L’Indipendenza è la nostra meta

di GIULIO ARRIGHINI*

Il primo atto di un movimento che vuole fare sintesi del patrimonio indipendentista e che ha deciso di chiamarsi Indipendenza Lombardia, non poteva che essere quello di portare in dote al Comitato di Color44 le firme per il referendum con il quale chiederemo l’autodeterminazione della nostra terra. Questo è ciò che abbiamo fatto ieri, a Brescia.

Questo non è più il tempo di divisioni, la democrazia è finita da tempo, da quando hanno estromesso la nostra sovranità, ma la lotta per la libertà non è da tutti. Per conquistarla possono servire anche atti di forza e di coraggio, anche a partire dal come ci si chiama, dal come ci si riconosce. Come indipendentisti, che hanno una meta vera e sola, l’indipendenza. E’ un percorso che altri fratelli in Europa stanno percorrendo. E questa è la ragione per cui Unione Padana, senza cambiare le proprie ragioni sociali, ha voluto modificare simbolo e nome. Indipendenza! Indipendenza Lombardia. Già sono sorte polemiche e accuse di plagio. Così non è né sarà. Rispettiamo i nostri fratelli indipendentisti, anzi, l’obiettivo è lo stesso. Quando si fa politica occorre mettere in conto che la dialettica a volte si fa muscolosa, ma non va distolta la mente dall’obiettivo: non distruggere ma costruire una grande casa comune sui valori in cui crediamo. Indipendentisti vestiti di rosso, di giallo, di blu, ma indipendentisti.

Noi partiamo dal principio che questa grande casa comune ancora non c’è, ma esistono amministratori locali, sindaci, che hanno aderito ad esempio alla raccolta firme del Comitato di Color44, firme che abbiamo anche noi raccolto e trasmesso, per le mani del nostro candidato Fabio Toffa, indipendente alle Comunali nelle liste del Carroccio, al prof. Carlo Lottieri, che rappresenta il Comitato. Ebbene, il fatto che decine e decine di amministratori abbiano voluto sottoscrivere il progetto di autodeterminazione, deve far pensare che l’aggregazione di forze è un patrimonio. Ci dicono anche molto di più: che siamo di fronte alla disgregazione dei partiti, anche di quelli che avevano fatto di questa bandiera un grande vanto di aggregazione del consenso. Oggi, non più. E lo dicono i risultati elettorali lombardi, veneti, piemontesi…. in tutto il Nord. Essere il “peduncolo” di qualcosa non porta a disgregare il sistema. Non è questa l’inclusione in cui credere.

Ma la storia recente ci dice anche altro. Ci dice che epurare, e farsi troppi nemici nel medio, e breve periodo, non paga affatto. Come si fa a perdere le elezioni? Quelli che sbandierano tanto i modelli tedeschi bavaresi come modello di sicura vittoria, guardino un po’ di più nella direzione della Germania e chiedano alla signora Merkel che è accaduto mesi fa in Bassa Sassonia. Non ci interessa? Ci interessa invece. La Cdu, il partito della Cancelliera, ha perso per 344 voti. Eppure per la presidenza di quel land c’era un cavallo di razza, David McAllister.

Che accadde, fatte le debite differenze? Che uno dei loro candidati, scelto dall’apparato, fece buca. E così la Cdu per un niente ha perso. E il collegio andò alla Spd, l’opposizione socialdemocratica. Chi l’avrebbe detto? Cosa ha bocciato, il popolo? Il partito dei funzionari, degli ubbidienti, dei lecchini. Il partito che ha mollato per strada i temi etici, come accaduto alla grande anche qui in Lombardia. Dove, ogni tanto, c’è qualche rigurgito sui temi dell’immigrazione, ma la gente non gira con l’anello al naso e non le bastano più queste corde per credere a tutto il resto.

«Dal 2009 la CDU continua a perdere le elezioni, al punto che si è arrivati alla situazione curiosa che la SPD, principale partito di opposizione, è rappresentata al Bundestag, il Parlamento Federale, solo per il 25%, ma governa in 13 Länder su 16 e ha, quindi, la maggioranza nella seconda camera del Paese, il Bundesrat, o camera delle regioni, potendo così bloccare qualunque politica del Governo Federale», scriveva Stein.

