L’INDIPENDENZA DEL POPOLO VENETO

di SANDRO MARCO MIGOTTO

Vedo la gente della mia terra arrancare di fronte ad una crisi economica e sociale dalla quale non si intravede ancora il fondo e peggio, una via di uscita. Fino a pochi anni fa eravamo il famoso “fenomeno del Nord Est”, una delle zone piu’ produttive e capaci al mondo. La sola Provincia di Treviso aveva un PIL pari a quella dell’intera Grecia. Potrei andare avanti a scrivere su quello che era e per certi versi e’ ancora il Veneto. Ineguagliabile come capacita’, persone ed intraprendenza . E’ scritto nel nostro DNA.

Nei tempi delle vacche grasse potevamo permetterci tranquillamente di mantenere la casta romana e lo stato assistenziale del Sud, zavorra dall’unita’ d’Italia. La Germania in venti anni dalla caduta del muro di Berlino ha di fatto cancellato il gap esistente tra le aree Est ed Ovest del Paese, noi dopo centocinquanta anni… e spendendo molto di piu’ (soldi del Nord ovviamente) siamo ancora qui.

Ora dobbiamo seriamente, a fronte di quanto sopra espresso, pensare alla nostra sopravvivenza. Si, alla nostra sopravvivenza. Nonostante questa repubblica abbia fatto di tutto per impoverire il Veneto negli anni 50/60 favorendone l’emigrazione di massa, nonostante abbia tentato di demolire il tessuto sociale favorendo l’immigrazione in massa di meridionali negli anni dal 1960-1980, nonostante l’ulteriore riversamento di masse di extra comunitari e comunitari dell’Est dal 1990 ad oggi, il Veneto e’ sempre stato vivo ed attivo e con prospettive piu’ che rosee (grazie ovviamente ai piccoli artigiani, commercianti, agricoltori ed alla piccola e media industria e non certo per meriti dei politici).

Oggi non e’ piu’ cosi’. Oggi, l’indipendenza non e’ piu prescindibile dalla nostra sopravvivenza economica. Che fare dunque. Non vi sono molte alternative. Non entro neanche in merito a battaglie antiche, che senza indipendenza non si possono combattere ne’ soprattutto vincere; anzi spesso su queste cose lo stato italiano ha approfittato per renderci ridicoli e folkloristici sminuendo ed offendendo le nostre giuste rivendicazioni.

Cosi’ come la Rivoluzione Americana e’ scoppiata per la tasse del the’ cosi’ il popolo veneto su muovera’, a fronte di una storia plurisecolare, per motivi economici, legati al tentativo di strappare il legittimo e guadagnato benessere economico da parte dello stato italiano per il mantenimento dei suoi privilegi e delle sue caste. Non e’ piu’ possibile fare azienda di qualsiasi tipo con il 60% di tasse ed imposte. E’ semplice vessazione.

Siamo di fronte al piu’ completo fallimento dei Partiti, buon ultimo la Lega Nord alla quale abbiamo delegato le nostre istanze autonomiste prima, e federaliste poi. Venti anni di governo nazionale e delle Regioni del Nord non hanno portato ad una sola Legge a tutela del Nord stesso… si e’ piuttosto creata una nuova Casta di politici che non hanno alcun interesse, se non mantenere i loro privilegi a scapito di chi li vota.

Oggi parlare di indipendenza non e’ piu’ reato. Sono nati negli ultimi anni Partiti indipendentisti, ognuno con un proprio percorso, una propria storia. Ma in tutti vedo gia’ il seme del fallimento e in alcuni peggio, del tradimento. A breve ci saranno le elezioni comunali in gran parte dei Comuni del Veneto. Alcuni Partiti indipendentisti pronti a schierare le truppe e presentare liste, con programmi roboanti. Gli stessi identici errori commessi dalla Lega Nord con venti anni di ritardo. Che senso ha presentarsi alle elezioni comunali, per governare una citta’ quando, i trasferimenti stato-comune sono oramai ben inferiori al 10% di quanto i cittadini di quella citta’ versano a Roma, i patti di stabilita’ che non permettono praticamente alcun investimento.

