L’INDIPENDENZA DEL VENETO, ECCO COME FARE

di SANDRO MIGOTTO

Jesolo 26/27 maggio, il giornale web “L’indipendenza”, di cui sono ospite, ha organizzato un evento, avente come oggetto lo studio e la fattibilita’ dell’unione perlomeno di intenti dei Movimenti, gruppi e partiti indipendentisti al fine di rendere indipendenti terre che sono state, a parte gli ultimi 150, esempio per il mondo intero per secoli, libere ed indipendenti; per quanto mi riguarda il meeting, a me interessa solo il Veneto, ma in via propositiva e federale sono e vengono interessate altre Genti del Nord.

Alla luce di quanto io ed altri abbiamo dichiarato, mai dall’annessione del Veneto all’Italia,  il momento storico e politico e’ quanto mai favorevole alla causa indipendentista. Che fare allora, vista la miriade di Movimenti indipendentisti in Veneto, spesso litigiosi, spesso anacronistici, spesso senza programmi, idee e linee politiche tali da non potere combattere contro lo stato Italiano senza fare la figura dei fessi.

Cominciamo dalle cose semplici. Cosa ci unisce? La nostra appartenenza al Popolo Veneto, l’amore per la nostra terra, il rifiuto ad appartenere ad uno stato che non ha mai avuto nemmeno un decimo della dignita’ che ha avuto chi governava queste terre poco meno di due secoli fa, e nemmeno di chi vive, lavora e produce in queste Terre oggi. Mi sembra un buon inizio. Quello che ci divide non mi interessa, ne’ tanto meno mi interessa combattere battaglie antiche che non potremo mai vincere; la storia potra’ essere riscritta solo e nel momento in cui saremo di nuovo liberi ed indipendenti.

Che fare or dunque. Il primo passo e’ capire quali siano le stradi legali e democratiche possibili. Non mi nascondo certo dietro ad un dito. Il Partito per l’indipendenza del Veneto una strada la ha indicata. Ma, come si dice in Veneto, ho sempre do schei de mona in scarsea, ovvero, non ho verita’ assolute (benche’ sia certo di quello che stiamo facendo). Dobbiamo arrivare, piaccia o non piaccia ad avere il consenso del 50,01% della popolazione Veneta in caso di Referendum indipendentista. Ben vengano i Partiti on-line, ben vengano i Partiti che non trattano con Roma, che parlano solo con l’ONU e la UE; sappiano comunque che senza il quorum sopra detto non se ne fa nulla.

Come arrivare al 50,01%? Per coinvolgere la nostra gente serve dargli un progetto credibile e possibile, ovvero partire dai comitati di Cittadini, senza strutture di Partito opprimenti. Tali comitati avranno l’onore e l’onere di contrastare lo Stato e richiedere, in ogni Comune Veneto delibera di iniziativa popolare comunale tendente all’autodeterminazione. Con i Comitati cittadini verranno spiazzati i partiti nazionali; gia’ dall’esperienza di Jesolo 2010, 5.000 persone dalle storie politiche e personali piu’ disparate hanno votato SI all’autodeterminazione, senza alcun aiuto dei mass media, senza FB, e contro la volonta’ della Lega Nord (unico partito a Jesolo ad essersi astenuto…). Questa a mio avviso e’ la strada maestra. I movimenti indipendentisti dovranno fare alleanza nel promuovere in ogni Comune ove siano presenti, e senza simboli, tale iniziativa. Raggiunto l’obiettivo, i movimenti si coordineranno per permettere l’attuazione del Referendum, fatemelo passare.. a livello regionale. Senza che nessuno pretenda primogeniture, senza che nessuno pretenda alcunche’. Mi chiedono…che tipo di Stato sara’ il Veneto indipendente? Quali strutture, come sara’ organizzato? L’unica risposta possibile e seria e’: lo decidera’ la Gente Veneta. Saremo una Grande Nazione.

Ci sono vari aspetti peraltro che andrebbero analizzati. La lega Nord, traditrice delle istanze del Popolo Veneto, di fatto ha un bacino di elettorato fortemente indipendentista e pulito. Dobbiamo a qualunque costo far si che aderisca alle nostre istanze. Dobbiamo raggiungere la comunanza di intenti.