Leggete ora la considerazione che a noi sta più a cuore: «Le elezioni in Bassa Sassonia dimostrano che anche delle piccole minoranze, derise dalla maggioranza che ha il controllo del partito, possono risultare decisive per le sorti di una votazione popolare. In Bassa Sassonia l’1,1% è andato al partito dei Liberi Elettori, euroscettici, ma tendenzialmente conservatori». Qualche migliaio di voti andati persi a causa dello sbarramento al 5%, ma, per vincere, ne sarebbero bastati 344, in un solo collegio.

Questo ci insegna che i cittadini non votano più gli apparati, ma i contenuti, i programmi, e le persone che se ne fanno carico.

Ci insegna che una minoranza organizzata può cambiare gli equilibri. Attorno a questa idea c’è spazio per consenso e rilancio dei temi dell’indipendenza. Francamente non vediamo altre “novità” all’orizzonte politico, l’eredità di un sogno è nelle nostre mani e di quanti vogliono divincolarsi dal crollo dei partiti che hanno come solo obiettivo il raddoppiarsi gli incarichi se non direttamente a sé, almeno ai loro maniscalchi.

Le democrazie occidentali sono in crisi terminale, e persino le loro Costituzioni sono spesso piene di negazioni e patti traditi che sono tipici degli accordi tra vincitori e vinti. Ma proprio da queste macerie dell’Occidente e dell’Europa in crisi di astinenza liberale, sappiamo di dover prima o poi ripartire.

*segretario Indipendenza Lombardia

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16 Comments

  1. Questo quotidiano on-line è didponibile e acceta tutte le idee di questo o quello che commentano i servizi giornalistici presenti ogni giorno. I loro sevizi presentatno la situazione e cercano di dare imput a tutti quelli che credono e sperano un domani il più vicino possibile in una conquista della propria indipendenza da questo stato italia da questi politici farabutti, indecenti, incopetenti ma vompetenti nel prendere e intascare e il popolo va in deault. Noi tutti che leggiamo e crediamo in quello che dicono o scrivono i vari redattori di questo styupendo giornale il quale ha scelto un nome che veramente è indovinato e che da speranza in quello che noi crediamo e che vogliamo. Ora tutti quelli che ci credono e che vogliono partecipare a questa rivoluzione Gandhiana, dobbiamo trovarci ma non solo per criticare ma per dire veramente la nostra e parteciparte attivamente in un confronto lale e costruttivo per le nostre idee di indipentismo e di autodterminazione e nella ricerca di separatismo da questa italia in bancarotta. Il momento è propizio ma dobbiamo essere noi dare idee semplici ma certamenete sicure per raggiungere i nostri scopi. L’Indipendenza proponi a tutti quelli che credono e che vogliono no solo a parole ma a fatti concreti i veri ideali di indipendentismo un colossale congresso di tutti gli indipendetisti di ogni movimento indipendentista anche in due o tre giorni ma non solo con i capi ma di tutto il popolo indipendentista.
    Rinaldo Cometti
    Emiliano

  2. AFRO SILVIO says:

    sono daccordo con RICCARDO S. tutti questi partiti
    indipendenti dovrtebbero unirsi in un solo movimento, considerando che dovrebbero avere gli stessi programmi e se ci fossero delle diversita’ basta confrontarsdi e primeggiare il meglio per il cittadino.
    Quiondi finche’ non ci sara’ un solo movimento,,non si risolvera’ nulla , perchew’ come gia detto , l’unione fa’ la forza,, Spero che nel breve futuro questo accada , io sono pronto.
    AFRO SILVIO

  3. ricordate che i sondaggi che gli indipendentisti o separatisti sono importanti più che i referendum, questi sono una risposta del popolo del territorio di cosa vuole che si cambi nel proprio comune, nella propria provincia e nella propria regione, raccolto il sondaggio saranno cotretti poi i max media a locali, regionali e nazionali a presentarli e si vedrà cosa il popolo vuole del proprio territorio, cose certe e non slogan improponibili, fatti non chiacchere carissimo Emiliano 2.
    Rinaldo Cometti
    Emiliano

  4. Emilia2 says:

    Qualsiasi tipo di referendum vale come sondaggio; non ha nessun valore per le leggi italiane.