Io con altri amici ho deciso che non delego piu’ ai Partiti. A nessuno, neanche ai Partiti indipendentisti. C’e’ una via legale che porta all’indipendenza, non violenta e democratica, utilizzando le Leggi Regionali e Nazionali. E lo abbiamo gia’ fatto a Jesolo (VE) e lo stiamo facendo a S.Stino di Livenza (VE). Parte dalla gente, da semplici comitati cittadini senza necessita’ di tessere, di sezioni di Partito (che amo definire filiali in quanto come nascono, non sono piu’ a servizio dei cittadini ma del politicante che controlla queste filiali).

I comitati cittadini possono chiedere la proposta di delibera di iniziativa popolare comunale per l’autodeterminazione. E’ trasversale, non e’ ideologica. Quando avremo qualche Comune (cinque per l’esattezza), per lo Statuto Regione Veneto  il Governatore Zaia non potra’ esimersi dal promuovere il Referendum per l’indipendenza a livello regionale.

Il resto sono solo chiacchere e tempo perso.

*Portavoce dell’Associazione “VIVI VENETO VIVO” promotrice della proposta di delibera di iniziativa popolare comunale a S.Stino di Livenza (VE)

 

 

 

 

 

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18 Comments

  1. sandrino speri says:

    Tu che passi di quà e di là come una banderuola,rifletti bene su chi si è effettivamente alleato con la malavita:se noi o le vostre classi dirigenti che molto spesso coincidono con lo stato. Al tempo dei rapimenti o sequestri di persona vedi Celadon ed altri io non ho mai sentito che abbiano rapito siciliani o calabresi ,ma veneti e lombardi si .Ai sequestri di persona oggi è subentrata la caccia all’evasore specie se è veneto o milanese,ma guarda caso l’evasione in queste regioni è intorno al10%:ma in Calabria è dell’85%e in Campania del 60%,ma li nessun controllo.Ogni popolo ha il grado di libertà che si conquista e si merita:battetevi per la libertà e l’avrete, battiamoci per la libertà e l’avremo,il governo e la mafia non noi controllano i flussi di denaro da nord a sud e viceversa.I popoli forse sono meglio delle loro classi dirigenti,ma lo devono dimostrare,lamentarsi non serve a nulla

  2. Se invece di allearvi con la malavita aveste contribuito davvero agli aiuti al sud controllati (non solo il nord, ma tutta l’Italia alleata a chi al Sud lotta contro la malavita e viene lasciato solo dallo stato e quindi ucciso), il sud sarebbe alla pari. Invece avete preferito avere un sud povero per avere manodopera a basso costo rubandogli le risorse.

  3. vittorio says:

    L’unica via è l’indipendenza . Ma per ottenerla il nodr-est deve ancora soffrire. Purtroppo stiamo ancora troppo bene,è inutile negarlo. Tempo uno o due anni se……tutto va bene e se continuiamo a scendere economicamente e in qualità di vita, allora forse la gente esausta e disperata sarà disposta a tutto , anche a prendere le armi. Ovviamente non esistono altre possibilità ! ( vedasi Slovenia e Croazia)

  4. crocco carmine says:

    Sulla vostra PELLE, cari POPOLI VENETI e del RICCO NORD, state vivendo quello che qui, AL SUD, abbiamo vissuto esattamente 150 ANNI fa.

    L’annessione monetaria.

    Solo che allora ci fu una guerra vera. Fummo sconfitti. I nostri soldati (“I BRIGANTI”, ONORE AI COMBATTENTI DELL’ESERCITO MERIDIONALE) furono trucidati, abbattuti dall’esercito sabaudo.

    Intere generazioni furono costrette ad emigrare lasciare le proprie terre, abbandonare i loro affetti a causa delle nuove politiche monetarie del nuovo regno.

    Vi avverto cari popoli padani, questo nostro passato sarà il vostro futuro .

    La DIASPORA che colpì noi colpirà pure voi e vi perseguiterà. Sarete dannati e costretti ad emigrare. Nessuno avrà pietà di voi e spero che l’accoglienza che troverete sarà la stessa che avete offerto.

