L’indipendenza è una cosa, l’autonomia un’altra. Veneto libero

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ogni iniziativa volta a spostare la gestione del potere dal cosiddetto “centro” alla cosiddetta “periferia” dello Stato non può che essere benvenuta. La proposta di Legge presentata da Tesserin e Toniolo in Consiglio Regionale, tuttavia, ha un sapore diverso: è il tentativo di stoppare il dibattito sul progetto di legge per il Referendum sull’Indipendenza del Veneto. Tentativo che ha la conseguenza di ridurre una questione generale di libertà, sul piano della rivendicazione esclusivamente economica. I sostenitori del Referendum non chiedono una maggiore autonomia fiscale e più soldi per il territorio. Quello che chiedono è che venga riconosciuto, dalle istituzioni di uno Stato nato male e cresciuto peggio, il diritto di una comunità, determinata dalla sua storia e dalla sua identità, di esprimersi sul suo destino. La battaglia per il Referendum non è una battaglia fiscale, ma di libertà.

Le nostre aziende, i nostri operai, le nostre famiglie non campano di filosofia, quindi ben vengano i tentativi di arginare la rapina fiscale e di tutelare la nostra economia, a patto che questi non abbiano secondi fini. Chiedere, con Tesserin e Toniolo, che l’80% delle nostre tasse resti qui è buon senso, non populismo, come accusano i rappresentati dell’unica sinistra europea che guarda al centralismo e non alla tutela delle autonomie locali, come quella veneta. Populismo è battere sulle corde dell’invidia sociale, scatenare campagne persecutorie contro un’evasione che in Veneto è di sussistenza e comunque residuale rispetto a quella registrata in altre parti della penisola.

Sacrificare un’opzione di libertà in cambio di qualche spicciolo, tuttavia, è anche peggio. Il federalismo fiscale, per il quale la Lega Nord si è battuta, ancora purtroppo con risultati insufficienti, non esclude l’appoggio del nostro partito alle battaglie per l’Indipendenza e per ciò che ne rappresenta la precondizione: il riconoscimento da parte delle istituzioni italiane del diritto all’autodeterminazione, cioè della possibilità di una comunità di esprimersi sul proprio destino. La proposta di Tesserin e Toniolo è invece esclusiva: mira a “comprare” il consenso di una comunità spossata dalla crisi, con la promessa di maggiore autonomia, ma contemporaneamente esclude che la stessa comunità possa decidere di volere altro, di desiderare di più. Per questo noi non la appoggeremo. L’autonomia non è né un obiettivo, né una merce di scambio. L’autonomia è solo una tappa verso un percorso che ha come meta la libertà. Una libertà assoluta che può essere messa in vendita solo al mercato degli schiavi.

di Massimo Bitonci

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10 Comments

  1. LUIGI says:

    Di Autonomia si è straparlato (vedi la storia di Giorgio Panto e di PNE, ora UNE, presente in consiglio Regionale Veneto con Foggiato M. e Beggiato E.).
    Ora si è passato ad Indipendenza Veneta con Morossin A. provenendo da Veneto Stato (basandosi su una intepretazione errata di Alessio).
    E tutti coloro che si agitano nel mondo variegato del Venetismo, Autonomismo, Indipendentismo sono figli della Lega Nord e, i più anziani, come il sottoscritto, addirittura figli e creatori della Liga Veneta (vedi Rocchetta, Beggiato, altri 10/12 persone – Selmo, Contin, Faccia, ecc).
    La via giusta e il TEMA vero è la SOVRANITA’ del Popoli che si raggiunge usando lo strumento della AUTODETERMINAZIONE e del Censimento del popolo stesso (come da indicazioni dell’ONU e del UNESCO).
    Esempi da seguire ce ne sono a sufficienza: basta informarsi ed informare.
    Questo Giornale, potenzialmente, può essere uno dei strumenti per divulgare queste conoscenze, ma mi sembra che ci sia un po’ di miopia, o sordita’. …

  2. Stefano says:

    Prima il Veneto.