Quindi con la massima umiltà chiedo a chi in questo momento ha potere decisionale nei Partiti Indipendentisti di fare un passo indietro. Io rinuncio ad ogni cosa (ovvero il privilegio di aver fatto parte di un gruppo indipendentista eccezionale per qualita’ delle persone e per il progetto)  e chiedero’ di sciogliere il Partito per l’indipendenza del Veneto a fronte della nascita, a Jesolo, di un gruppo indipendentista che dia il cappello politico, che dia nuova vita all’indipendentismo Veneto.

WSM

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32 Comments

  1. Max says:

    Ritengo prioritario che tutti i movimenti indipendentisti veneti, si uniscano per raggiungere l’obiettivo di una nazione Veneta.Noi Veneti per anni abbiamo riservato i nostri pensieri all’accumolo di ricchezza personale perchè i media ci hanno bombardato di beni materiali. Facendoci dimenticare chi siamo da dove veniamo, la nostra storia, la nostra lingua. Informatevi quanti dei nostri giovani ed anche meno giovani conoscono la storia dei Veneti, sino ad arrivare alla repubblica Serenissima di Venezia. Penso sia fondamentale come base di partenza la presa di conoscenza e di coscenza, della nostre tradizioni che sono le fondamenta per risvegliare qualcosa che per molti è stato perduto o mai conosciuto. IL nostro compito è informare e divulgare anche questo messaggio, poichè nei programmi scolastici italiani lanostra storia non può essere divulgata.
    Dal 2004 raixe venete organizza a Cittadella ogni anno la festa dei Veneti,a settembre 2011 c’è stata la partecipazione di oltre 50000 persone e questo è uno degli strumenti per divulgare la nostra storia.

  2. Lucafly says:

    Auguri sinceri al sig. Migotto e a tutti i Veneti.
    e che Dio ve la mandi buona.

  3. enea says:

    POVERI ASINI!!VI STATE FACENDO INFINOCCHIARE DA POCHI PERSONAGGI CHE ASPIRANO A CONTROLLARE L’ECONOMIA DI QUESTE REGIONI…NULLA DI NUOVO AVRETE IN CAMBIO…ANZI..SE AVETE CERVELLO PER RIFLETTERE,CAPIRETE QUANTO NULLA DI PIU’ STOLTO,SIA L’INDIPENDENZA DALL’ITALIA…SE L’ITALIA REAGISCE RICORDATE,UNITI AVREMMO TANTE DI QUELLE COSE DA FAR INVIDIA ANCHE ALL’AMERICA E ALLA GERMANIA..PURTROPPO CI SONO PERSONAGGI CHE RIESCONO A MANIPOLARE GENTE DI BASSO PROFILO COME VOI,CHE PENSA CHE L’INDIPENDENZA VI RENDA ONORE,O VI DIA UNA VITA MIGLIORE…CHE FESSI….

    • Caro Enea, Ma perché se io sono Veneto devo essere obbligato ad essere italiano? Glielo ripeto in modo che il concetto sia ancora più chiaro in modo che la parte del fesso ignorantello non la faccia lei: SONO VENETO NON SONO ITALIANO.
      Ne ho diritto e facoltà proprio per il Diritto Internazionale che riconosce il mio Popolo la mia Nazione, la mia Storia, la mia Cultura, le mie Tradizioni. Ci stiamo pure arrivando a livello legale ed ufficiale con il MLNV (www.mlnv.org)
      Se Lei si sente italiano ne ha tutto il diritto ma non puo negare a me, e agli altri Veneti che lo vogliono, lo stesso diritto visto che la mia Nazione ed il mio Popolo hanno 1300 anni di storia indipendente e non 146…
      GRAZIE PR LA COMPRENSIONE, caro Eneuccio, E CHE SAN MARCO LA PROTEGGA .

      dott. GABRIELE PERUCCA
      MLNV

      Gabriele Perucca
      MLNV

    • floriano says:

      TU TI SENTI PROTETTO DA UNO STATO GOVERNATO POLITICAMENTE, DA INCOMPETENTI FALLIMENTARI E PARASSITI, ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’ PICCOLO ASINO IDIOTA, NESSUNO TE LI TOCCA, MA DOVRESTI ORMAI AVER COMPIUTO L’ETA’ PER CAPIRE, CHE ORMAI DI TRIPPA NON NE AVETE PIU’ E LA TUA ITAGLIETTA AGONIZZANTE STA PER TIRAR LE QUOIA, ABBI FEDE TI DOVRAI RIMANGIARE TUTTE LE OFFESE CHE GIUSTAMENTE DA IMBECILLE ITALICO SAI PERFETTAMENTE ESTERNARE, DALTRONDE LA SCUOLA DI DOMINIO STATALISTA DI MERDA TI HA COMPLETAMENTE INSABBIATO IL CERVELLO E TI RIESCE BENE MANCARE DI RISPETTO A CHI NON CONOSCI , CARISSIMO FESSO ITALICO DI MERDA.