  5. Vittorio Strada says:

    Il problema non è il fatto che esistano tante piccole realtà, ma la qualità modesta di ciò che esiste all’interno dell’indipendentismo lombardo.
    Ora sorge questa cosa nuova… si vedrà. Speriamo non abbia le caratteristiche da conventicola di iniziati che hanno altri gruppi, del tutto chiusi e incapaci di comunicare con il mondo esterno (a parte i banchetti in strada, durante il fine settimana). E speriamo che la classe dirigente abbia la generosità e l’intelligenza di mettersi un po’ da parte, dando spazio a leader nuovi e capaci di dialogare con chi vuole dialogare (certo è impossibile dialogare con gli “autistici”).

  6. Luke says:

    Caro Cisalpino, non ho capito: vuoi l’indipendenza, o lo statuto speciale? Perché sono due cose ben diverse! Entrambe molto meglio della situazione attuale, ma tra loro molto diverse.
    Saluti

    • indipendenza certo … e x via secessionista tout court, da xseguire kon o senza referendum…

      vista xò l’insistente propaganda e pretesa indipendentista di UP e non volendo essere a tutti i kosti detrattore di kuel movimento (sostenuto da Marchi e Oneto pure),
      nel tentativo d’essere propositivo e benevolo nei loro konfronti, ho kiesto loro di manifestarsi + kiaramente suggerendo l’assunzione, nel loro programma politiko, di kiari impegni autonomisti ke, data la loro kultura e formazione, se sfociasse nell’impegno ufficiale di perseguire l’autonomia lombarda attraverso una revisione statutaria regionale simile a kuella siciliana, avrei potuto dar loro sostegno …

      di balle ce ne hanno rakkontate sempre, sin dall’inizio…
      x darti una fregatura, l’imbroglione (penso a Bossi), deve portare ragioni verosimili …
      e kon Padania (tanto amata, sognata, idealizzata ed assaporata … ma tanto vilipesa e deturpata), guarda kuali tradimenti e vergogne ci ha kausato il ciarlatano kaprone e sensale …

      vedi ora kome, dalla Padania gabbata del suo mentore, “h24 nano de prima il Nord”, kon “il pakko similvero della Makroregione tenti di rifare lo stesso perkorso … sempre verità millantate (fregando e strumentalizzando pure Miglio), rivelatesi balle e raggiri evidenti x le azioni ke fanno … o meglio, x ciò ke omettono di fare…

      diamo kuindi a kuesto UP un obiettivo reale, minimalista e legalista (xsino lealista 😀 ) al sistema romano e kompromettiamili al suo ottenimento … vediamo se sono kapaci di portare a kasa kualke risultato senza akkampare skuse di traguandi e mete impossibili da raggiungere …

      lo statuto sicilianio è nella legalità di kuesto stato di merda … saranno kapaci, i nostri, di ottenere parità di trattamento amministrativo tra le komponenti di kuesta repubblika bananaria agendo da dentro la Regione Lombardia !?

      vediamo kosa rispondono …

  7. retifico piccoli, medi e grandi comuni,
    complici al 100%

    Rinaldo Cometti
    in primis Emiliano

  8. ingenuo39 says:

    Indipendenza Lombardia? Toh| un movimento nuovo con idee uguale agli altri simile a con la prospettiva di fare come gli altri e cioè niente e solo tante belle parole. Tanti auguri anche a questo nuovo che avanza.

  9. rispondo al sig. Arrighini segretario nazionale prima U.P. ora Lombardia indipendente, come ho scritto a GL. Marchi scrivo a lei, qualche idea è buona ma la base del’UP è stata inforata, il consiglio del 7 aprile è stata una cosa seria o una farsa? Avete tutti voi a capo del movimento lottato per entrare con basani nelle elezioni regionali e purtroppo non ci siete riusciti vi siete presentati con il partito fare per il declino e anche lì un non successo della madonna. La raccolta firme per color 44 è una ottima idea ma tutto il popolo vuole in primis le cose importanti per soppravivere sia finanziarmente, ambientalmente (il quale è stato distrutto) il lavoro, la salute, l’istruzione. Il popolo vuole essere preciso nei doveri ma vuole prima di tutto anche i diritti del proprio territorio. io sono sicuro che conquistare i piccoli, i medi e grandi con una presentazione di proposte appetibbili alla gente e conquistata la loro fiducia con fatti chiari e semplici interessanti per la gente con anche la spegazione chiara e nitida dell’autodetrminazione (risoluzione 44-color44) e presentare per ogni comune l’autodetrminazione e nel proseguio l’indipendenza, la separazione da questa italia corrotta, inefficiente, merdaiola, altrimenti cadiamo ancora nella complicità, perchè noi gente, popolo non siamo stati vittime ma complici al 10%.