    Cordiali saluti

    Carmine Crocco

    • alex says:

      Per favore, studi un po’ di storia ma di quella imparziale e non di parte. La famosa annessione monetaria di cui il sud sarebbe stato vittima 150 anni fa è esagerata nelle conclusioni.
      1) Infatti è vero che le casse dello stato piemontese erano vuote e invece quelle del regno delle due sicilie erano piene ma solo perché negli anni precedenti il piemonte aveva dovuto finanziare ferrovie e guerre che erano costosissime. Se fosse stato il sud a unificare l’Italia allora sarebbero state le sue di casse a essere vuote. Inoltre le casse del sud erano di proprietà dell’ultimo re borbone che ci era seduto sopra come un re medievale investendo poco nel sud dove ad esempio c’era ancora il latifondismo! Il sud è stato sì in parte depredato ma non esageriamo.
      2) Il nord-est non faceva neanche parte dell’Italia nel 1861, né ha beneficiato dei soldi del sud. Basta andare a vedere le enormi emigrazioni di veneti e di friulani fino a metà del ‘900.
      3) Negli ultimi 50-60 anni il sud ha ricevuto montagne di soldi dal nord che è stato continuamente depredato a vostro favore quindi non avete di che lamentarvi. Però con la sostanziale differenza che almeno gran parte del nord ha sfruttato i soldi del sud di 150 anni fa mentre il sud ha bruciato i soldi del nord degli ultimi 50-60 anni.
      4) In ogni caso la repressione e le stragi dell’esercito piemontese di 150 anni fa non giustificano tutti i mali del sud di oggi. Falsi invalidi, truffe alle assicurazioni e alla stato, auto che passano col rosso, motorini senza casco, malasanità etc. etc. etc. sono forse colpa di ciò che è successo 150 anni fa? Se così fosse allora anche in molte altre parti d’europa (es. territori occupati dai nazisti e poi dai sovietici) dovrebbero esserci comportamenti del genere…

      Quando scrivi “spero che l’accoglienza che troverete sarà la stessa che avete offerto.” non ci fai bella figura. E per favore basta con la storia che i mali del sud sono solamente colpa del nord di 150 anni fa perché è obiettivamente ridicolo.

      • crocco carmine says:

        Io la storia l’ho studiata e anche vissuta, sulla mia pelle.

        Non posso certo io , con due righe, cancellare 150 anni di propaganda a senso unico diretta da NORD a SUD, come la merce che ci hanno costretto a comprare e presente sugli scaffali dei nostri negozi.

        Dopo questa crisi dovuta all’unificazione dell’euro molte aziende del nord chiuderanno per sempre, come fu costretto a chiudere POLO SIDERURGICO DI MONGIANA (CALABRIA, http://it.wikipedia.org/wiki/Polo_siderurgico_di_Mongiana) dopo il 1860 con 1.500 operai specializzati che dopo una commovente resistenza cedettero ed emigrarono salutando la loro terra per sempre.

        Perchè era stata fatta una scelta, quella di fare progredire economicamente una parte dell’italia, l’altra era destinata alla miseria per fornire manodopera a basso costo, manodopera che ha fatto progredire la parte che oggi è la più sviluppata.

        Una ultima amara considerazione sul linguaggio a “trazione nordista” usato dai giornalisti.
        a SUD abbiamo la ‘ndrangheta, mafia, camorra che si impossessano del denaro pubblico attraverso la corruzione.

        a NORD abbiamo l’eccellenza che divora i nostri soldi
        (Vedi don verzè. i lingotti della lega, la sanità lombarda, le mazzette di finmeccanica, ecc ecc)

  5. Crisvi says:

    Condivido moltissimo riguardo il contenuto del presente articolo.

    Mi si consentano però alcune precisazioni :

    1) Formulerei un forte distinguo tra governi filo-sudisti, parassitismo e le popolazioni residenti al Sud.
    Ritengo infatti, che i cittadini del Sud, siano per larga maggioranza, delle incolpevoli vittime quanto noi Veneti, di questo sistema contorto. Anche se la mentalità del ” furbeggiare ” è sicuramente più elevata della nostra media regionale ( vedi ad esempio falsi invalidi, truffe assicurative, non pagamento canone RAI e altro ancora )

    2) La percentuale impositiva reale, è a mio avviso superiore a quel 60% citato nel presente articolo.
    Mancano infatti tutti quegli oneri accessori, che spesso non vengono conteggiati nel ” balzello ” finale :
    Bolli passaporto, effetti bollati generici, tiket farmaceutici e ospedalieri, multe e ritardati pagamenti, addizionali fiscali bancarie, oneri urbanizzazione, di successione, addizionale impositiva cassa avvocati, notai e professionisti, ecc.
    Io ritengo, che alla fine, la reale imposizione complessiva, superi il 70% del ricavato del singolo cittadino.
    Non esiste al mondo una cosa simile, forse in Svezia, ma con una qualità di vita e di servizi, infinitamente superiore alla nostra.

