggioranza che oggi invece appare in bilico.

Detto  questo, e alla luce della spaccatura interna dei montiani, appare invece piuttosto evidente quale sia ora il vero ruolo della lista Società civile, ovvero il ruolo  di un vero e proprio  “contenitore di voti”, necessario  ad essere utilizzato sia nel caso le elezioni politiche le dovesse vincere il centrosinistra, sia nel caso le vincesse il centrodestra. In sostanza, si tratta di un contenitore di voti strettamente necessario a conseguire il risultato di ago della bilancia nelle elezioni politiche soprattutto al Senato, ruolo volto ad impedire la vittoria alle due maggiori coalizioni, come anche a ottenere in cambio la candidatura a premier  o in alternativa quella del Quirinale. Dopo un avvio di campagna elettorale apatica, il professor Monti ha infatti alzato i toni dello scontro sia con il centrodestra che con il centrosinistra e, complice la consulenza dei guru americani, imponendo le sue condizioni al Pd per un accordo dopo il voto, ha iniziato ad utilizzare un linguaggio duro contro tutto il centrosinistra, e così  ha fatto inalberare lo “smacchiatore di giaguari” Bersani. Monti sa di avere dalla sua parte tutta l’Europa e sa anche che difficilmente Berlusconi potrà vincere le elezioni. Di contro, Bersani è consapevole che con l’appoggio dei progressisti europei e con Monti premier avrebbe la forza necessaria per influenzare l’Europa.

Ecco che quel furbesco “giochino” già sottoscritto con il Pd diventa da un lato necessario a ridimensionare le pretese di un Vendola sempre più nervoso e dall’altro a garantire quella maggioranza al Senato senza la quale nessuno potrebbe poi governare.  Insomma, Monti ha iniziato a giocare le sue carte subito dopo lo scandalo MPS, mentre Bersani, a causa delle inchieste giudiziarie, con l’intera coalizione in discesa di consenso, rischia di non avere più scelte da compiere. In pratica, è come se Monti avesse puntato una pistola alla tempia di Bersani e gli avesse detto:  preferisci la maggioranza al Senato e il governo del Paese oppure preferisci tenerti Vendola ?

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Spero abbia a vincere Berlusconi. Lo voterò tappandomi il naso e nella certezza che se dovesse vincere Bersani sul Mps stenderebbero una riga di bianchetto.
    Moralità per moralità, preferisco quella di Berlusconi e, facendo fede all’indirizzo politico elettorale, trovo ancora di preferire quello che lui dice.
    Monti non fa testo, è un nuovo che sa di naftalina, con Fini e Casini che non si sono mai confrontati nel lavoro ed hanno mangiato pane e brioches di politica sin da ragazzini.

  2. Borderline Keroro says:

    Monti, personaggio più dannoso che inutile, attua lo stesso sistema che ha tenuto in piedi per anni un altro personaggio più dannoso che inutile: Casini.

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