      A MORTE L’INVASORE LADRO.

      W SAN MARCO
      W L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO VENETO PER L’INDIPENDENZA.

  4. Caro sIg. Migotto,

    Con il massimo riapetto che ho per Lei, fino a che ai Veneti non spiegate che il 50,01 % non serve nè per indire un referendum indipendentista nè per liberarsi dal giogo Italiota, di strada ne faremo poca, come quando si parla di percorso via UE o ONU senza le necessarie basi giuridiche previste dal diritto internazionale fondamentali per percorrerlo.
    Se avesse la voglia davvero di capire qual’è il percorso legale che stiamo facendo con il MLNV appunto basato sul diritto internazionale, non parlerebbe di strada possibile via ONU percorsa da partiti politici venetisti che operano in ambito italiano perchè cio non è assolutamente possibile per il diritto internazionale stesso.. La via possible (io personalmente ritengo l’unica) verso l’indipendenza è quella gia percorsa da molti stati africani e asiatici che si sono liberati dal dominio coloniale europeo attraverso un percorso cominciato obbligatoriamente con dei Movimenti di Liberazione Nazionale in quanto soggetti giuridici. Quindi anche per la Repubblica Veneta quando si parla di via ONU è strettamente necessario passare per un Movimento di Liberazione Nazionale. Guarda caso, il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) esiste già ed ha già fatto i passi strettamente indicati dall’ONU per poter essere ritenuto soggetto di diritto internazionale.
    Ora ci sono degli altri passaggi obbligati che stiamo compiendo e che credo Lei già sappia quali sono.

    Un cordiale saluto e buon San Marco.

    Gabriele Perucca
    MLNV

    • sandro Migotto says:

      legga meglio quanto io scrivo. senza alcuna animosita’. Io so, come Lei perfettamente, che la liberta’ non ce la regala ne l’ONU ne’ tantomeno la UE. Ci siamo gia’ scritti sul tema. Il percorso di MLNV e’ uno dei tanti percorsi che uno dei tanti movimenti indipendentisti veneti stanno facendo. Io, non ostante non convenga con il percorso che state facendo, Vi appoggero’ sempre. Abbia anche Lei, la stessa compiacenza.

      Distinti saluti.

  5. liugi says:

    La strada dell’indipendenza del Veneto sarà costellata di ostacoli. I mass media inizieranno sin da subito ad attivare la macchina del fango, sproloquiando di inviolabilità dell’unità nazionale, di popolo veneto inesistente, di lingua veneta come dialetto dell’italiano e così via. Per questo è necessario innanzitutto trovare persone molto preparate in materia che possano controbattere sul piano intellettuale e mass media alternativi al sistema italico che ospitino dibattiti sul tema.
    In secondo luogo, è necessario attirare le simpatie del ceto produttivo. Sensibilizzare la gente facendo leva sul loro portafoglio può sembrare meschino, ma la storia insegna che si tratta del modo migliore per dare una svolta alla storia, soprattutto in tempi di crisi nera con uno stato mangiatore di risorse come nel nostro caso.
    Prepariamoci. Quando l’Italia fallirà, i promotori dell’indipendenza veneta potranno dire: noi l’avevamo detto.

  6. Albert says:

    Tuto beo, però atension a dire che il referendum è legale e che basta trattare con l’Onu, queste sono inesattezze.

    • sandro Migotto says:

      ribadisco che il referendum e’ legale. Ne ho le prove dato che a Jesolo nel 2010 e’ gia’ stato fatto ed il Consiglio Comunale ha adottato tale delibera. Nessun trucco e nessun inganno. Fatelo in ogni Paese del Veneto.. la forza d’urto popolare sara’ devastante per lo stato centrale.