    3) Credo che alternative reali all’indipendenza e ai partiti indipendentisti, OGGI, non ne esistano.
    La proposta dell’autore dell’articolo è di fatto inapplicabile.
    Le leggi italiane ( regionali e nazionali ), non sono sufficienti a garantirci l’indipendenza.
    Semmai, si possono ricercare strade e strategie sovranazionali.

    Crisvi 🙂

    • migotto sandro marco says:

      caro sig. Crisvi, pur nella mia esibita mediocrita’ si faccia dire un paio di cose
      1 – non ho citato il Sud. Capisco e conosco bene lìimpossibilita’ della gente “normale” ad avere una vita “normale”. Non ci e’ piovuta dal cielo la nostra storia. ce la siamo conquistata e guadagnata. Le soluzioni per il Sud non le ho. ne mi interessa verle. Conquistatevi la vostra liberta’ e democrazia.

      Quello che mi interssa della sua risposta e’ su quanto Lei dichiara inapplicabile. Lei sbaglia. Il Popolo Veneto e’ riconosciuto per Staturo Regione Veneto, ed accettato dall’Italia che a sua volta ha firmato trattati internazionali a tutela del Diritto di autodeterminazione dei Popoli. Il percorso legale che abbiamo intrapreso e’ giusto e legittimo. In Italia sono riconsciuti come Popoli i Veneti ed i Sardi.

      Il resto e’ fuffa.

      • Crisvi says:

        Egregio Signor Migotto,

        Lei ha letto male le mie considerazioni e le ha interpretate peggio.

        Dove ho scritto che lei è un mediocre ?
        Risponda allegando il passaggio in copia per cortesia. 😮

        Riguardo il Sud :

        1) Lei scrive : ” Nei tempi delle vacche grasse potevamo permetterci tranquillamente di mantenere la casta romana e lo stato assistenziale del Sud, zavorra dall’unita’ d’Italia. (..) ”

        > Assieme a un effettivo stato assistenziale del Sud italia, esiste in quelle regioni,anche una consistente fascia imprenditoriale e del terziario, che investe continuamente nella propria attività, pagando congrue imposte al centralismo romano.
        Non corrisponde a totale verità quindi, che il Sud sia esclusiva zavorra, come afferma lei.
        Se dubita di quanto affermo, si prenda un periodo di ferie, che le indico alcune aziende modello, di mia conoscenza, che non sfruttano quelle risorse ” del Nord “, che a mio parere si fermano soprattutto in certi palazzi romani e nei loro dedali di sprechi, o peggio.

        2) Sul secondo suo passaggio, nulla da eccepire.
        Ci mancherebbe altro che quale discendente Venetissimo, con storia famigliare autoctona che risale a circa 800 anni fa, non fossi concorde con lei.

        Tuttavia, non era questo il senso del mio intervento.
        Io parlavo di percentuali di salasso dello Stato centrale nei confronti di noi Veneti. ( punto 2 )
        Poi ( punto 3 ) d’inefficacia delle leggi italiane per arrivare all’autodeterminazione.
        Lei mi parla di diritto all’autodeterminazione sancito propriamente dalle le leggi italiane..
        Non crede che se questo fosse stato possibile, saremmo stati indipendenti da anni a quest’ora ?

        Forse non ha letto la mia frase d’apertura, che le ripeto :
        ” Condivido moltissimo riguardo il contenuto del presente articolo. ”

        Non prenda pertanto il mio intervento in modo piccato, come si trattasse di una battaglia personale.

        Lei scrive un articolo, è quindi facoltà di noi lettori, condividerne in toto, o solo in parte, i contenuti.