    Rinaldo Cometti

  10. …Ci insegna che una minoranza organizzata può cambiare gli equilibri. Attorno a questa idea c’è spazio per consenso e rilancio dei temi dell’indipendenza. …

    … solo se kontende all’oppressore diritti negati e kuindi, dev’essere kombattente e non ossekuiante… nè rivolgersi al potere romanista e pelasgiko korrotto e kolonialista, kol kappello in mano…

    se mi fai un programma (ke non vedo, al di là dell’ovvietà e retorika solita, alla Toffa), ed elenki atti ed azioni ke intendi intraprendere in kuesto senso, potrei dare un giudizio di merito cirka la reale intenzione di kambio politiko x il Risorgimento Cisalpino e lotta vera indipendentista, ke liberi dalla servitù morale e materiale la nostra Gente …

    x ora, da kuello ke avete fatto (rakkolta firme), skrivete e dite di fare, siete fumosi, insufficenti… direi demomkristiani d’antan… una delusione indipendentista. …

    • … ti voglio aiutare nella stesura eventuale di kuel programma indipendentista e dirti ke basterebbe un solo punto kualifikante x darti kredito, ovvero:”
      Perseguire kon determinazione e sostenere konvintamente e fattivamente, in tutte le sedi istituzionali e della società civile e religiosa, la Riforma dello Statuto Regionale, x la Lombardia e tutte le altre Komunità Cisalpine, simile a kuello in vigore in sicilia… ”

      se kominciate a dire e reputate ke ciò sia anakronistiko, improponibile, ke non si può, ke non lo koncedono, etc. siete già persi e rivelati …

  11. Riccardo S. says:

    Nuova speranza o nuova presa in giro?

    Dopo aver letto i primi commenti dell’universo indipendentista, devo dire che in entrambi i casi mi sento al quanto amareggiato.
    Come l’estrema destra e come l’estrema sinistra, il mondo indipendentista è frazionato in una miriade di piccole realtà in continua lotta tra loro.

    Non capisco se questo è il risultato di un boicottaggio dei poteri/partiti forti, una sorta di difesa dello status quo con l’obbiettivo di affossare queste tre ideologie potenzialmente rivoluzionarie.
    Oppure, se più semplicemente, è il risultato di una lotta interna fatta da incapaci e prime donne intente a diventare il nuovo Almirante/Berlinguer/Bossi.

    Sarebbe bello avere un solo partito indipendista lombardo (e questo vale anche per il Veneto ecc).
    Sarebbe bello almeno sapere perchè l’Unione Padana, l’Unione Padana Alpina, Pro Indipendenza Lombardia ecc ecc non possano fondersi in un’unica realtà.

    PS: Lanciare un nuovo partito senza nemmeno sito ne simbolo… per la serie col markenting iniziamo bene…

    • giorad says:

      Totalmente d’accordo con Riccardo S.

      Il frazionamento é talmente marcato, tra l’altro su una realtà temo abbastanza piccola (almeno per ora – il sondaggio SWG luglio 2010 mi lascia sempre qualche speranza), da suscitare naturalmente la domanda: perché tutto ciò?

      Non credo che lo stato italico stia tramando, tipo Roma antica, secondo la strategia del “dividerli e neutralizzarlii”, ma neanche riesco ad immaginare che vi possano essere ritorni econmici abbastanza pingui da giustificare tutto questo baillame.

      Spero la fenomenologia non significhi che, anche in queste lande, la riottosità e disorganizzazione meridional-levantina siano ormai parte del patrimonio genetico.

      Sig. Marchi, potrebbe illuminarci lei – con intento costruttivo?

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