      • Sandro, Certo che è legale il referendum come legale sarà il commissariamento che la Corte Costituizionale italiana renderà di immediata eseguibilità per tutti quei comuni che lo ufficializzeranno. La storia è bella perché “magistra vitae”: c’è già scritto tutto, basta andare a leggerla con attenzione…il popolo Sardo ha già fatto questo cammino con i risultati descritti nelle prime due righe sopra…

        • sandro Migotto says:

          Io non ho paura. Settecento comuni veneti adotteranno tale delibera, settecento comitati presenteranno tale delibera, che fa lo stato, comissaria il Veneto?

          Proviamo a scrivere noi la nostra Storia, Sig. PERUCCA.

  7. vittorio says:

    si all’indipendenza cosi ne approffitiamo pure noi…………..un friulano

  8. xyzxyz44 says:

    Al riguardo vorrei fare una domanda alla redazione :
    Questa testata on-line è realmente rivolta a tutte le genti del settentrione o in particolar modo ai veneti.
    Nulla di male per carità e auguro agli amici veneti di poter veder realizzate le loro istanze autonomiste e/o indipendentiste.
    L’importante però è chiarirsi. Questa testata nei suoi principi fondativi, si rivolge a tutti quelli che abitano nelle terre che Miglio voleva uniti in una sorta di confederazione cisalpina.
    Se invece l’interesse principale di questa testata è dar voce all’istanze del popolo veneto , allora che lo si dica chiaramente. Non vi è nulla di male, come scritto sopra, ma non è la mia causa se questa è svincolata da tutto il resto. Faccio ai veneti un grande ‘in bocca al lupo’ ma personalmente a me interessa una testata giornalistica che abbia una visione meno localistica e di più ampio respiro che inglobi tutte le realtà settentrionali di quella ancora da divenire repubblica cisalpina.

    • Leonardo says:

      Questa testata parla di chiunque interessato all’indipendenza. Abbiamo pubblicato articoli ed interventi di sardi, siciliani, toscani, piemontesi, lombardi, friulani ed altri. Che poi, i veneti siano forse i più attivi ed impegnati e inviino in redazione più articoli è un dato di fatto. Di sicuro, questa testata non è nata per scrivere ciò che interessa solo a lei altrimenti, anzichè migliaia di lettori, ne avremmo uno solo (e la cosa non ci parrebbe utile).

      • xyzxyz44 says:

        Ma infatti, e a me non pare di aver richiesto una testata che incontri soltanto i miei interessi. Anzi a me pare di non aver chiesto assolutamente nulla se non un’eventuale risposta ad una semplice domanda .
        La ringrazio per la risposta, buona serata.

    • NicolaJob says:

      semplice da capire amico senza nome: se il Veneto riuscirà nel suo intento aprirà la strada per tutte le indipendenze. Attualmente è la sola ipotesi percorribile. Poi verrà tutto il resto. Aiutaci anche tu che poi anche noi ti aiuteremo. Noi veneti siamo l’inizio di una palingenesi italica. Speriamo, dai

    • sandro Migotto says:

      la risposta di Leonardo mi sembra chiara ed esaustiva.

      Mi preme dirle solo una cosa. Parlo di Veneto, anzitutto perche’ lo sono e sopratutto perche’ insieme ai miei compagni di viaggio conosciamo lo Statuto Regione Veneto (che e’ stato ovviamente riconosciuto dallo stato centrale). ora, gli amici indipendentisti Lombardi, gli amici indipentisti Friulani, etc. dovrebbero studiarsi il loro Statuto e vedere se quanto e’ possibile applicare da noi, sia possibile anche in altre Regioni Italiane.

    • floriano says:

      MI RAMMARICA CHE UNA FORTE REALTA’ LA ATTUALE LIGA VENETA, SI SIA POTUTA LEGARE AD UN GRUPPO DI UOMINI VERDI CHE NON HA NULLA DA SPARTIRE CON LA QUESTIONE VENETA, OOH ALMENO MI DA’ QUESTA IMPRESSIONE,
      UN ATTIVISTA PER IL VENETO.

      COSA NE PENSI ? XYZXYZ44,
      TE ME PARI UN CODICE FISCAE RUSSO OSTREGHETA

    • Giacomo says:

      Caro anonimo: tutti i movimenti indipendentisti devono cooperare, ma se la maggioranza dei Veneti volesse un Veneto indipendente e non federato con l resto del nord post-italiano, noi non Veneti dovremmo accettare il loro volere con un applauso. Non tracciamo i confini della citta futura tirando righe su una mappa come gli inglesi in Iraq. O come ha già fatto a suo tempo un somaro di Gemonio, molto mal consigliato, peraltro. Autodeterminazione e sovranità per tutti i popoli. Dal basso.

