L’indipendenza dei popoli è la sola alternativa

LIEGE, BELGIUM - JULY 2:  Basque cycling fans wave their flag in support of the Euskaltel Euskadi team during the presentation of teams on the eve of the commencement of the Tour de France on July 2, 2004 in Liege, Belgium.  (Photo by Doug Pensinger/Getty Images)

di MARIO DI MAIO – L’ autodeterminazione va prospettandosi sempre di piu’ come la chiave l’asse portante su cui “appoggiare” la convivenza tra i popoli. Il fatto che sia stata riconosciuta in sede ONU permette alle cosiddette “nazioni senza Stato” di porre la questione della propria esistenza legittima all’ attenzione di tutte le istituzioni internazionali, costringendole ad occuparsene. Dovranno accettare il principio che le comunita’ che si riconoscono come popoli sono hanno il diritto di costruire il proprio futuro, assumendosene la responsabilita’ politica ed economica. In pratica si e’ messa in moto una macchina che non sara’ facile fermare con le argomentazioni finora utilizzate dai potentati finanziari del tipo dell’ UE, notoriamente installato in Europa a beneficio di “terzi”, o del tipo degli “stati-contenitore”, spesso protagonisti di alleanze e provvedimenti dannosi per le popolazioni “imprigionate” al loro interno. E mi limito a ricordare la batosta per il settore agroalimentare veneto causata dalle sanzioni applicate a Putin per volonta’ di Obama convinto di avere potere decisionale anche sulla definizione dei confini ucraino /russi. Fino adesso la voglia di indipendenza e’ stata descritta come “fascismo da combattere”, “sconquasso del sistema economico” e soprattutto “destabilizzazione politica dell’ area geografica di riferimento”. Piaccia o no, in futuro non sara’ piu’ cosi’. E’ confortante quanto riporta Luca Polo in argomento sul numero del 24 dicembre de “l’indipendenzanuova.com“: gli studiosi cominciano a parlare di indipendenza “esercitata” e di sovranita’ “guadagnata”. Io sono ottimista.

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One Comment

  1. Ric says:

    Si è vero è la sola alternativa …………..
    Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini .
    Risorse finanziarie , Eserciti , polizie , servizi segreti , attentati , armi , vaccini , petrolio , energia , tecnologia .
    Il catalizzatore che schematizza tali elementi a sistema è potere trasversale e rimodulabile , configurabile ed adattivo .
    La mondializzazione , come anche la definizione di unione di Stati è esattamente strategia di conservazione di tale potenziale ;
    certamente veicolata come lungimirante visione di sviluppo e benessere , certamente venduta attraverso il moto romantico dell’utile idiota che come sempre è l’effetto biologico di “carne che cresce” dell’idealismo romantico quanto allucinogeno e pernicioso , esplosione ormonale omni tempore erga omnes, è impulso aggressivo prorompente , permanente , senza l’ausilio aimè di quella cultura e quella sapienza di razze e popoli con DNA , alle quali viene sistematicamente applicata distruzione , “sterilizzazione “ appunto per omogeneizzare gli schiavi nella prigione dello status quo .
    È lì non sei moderno ma stupido !
    La gabbia non la chiudono a chiave , ci pensi tu con quella che ti hanno fornito “di serie “ che si chiama “Facebook “ ……….
    Per tale servigio , vuoi che manchi la religione a chiudere il cerchio ?
    Assolutamente no .
    Ogni tanto qua e lá qualche pensatore s’illumina d’intuizione indicando con stile Platoniano l’elemento nemico del sommo bene di turno che per esempio protrebbe essere il servizio distorto di TV Stampa Informazione . (vedi Grillo ) .
    È veritá con annessa ovvietá .
    È visione meccanicistica che individua , a seconda dello storicismo inquieto il fulcro simbolico /causale di crescente aggressivitá : il nodo di rete ove scaricare tensione ma al fine di depotenziarne la logica razionale e di visione sistemica , la quale richiede evoluzione interiore , cultura ed emancipazione antropogenetica .
    E allora, guerra distruzione e morte è ciò che sa far meglio il nostro peggio , ed il nostro peggio è meglio in assoluto del tutto .
    Guerra e distruzione allora sia ; ecco in un flash la dimostrazione della modernitá ma anche della storia .
    L’attacco al “problema” del momento come imprimatur di destino è conferma di mal riposta concezione o abbaglio del momento , allorquando la coattivitá a ripetere certifica il fallimento di tale “terapia” come strategia risolutiva ad eradicarne il male .
    Era l’ambizione dei Cesari il male da pugnalare e fu fatto , la presa della cittá di Troia , la distruzione di Cartagine , la decapitazione della nobiltà con la ghigliottina e fu fatto , i re sostituiti con le repubbliche , il comunismo al posto dei padroni e fu fatto , democrazia al posto di nazismo e fu fatto .
    Stati islamici al posto di dittatori , fatto .
    L’evasore fiscale , l’abolizione del denaro contante , la distruzione del ceto medio , fatto ! fatto ! Bruciate le streghe , Inquisizioni sacre e profane tutto fu ed è fatto.
    La mutazione tanto auspicabile rimane solo apparente , ed indovinate cosa sempre predomina ?
    Il cannibalismo tanto demonizzato , è l’unico impulso invasivo predominante anche nelle attuali modernitá o il suo contrario che è il nichilismo .
    Ottimismo certamente , ma se penso alla preistoria .

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