  3. Nane says:

    “Il federalismo fiscale, per il quale la Lega Nord si è battuta, ancora purtroppo con risultati insufficienti, non esclude l’appoggio del nostro partito alle battaglie per l’Indipendenza” … come? proponendo con la macroregione lo scioglimento dei consigli regionali di Piemonte e Veneto e quindi negando a due popoli il diritto ad avere proprie istituzioni rappresentative? Ma la macroregione era nel programma elettorale di Cota e di Zaia o soltanto in quello di Maroni? con quale diritto i tre signori hanno stabilito a Sirmione che uno dovesse essere il capoccia e gli altri due i figli della serva? e infine perche il federalismo è stato abbandonato non appena gli amici della lega lombarda hanno ottenuto ciò che sognavano da vent’anni, ossia la poltrona della loro regione, non un attimo prima e non un attimo dopo?
    La padania ai leghisti. Il Veneto ai Veneti.

    • Aquele Abraço says:

      Bitonci, lascia perdere il federalismo e l’autonomia, sono vicoli ciechi, invece facciamo al più presto il referendum per l’autodeterminazione del Veneto (che poi potrà eventualmente confederarsi con chi gli pare) perché con i tempi che corrono è più facile che le regioni le abolisca per prima il centralismo romano con la scusa del diffuso peculato dei politici regionali, come tentativo estremo per impedire che poi, sull’esempio del veneto, ognuna se ne vada per conto suo.

  4. lory says:

    abbiamo bisogno di indipendenza, il resto sono solo palle.

  5. Francesco says:

    La domanda è: Serve l’indipendenza per essere liberi? Se ti rendi indipendente da Roma ma finisci sotto un’altra tirannia a cosa è servito? La risposta è la libertà, serve diffondere il messaggio di libertà, di autosufficienza e di antistatalismo che in questo paese di merda sono praticamente sconosciuti a tutte le latitudini.

  6. “Sacrificare un’opzione di libertà in cambio di qualche spicciolo”
    si chiama estorsione di stato.

  7. Giuseppe says:

    Vogliamo dire con chiarezza, una buona volta, di cosa si sta parlando, ovvero quali sono i termini reali della questione, precisi e definiti, comprensibili a tutti, e non sproloquiare con intento polemico intorno a un qualcosa che appare estremamente burocratico e per iniziati e cadreghinisti? Vogliamo essere una volta tanto rappresentanti dei nostri popoli e non rappresentanti del nuovo attack per poltrone?
    Bitonci!, abbi l’umiltà di riscrivere il pezzo, magari facendotelo rivedere, perché tutti i padani, ma proprio tutti, possano capirci qualcosa di concreto… Se no, va’ ad attaccarti alle poltrone!

    • Paolo Ceriani says:

      Dal mio punto di vista, quanto scritto da Bitonci è chiarissimo, e totalmente condivisibile.
      Se per qualcuno non fosse chiaro, suggerisco una preliminare disintossicazione dallo spirito polemico ” ad ogni costo” che pervade spesso chi scrive su queste pagine.
      Reputo ancora più assurdo che tutte le polemiche, o quasi, siano indirizzate in modo preliminare contro la Lega nord, indipendentemente da ciò che i suoi rappresentanti dicono o fanno.

      • El Doge says:

        E proprio questo il Punto, Ceriani….non si è ancora capito bene da queste pagine che leggo da un pò di Tempo, chi è il nemico da sconfiggere.
        Se lo stato Parassita romanocentrico..(i-taglia)…ho se il problema primario e far fuori la Lega Nord, per assicurarsi un elettorato che farebbe gola a questi “sedicenti” separatisti che fanno a gara a chi e più puro e separatista dell’altro…una Follia tutta Nordista, che mi porta a pensare che il vecchio proverbio romanoitagliota…dividi ed impera…funziona ancora perfettamente in queste Terre Invase e sfruttate.
        Bitonci che io conosco da molto tempo di persona. Ha descritto perfettamente, una questione Fondamentale per il Nord…ma qualquno ha una soluzione “migliore”…Avanti Agire!!!…W el Veneto W S.Marco.

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