L’indipendenza contro le boiate renziane

di MARCELLO RICCIrenzi maria antonietta

Si propone come politico equilibrato, accattivante, in grado di smussare gli angoli e i di far ingoiare rospi e polpette avvelenate. Ha assoluta necessità di apparire (non essere) equilibrato. Il “dono natalizio” è l’annuncio che ha primavera sarà legge lo “ius soli”. Il ferale annuncio è in latino, in modo che molti non ne comprendano il significato. Lo Ius soli, ovvero il DIRITTO DI CITTADINANZA esteso a tutti i nati in Italia. Sarebbe , si spera che non avvenga, l’ultimo e conclusivo attentato all’identità del popolo (?) italiano. La cancellazione di cultura, gusti, lingua, tradizioni e religione, rappresenta l’obiettivo finale di un’operazione studiata a tavolino i cui capisaldi sono: accoglienza senza distinguo e limiti, frontiere aperte a tutti senza cordoni sanitari e terroristici, diritto di cittadinanza per chi vi nasce, diritto ai ricongiungimenti famigliari con tutte le conseguenze culturali, sociali e economiche che ne derivano.

Potremo vantarci di essere i primi in Europa, ad aver imitato la non nazione USA, fonte del disordine mondiale, emblematica Torre di Babele. Ci si chiede perché di fronte a un così grave attentato o ad un incosciente atto suicida, non accada nulla, non vi sia una violenta rivolta. Non può esserci rivolta perché la penisola detta Italia è abitata da popolazioni diverse e divergenti, incapaci di raggiungere una vera unità ma protese a vivere con rendite parassitarie.

Ecco il debito pubblico, che alcuni creano e altri devono farsene carico. La soluzione c’è e nel ritorno all’indipendenza dei singoli popoli. L’indipendenza non cade dal cielo; è un bene prezioso che si conquista. Solo l’indipendenza rende possibile considerare carta straccia leggi e accordi sottoscritti da un governo di uno stato unitario da cui ci si è liberati. Inutile perdersi in tentativi di raddrizzare l’albero storto e sopportare vizi e gravami di altri, diversi e distanti. La strada indipendentista è la via maestra, la sola via percorribile e le scorciatoie, come il federalismo, non abbreviano ma allontanano l’obbiettivo.

Inutile illudersi, il primo passo è nel dividere ciò che fraudolenti interessi hanno voluto mettere insieme. Il Veneto libero stato, la Lombardia egualmente libera, avranno il potere e dovere di cancellare tutte le boiate renziane e di chi lo ha preceduto per tornare ad essere padroni in casa propria. Tentare di raddrizzare le storture ataviche, genetiche di gente che di esse fa strumento di vita è impresa impossibile e i tentativi in questa direzione sono patetici. La via dell’indipendenza può essere anche lunga, chi la dura la vince, importante e dare la possibilità a figli e nipoti di scrollarsi di dosso parassiti e malfattori.

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2 Comments

  1. Dan says:

    Voi siete “contro”, Grillo passa le proprie giornate a spiattellare fatti, anche gravi, sul blog con un tono canzonatorio sullo stile “ti ho beccato, cicca cicca”, ai grillini, come Giarrusso, ogni tanto parte l’embolo per la tangente e scaricano un po’ di bile fantasticando di gente che s’arrabbia e quindi fa capitare “brutte, bruttissime cose” ma alla fine cosa si fa di concreto per risolvere in maniera definitiva ciò è universalmente riconosciuto come un cancro ?

    Guardate che quello là non può risorgere e farsi una seconda marcia su roma e anche potesse si guarderebbe bene dal farlo. Quindi… ?

  2. Venetkens says:

    mi dispiace ma al mio piccolo comune veneto c’era la fila per votare Renzi.
    siete sicuri sicuri che i veneti meritino l’Indipendensa?

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