  9. NicolaJob says:

    Proposta lucida, autorevole, non ci sono alternative per il nostro futuro: o ci prendiamo l’indipendenza o saremo costretti a soccombere. Questa italia non ci appartiene e in 146 anni il solco che ci divide è diventato sempre più profondo. Il nostro futuro è sempre più chiaro:diffusa povertà per mantenere un parassitismo di stato, emigrazione diffusa come a fine ‘800 all’occupazione del regno sabaudo. O i Veneti hanno uno scatto di orgoglio, di amor proprio, di amore verso i propri figli o è la fine. Io sono convinto che ce la faremo se metteremo al bando i personalismi a favore della nostra sacrosanta causa. Viva San Marco.

  10. Francesco says:

    D’accordo sul ritrovarsi in un unico movimento. Perplesso sulla possibilità di raggiungere il 50,01% pacificamente.

    • sandro Migotto says:

      se mai cominciamo con azioni legali ma forti e ferme… non lo sapremo mai. Ho imparato che a volte i sogni si realizzano. Faccio un lavoro che mi fa stare a contatto con la gente tutto il giorno, Credimi che la misura e’ piena, sento commenti “estremisti” da clienti di qualsiasi ceto o cultura… Se non raggiungeremo il quorum al primo colpo, ripoveremo. Con questo andazzo economico, che a mia memoria non aveva mai colpito cosi’ duramente l’economia veneta, nell’intimita’ della cabina elettorale potrebbe succedere di tutto.

      • Francesco says:

        Voglio credere anch’io che sia tutto possibile pacificamente e anzi appoggio al massimo la tua posizione.
        Nutro solo due grandi perplessità:
        1. la massa di persone che “vivono” di stato, oltre che i vili in genere, è più ampia di quanto si pensi, anche in Veneto.
        2. Roma non mollerà, anche in caso di 50,01%, vedrete.

      • floriano says:

        VENETI RICORDATE CHE UN IDEA-LE NON HA SCADENZA COME LO YOGURT, NON HA IMPORTANZA CHI, CON QUALE METODO, QUALE MOVIMENTO, SIMBOLO, BANDIERA O PERSONA RAGIUNGERA’ QUESTO OBBIETTIVO, CHE E’ L’INDIPENDENZA, L’UNICA ALTERNATIVA PER LIBERARCI DA QUESTO TREMENDO TRITACARNE DI STATO PARASSITA ED ESTIRPATORE DELLA DIGNITA’ UMANA.

        ATTENTI AL LUPO OCCUPANTE.

        W SAN MARCO
        W L’AUTODETERMINAZIONE PER L’INDIPENDENZA DEL POPOLO VENETO

  11. Rinaldo C. says:

    Ok è giusto il tuo pensiero di fare un referendum senza alcun simbolo di parttito presso ognni comune del veneto, ma io chiedo anche che tutto questo deve essere
    svuiluppato in tutte le regioni del nord con un referendum presso ogni comune, raggiunto questo quorim del 50%+1 possiamo essere certi che conquistermo la nostra libertà, il mio non è un sogno pindarico, ma ci credo fermamente e spero che a Jesolo
    il 26-27 maggio data da ricordare, sia il momento giusto per iniziare non solo l’indipendenza del Veneto ma anche di tutte le regioni del nord, perchè così si potrà creare un vero stato confederale e dove ogni regione avrà un suo statuto e vari cantoni che saranno padroni del proprio territorio.

    Rinaldo

  12. ugo says:

    Ottima iniziativa!

  13. Fabrizio says:

    Molto interessante, se dovessi dare un nome a tutto ciò, lo chiamerei CVRI, acronimo di; comitato volontario regionale per l’indipendenza, con lo scopo di coordinare e supportare tutti i comitati volontari comunali da istituirsi in ogni regione.

  14. ferdinando says:

    Bravo Migotto, questa xè la strada giusta, credo che i fruti pal Veneto i sarà abondanti. W San Marco!

  15. Giacomo says:

    Chapeau.
    Giacomo Consalez

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