Lindipendenzanuova, record di servizi ad agosto. Grazie per i contributi ma gli autonomisti guerrieri sono troppo pochi

Schermata 2019-05-05 alle 20.37.30 di Stefania Piazzo – Non poteva esserci un mese migliore di quello appena trascorso per il giornalismo. Il tonfo della Lega ha regalato ai media pagine di analisi e dibattiti sul nuovo inedito scenario politico che ha innescato come una mina l’errore del segretario del Carroccio.

Il nostro quotidiano, pur con mezzi artigianali e senza particolari risorse, ha aggiornato tutti i giorni ferragostani con costante sequenza dei fatti. Non abbiamo agenzie, la fatica di raccogliere elementi e di buttar giù anche qualche idea è più complesso, ed è qualcosa di cui andiamo anche per questo un po’ orgogliosi. Siamo riusciti a offrire più di 150 servizi tra cronaca politica, editoriali, cultura locale, fatti del giorno, aggiornamenti in tempo reale sulla crisi di governo. Ringrazio qui l’editore, Roberto Bernardelli, che non ha mai fatto mancare spunti e commenti e tutto il suo sostegno materiale e morale. Lo stesso può dire la redazione per gli amici Corrado Callegari e Davide Boni, oltre che Monica Rizzi. Ringraziamo per i loro contributi Marcello Ricci, Mario di Maio, Cassandra, Valter Roverato, Ettore Beggiato, Massimiliano Priore, Giancarlo Rodegher, Angelo Valentino.

Certo, sarebbe stato interessante allargare il dibattito anche con altri amici, ma il fronte autonomista e indipendentista forse era a secco di idee? Nelle tantissime chat “politiche” in cui sono ospite, ho perlopiù registrato battute, fumetti, barzellette, ma scarsa analisi politica da parte di chi dovrebbe avere già il colpo in canna. Si è fermi al prepolitico, anzi, neppure a quello.

Cari autonomisti, cari indipendentisti, cari federalisti da whatsapp, se non è questa l’occasione per rialzare la bandiera del Nord, quale altro treno pensate di veder passare?

Ai partiti, ai movimenti che hanno parole d’ordine chiare, suggerisco di aprire una stagione obbligatoria di scuole politiche di formazione per i militanti. Alzare il tiro è anche alzare il livello. In alto i cuori.

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One Comment

  1. Giorgio says:

    finalmente è una delle pochissimo volte che sento parlare di scuola politica, era ora che qualcuno la citasse questa benedetta scuola di politica , della nostra politica intelligente, della nostra politica che potrà salvarci dalla inconcludenza della politica italiana. Finalmente ci si stà accorgendo ora .che il popolo è ignorante ed ha bisogno di essere istruito a dovere ,ed accompagnato dai nostri insegnamenti ,che sono la vera soluzione a tutti questi governicchi che non durano e che non possono resistere alla loro stessa composizione fallimentare e suicida. Abbiamo anche la fortuna di avere a portata di mano, docenti ed eccellenti divulgatori preparati, del calibro del l’illustrissimo Bracalini, e pure del il prof. Bianchini e di tutti gli altri noti ed anche citati in questo vostro articolo. Ebbene cosa aspettiamo a preparare da subito dei corsi di preparazione per chi ha piacere conoscere la politica vera e seria. Vedrete come la gente parteciperà numerosa. Vorrei inoltre aggiungere, passando ad un’altro tema, molto sentito dagli attivisti dei gazebo, occorre più partecipazione alle piazze, se si vuole veramente avere risultati soddisfacenti, per cui come si è fatto in passato da chi ha raccolto ottimi risultati, occorre organizzare i gruppi delle varie province e farli confluire tutti insieme nel luogo dove si desidera manifestare. Meglio se nei giorni di mercato o manifestazioni varie. Abbiamo nelle nostre fila persone rispettabili e bravi oratori, non abbiamo però ancora un buon organizzatore, un bravo manager organizzativo, in grado di pianificare il lancio di questo movimento, che potrà davvero essere l’unica soluzione per riempire il vuoto politico creato in tutti questi anni.

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