        Cordialità

        Crisvi 🙂

        • migotto sandro marco says:

          Lei non ha scritto che sono un mediocre. Io dichiaro di esser un mediocre; in Italia ci sono fior di personaggi che parlano di tutto senza sapere nulla o quasi (e non mi sto certo rivolgendo a Lei) La mia mediocrita’ sta nel parlare per esperienza personale e conoscenze personali. Il mio intervento era a completamento del Suo e mio ragionamento. Ho apprezzato quanto da Lei sostenuto. Purtroppo questo e’ il limite della scrittura senza poter guardarci in faccia magari davanti a un buon bicchiere di vino. Con la massima simpatia e cordialita’. Buone cose.

          • Crisvi says:

            Ok, mi perdoni il fraintendimento.

            Capita, come giustamente afferma lei, che la scrittura, a volte, non rispecchi al meglio il reale pensiero dell’autore del testo.

            Leggerò comunque con pregnante interesse, eventuali suoi ultriori inserti sull’argomento.

            Ricambio con viva cordialità e altrettanta simpatia, le sue esternazioni di stima nei miei confronti.

            Mi stia bene.

            Crisvi 🙂

    • Trasea Peto says:

      De careghe e i partiti no xe ke morirìsimo sensa. Mi go firmà na carta de Veneto Stato par far el referendum par l’indipendensa e Veneto Stato xe drio tirar su firme anca sensa aver careghe. Voéndo Veneto Stato podeva far questo anca sensa eser un partito, ma bastava ke I se ciamàse “asaciasion par tirar su firme par l’indipendensa”.
      Veneto Stato xe un partito? Va ben isteso, l’inportante xe el rixultato.

      • Crisvi says:

        Concordo !

        No vedo proprio el male, nel voler far su un nostro partito Veneto.
        Penso che n’organisasion comunitaria estesa, figurà in te un partito, la posa fare meio de tante asociasion picenine in tel teritorio.

        In fondo, no vedo male, manco che el partito el se spaka in do tronconi, in competision tra de lori.
        La concorensa aiuta a miliorare, secondo mi.

      • migotto sandro marco says:

        giusto. e’ esattamente cosi’.
        Io sono infastidito a vedere locandine di candidati a elezioni italiote per il governo delle Citta’ Venete per il semplice fatto che anche i migliori, i piu’ onesti, i piu’ capaci andranno a governare le citta’ venete con leggi italiane ovvero contro la gente veneta.

  6. Albert says:

    Se i veneti no fusse veneti allora potremmo lottare per l’indipendenza….ma semo veneti .

    • bertolo says:

      Perchè no creder a l’utopia ? Perchè no pensar che la follia la serve per cambiar el vento e la beleza la pol salvar el nostro mondo? Perchè no provar a votare e Durigon?

  7. Sante says:

    Controdimostrazione:
    con riferimento all’ ultimo capoverso ::
    “per lo Statuto Regione Veneto il Governatore Zaia non potra’ esimersi dal promuovere il Referendum per l’indipendenza a livello regionale”.
    .
    Zaia no lo farà mai.
    in Veneto, dalle regionali2010 LN “pesa” per il 36%; un altro 4% “pesano” i venetisti-indipendentisti-secessionisti.
    Ln ha circa 120 sindaci sui 600 comuni veneti.
    da questi mumeri dovremmo “cogliere” “sul tappeto”,
    almeno 60 petizioni firmate.
    …e Zaia “dovrebbe” aver avviato il referendum “IERI”.
    …è kiaro ke l’Art.1 di LN è “roba” da maneggiare con
    carta a 2veli. Carta sulla quale è peraltro vergato.
    .
    la LegaNord DEVE essere annikilita dalla storia veneta.
    …la nostra salvezza è esterna a LN ed ai suoi esponenti.
    SerenissimiSaluti

  8. ferdinando says:

    Perfettamente d’accordo, l’indipendenza è chiaro che sarà l’ultima possibilità al nostro Popolo Veneto di poter salvarsi dalla catastrofe italiana. I Veneti però devono svegliarsi e scrollarsi da dosso la ruggine italiana che li rende automi senza volontà e purtroppo sempre più succubi del pensiero italo-napolitano. Coraggio Veneti, la libertà dobbiamo riconquistarcela, nessuno ci regala niente, l’italia non ha mai regalato niente al Veneto, anzi ha sempre considerato il Veneto solo come la X^ Regio, con la differenza però che i Romani ci rispettavano e non ci hanno mai conquistato. Ora è molto ma molto peggio!
    W San Marco e i principi della nostra gloriosa Repubblica Serenissima!

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